«Feste a Milano e Villa Certosa con il premier»: a Palermo si indaga sulle dichiarazioni della parmigiana Perla Genovesi
(Ansa) – La procura di Palermo avrebbe raccolto le dichiarazioni di una «pentita» parmigiana su festini con droga e prostitute cui avrebbero partecipato politici anche dell’entourage del premier. La vicenda non trova conferme in procura, dove anzi si nega siano stati depositati verbali con tali dichiarazioni.
La «pentita» è Perla Genovesi, 32 anni di Parma, arrestata a luglio dai carabinieri nell’ambito di un’operazione antidroga, ora ai domiciliari. La donna era assistente parlamentare dell’ex senatore piemontese del Pdl Enrico Pianetta. Secondo indiscrezioni avrebbe riferito ai magistrati Marcello Viola e Gery Ferrara di essere entrata in contatto con un impiegato comunale di Campobello di Mazara (Trapani), Paolo Messina, e di essere stata coinvolta, tramite questi, in un traffico internazionale di stupefacenti. Oltre a partecipare a festini a base di cocaina con politici locali del trapanese, la donna ha raccontato di avere trasportato la droga dalla Spagna per conto di Messina. Fermata, a Roma, ad un posto di blocco e trovata con la droga venne arrestata e poi rilasciata perchè incinta, ma perse il posto di assistente parlamentare.
Ai magistrati, inoltre, secondo voci che non hanno però conferma, la donna avrebbe riferito, in verbali che non sarebbero stati per ora depositati, di aver presentato una giovane cubista – un’italiana ventottenne che gli investigatori non avrebbero per ora rintracciato- a un personaggio politico poi diventato ministro e di avere saputo da questa ragazza di festini organizzati con persone vicine a Berlusconi in varie zone d’Italia. Secondo gli investigatori, Perla Genovesi sarebbe entrata, proprio grazie a Messina, nel grosso business della droga. L’impiegato di Campobello di Mazara, che ha una villa a Imola, poteva contare su ingenti quantità di cocaina a costi bassissimi. Messina è un personaggio centrale della vicenda e ha rapporti di parentela con un favoreggiatore del boss latitante trapanese Matteo Messina Denaro.
La Genovesi, che vive a Parma, e l’impiegato si sarebbero conosciuti in una discoteca in Emilia Romagna. La donna era ben inserita negli ambienti politici di Forza Italia e frequentava i vertici del partito. Ai magistrati ha raccontato di avere ricoperto incarichi nell’entourage del capogruppo del Pdl alla Regione Emilia-Romagna Luigi Villani. La «pentita» ha riferito ai magistrati di avere stretto rapporti con diversi politici proprio grazie alle sue disponibilità di droga. Relazioni che si sarebbero estese dopo la nomina della donna ad assistente parlamentare del senatore del Pdl Enrico Pianetta.
Secondo indiscrezioni, la «pentita» avrebbe raccontato di avere presentato all’amica cubista Renato Brunetta, prima che questi diventasse ministro. L’amica avrebbe quindi chiesto all’uomo politico aiuto per un problema personale relativo all’affidamento del figlio.
Perla Genovesi fino a venti giorni fa era difesa dall’avvocato Aniello Schettino, che ha poi rinunciato al mandato per divergenze con la sua assistita per aver rilasciato dichiarazioni senza consultarlo. Attualmente la giovane donna è assistita dal legale palermitano Monica Genovese, legale che difende numerosi pentiti di mafia.
Perla Genovesi: il premier e la coca
di Fabio Chiusi
«Quello che so me l’ha detto una mia amica, cubista ed escort. Che andava ai festini a base di droga a Villa Certosa. Ma io non ci sono mai stata». Parla la ragazza da cui è partita l’inchiesta di Palermo.
«L’ho già detto e lo ripeto: io non sono mai stata di persona ai festini del premier Berlusconi. Quindi quello che posso dire sul premier, lo so soltanto perché me l’ha detto una mia amica cubista ed escort, quella di cui oggi parlano i giornali. Era lei a dirmi che alle feste del premier circolava droga». A parlare, via Facebook con L’espresso è Perla Genovesi, 32 anni, parmigiana, ex assistente parlamentare del senatore del Pdl Enrico Pianetta.
Nonostante il dialogo avvenga via computer, l’umore della ragazza (che si trova agli arresti domiciliari) appare subito tutt’altro che tranquillo: «Sono incazzata nera per tutte le cazzate che hanno scritto», dice. «Ho appena finito di urlare con il mio avvocato al telefono che se non si muove a difendermi dicendo la verità lo farò io, a costo di andare in galera».
Perché è arrabbiata, signora Genovesi?
«Perché io non sono mai stata una criminale, non facevo parte di quell’organizzazione di trafficanti di droga. Sono stata coinvolta a mia insaputa in cose che non avrei mai approvato né fatto. Avevo già detto tutto quello che sapevo alla polizia quando avevo scoperto alcune cose, ma non sono stata tutelata».
Cominciamo dall’inizio. Lei era l’assistente parlamentare dell’onorevole Enrico Pianetta del Pdl, giusto?
«Sì, l’ho conosciuto agli stati generali dell’Emilia Romagna quando ero assistente del presidente del gruppo consigliare di Forza Italia in Emilia. La mia collaborazione con Pianetta è durata due anni: dal 2004 alla campagna elettorale del 2006. Poi ho smesso di lavorare per lui».
E ha conosciuto Berlusconi durante la sua attività politica?
«Sì».
Ma non ha mai partecipato alle sue feste, giusto?
«Mai. Sono stata ad altre feste di politici a base di cocaina, ma mai da Berlusconi».
Però ha saputo delle presunte feste a base di droga del Cavaliere da questa sua amica. Chi è?
«Una cubista di 28 anni (Nadia Macrì, ndr), con un passato da ragazza immagine nei locali di Milano, che aspirava a entrare nel giro di Lele Mora per fare la modella»
Era anche una escort?
«Sì, occasionale».
Ed è stata lei a parlarle di queste feste del premier con la cocaina?
«Sì».
Era questa sua amica a portare la droga?
«No, non era lei a portarcela».
Come mai la sua amica è stata a Villa Certosa?
«Perché era molto bella, credo. E lei voleva conoscere il presidente perchè sperava potesse aiutarla a riavere il figlio (aveva un problema relativo all’affidamento, ndr)».
Le ha mai parlato di bunga bunga?
«No, non mi ha parlato mai di incontri sessuali di gruppo, né di bunga bunga»
Lei invece hai partecipato a feste con droga organizzate da esponenti del Pdl di Sicilia, Roma, Emilia Romagna, Lombardia?
«No, solo in Sicilia e a Roma».
Qualcuno ha scritto che le ha organizzate lei, queste feste...
«Assolutamente no, non è vero, non sono stata io ad organizzarle. A me poi la cocaina non piace».
Non è cocainomane?
«Assolutamente no. Io non sono mai stata una consumatrice di cocaina: le volte che mi sono trovata con gente che ne faceva uso fingevo di partecipare ma senza usare droga arrivavo a nascondere del cotone nel naso per non tirare e dicevo che avevo già tirato o che preferivo fare un sigaretta così da far finta di fumarla»
Ma non è stata fermata con della cocaina in macchina?
«No. La droga ce l’aveva uno che era in macchina con me. E io non sapevo che ce l’avesse. Mi hanno rilasciata e non perché ero incinta, ma perché chi aveva la droga ha subito detto la verità, cioè che io non c’entravo niente e non ne sapevo niente. E non sono stata licenziata dal senatore Pianetta dopo quel fermo: me n’ero andata via io, almeno un anno prima».
Perché ha deciso di parlare delle feste a base di droga, sia quella a cui ha partecipato sia quelle la cui esistenza ha saputo ‘de relato’?
«Perché tanto sarebbero venute fuori prima o poi. Credo che la verità venga sempre a galla».
È vero che da quando aveva 21 anni è stata collaboratrice delle forze dell’ordine, una «infiltrata»?
«Sì, è vero. Principalmente ho collaborato per i carabinieri perché li ho sempre considerati più puri della polizia». (L’espresso, 1° novembre 2010)
Nadia Macrì, la ragazza di Reggio Emilia, amica di Perla Genovesi, che ha raccontato ai magistrati di Palermo di avere avuto due incontri sessuali con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e di avere per questo ricevuto, ogni volta, una busta con 5000 euro come compenso.
Villani: «Perla disse: vado a studiare»
Luigi Giuseppe Villani con Silvio Berlusconi.
«Perla Genovesi ci disse di non voler proseguire nel rapporto di lavoro con il gruppo Forza Italia in quanto interessata a proseguire gli studi all’Università». Così Luigi Villani, allora capogruppo in Regione a Bologna per Fi e oggi per il Pdl, ricordando che la Genovesi lavorò al gruppo solo pochi mesi, tra il novembre 2002 e il giugno 2003.
Quando se ne andò, prosegue Villani, il rapporto di lavoro che aveva con il gruppo politico della Regione Emilia-Romagna «si interruppe». Lo stesso Villani ieri aveva precisato che la ragazza, allora di 24 anni, aveva svolto «mansioni marginali, di nessuna rilevanza organizzativa né tantomeno politica» (centralinista e addetta allo smistamento della posta), senza essere alle dipendenze di alcun consigliere «né tantomeno del capogruppo».
A Parma si ricorda che al gruppo regionale Fi la Genovesi era approdata tramite il consigliere Villani, dopo la campagna elettorale per le comunali del 2002 finita con l’elezione della ragazza a consigliere di quartiere. Lasciato il gruppo in Regione, Perla Genovesi avrebbe cercato, e trovato per alcune settimane, qualche collaborazione saltuaria come segretaria in studi professionali. Per arrivare solo poi alla collaborazione con l’ing. Enrico Pianetta, ex senatore di Forza Italia, ora deputato Pdl. (la Repubblica Parma, 2 novembre 2010)















E Mubarak che, a detta di Berlusconi, avrebbe una nipote ladra e anche un po’ mignotta ? Perchè il presidente egiziano non reagisce ? E’ amico di Berlusconi ? Come Gheddafi ?
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… ricordo un telegiornale di TG parma, in cui la persona arrestata, si dichiarava una infiltrata della polizia, e il suo avvocato Schettino affermava che non sapeva nulla…
Sarà affidabile?
Provate magari a cercare la trasmissione… sono fuori ufficio e i collegamenti non vanno velocissimi..
Grazie
Enzo
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Situazione già vista. Ricordate la celeberrima “testimone delta ” ( credo si chiamasse così) che aveva ascoltato al bar due che parlavano e che avevano scritto su tovaglioli di carta qualcosa ?
Sembra una storia che si ripete.
Ci sarebbe altro di cui parlare ma alla gente piace così.
La-Bott
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Da la Repubblica Parma.it di oggi:
Un ex cubista reggiana, amica di Perla Genovesi, ha dichiarato ai magistrati palermitani che indagano sui festini del premier di aver fatto sesso con il sindaco di Parma (per 500 euro) perchè “mi avrebbe presentato Berlusconi”. Il primo cittadino smentisce: “L’ho conosciuta, ma niente sesso. Tutto falso”.
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Questa non ha imparato bene il mestiere di diffamatrice, per far soldi deve cercarsene un altro.
Secondo me deve mangiarne ancora, dei crostini…..!
Consiglio alla signorina di prendere lezioni da chi è più esperta di lei.
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