Noi Rossi siamo contenti di lavorare la domenica, checché ne dica Davide Malvisi
La domenica, tutti allo shopping park.
Nei giorni scorsi, sul sito Diario di Fidenza, è comparso un pezzullo a firma Davide Malvisi, segretario della sezione borghigiana del Pd, in relazione all’apertura degli esercizi commerciali nei giorni festivi nella cittò del santo decapitato.
L’incipit dell’articolo reca testuale. «Sono stato uno dei primi a contestare apertamente, all’inizio della legislatura in corso, l’adozione da parte della maggioranza di centrodestra della delibera con cui si è introdotta a Fidenza la liberalizzazione selvaggia delle aperture nei giorni festivi degli esercizi commerciali. A più di un anno di distanza sono sempre più convinto che la scelta della totale derogabilità alle chiusure nei giorni di festa portata avanti da questa amministrazione stia peggiorando notevolmente le condizioni di vita delle lavoratrici e dei lavoratori occupati 7 giorni su 7 nei negozi della nostra città».
Seguono le solite giaculatorie nei confronti dell’amministrazione comunale attualmente in carica, incolpata di non aver affrontato il problema con l’adeguata attenzione, di non aver calcolato le nefaste conseguenze di tale decisione sull’istituto familiare, arrivando al punto di stabilire lui stesso che tale apertura domenicale non porterebbe alcun vantaggio ai negozi del centro storico.
Non abbiamo potuto fare a meno di notare l’assenza di analoghe dichiarazioni strappalacrime negli scorsi anni, a mano a mano che si andavano aprendo i vari capannoni in zona casello autostradale, da parte non solo del allor troppo giovane segretario pidino, ma nemmeno di coloro che oggi vengono accusati di esserne i ghost writer.
Faccio male a pensare maliziosamente che questa dimenticanza possa essere attribuita al diverso colore politico della giunta che allora concesse il permesso di tenere aperto anche la domenica, oltre che di costruire questi villaggi dello shopping? E commetto peccato grave a sospettare che gli alti lai elevati al cielo per negare tale possibilità anche agli esercizi commerciali situati sempre nell’ambito amministrativo del comune di Fidenza, ma meno periferici di quelli, possano dipendere da una sollecitazione degli ipergarantiti dipendenti del Centro Commerciale Coop già sazi di lavorare fino al sabato?
Per fugare malizia e tentazioni ho pensato bene di condurre una piccola indagine su di una serie di categorie di persone che sono costrette, causa la specificità del proprio lavoro, a muover le mani (o il cervello) anche nei festivi.
Grazie ai potenti mezzi messici a disposizione da Nave Corsara siamo riusciti ad entrare in contatto con un certo numero di lavoratori «festivi» la cui peculiarità risiede nel fatto che praticano professioni che da sempre li obbligano a impegnarsi pure nei festivi e che quindi non fanno più clamore, oltre alla coincidenza davvero strana di avere tutti lo stesso cognome: Rossi, family name particolarmente diffuso nella nostra zona.
Rossi come rosso è il colore delle bandiere che per decenni hanno sventolato sopra le teste dei lavoratori in protesta, senza invocare unitamente alle bianche sventolate dai seguaci di Santa Romana Chiesa, la chiusura di bar, ristoranti, ospedali, caserme dei carabinieri, dei vigili del fuoco, questure e stadi e cinema e teatri. Insomma, di tutti quei luoghi dove la domenica si lavora in silenzio, senza clamori e senza attirarsi le rampogne ecclesiastiche o i malumori di parte del sindacato e del Pd.
La domenica dei lavoratori di queste categorie è diversa, molto diversa, da quella che auspica per i lavoratori borghigiani del commercio, il giovane segretario del Pd fidentino. È una domenica lavorativa. Non sempre, ma spesso.
E a loro sta bene così.
Perché la domenica è un concetto vecchio per un vero laico.
Perché il mondo cambia e si evolve.
Perché viviamo in un mondo globalizzato.
Perché dobbiamo competere con miliardi di cinesi, indiani, americani, vietnamiti, turchi.
Perché fatichiamo ad arrivare alla fine del mese.
Perché abbiamo un mutuo da pagare.
Perché lo starordinario festivo qualcosa in più ci rende.
Perché da quando siamo diventati kennediani e obamiami abbiamo accettato dell’America gli aspetti positivi ma pure quelli negativi.
Ma ora lasciamo spazio alle loro dichiarazioni.
Le tentazioni gastronomiche dell’Agrinascente a un passo dal casello dell’A1.
«Mi chiamo Rossi Adriano, faccio il cameriere in trattoria. Lavoro a chiamata. Il mio posto è quanto di più simile a un posto fisso ci sia. Durante la settimana si lavora pochino. Il fine settimana e soprattutto la domenica il lavoro invece aumenta. E aumentano i miei introiti. E io sono contento per quanto posso esserlo in una situazione di crisi come questa. Ma questo è il mio lavoro da oltre trent’anni. E sono ugualmente riuscito a crescere i miei figli. E vado d’accordo con mia moglie. Anche perché quando ci siamo sposati sapevamo bene qual era il nostro lavoro. Lei si chiama Rossi Alberta e lavora in cucina nella stessa trattoria dove lavoro io. A volte viena a mangiare qui di domenica anche quel giovanotto che comanda il Pd (il partito per cui ho votato) di Fidenza. E noi lo serviamo bene. E lui è contento. ma non ci dà mai la mancia».
«Mi chiamo Rossi Angelo faccio l’infermiere all’ospedale. Quello tutto nuovo e moderno, fiore all’occhiello della sanità locale. Come tutti qui, lavoro a turni: mattina, pomeriggio, notte, festivi e feriali. E mi piace. Anche la domenica, quando mi tocca, la vivo bene. Perché so che sto svolgendo un lavoro utile. E poi lo faccio da tanto tempo e quando ho iniziato sapevo che mi sarebbe toccata qualche domenica. E qualche Natale, Santo Stefano, Ultimo dell’anno, Capodanno, Pasqua e Ferragosto. Diversamente da Rossi Artemio, mio fratello che lavora alla Coop, dove non ha mai lavorato in vita sua durante un giorno di festa. Salvo quando, per integrare, va a lavare i piatti in nero in una pizzeria. Ossia molto spesso».
«Io sono Rossi Attilio. Faccio il pompiere e sono di stanza qui al distaccamento dietro l’angolo. Come tutti saprete, il nostro organico è quel che è, per cui noi pochi uomini dobbiamo sopportare un carico di lavoro pesante che comprende pure domeniche e festività varie. A turno naturalmente. A volte mi pesa, perché preferirei andare al Tardini a vedere le partite casalinghe del Parma con mio figlio che è un inguaribile tifoso… Per fortuna capita a volte di essere di servizio proprio lì e di poter vedere la partita da bordo campo, magari tra un fumogeno e l’altro. Ma è il mio lavoro».
Il mio nome è Rossi Augusto. Sono un carabiniere. Come da tradizione di famiglia, visto che mio fratello Rossi Azeglio è nella polizia stradale. Il caso ha voluto che ci trovassimo tutti e due in questo bel paesone con due torri gemelle e un bel tunnel, che si chiama Fidenza. È al centro della ricca pianura padana qui stanno bene tutti, mica come da noi nel Salento, dove non c’è lavoro e molti sono costretti a mangiare pane e olive. Certo, in determinati lavori ti devi un po’ adattare e magari lavorare anche qualche domenica… ma mica tutti possiamo fare i metalmeccanici». Se quest’anno mi mettono in turno la notte di Natale, pazienza. Lo spiegherò a mio figlio che sono sicuro lo capirà. Poi l’anno prossimo toccherà a un altro».
«Sono la dottoressa Rossi Benedetta. Ho trent’anni, mi sono laureata quattro anni fa. Faccio la specialità in pneumologia a Parma, ma l’importo dell’assegno che mi passano non è altissimo, quindi mi arrabatto con le guardie mediche sul territorio. Per cui oltre alle domeniche che a turni debbo passare qui al Rasori, ogni tanto faccio pure i festivi alla Pubblica. Magari preferirei passare questi giorni col mio moroso, ma non posso lamentarmi, qualcuno questo lavoro deve pure farlo. Anchio ho votato Pd l’ultima volta».
Preistoria. Quando il centro commerciale Coop era in costruzione, circa vent’anni fa.
«Salve, sono Rossi Claudio, noooo non quello… solo un omonimo. Anche se le mie idee politiche sono molto simili alle sue… Più modestamente lavoro in autostrada. Faccio il casellante. Mestiere noioso ma più o meno uguale a quello della cassiera di un supermercato. Se non fosse che a me toccano molti turni di domenica e festivi, anche se con l’introduzione del telepass e dei pagamenti automatici il mio carico di lavoro è senz’altro diminuito. Comunque lo sapevo che mi sarebbe toccata qiualche festività quando mi hanno assunto e ora non ci faccio nemmeno più caso».
Ehilà, penso mi conosciate in tanti. Sono Rossi Enrico, quello che ha la bottega d’abbigliamento in via Cavour da 50 anni. Ho passato lì tutta la mia vita. Giorno dopo giorno. Siamo in tre in bottega: io, mia moglie e mio figlio. Ci piacerebbe poter tenere aperto il negozio anche la domenica, magari facendo a turno tra noi tre, visto che gli affari non vanno troppo bene. Ma “i ho sintì che al fiol ad Malvis al vol mia, n’ho mia capì ben al parchè” e allora mi son deciso a scrivere a voi per tentare di comprendere le ragioni. In fin dei conti non si obbligherebbe mica nessuno e chi ha dipendenti li potrebbe far lavorare a turno o dare dei riposi compensatori. Tutto insomma, pur di poter incrementare il nostro reddito, perché il periodo delle vacche grasse è finito. Così come è finita l’epoca delle pensioni baby».
Dopo questa serie di dichiarazioni non mi resta altro da aggiungere.
Se non che anche i giovani, quando abbracciano idee vecchie, forse andrebbero rottamati.
Doctorenry













Sarebbe auspicabile che oltre i Rossi fossero disponibili ed aprissero
i servizi pubblici 7 gg su 7 in modo che divenissero veramente pubblici e con orari ove possan esser a disposizione di chi lavora e contribuisce per mantenere il posto a questi!
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Non ho capito di cosa si lamenta il sig. “Rossi Enrico”: lui può già aprire il suo negozio la domenica, cosa gliene frega di quel che dice Malvisi (opposizione) visto che la Giunta approva le aperture domenicali?
PS:
L’ultima foto non c’entra nulla con i nuovi centri commerciali presso l’autostrada.
Come si può vedere, si tratta della costruzione dell’attuale centro commerciale coop, la foto risale quindi a circa 20 anni fa e lo si capisce anche dal colore ingiallito!
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Grazie per l’errata corrige, abbiamo provveduto.
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Il sig Rossi Enrico si lamenta del fatto che il sig Malvisi Davide insista nel giudicare “scorretta” o magari “inutile” o magari ancora “nefasta”la possibilita’ di tenere aperti i negozi di Fidenza durante i giorni festivi..
Il pezzo sul Diario di Fidenza da cui hanno tratto spunto le mie interviste ai signori Rossi, mi pareva fortemente sbilanciato in sfavore delle attivita’ commerciali del centro storico rispetto a quelle prossimiori al casello dell’autostrada .Di tedeschiana memoria .
Tutto qui.
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Beh, cappero, allora qualcuno se ne è accorto. Che son cambiati i tempi. Che per il commercio ci son meno soldi e più concorrenza. Che su un mercato globalizzato la concorrenza arriva da tutto il mondo. Che in ogni area dell’economia che possa far presupporre un guadagno investono le multinazionali. Allora qualcuno si è accorto che la spesa si fà fino alle 21. Perchè se i supermercati son tutti aperti è perchè ci è una rilevanza economica. Che la spesa si fà alla domenica. Che se tutti i centri commerciali aprono alla domenica è perchè la gente ci và alla domenica. Son cambiate le abitudini della gente. Che lavora di più e ha meno tempo, perchè c’è la crisi. E allora per favorire il commercio bisogna far chiudere gli ipermercati la domenica e alle 19 alla sera ; non sono i bottegai che per affrontare le nuove esigenze devono andar incontro ai clienti, sono i sindacati che devono far chiudere tutti. Ma porca vacca. Diglielo agli artigiani che devono lavorare 8 ore al giorno e non di più, loro ti diranno che son tempi difficili e per starci dentro bisogna lavorare 12 ore. Diglielo ai contadini che quando tagliano l’erba al venerdi la raccolgono al lunedì, però se piove l’erba marcisce. Ma diglielo agli operai di non far straordinari, ma poi non pagan le bollette. E soprattutto spiegaglielo alla gente che devono andare in bottega dalle 16 alle 19, che se non han tempo son problemi loro. Si, è vero, lì in negozio spendono qualcosa in più che nei centri commerciali, i centri commerciali son aperti quando a loro fà più comodo far la spesa (e ci aggiungo che là ci son parcheggi davanti ai negozi, che c’è la sorveglianza e la sicurezza, ci sono iniziative condivise per forza, le vetrine tutte curate ad arte, la scelta, il confort), tutto vero, si diceva, ma venite lo stesso in negozio: non sò perchè ma veniteci. Dalle 9 alle 12, dalle 16 alle 19, chiuso la domenica e il giovedì pomeriggio.
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i contadini, forse qui nessuno lo ricorda perché di contadini ne sono rimasti pochini, sono gli unici che hanno sempre lavorato, anche la domenica a capodanno, il primo maggio e ferragosto. nessun contadino taglia l’erba il venerdì per raccoglierla il lunedì a meno che tu non stia parlando di erba lasciata a essiccare, quindi di fieno, che se gli piove sopra bisognerà che si asciughi e comunque rischia di marcire. ti dirò di più, in campagna non si faceva distinzione tra giorno e notte e si arava alla luce dei fari dei trattori e d’estate si tornava dai campi solo quando era buio, per non parlare della stalla che ti costringeva ad alzarti alle quattro perché la consegna del latte ha tempi che non possono essere rinviati. la campagna è stata il primo supermercato del biologico quando non si chiamava così, è stato il primo supermercato sempre aperto, sarà per questo che, non appena hanno potuto, i contadini del circondario sono venuti a lavorare alla vetraria perché si lavorava al coperto, non si dipendeva dal meteo e lo stipendio era assicurato, mai avrebbero immaginato che sarebbe finita così. ma queste sono cose che o uno le sa o non le sa e se on le sa e ha una certa età lo capisco, perché per trovare dei terfreni coltivati bisogna fare parecchi chilometri da piazza garibaldi e se passi per la campagna non riesci a mettere sotto una gallina neanche se ti apposti, perché le galline sull’aia, ma anche nei pollai, sono più rare della tigre con le zanne. e comunque mi fa piacere che lei mi abbia fatto questa domanda
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Lo so che non c’entra niente, ma qualcuno sa dirmi se è già passato il Rapido Carlo Fetonti? Di solito transita più o meno a quest’ora e fa una breve fermata per far salire i soliti due o tre pendolari della chiacchiera coatta. Ma da dove viene e dove va questo Midnight Express che viaggia nel buio della politica fendendo le tenebre con i suoi fanali ad acetilene? Se c’è posto, salgo anch’io. Bisogna pagare il supplemento?
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Ma perché doctorenry non va a intervistare qualche dipendente della Lidl o del Conad, magari un giovane precario a 500 euro al mese, invece che qualcuno che per vocazione e dovere garantisce un servizio essenziale (e gliene siamo tutti grati), oppure il padrone di un negozio a gestione famigliare?
Secondo me, le risposte saranno meno aderenti alla sua tesi preconcetta.
Per una discussione seria su un tema così importante, aspetto con ansia il completamento del suo reportage.
P.S.: A proposito, domenica mattina vorrei farmi fare una pulizia dentale: lei a che ora apre l’ambulatorio?
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Rossi Enrico,in via Cavour.Negozio a conduzione familiare Gia’ intervistato.
Dipendente del Conad o del Lidl giovane e preacrio,scontento :nessun Rossi,purtroppo.Altrettantanto per agricoltore di nome Rosse.
Io la domenica mattina apro alle 09.00.
Attendo sua prenotazione.
Buona rottamazione.
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a me personalmente ha tolto un dente il giorno di ferragosto.. e non ho pagato molto nonostante il giorno ed il male boia..che avevo Ciao
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E non era quello del giudizio!!
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Sono qui e ti sto leggendo, ma ti devo far notare che assomiglio più ad un accelerato che ad un rapido,però ti posso garantire che con me si viaggia gratis.
Notte…
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Mio nonno diceva che i commercianti di fidenza piangono perche’ non riescono piu’ a comprarsi un appartamento all’ anno…..
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Non abbiamo potuto fare a meno di notare l’assenza di analoghe dichiarazioni strappalacrime negli scorsi anni, a mano a mano che si andavano aprendo i vari capannoni in zona casello autostradale, da parte non solo del allor troppo giovane segretario pidino, ma nemmeno di coloro che oggi vengono accusati di esserne i ghost writer.
Faccio male a pensare maliziosamente che questa dimenticanza possa essere attribuita al diverso colore politico della giunta che allora concesse il permesso di tenere aperto anche la domenica, oltre che di costruire questi villaggi dello shopping? E commetto peccato grave a sospettare che gli alti lai elevati al cielo per negare tale possibilità anche agli esercizi commerciali situati sempre nell’ambito amministrativo del comune di Fidenza, ma meno periferici di quelli, possano dipendere da una sollecitazione degli ipergarantiti dipendenti del Centro Commerciale Coop già sazi di lavorare fino al sabato?
PAROLE SANTE!!! EVVIVA LA COERENZA DI MALVISI (O DEL PD…?)
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Beh, non credo che lo sfruttamento del lavoro con part time precari e soggetti al rinnovo (e ore di volontariato in più) sia argomento pertinente, a meno che i commercianti non abbiano di fisso commesse in nero e/o sottopagate. Mi sembra che, per quanto grosso problema sociale, sia altra cosa. Come gli operai anche le commesse qualche ora di straordinario lo possano fare per arrotondare lo stipendio. Tieni conto poi che nei centri commerciali lavorano studenti con contratto “festivo” che gli serve per pagarsi l’università. Spiego meglio: sulla flessibilità del lavoro che ha dato adito ai soprusi e al lavoro nero “mascherato” DOVREMMO parlarne, ma non ci entra con gli orari di apertura delle attività commerciali.
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Beh, non credo che lo sfruttamento del lavoro con part time precari e soggetti al rinnovo (e ore di volontariato in più) sia argomento pertinente, a meno che i commercianti non abbiano di fisso commesse in nero e/o sottopagate. Mi sembra che, per quanto grosso problema sociale, sia altra cosa. Come gli operai anche le commesse qualche ora di straordinario lo possano fare per arrotondare lo stipendio. Tieni conto poi che nei centri commerciali lavorano studenti con contratto “festivo” che gli serve per pagarsi l’università. Spiego meglio: sulla flessibilità del lavoro che ha dato adito ai soprusi e al lavoro nero “mascherato” DOVREMMO parlarne, ma non ci entra con gli orari di apertura delle attività commerciali. Meditate, gente, meditate
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si vede che nessuno di voi a mai lavorato a 800 euro al mese 7 giorni su 7 compresa la domenica pomeriggio in un supermercato che quando piove si allaga tutto il magazzino e si staccano i pannelli del contro soffitto ! Allora prima di parlare e dire (e stavolta lo dico indignato perchè pensavo ci fossero persone intelligenti in questo blog ) BESTEMIE su un argomento che evidentemente non si conosce in più moralizzato da un dentista che non è certo una categoria che brilla per trasparenza!
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In effetti io non o mai lavorato(cosa che del resto non fai nemmeno tu!) a 800 euro al mese 7 giorni su 7 compresa la domenica pomeriggio in un supermercato che quando piove si allaga tutto il magazzino e si staccano i pannelli del contro soffitto ! Probabilmente perche’ il mio papa’ e la mia mamma mi anno pagato gli studi prima alle squole basse…poi a quelle piu’ alte fino alla squola dei denti ,dove studiando 24/24,7/7,365/365 mi hanno dato un pezo di carta con su scritto che con quello potevo imbroliare la gente e vadere le tasse.
Probabilmente e’ per cuesto motivo ma anche perche’ non sono un blogger intelligente che ,oni tanto mi scappa cualche BESTEMIA.
Se lo acetti,vorrei pero’ darti un consilio:sicome la magior parte dei supermercati che operano a Fidenza sono politicamente afluenti all’a sinistra ed in essi i sindacati vigilano attentamente perche’ siano rispettate le norme dello statuto dei lavoratori,ti consilio di rivolgerti a loro.
O seno’ di provare all’outlet,ove salvo i periodi tipo natale etc,i comesi lavorano 5/7 e quando sono di turno la domenica guadanano di piu’.
Se credi posso aiutarti a fare la domanda,perche’ vedo che il tuo itagliano e’ piutosto zopicante e l’importante e’ sapersi presentare bene.
Con stima e afetto
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Si, certo caro Doctorhenry, peccato che non so se lei è al corrente del fatto che se i notoriamente permissivi ed attenti ai diritti umani capi dei supermercati di Fidenza scovano un iscritto ai sindacati tra i loro dipendenti, lo licenziano in tronco…la teoria è sempre gaia e sognatrice, ma la realtà è un pelino diversa da quella che descrive lei…
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Doc , mi pare una caduta di stile un po’ troppo snob.
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Che tristezza sto dottor Enrico che prende in giro con il suo post delle 18:26 l’amico Roberto.
Più che un dottore mi sembra un Bambinone.
Impara a rispettare le persone… chi può studia. Ci sono persone che hanno sacrificato lo studio per cose che tu neanche ti immagini…
Ti credi sul primo posto del podio? Sai che il secondo e il terzo ti hanno fatto le smorfie durante la foto?
Con tristezza.
Saluti…
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sapete di che cosa soffrono questi giovinotti ? che con la perdita del potere si è interrotta la filiera delle assunzione garantite negli enti pubblici , veh… gli tocca lavorare , gli tocca
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Allora dalla frase (Se lo acetti,vorrei pero’ darti un consilio:sicome la magior parte dei supermercati che operano a Fidenza sono politicamente afluenti all’a sinistra ed in essi i sindacati vigilano attentamente perche’ siano rispettate le norme dello statuto dei lavoratori,ti consiglio di rivolgerti a loro)si capisce in maniere evidente che lei non sappia nulla di questo argomento, al contrario di chi almeno va a parlare con i dipendenti come faccio io!
Il lavoro non mi spaventa al contrario suo io almeno per quei pochi mesi lavorativi le tasse le ho pagate tutte !
La sua arroganza è pari alla sua ignoranza prima di dare lezioni a qualcuno è meglio che si informi prima!
Al signor Guido rispondo che se non lo sa,noi c’eravamo quando eravamo al potere ci siamo ancora di più adesso che siamo all’opposizione !
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Che razza di un deficiente:nel senso che gli manca oltre alla conoscenza dell’italiano che ciascuno dovrebbe avere grazie alla scuola dell’obbligo,anche il senso del ridicolo e quello della querela.
Continuando ad insinuare che io le tasse non le pago,si vedra’ ben presto recapitare a domicilio una bella querela per diffamazione.
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Dopo l’intervento sgrammaticato di tale Roberto,improbabile lavoratore di centri commerciali che piu’ che a Fidenza paiono localizzati nel Veneto alluvionato di questi giorni,il quale ci spezza il cuore raccontandoci quanto siano schiavisti i gestori dei supermercati che tengono aperto di domenica e la mia ironica risposta,ecco scendere in campo le Mosche Cocchiere.
La prima ,quasi omonima del ministro tascabile e’ gia’ conosciuta dal popolo della Nave per i suoi sagaci e sempre obiettivi interventi.Ad esempio quando senza troppi giri di parole allude “democraticamente” alle presunte preferenze sessuali del primo cittadino di una citta’ a noi vicina.O come quando tenta maldestramente di difendere i “TRE”indifendibili.Ebbene questo ardimentoso insetto dell’ordine dei ditteri dall’alto del suo cocchio si spinge fino ad affermare che”i notoriamente permissivi ed attenti ai diritti umani capi dei supermercati di Fidenza se scovano un iscritto ai sindacati tra i loro dipendenti, lo licenziano in tronco “Robe da codice penale.Sarebbe bene che,avendo queste notizie di reato le comunicasse oltre all’autorita’ giudiziaria,pure ai suoi “datori di lavoro”politici.
La seconda Mosca Cocchiera,tal “Libero Cittadino 1945″appartiene a quella schiera di persone le cui idee sono rimaste ferme all’anno indicato dal suo nickname,asserendo che al giorno d’oggi possono studiare e laurearsi solo i figli dei ricchi.
Debbo deluderlo perche’ gia’ negli anni 60 le cose andavano differentemente.Infattii miei genitori erano semplici impiegati.
Loro mi hanno pagato gli studi,facendo sacrifici.
Io ho studiato.
Punto.
Diversamente dal suo pupillo Roberto che dovrebbe pur aver frequentato la scuola dell’obbligo.Che e’ gratuita o quasi.
Evidentemente l’obbligo era talmente noioso che negli otto anni dedicàtivi,non ha nemmeno imparato la coniugazione dei verbi avere ed essere,la sintassi e la grammatica.
Come a dire:moralista da due soldi!
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Ha combinato un bel guaio caro signor Doctorenry. Scimmiottando la loro ignoranza ha fornito loro un’idea per mascherarla. Non era meglio se gli sbatteva in faccia che dovevano tornare sui banchi delle elementari a imparare grammatica e sintassi? E in questo non c’entra la politica. C’entra che sono delle zucche vuote, ignoranti come capre.
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Che tristezza! Stavolta lo dico io!
Il dentista che, pur di contestare il PD, va ad intervistare un cameriere, un medico ospedaliero, un infermiere, un carabiniere e un casellante per farsi dire che lavorano alla domenica! E ci mancherebbe altro! Vorrei ben vedere il contrario!
Poi, non avendo argomenti per ribattere a chi il mondo del lavoro lo studia davvero, si attacca agli errori di ortografia. Decisamente una caduta di stile!
Infine, qualche anonimo vecchietto sentenzioso tira fuori i vecchi luoghi comuni, quelli sempre buoni per gli antipolitici di professione, che si lamentano a prescindere e il cui contributo di idee è sempre pari a zero. Quelli che si sono crogiolati per una vita nel loro bel lavoro a tempo indeterminato, che bastava da solo a mantenere una famiglia, o che hanno condotto un’attività quando la concorrenza ti veniva al massimo dalla Lombardia e dopo Trieste finiva il mondo. E che dimostrano un odio viscerale e gonfio d’invidia verso chi, fin da giovane, ha il coraggio di impegnarsi per risolvere i problemi concreti della nostra società, quelli che loro hanno contribuito a creare con la loro inerzia e che non sono stati in grado di risolvere per la loro ignavia.
Adesso fateci un piacere: lasciateci lavorare in pace, lasciateci costruire il nostro mondo e quello dei nostri figli, un mondo molto migliore di quello che voi ci avete lasciato. Non mettetevi in mezzo per il piacere di farlo o per dimostrare a voi stessi di essere ancora vivi.
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questo qui che fa il piagnisteo e accusa la generazione precedente di averlo lasciato in brache di tela si trova a ereditare tre case e a 18 anni gli hanno comprato la macchina, forse studio forse no, di certo è un compagno dei miei coglioni che dovrebbe solo vergognarsi di quel che dice e ancora di più di quel che pensa
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ma non è il comandante in capo, l’unico che sa scrivere del noto sito irredentista tenuto da dei quaquaraquà che si sentono militanti dell’Ira… ?poveretti come soffrono!!!!
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Attento a quello che scrivi, eroe dei due mondi….e lo stesso vale per te, SB.
Per ora vi prendete una manina rossa!
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Bella predica,papa’.
Adesso su le maniche e vai a lavorare.
Possibilmente un lavoro vero.
Di quelli dove non si parla soltanto.Ma si fa anche qualcosa di utile.
Intanto che aspetti,vedi di crescere,
Non di peso ne’ di altezza.
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X Alessandro Stefanini.
“Adesso fateci un piacere: lasciateci lavorare in pace, lasciateci costruire il nostro mondo e quello dei nostri figli, un mondo molto migliore di quello che voi ci avete lasciato. Non mettetevi in mezzo per il piacere di farlo o per dimostrare a voi stessi di essere ancora vivi”.
…Voglio credere che, visto il “credo politico” che professi, quando hai scritto questa frase tu sia stato di ritorno da una qualche gozzovigliata dove hai fatto sacrifici a Bacco, Tabacco e spero pure a Venere.
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Non approvo l’intervento del doctor. Basso livello, sbagliato il tema, chi si erge di sopra cade di basso. Parliamo di cose vere, come i contratti a tempo determinato, siano essi nei supermercati o nei call center. Però mi appello al fatto che questo non era lo spazio di discussione adeguato: QUI SI DOVREBBE PARLARE della liberalizzazione degli orari di apertura delle attività commerciali. Giusto o sbagliato ?
P.S. mi fà specie che esista ancora una resistenza alla liberalizzazione. L’economia deve essere ancora un economia “di stato” ? La concorrenza è un nemico del privilegio ? Teniamo le caste (avvocati, notai, farmacisti, poi i taxi, le agenzie, i tabaccai, ecc.) negli ordini ben sigillati, impediamo ai ragazzi meritevoli che han studiato di trovare la loro strada lavorativa, mettiamo mille ostacoli burocratici al commercio e poi decidiamo anche di inibire la libera iniziativa ? Chi vuol chiudere tenga chiuso, ma diamo l’opportunità a tutti di sviluppare nel modo che credono la loro attività. Basta guardarsi intorno per capire come gira, all’estero e in Italia. Fidenza non è CAPUT MUNDI
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Ma che due palle ‘sta storia della caduta di stile, ma chi siete gli accademici della crusca, i nipotini di monsignor della casa, i cuginetti di campagna di donna letizia, dei boccuccia di rosa, dei mangiatori di cioccolatini per leggere il pensierino dell’involucro, degli intellettuali del menga? Ma fatemi il piacere! Ha avuto la mano leggera anzi il Doctor, avrebbe fatto meglio a dire a ‘sto Roberto che sappiamo tutti chi è e di chi è figlio, dentro e fuori metafora, che è un ignorante che dovrebbe tornare al sillabario prima di sputare sentenze. E questo non è uno snobismo, questo è don Milani il quale diceva che i figli degli operai devono studiare il doppio dei figli dei padroni se vogliono farsi largo nella vita ed essere utili alla loro classe di provenienza. Ma qui Lettera a una professoressa mi sa che non l’ha letto nessuno o nessuno se lo ricorda. Roberto, Stefanino, gli amici della parrocchietta di via venti settembre non l’hanno letto di certo e comunque non è per loro che sono tutti figli di papà, si credono di sapere tutto loro e sono la zavorra del partito insieme a quegli altri di cui pensano di essere il rinnovamento…
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Gentili signori e signore,
nel ringraziarvi per l’interessante contributo d’idee che state offrendo, mi chiedevo e chiedo a tutti voi ed agli, o all’autore, dell’articolo: “non potrebbe essere un’opportunità incontrarci e discutere della questione?”
Il tema ci riguarda comunque e penso non sarebbe male potere dibattere di persona in uno spazio adeguato da indivduare in accordo con voi.
Conforntiamoci, potremmo comprendere meglio le tante motivazioni espresse, tutte valide.
Scusate l’ingenuità, ma che ci costa cercare di organizzare un forum sull’argomento?
Potrebbe essere ipotizzabile incontrarci in un giorno feriale dei primi di dicembre?
Ringrazio comunque tutti voi per l’attenzione
Commento molto dibattuto. Tu cosa ne pensi?
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valli a fare in partito i dibattiti e non venire qui a prenderci per il culo
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AAAAhhhhhh!!!!Fantastico questo allegro scambio di punti di vista tra i generosi ed ossequiosi figli del collettivo fu’ comunista (tutti piuttosto anacronisticamente giovani,cappero!),ed i nuovi liberali disillusi dalla politica corrente che,preso pieno comando della Nave Corsara,attaccano spietatamente i volenterosi difensori dell’eden marxista con bordate diffamatorie degne del miglior Feltri.
Ma allora siamo noi lo specchio della nostra classe politica.Non il contrario!!??
Boh!…vabbè…continuate.E’ interessante.
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A proposito dell’argomento di partenza:io lavoro anche la domenica,ma non sono credente e quindi mi pesa meno.Mi piacerebbe avere più tempo per me,ma per il momento non me lo posso permettere.Ma se un giorno riuscirò ad imbroccare qualche idea che mi frulla in testa…allora andrò a far compagnia a Silvio su qualche isola caraibica…Insomma:magari occorrerà qualche decennio ma,Silvio:ti giurò!Ti inseguirò in capo al mondo!
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non volevo dire che lei non paga le tasse era intesa in generale la sua categoria che non brilla per trasparenza ! ma non capisco perchè si debba continuare ad inveire su persone che si fanno il mazzo,lavorano, vengono sottopagati e gli si dice che sono dei piagnoni !
Per evitare fraintendimenti non sono quel Roberto che pensate voi !
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Il lavoro non mi spaventa AL CONTARIO SUO IO almeno per quei pochi mesi lavorativi LE TASSE LE HO PAGATE TUTTE !
Okkio,che gia’ mi brucia il culo per conto mio…..non aggravarmi il fastidio….
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chi ha inveito ? chi si fa il mazzo ? sei roberto o sei il suo tutore ?
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Saverio, se parlavi di me si vede che non mi conosci brisa. Ripeto che il dar dell’ignorante a qualcuno ed innalzarsi ad “intellighenzia” non è da saggi. Sarebbe come il Don Abbondio e il suo latinorum. Sarebbe la pretesa di aver ragione per manifesta superiorità. No, l’atteggiamento è sbagliato. Proprio chi si ritiene o è superiore non deve cadere nella tentazione di dire un “tes sù caghetà” di contadina memoria, cioè a prescindere da ciò che dici tu sei ignorante e quindi hai torto. Non parlo di cadute di stile, parlo di tornare per un attimo alla questione. Son sicuro che l’intelligenza del doctor, per quanto indispettito, gli consentirà di far analisi della questione.
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Ognuno di noi vola al livello consentitogli dalla propria intelligenza.Io volo basso.Tu ad altezze siderali.
Ti chiedo pero’ il favore ,quando punto il dito indicando alla luna,di guardare il satellite,non la falange
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Non sono ne Roberto ne il suo tutore, ho usato un nikname come fanno molti di voi .
Io non so neanche chi sia il Doctorenry e non cè l’ho con lui, mi dispiace che se la sia presa e ammetto di aver sbagliato nello scrivere che non paga le tasse anche se non intendevo lui personalmente .
E’ stato un errore,uno sfogo derivante dal fatto che io ho a che fare spesso con persone che lavorano nei supermercati e so cosa succede al loro nterno !
Sentire che sono tutti felici e contenti e che non vengono sottopagati mi ha fatto imbestialire !
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Parlavo di te e di qualcun altro. L’ignoranza è una brutta roba e forse bisognerebbe dirglielo a uno se gli cola dalla bocca o dal computer. Uno che ha la pipa aperta non glielo diresti guarda che hai la pipa aperta, se non la chiudi ti prendono per uno sporcaccione? Non ti conosco ma non si può conoscere tutti, giudico da quel che leggo e tu e gli altri non avete letto il doktor come andava letto, è stato fin troppo gentile, ha usato l’ironia. Mi ero fatto l’idea che ti intendessi di ironia. Ti ho sempre dato le manine verdi, ma questa volta hai fatto il boyscout con la persona sbagliata, hai difeso un arrogante scambiandolo per un debole, uno che ha cercato di farci piangere con la sua miserevole storia, come quella volta che Tedeschi non ha risposto alle domande della Nave nascondendosi dietro la storia della piccola fiammiferaia calabrese che lui non poteva espellere… ma chi glielo aveva chiesto ? Era un espediente da guitto per non rispondere a precise richieste di chiarimento. Stavolta in trappola ci sei cascato tu, ti sei fatto commuovere da uno che non solo si nasconde dietro uno pseudonimo, ma si nasconde dietro una storia strappalacrime e tu, come quel giuggiolone di Puke 85, ci siete cascati… siete dei corsari da oratorio
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Nessuno ci ha imbrogliato: ribadisco quel che ho già scritto. Evito le polemiche e mi rimetto al mio interlocutore. Credo che il doctor mi abbia capito.
P.S.
L’ironia non è uguale al sarcasmo, come ci insegnano le dottrine filosofiche greche. Per non dire che a volte si sconfina nel cinismo.
Inoltre il mio distinguo è il referente con cui ti confronti.
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58 prego 58 , e non giuggiolone………non me lo avevano mai detto .
Giuggiolone mi sta bene ma da oratorio proprio no.
Io mi riferivo al Doc , come caduta di stile , mica al “dipendente (sedicente) di supermerkato)”, ociu.
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Ma a questo interessante dibattito sta partecipando qualche bottegaio o commesso o siete tutti dei senza arte né parte come mi sembra di capire?
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“Adesso fateci un piacere: lasciateci lavorare in pace, lasciateci costruire il nostro mondo e quello dei nostri figli, un mondo molto migliore di quello che voi ci avete lasciato”.
Mo tes zù, smurgagnòn!
Commento molto dibattuto. Tu cosa ne pensi?
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Non ho le idee chiare in materia,quindi nel dubbio meglio liberalizzare. Stop
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Veramente stucchevole questo dibattito sui commerci senza i commercianti. Come mai? Non hanno il computer? Non lo sanno usare? Neanche quelli che li vendono?
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