Solidarietà a Brunetta
Il ministro Renato Brunetta con la fidanzata Titti Giovannoni Ottaviani, di professione arredatrice (a sinistra), e una loro amica.
«Resto sgomento. Sono fuori dalla grazia di Dio», con queste parole Renato Brunetta ha commentato le dichiarazioni della escort Nadia Macrì, la quale sostiene di aver avuto rapporti mercenari anche col ministro Brunetta.
Con lui, però, si sarebbe accontentata di 300 euro. Sarà la magistratura a stabilire la veridicità di questa dichiarazione della Macrì, ma che essa abbia avuto rapporti intimi con Brunetta non posso crederlo. L’avvocato Carlo Taormina – scrive oggi il Corriere della sera on line – ha spiegato che fu Renato Brunetta a caldeggiare «moltissimo la causa di questa ragazza, che mi portò in studio non una volta sola, ma più volte. Si trattava di una vicenda molto delicata perché le era stato tolto il figlio in seguito a maltrattamenti che lei avrebbe esercitato su questo bambino di un anno, e procedeva il tribunale di Modena». Aggiungendo che Brunetta seguiva le vicende personali della Macrì «come se fosse una sua problematica personale, altro che conoscenza di un giorno». La ragazza è stata assolta in primo grado dall’accusa di maltrattamenti al piccolo, conclude il Corriere.
Torno tuttavia a ribadire la mia convinzione: sarebbe contrario ad ogni logica pensare che un uomo dalla morale integerrima e al di sopra di ogni sospetto come Renato Brunetta si sia abbandonato a rapporti di quella specie. Chi potrebbe mai credere che, proprio lui, che si è battuto e si batte come una tigre affinché la serietà, l’onestà e il rigore morale informino i comportamenti di quanti operano nella Pubblica Amministrazione, si sia perduto in un rapporto che, oltre tutto, contravviene alle norme sul fisco? No, non posso crederlo.
Sergio Caroli













Avrà detto, come l’ indimenticato Ugo Tognazzi in “Amici miei” (o era Gastone Moschin?) : -Culo alto, fò un salto-
Ma non è una risata a seppellirci…
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Carlo Martello replica a “riobò”
Tre casettine
dai tetti aguzzi,
un verde praticello,
un esiguo ruscello: rio Bo,
un vigile cipresso,
e, accanto ad esso,
un ammirator stupito
dell’Ometto riverito,
alle cui magioni
si dan convegno
peripatetiche
a legioni.
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Il fatto che sia stata assolta dall’imputazione di maltrattamento nei confronti del figlioletto, non significa certamente che anche tutto il resto che dichiara corrisponda a verità. Sarebbe come dire che, colui che rapina una banca, sia anche capace di sparare ai propri figli e viceversa, chi non spara ai propri figli sia poi un santo con tanto di aureola.
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Che squallore! Come si fa ad andare con Brunetta! E’ troppo…piccolo!
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Fabrizio De Andrè:
“Cosa vuol dire avere
un metro e mezzo di statura,
ve lo rivelan gli occhi
e le battute della gente,
o la curiosità
d’una ragazza irriverente
che vi avvicina solo
per un suo dubbio impertinente:
vuole scoprir se è vero
quanto si dice intorno ai nani,
che siano i più forniti
della virtù meno apparente,
fra tutte le virtù
la più indecente.
Passano gli anni, i mesi,
e se li conti anche i minuti,
è triste trovarsi adulti
senza essere cresciuti;
la maldicenza insiste,
batte la lingua sul tamburo
fino a dire che un nano
è una carogna di sicuro
perché ha il cuore troppo
troppo vicino al buco del culo.
Fu nelle notti insonni
vegliate al lume del rancore
che preparai gli esami
diventai procuratore
per imboccar la strada
che dalle panche d’una cattedrale
porta alla sacrestia
quindi alla cattedra d’un tribunale
giudice finalmente,
arbitro in terra del bene e del male.
E allora la mia statura
non dispensò più buonumore
a chi alla sbarra in piedi
mi diceva “Vostro Onore”,
e di affidarli al boia
fu un piacere del tutto mio,
prima di genuflettermi
nell’ora dell’addio
non conoscendo affatto
la statura di Dio.
http://www.canzoni-mp3.net/f/fabrizio_de_andre/canzoni/testo_un_giudice.
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I nani bizzarri ci perseguitano, ministri , presidenti del consiglio e sindaci di Salso, omuncoli viscidi perfidi e malvagi tutti personaggi della mia fantasia e dei miei incubi notturni ovviamente, piccoli e senza palle alla faccia di L Cenci che quando chiarirà anche al contadino di Cangelasio cosa vuol dire insultare chimicamente sarà sempre tardi!
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non riesco a comprendere e penso con me anche l’agricoltore di scipione l’allusivo e gratuitamente provocatorio accostamento coi nani bizzarri , viscidi nonchè impotenti, vede senza volerlo ha dato una dimostrazione dell’insulto chimico,freddo,formulatorio,senza fantasia.Ci vorrebbe un bravo specialista per capire il nesso;spero che ,non essendo il sottoscritto né ministro,né presidente ,né sindaco,né impotente,l’associazione sia stata suggerita solo dalla mia statura.
Non conoscendola personalmente mi concedo l’ardire di immaginarla corredato di un sembiante atrocemente banale.
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