Da questo frutto si ricava il rinomato limoncesso di Terzigno

Pubblicato da Redazione il 5 novembre 2010 in Agricoltura, Alimentazione, Ambiente, Rassegna stampa |


di Luca Marconi

Napoli. Gli alberi vesuviani stanno regalando una frutta così deforme che nemmeno Francis Bacon avrebbe potuto fare di meglio, alchimie della terra intrisa di veleni – si teme – che scompongono le regole di madre Natura fino a ridisegnare volumi e geometrie dei suoi prodotti, cresciuti come ammorbati o addirittura irriconoscibili. «Se questo è un limone…», dice, sconsolata, una avvocatessa dei comitati antidiscarica di Terzigno, Maria Rosaria Esposito, pubblicando sul web le foto di un qualcosa che somiglia vagamente al frutto, colto a due passi di casa, dall’albero del giardino di sua madre. Il limone fa il paio con le mele col morbillo o le pere raggrumate come da un virus, tenacemente mostrate da un anziano contadino di Terzigno ad ogni telecamera incontrata sul suo cammino. Ma in particolare è questo limone che a guardarlo fa pensare che proprio non riusciva a crescere come si deve, ci riesce magari il granone accanto alle discariche di Giugliano, ma questo frutto è venuto su dilaniato o con un suo equilibrio orribile come le capre di Acerra deformate dalla diossina, come quei piccoli vietnamiti bombardati con armi pure contenti diossine quarant’anni fa,e fa pensare a Chernobyl, alle deformità provocate dalla radioattività.

Scrive sul suo blog la rappresentante legale dei comitati di Terzigno, Esposito: «Viene spontaneo pensare al libro di Primo Levi, guardando un aborto di agrume che niente più ha della forma e del profumo di un limone. È nato a Terzigno, in una strada qualsiasi, al civico 29, io abito al 31. La prova inconfutabile e terribile della natura che si ribella, che non accetta compromessi, non si fa comprare dal vile denaro, cerca di sopravvivere al suo nemico. L’uomo». E con l’osservazione del povero limone è finito ieri notte un convegno organizzato nella sala consiliare del Comune vesuviano con l’Isde, l’associazione Medici per l’Ambiente, sulle malattie da inquinamento.

Qui Giuseppe Comella, primario oncologo a capo dell’Istituto nazionale dei tumori di Napoli, ha comunicato la volontà dei medici di base di Boscoreale, Trecase e Boscotrecase di monitorare autonomamente – non essendo stato ancora attivato alcun registro dei tumori per questo ambito territoriale – le patologie in aumento nei propri pazienti ed in particolare nei residenti in prossimità della discarica ex Sari per poi raccogliere i dati in un’unica relazione. L’avvocato Vittoria Operato, consigliere dell’Isde, ha fornito delle indicazioni importanti spiegando che Terzigno dovrebbe essere invece servita da un registro dei tumori della Asl Na 4 i cui dati, però, sono fermi al 31.12.2007 «oltre ad essere incompleti, nonostante siano stati stanziati contributi regionali per il monitoraggio». «Con i dati», spiega Operato , «sarà possibile quantizzare e qualificare cosa sta succedendo a chi a convive con sostanze che avvelenano l’ambiente e la vita”. Quindi Antonio Marfella, oncologo e tossicologo, ha ricordato quali e quanti veleni si trovano su tutto il territorio della Campania, che “tuttora importa tonnellate di rifiuti industriali, che vengono allegramente smaltiti con quelli urbani».

Infine, i cittadini vesuviani stanno raccogliendo firme su una maxi-denuncia contro tutte le istituzioni preposte alla tutela della salute per «condotta omissiva» rispetto alle analisi delle falde acquifere a ridosso della discarica ex Sari, protocollate già nel luglio scorso – ma i pozzi sono stati vietati con ordinanza sindacale soltanto dieci giorni fa – che rivelano concentrazioni abnormi di metalli pesanti e Pcb diossino simili nonché di cadmio e zinco in misure anche maggiori dei riscontri per gli stessi minerali nel percolato della discarica. Il protocollo ad uso delle autorità è di luglio ma i campionamenti risalgono al periodo ottobre 2009-maggio 2010. Sotto la Sari dell’emergenza del 2007 c’era un’altra Sari che ha ospitato già senza alcuna impermeabilizzazione rifiuti tossici dal ’96. E non è la sola discarica tossica in zona. Ieri i carabinieri ne hanno sequestrata una con cataste di Eternit in frantumi e carcasse di frigoriferi e copertoni che conviveva tranquillamente con un noccioleto, le nocciole sono una specialità di queste terre. Un fondo agricolo adibito a discarica abusiva in via Borgo Mauro, duemila metri quadri ingombri di rifiuti tossici. Il proprietario, un uomo di 46anni, è stato segnalato all’autorità giudiziaria per attività di gestione rifiuti non autorizzata.

E il povero limone? «In questo momento ¬ dice l’avvocato Maria Rosaria Esposito – è sul lettino di un biologo universitario, che gli starà imponendo una qualche tortura per capire come diamine si sia trasformato in un mostro. Chiedo scusa, il limone è una vittima, i mostri sono gli uomini che ci hanno ridotti così e quelli che non vogliono capire e non vogliono vedere». (Corriere della Sera, 
04 novembre 2010)

Mega World News Facebook Twitter Myspace Friendfeed Technorati del.icio.us Digg Google Yahoo Buzz StumbleUpon Weekend Joy

Tag:

1 Commento

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Copyright © 2007-2012 Nave Corsara All rights reserved.
Desk Mess Mirrored v1.8.1 theme from BuyNowShop.com.