All’incirca e pressappoco riqualificano parco Corazza parte seconda
Attività vegetazionale lenta, infelice ubicazione, portamento stentato, condizione fitopatologica compromessa, gravi fitopatologie, presenza di carie o marcescenze… Eh, sì. Non sta affatto bene parco Corazza. Lo dicono i bollettini medici e odontoiatrici dei professoroni accorsi al suo capezzale. Bisogna intervenire chirurgicamente.
Dietro tutti questi paroloni che l’articolista della Gazzetta di Parma, nell’edizione di ieri, giovedì 21 ottobre, ha prudentemente virgolettato (a ciascuno il suo), c’è una verità banale che poteva essere detta con pochissime e chiarissime parole: abbiamo piantato troppi alberi e ora dobbiamo «schiarirli», cioè toglierne un po’ (per la precisione ventitré) perché i più alti e vigorosi soffocano i più deboli. Era difficile spiegarla così? No. Se non l’hanno fatto è solo perché agli «esperti» piace sempre metterla giù dura.
E allora quando il gioco si fa duro, anche a noi piace giocare duro. Se voi del Settore verde pubblico (con la maiuscola, fa rilevare la Gazzetta) siete così bravi perché non ne avete tenuto conto all’atto della piantumazione e solo ora vi limitate a constatare che «il numero delle piante messe a dimora, all’origine probabilmente eccessivo, è oggi troppo fitto per il naturale accrescimento, e non garantisce il sufficiente spazio vitale»? E poi non è che ne siete certi: dubitate. E così cercate di cavarvela infilando nella vostra dichiarazione un «probabilmente».
Per mestiere dovreste conoscere le essenze arboree (per il volgo: gli alberi, le piante), le loro caratteristiche di crescita e sviluppo però ve ne venite fuori come se queste, le essenze arboree, vi avessero giocato un brutto tiro, inaspettato. Al punto che vi vedete costretti a ricorrere a una sorta di eugenetica vegetale, cioè alla soppressione delle piante più deboli.
Per fortuna che i deboli sono anche malati. Guarda te, quando si dice la fortuna. Caspita, quanto si ammalano di frequente e sempre in tanti questi alberi di Salso e Tabiano. Li curate male o avete acquistato esemplari malaticci per spendere di meno?
Un’altra cosa che sorprende noi che degli alberi conosciamo solo l’ombra è un’affermazione come questa rilasciata alla mite A. S. «Gli alberi presenti sono circa 185, con uno spazio medio di circa 35 mq per albero». E poi aggiungete che è un «valore medio».
Se siamo nella media, se cioè è normale che ogni albero abbia uno spazio vitale di un’area che misura sette metri per cinque, perché sostenete che sono troppo fitti e quindi che occorra estirparli? Non trovate che sia una contraddizione?
D’altra parte come si può esigere rigore, coerenza e precisione da chi dice che gli alberi sono «circa 185». O sono circa duecento o sono 185, dato troppo preciso per appiccicargli il «circa».
Però ognuno parla come lavora. Con pressappochismo. Dall’avverbio «pressappoco».
Infine, una nota di biasimo per chi ha fatto il titolo: «Parco Corazza, atto secondo: 185 alberi da “ristrutturare”». Non era più onesto dire: «23 alberi da abbattere»?
Insomma, la chiarezza non è la principale virtù dei politici e dei tecnici, ma neppure dei giornalisti.
Incurante del pericolo rappresentato per la sua incolumità dalle foglie caduche, Doctorenry ha realizzato le foto che corredano il testo.





















Mi pare di notare una eccessiva compattazione e durezza del terreno nelle aiuole sotto gli alberi (chiaramente sono stato in loco) che porta gli alberi ad una progressiva, innarrestabile sofferenza.
Gli Inglesi , che ci battono 10 a 0 in fatto di gardening, in questi casi fresano il terreno e vi pongono sopra il terriccio derivato dalla raccolta dell’umido che e’ ricco di Humus.
Poi lo spiegano con un cartello e cintano la zona con una fettuccia .
I sudditi di Sua Maesta’ che sono piu’ disciplinati e educati degli Italiani , non superano la barriera sino a che le autorita’ competenti non dichiarano agibile l’area.
Difficile trovare , nei piu’ bei giardini inglesi alberi ridotti in fin di vita.
Qui da noi invece si taglia a capitozzo , si commettono errori e poi si abbattono alberi di fronte agli insuccessi, tanto chi se ne frega , mica e’ roba loro.
Bei tempi andati quelli in cui gli architetti rinascimentali del giardino all’italiana lavoravano in tutta Europa.
Ah scusate ma il risultato del trattamento dell’umido in Italia dove finisce?
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ah!!! come fugge il tempo. Non credo che all’ufficio tecnico si ricordino i progetti di piantumazione del parco Corazza.
Io ricordo di aver passato ore ad infilare verdi e tenere foglioline tra le maglie di rete metallica che divideva le cavie da laboratorio delle terme ed il parco, ieri sacrificate per il bene di Salso le vite dei piccoli roditori oggi la cenere di 23 virgulti alberi, che con le amate fronde non potranno più ombreggiare il Vittoriale di via Della Rosa che sta tentando di strappare il Guinnes dei primati al duomo di Milano ( ndr vedi telone bianco sullo sfondo delle foto di Doc Enry e il rigatino bianco blù del nuovo cantiere )
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Ma in effetti quello che dicono progettisti riqualificatori ed i loro scherani comunali deve avere del vero :dalle mie foto potete tutti notare che in effetti le piante stanno perdendo le foglie.Che poi sono pure tutte gialle.
Vedeste poi quei due pini che quel negriero dell’editore non ha ritenuto di farvi vedere per non turbare le vostre notti,quanto sono malati…
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Ci risiamo.Di nuovo col dissenso defecato a scalare,un esercizio fine per gente di classe(citazione dal grande Monicelli)in cui una per fortuna ristretta cerchia di salsesi(?)è abilissima.Se fosse per questi professionisti del no a prescindere(salvo poi salire sul carro degli smemorati ad opera finita)a Salsomaggiore non ci sarebbe il ponte sul Ghiara,la riqualificazione della stazione ferroviaria,quella di via Matteotti e di via Milano,il gazebo,la ristrutturazione di parco Corazza e di piazza Berzieri,per non parlare delle polemiche sul teatro nuovo e sul golf.E’ facile ,a cose fatte, il giochetto dello gnorri pentito,dopo aver insultato,minacciato e offeso direttamente o con l’aiuto di lanzichenecchi prezzolati chiamati da fuori coloro che si sono battuti per la realizzazione di quelle opere che,possono piacere o meno, ma senza le quali la nostra città non sarebbe la stessa.
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Ho letto l’articolo sulla Gazzetta, un passaggio diceva che alcuni dei 23 alberi sono ammalati , mentre altri sani sono mal posizionati ( ovvero godono di ottima salute ma devono cementare ancora), tempi duri per gli alberi a Salso da quando c’è Cementeschi si ammalano tutti , non è che per caso porta jella?
Perchè non vengono curati non è dato di sapere e sulla malattia nutro molti dubbi, anche perchè ho un amico giardiniere che quando tagliarono gli alberi in viale Matteotti mi disse che i 50 e passa alberi godevano di ottima salute e i motivi dell’intervento erano di natura squisitamente economica.
Spero che chi come me ama la natura sappia chi non votare le prossime comunali o finiremo annegati nel cemento, con mulattiere al posto di strade.
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Beh, devo dire che ci vuole davvero molto coraggio a criticare, nuovamente, la riqualificazione del Parco, specie dopo aver visto il primo bellissimo intervento. Quanti salsesi si sono amaramente pentiti di aver firmato la famosa raccolta firme che parlava di orribili devastazioni per il primo stralcio, lo aveva riportato anche la Gazzetta a suo tempo (con dichiarazioni dei cittadini che ammettevano di aver sbagliato a valutare a priori l’opera).
Anche in questo caso trovo buffo che Sartori e Dondi si lancino nelle critiche basandosi solo un articolo-comunicato della rudarola locale. Domanda veloce: avete visto il progetto? Lo avete analizzato? Avete verificato se in effetti le piante sono messe come dicono? C’è un’analisi di fondo?
Non vorrei apparire polemico ma penso che quest’ennesimo affondo contro Salso sia davvero strumentale. Soprattutto in certi passaggi, quando si dice che il settore Verde Pubblico avrebbe dovuto accorgersi prima di aver messo giù un numero di piante più elevato rispetto alla densità attuale: gentile Sartori, forse lei da fidentino ignora qualche passaggio, perchè quella piantumazione risale a decine di anni fà. Io sono a Salso da 43 anni e quelle piante me le ricordo da sempre, non penso che i giardinieri o gli uffici comunali siano gli stessi di allora. Immagino che la gestione del verde, in 50 anni, sia quantomeno cambiata. Io non sono un esperto, sono andato a vedere l’altro giorno e ho visto che ci sono piante alte 30-40 metri che distano solo 2-3 metri una dall’altra. Mi sembra che il discorso della sfrondatura torni, basta solo guardare per rendersene conto.
Al di la di tutto, però, visto che non sono un tecnico, mi baso su due considerazioni: il primo stralcio del parco è venuto molto bello e spero sia così anche per questo. I commenti positivi sono arrivati anche dalla giuria floreale (non ricordo esattamente come si chiama) che aveva visitato la città nei mesi scorsi, apprezzando notevolmente il parco. Se le premesse sono queste da cittadino ho fiducia e sono convinto che sarà un lavoro ben fatto. Altrimenti, se non sarà così, farò le mie rimostranze e me ne ricorderò in cabina elettorale.
Andrea
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Il «primo bellissimo intervento», come lo chiama lei, è nello stile villa di Arcore. A chi piace a chi no, se permette. Non ci vuole «coraggio», come insinua lei, a criticare, basta un punto di vista. E di opinioni ve ne sono almeno tante quante sono i modi di organizzare il verde pubblico. Libera l’amministrazione di sceglierne uno e gli altri di criticare. Quello di parco Corazza mi pare non si ispiri né ai giardini all’inglese né a quelli all’italiana. Semmai a quelli degli shopping center.
Lei lo ha esaminato il progetto? Tutti i progetti possono sembrare belli sulla carta. Vedere come sono nei fatti è forse meglio.In ogni caso, chi ha messo in discussione il progetto? L’articolo di Nave Corsara punta il dito contro le evidenti contraddizioni contenute nelle dichiarazioni comunali. Alla fine della lettura dell’articolo, non si capisce se si debba sfoltire perché le piante piccole non riescono a crescere o perché sono malate? E, nel primo caso, se vengono soppresse le deboli o quelle che godono di buona salute. Forse bisognerebbe riascoltarsi dopo avere parlato o rileggere dopo aver scritto.
Perché questa definizione sprezzante verso il giornale locale che si è limitato a raccogliere le frondose, troppo frondose, parole del responsabile di un servizio e a riportarle tali e quali tra virgolette?
Dicendo che l’intervento è stato strumentale vuol dire che l’estensore del medesimo si è prestato a essere manovrato da una volontà esterna alla sua? Che è stato docile strumento nelle sue mani, come una sega o una scure? Lei pensa che l’estensore ne fosse consapevole o abbia agito sotto ipnosi? È stato compensato o l’ha fatto gratis? Più che un’uscita polemica, mi pare un’insinuazione, un’affermazione meschina che solo un anonimo può permettersi. Oltre che denotare una grossolana conoscenza della lingua italiana.
Nessuno addossa agli attuali incaricati del verde pubblico la situazione pregressa. Dove lo ha letto? Certo che se queste piante si soffocano a vicenda da almeno quarant’anni e nessuno è mai intervenuto prima, qualcosa che non funziona deve esserci nella Sezione incaricata della loro manutenzione.
Dal suo sopralluogo risulta che fra un albero e l’altro vi siano due o tre metri. Ma gli esperti non hanno detto che ognuno di essi dispone di un’area «di competenza» di 35 metri quadrati? Come si concilia questa sua rilevazione con quella dei tecnici? Vuol dire che certe zone sono affollate di alberi mentre altre sono desertiche? Trattandosi di alberi di alto fusto e non di pianticelle appena messe a dimora, come si è arrivati solo ora a questa constatazione?
Di strumentale, in tutta la faccenda, mi pare ci sia solo la sua difesa perinde ac cadaver dell’amministrazione comunale.
Infine, prima di darmi del fidentino ci pensi due volte e si informi meglio. Sono un salsese di campagna trapiantato nel Borgo. Sì, come i tigli del piazzale della stazione di Fidenza trasferiti nel «bosco urbano» per fare posto ai Nuovi Terragli. A proposito, uno di questi giorni vado a vedere come stanno. I tigli (i Nuovi Terragli, creatura del fidentino dal sass Massimo Tedeschi, sappiamo per certo che stanno malissimo).
Quanto alle buffonate dei concorsi floreali, di Salso come di Fidenza, abbiamo già scritto a suo tempo e credo che anche in questa pagina qualcuno le abbia risposto. Oltre che sugli specchi non si arrampichi neppure sulle piante, mio ignoto compare. Se no, bisogna chiamare i pompieri per riportarla a terra. A metterla in salvo dalla sua autosuggestione.
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Mi consenta sig. Editore,
ma dal suo commento sembra che sia lei ad arrampicarsi sugli specchi e non viceversa. Comunque capisco che abbiamo due visioni completamente diverse sull’argomento, come è giusto che sia in uno scambio di pareri.
Le chiedo però questo: visto che definisce il Parco Corazza come non all’inglese ne all’italiana ma ispirato agli “shopping center”, dimostrando quindi di intendersene di parchi e giardini, sarei curioso di sapere qual’è il suo concetto di parco urbano e di gestione del verde. Lo dico perchè avendo visitato tante città in Italia e nel mondo (come so aver fatto anche lei), il Parco Corazza mi sembra in linea con quanto si trova in altri bei luoghi del nostro paese, con in aggiunta l’arte della mosaicoltura.
Ci dica, allora, le come l’avrebbe fatto? Aspetto con ansia la risposta.
Io non ho esaminato il progetto di questo secondo stralcio ma ho visto che segue la linea del primo, che è stato molto apprezzato anche dal sottoscritto (e dai miei 2 nipoti che lo frequentano, al contrario di prima che era quasi un pisciatoio – mi perdoni il termine).
L’articolo di Navecorsara punta il dito, è vero, contro le dichiarazioni comunali. Benissimo, ma possibile che c’è sempre qualcosa su cui puntare questo dito? O il Comune, o le sue dichiarazioni, o quello che si legge dalla stampa.
Si, quella stampa su cui si basano molto spesso le sue riflessioni che, mi spiace dirlo, in certi casi sono davvero critiche con poco fondamento. Per carità, il sito è il suo e ci scrive quello che vuole (ci mancherebbe!), mi viene però da sorridere quando attaccate Berlusconi e il suo monopolio sui media, salvo poi fare la stessa cosa nel vostro piccolo a livello locale. Perchè dico questo? E’ solo una riflessione sul fatto che se un qualsiasi lettore dovesse farsi un’idea di Salsomaggiore leggendo Navecorsara immaginerebbe il bronx piuttosto che la ville d’eau. Ogni volta una critica, ogni volta una polemica, sembra che faccia schifo tutto.
Eppure, da salsese, mi chiedo: ma possibile che Salso non ne imbrocchi una? Neanche nelle peggiori dittature va tutto male, qualcosa di positivo c’è sempre. Io ricevo settimanalmente la newsletter del Comune e vivo la città ogni giorno, e vedo che cose buone ci sono, eccome. Ci sono anche le cose negative, come è normale, ma non penso sia tutto “nero” a Salso. Eppure delle cose valide su questo sito non ce n’è mai traccia: questa non è una visione un pò distorta dell’informazione, al pari di quella del Berlusca? La polemica, si sa, attira molti più visitatori e criticare è decisamente più facile che costruire. Comunque, ripeto, ognuno pubblica quello che vuole sul proprio sito, è solo che fa sorridere come venga imitato lo stesso modello dei giornali di potere.
Mi scuso, sono uscito fuori tema.
Non ce la dia a bere, però, Sartori: potrà anche essere nato a Salso ma viverci è ben diverso. Lo dimostra come le sue informazioni sulla città arrivino sempre e solo dalla stampa locale o dal corrispondente Doctorenry.
Visto che dice di conoscere bene Salso, e si parla di alberi, ci dica allora come mai non ha fatto menzione degli alberi di via Filzi. Come, non ne sa nulla? Forse perchè la stampa non ne ha parlato? Faccia una squillo a Dondi che magari si farà due passi a fare qualche foto (se può interessare), ma non usi la sua buona dote di scrittore per girare la frittata e passare per esperto delle questioni salsesi. Venga a fare un giro a Salso, in piazza Berzieri o nel Parco Corazza e faccia qualche domanda (non è così che fa un giornalista?): forse di renderà conto che quella che ritiene “una difesa perinde ac cadaver dell’amministrazione comunale” è in realtà il pensiero di molti, moltissimi, salsesi. Che magari non scrivono sui Blog, ma che sanno apprezzare gli interventi buoni, così come criticare quello che non va.
Saluti,
Andrea
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Le confesso, esimio Andrea e basta, che ho qualche difficoltà a dialogare con gli sconosciuti e ad accettare le loro caramelle. Non perché tema i loro argomenti, ma perché ignorare l’identità dell’interlocutore è un handicap: che interessi avrà da difendere costui? Perciò, per far sì che lo scambio di opinioni (perché di questo si tratta, non di verità) sia quasi alla pari, mi conceda legittimamente di supporre che lei sia o un addetto stampa del sindaco o un suo familiare o un intimo amico o, quanto meno, un compagno di partito. Non c’è niente di disonorevole a incarnare una o tutte queste figure. Però, come dire, ciò la colloca in una posizione che non la rende obiettiva. Mi appello alla legittima suspicione fino a che non avrà rivelato la sua identità. Lei sa chi io sia, ma io non so chi sia lei. Dunque, sto giocando con un potenziale baro.
E ora le dimostrerò su che cosa sta barando, cioè ingannando gli eventuali lettori di questo post.
Se a lei sfugge in che cosa consista la leziosità di certo arredo urbano, che io ho sbrigativamente definito da shopping center, non so che farci. Non mi chieda esempi presi dalla Francia, dall’Inghilterra o dalla Nuova Zelanda. Spesso, come in questo caso, basta guardarsi indietro. Bastava lasciare le cose com’erano e migliorarle là dove andavano migliorate o bonificate. Bastava continuare il passato anziché tentare discutibili soluzioni. Le faccio un esempio molto vicino al parco in questione: la fontana luminosa di piazza del Popolo. Perché sostituirla con quella attuale? Cosa aveva che non andasse? Era una testimonianza legata agli anni Sessanta? Beh, ogni monumento, edificio eccetera, è legato alla propria epoca. Perché continuare a sostituire? Perché una città non deve mostrare, attraverso le architetture e le sistemazioni urbanistiche che si sucedono nel tempo, i diversi periodi della sua storia? Perché ogni volta deve arrivare un sindaco Nerone, perché tale è Tedeschi, che raschia via le opere dei predecessori, che distrugge per ricostruire ex novo? Solo per lasciare il suo nome ai posteri? Perché Tedeschi, se è tanto bravo, non si misura con i problemi della periferia, irrisolti o risolti male? Perché non sistema le strade che conducono alle frazioni? O quello non è territorio comunale? Una città non è fatta solo per il turismo. È fatta anche per chi ci abita. Pensa che il rifacimento di piazza Berzieri contribuirà a risolvere la crisi del termalismo, naturalmente non imputabile a Tedeschi? Non mi venga a dire che le mostruosità costruite sulle colline circostanti o quelle che erano state progettate attorno al campo da golf rappresentano soluzioni allo spopolamento delle campagne. Quella è solo rapina del suolo e sfiguramento del paesaggio che è invece, quello sì, una risorsa turistica sottoutilizzata. E anche l’ubicazione del campo da golf su quelle pendici dove anche le galline hanno il freno dimostra l’ottusità di chi lo ha progettato da quelle parti. Ma su questo torneremo nei giorni a venire e sarà un esperto a farlo. Per concludere questa parte, le soluzioni non bisogna andare a cercarle chissà dove e neppure nelle teste di certi architetti un po’ gasati che si esprimono con un linguaggio incomprensibile, sempre più spesso si trovano nella rivisitazione della propria storia. Città, villaggi e cittadine dell’intera Europa ben più importanti di Salso vivono (e bene) semplicemente avendo cura di accudire e conservare la propria immagine storica. In poche parole: il centro non si tocca e se la città deve allargarsi allora si persegui l’armonia tra centro e periferia. Le pare che questo sia accaduto o stia accadendo a Salsomaggiore?
Mi annoto che lei, i suoi nipoti e tanti salsesi avete apprezzato il rifacimento del parco. E poi, tra qualche mese, mi appunterò pure i risultati che usciranno dalle urne.
Veniamo all’insofferenza per le critiche. Io non so se questo disturbo sia sintomo di provincialismo o di intolleranza tout court (come quella del papa per il relativismo), fatto sta che lei è uno dei tanti che non accetta che ogni attività creativa (o amministrativa) sia affiancata da un’attività critica. E a questo punto non mi venga a dire che ci sono la critica distruttiva e quella costruttiva. Questa distinzione artificiosa e di comodo è stata introdotta da chi non sopporta di essere criticato. La critica è una sola. Più o meno fondata, ha una sola funzione: quella di aiutare ad aprire gli occhi al pubblico (fruitori, clienti, spettatori, a seconda di che cosa stiamo parlando) e di dare qualche suggerimento al criticato (regista, scrittore, poeta, sindaco). Ma critico e attore non potranno mai scambiarsi i ruoli. Non vale la replica: alura fal te sa tsi pü bon? Chi si è assunto un onere pubblico deve accettare anche di essere criticato, nessuno lo ha obbligato a fare il sindaco o l’assessore, e deve accettare che la critica esuli dai banchi della politica. Troppo comoda farsi criticare dai propria simili dell’opposizione con i quali, dopo le sceneggiate, si arriva sempre a uno scambio e a un accordo. Bisogna accettare anche le critiche dei cittadini e dell’informazione. È il minimo che debbono concederci gli eletti ai quali con un voto ogni cinque anni concediamo di fare e disfare. A loro piacimento? Eh, no! Votare, sì; consegnare assegni in bianco, no. Dunque Andrea Esposito (la chiamerò così come si usava fare a Napoli con i trovatelli figli di NN), sia lei che il suo sindaco, dovrete attenervi alle regole della dialettica e all’aumento dei critici, come degli amici, reso possibile da internet. Qual è (senza apostrofo) l’alternativa a questa critica che mi pare lei trovi eccessiva e petulante? Stare zitti? Allinearsi? Dire che di alberi bisogna toglierne diciannove anziché venti? Fare cioè come quelli che si fingono critici per essere poi cooptati nelle stanze del potere? È questo per lei il fine della critica, salire tutti sul carro del vincitore? Ma mi faccia il piacere! Esponenti di un partito senza soluzione di continuità (Pci-Pds-Ds-Pd e Tedeschi se li è fatti tutti in fila) che per decenni ci ha abituati alla giusta critica feroce contro i governanti, da farsi con tutti gli strumenti di propaganda possibili e immaginabili (dall’Unità al megafono, dal volantino a Rinascita, e badi che su questi due giornali ci ho pure scritto), adesso dice stop alla critica? E perché mai? Perché quelli di sinistra una volta al potere non sbagliano mai? Perché la critica va bene per abbattere gli altri ma non per mettersi in discussione e riflettere sul proprio operato? È questo il suo senso della democrazia? Che cosa c’è di tanto diverso in questa difesa a oltranza di tutto quanto Tedeschi e i suoi hanno fatto a Salso dai pistolotti di questo governo su quelli che remano contro? Per Tedeschi, per lei e per i vostri compagni chi critica è un disfattista. Lo stesso dice Berlusconi. La differenza è che lui ritiene i critici nemici dell’Italia e Tedeschi li addita come nemici di Salso. Per il resto, nessuna differenza.
Quando lei paragona il monopolio di Berlusconi sui media a quello di Nave Corsara sui blog locali ci fa poi spanciare dal ridere. Nell’area Fidenza Salso vi sono almeno mezza dozzina di blog filo-centro-sinistra. Mostra di non avere una grande considerazione di questi suoi compagni di strada se attribuisce a noi l’egemonia dell’informazione locale via internet.
Sa piuttosto che cosa accomuna alcuni di questi siti al suo modo di argomentare? Una profonda disonestà intellettuale, oltre al frequente anonimato. È disonesto, per esempio, dire che Nave Corsara è il «mio» sito. È tanto mio quanto di quella manciata di persone che con me lo pensano e lo scrivono fin dal settembre 2004, come lo è dei tanti che ci scrivono abitualmente, anche attraverso i post. Non è però di quelli come lei, cioè di parassiti che si servono della nostra popolarità per farsi patroni e avvocati delle cause perse. Ma siamo così libertari, democratici e aperti che accettiamo di imbarcare anche passeggeri di tale fatta. A lei, come ai pochi altri profittatori anonimi chiedo però: ma se siete così bravi e sicuri delle vostre opinioni e ricchi di argomenti, perché non date vita a un bel blog amico della giunta Tedeschi, o di chi volete voi, per sostenere tutte le sue opere presenti, passate e future. Con poca spesa avreste molta più resa.
Sospetto che non lo facciate perché potreste sbattere il naso contro l’impopolarità di certe vostre posizioni. Più facile imbarcarsi come clandestini e lasciare che altri remino mentre voi fate i grilli parlanti dall’alto del pennone.
Per ora basta. Non bisogna approfittare della pazienza dei lettori né varcare la soglia del chissenefrega. Ma continui pure a stuzzicarmi e le renderò pan per focaccia. Credo che lei lo abbia già fatto in passato. Salvo che allora usava un nome e un cognome, sempre che fossero i suoi.
Nel frattempo sguinzaglierò i segugi di Nave Corsara, me compreso, a visitare, fotografare e raccontare la Salso che non c’è più. O che continua a esistere solo nella sua testa partigiana.
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PRECISAZIONE
Visto che i professionisti del si a prescindere, sono gia’ scesi in piazza per esprimere con finezza il loro appoggio senza se e senza ma anche a questa riqualificazione del patrimonio arboreo salsese,tengo a precisare che il sottoscritto NON e’ l’autore del pezzo qui sopra,ma ha SOLO scattato le foto di accompagnamento.
Questo per evitare altri sempre possibili insulti e mistificazioni,cui ormai sono divenuto allergico.
Doctorenry
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Confermiamo autorevolmente l’innocenza del pregiudicato Doc.
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Caro Andrea l’Entente Floreale ha premiato tutti 4 medaglie d’oro 7 d’argento e un diploma su 12 partecipanti, bastava pagare, se sai l’Inglese fai una bella ricerca in internet e capisci bene il meccanismo, praticamente ci hanno raccontato una bufala, vai sul post di NC intitolato “Todos Caballeros” .
Questa giunta come al solito per poter cementificare prima lascia ammalare gli alberi poi li sega, il boschetto che sto guardando dalla mia finestra dice esattamente il contrario dell’ufficio tecnico le piante sono incollate le une alle altre e godono di ottima salute più alte di quelle dell’ex Parco Corazza trasformato da Tedeschi nella piazza Rossa.
Io ho firmato e non sono assolutamente pentito, abito a Salso da più anni di te e ho visto il parco essere lentamente e inesorabilmente mangiato dal cemento su tutti i lati e ciliegina sulla torta il torracchione incompiuto un vero orrore altro che bello, ma io non seguo le direttive di nessun partito e penso con la mia testa e ho gli occhi per vedere.
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Ad ogni intervento, ogni volta che si fa qualcosa, ogni volta che qualcuno pensa, che progetta, che dice, che si adopera, da una certa parte della città viene fuori un rumore indistinto di diffidenza, di commento a mezza voce, da parte di chi non ha dire realmente niente. Il commento da parte della critica a prescindere è patetico. Valorizzare il centro, pedonalizzandolo, creando piazze, ristrutturando i parchi, unendoli magari tra un pò di tempo, per arrivare alla progettazione di un’autentica oasi termale, sarebbe il fiore all’occhiello di una città in via di modernizzazione.
Cambiare non è un reato, ma è il sale della vita. Chi pensa di mantenere sempre le cose allo stesso modo, magari godendo di fronte ai commenti del primo Sgarbi di turno, ci fa capire quanto sia triste, opaca e vuota una certa parte della nostra città.
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Filippo pensavo che fossi intelligente ma mi sto ricredendo, i parchi non vanno ristrutturati ma vanno semplicemente mantenuti cosa che non è stata fatta per avere la scusa di fare un intervento pesante ed invasivo più che un parco sembra un centro commerciale, il “tuo” sindaco è un monomaniaco del cemento perchè come dicono a Genova avrà la sua convenienza, non gli è bastato dare via libera alla costruzione dei “Nuovi Terragli” un vero ecomostro a Fidenza, doveva anche venire a Salso a cementare tutto.
Sgarbi non è uno qualsiasi è uno dei massimi critici d’arte comtemporanei al contrario dell’architetto Faroldi che per lavorare ha dovuto ricorrere al vicesindaco Cavalli suo ex compagno di classe alle medie.
Distruggere il bello per sostituirlo con il brutto è un reato, specialmente sperperando il denaro pubblico per i propri interessi tanto lo sanno anche i bambini come funziona con gli appalti pubblici.
L’oasi termale esisteva tanti anni fa basta che vai a vedere il gruppo di facebook Cartoline da Salsomaggiore, partivi dalla stazione e arrivavi a viale Romagnosi immerso nel verde, i vialetti del parco erano di ghiaetto e non esisteva lo Zoja ( altro mostricciattolo in stile post atomico), poi guardati la piazza Berzieri tutta lastricata con le pietre laviche e un enorme aiuola lunga circa la metà dell’edifico e i suoi bei lampioni liberty, senza traffico nel 1925 non esisteva e paragonala allo stupro perpetrato da Tedeschi.
Non è diffidenza ma salvo un paio di vecchi sindaci Porcellini e un’altro, tutte le altre giunte successive hanno sempre pensato dei mostri, l’autolavaggio ( ex fontana luminosa, già brutta e per giunta rabberciata causa Miss Italia per la mancanza di palle di chi non ha saputo dire no a Mirigliani), la fontana degli uccellacci che è cosi brutta che ferisce gli occhi, via Milano a zig-zag, il bussolotto al posto dell’ex cinema Centrale, la torre incompiuta di via della Rosa, il deohors del bar Tavani.
Chi ha distrutto l’oasi termale quella vera sono stati i comunisti e adesso i pidiessini che vogliono rifarla di cemento.
Non ho nessuna tessera di nessun partito ma senz’altro sono contro Tedeschi e la sua arroganza, le sue pensate e i suoi progetti sono peggio di quelli di Willy il Coyote, falliscono sempre miseramente ma ci costano un sacco di soldi, altro che diffidenza i cittadini e non sudditi sono stanchi di vedere cemento e brutture in giro e viaggiare su delle mulattiere a causa di questa giunta, che sperpera soldi inutilmente e non da i servizi essenziali.
Vedrai che se fanno qualcosa di valido nessuno avrà nulla da obiettare, non ti sei mai chiesto perchè tutti i personaggi coinvolti nell’edilizia si interessano di politica non penso per filantropia, in prima fila ci sono sempre ingegneri e architetti incapaci e costruttori edili come mai?
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signor editore visto che se la prende giustamente con gli anonimi che insinuano,sarebbe anche ora di smascherare gli anonimi che insultano come fa chimicamente tale siegfried che si permette di denigrare le persone che ci mettono la faccia e le idee, dal basso della sua zucca vuota e mascherata
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http://www.comune.salsomaggiore-terme.pr.it/allegato.asp?ID=682348
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Signor Cenci mi spiace di aver urtato il suo animo delicato, ma non ho insultato nessuno e se per caso lo avessi fatto chiedo scusa ( oppure una bella sfida a duello cosi con Tedeschi mi diverto come un matto), solo che essendo in una pseudo democrazia finchè potrò esprimerò liberamente le mie opinioni anche se in contrasto con le direttive del suo partito, che ci mettano la faccia ( di bronzo ) almeno in parte è vero ma le idee non è che negli ultimi 4 anni siano state geniali, il 99% dei salsesi ne avrebbe fatto volentieri a meno, se mi spiega cosa vuol dire insultare chimicamente le sarei molto grato, ma una spiegazione elementare avendo la zucca vuota, che non interpreto come complimento ma come offesa , ma la vera offesa è l’operato di questa giunta all’intelligenza dei cittadini-contribuenti salsesi.
Rifate le strade che è meglio!
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Copio e incollo :
l.cenci scrive:
23 ottobre 2010 alle 09:22
Ci risiamo.Di nuovo col dissenso defecato a scalare,un esercizio fine per gente di classe(citazione dal grande Monicelli)in cui una per fortuna ristretta cerchia di salsesi(?)è abilissima.Se fosse per questi professionisti del no a prescindere(salvo poi salire sul carro degli smemorati ad opera finita)a Salsomaggiore non ci sarebbe il ponte sul Ghiara,la riqualificazione della stazione ferroviaria,quella di via Matteotti e di via Milano,il gazebo,la ristrutturazione di parco Corazza e di piazza Berzieri,per non parlare delle polemiche sul teatro nuovo e sul golf.E’ facile ,a cose fatte, il giochetto dello gnorri pentito,dopo aver insultato, minacciato e offeso direttamente o con l’aiuto di lanzichenecchi prezzolati chiamati da fuori coloro che si sono battuti per la realizzazione di quelle opere che,possono piacere o meno, ma senza le quali la nostra città non sarebbe la stessa.
Iniziamo dalle sue raffinate disquisizioni scatologiche sempre per stare sul raffinato, il ponte non serve quasi a nula quello che usciva alla Conad era sufficiente, per fortuna uno meno ottuso lo ha riaperto almeno alle bici ( ottima idea di chiunque sia stata ), la stazione ferroviaria giace in situazione pietosa, che fine ha fatto la fontanella con i pesciolini rossi? E’ miseramente secca! In viale Matteotti strage di 53 alberi sostituiti da fruscelli moriobondi.
Via Milano è diventata il Bronx e fatta a zigz-ag, ribadisco il concetto i parchi vanno curati e mantenuti non ristrutturati non sono edifici e ridalle col cemento!
Il Teatro Nuovo è la dimostrazione lampante dell’incapacità dell’ingegnere capo Varazzani ha detto di avere speso un milione di Euro e alla prima a momenti “assassina” il cantante?
Per dirla alla salsese mi balla un pò un occhio ! Ovvero non ci crederò nemmeno da morto!
Il Golf si spera che ve ne andrete prima il parco è rovinato e la piazza anche , per me è una vergogna!
Lei non ha nulla da invidiare all’Uomo Ragno!
Saluti!
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Avevo scritto un testo di risposta che ho appena cancellato perchè tanto non ne vale la pena. Questo è il mio unico commento.
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Concordo sig. Fritelli, non ne vale la pena,
penso che se Tedeschi scolpisse il David di Michelangelo ci sarebbe lo stesso Sigfried a dire che è una boiata e che fa schifo, visto che sembra odiare tutto, senza se e senza ma.
Spero che persone come lui escano dall’anonimato e si candidino alle prossime elezioni perchè a criticare siamo capaci tutti, il difficile è fare le cose.
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Signor Andrea : a me personalmente avevano detto che Tedeschi era un Leader nel 2006.. Ahimè purtroppo, mi sono dovuto ricredere nel corso degli anni e posso solo dire che Sigfried ha tutte le ragioni di questo mondo e non mi attacco a : bello o non bello piace o non piace è invece la mancanza di idee proprie se non prese in “prestito” da altri per poi dopo, “appiattirle” a normali opere con tutto quel denaro a disposizione. Avesse almeno appiattito le nostre strade.. Invece non serve a lei concordare con il signor Fritelli “credo” lui sappia benissimo che tutto questo è un falso problema Salsese anche per oscurare nuove mosse di compravendita Thermale e Sigfried lo sa benissimo. Quindi signor Andrea : lasciamo stare il David di Michelangelo ( o Donatello) e nemmeno la loro storia nelle rispettive opere, ma lasciamo anche stare certi accostamenti inopportuni.
Grazie e Buona Domenica.
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Il difficile è fare le cose fatte bene nel dubbio meglio risparmiare!
Sono 4 anni che Tedeschi ci prende per i fondelli !
E spreca i nostri soldi in inutili cavolate e non fa mai le strade come aveva promesso alla presentazione del progetto di piazza Berzieri ( ho conservato il filmato), se invece avesse mantenuto le sue promesse uno poteva anche pensare ha il gusto del brutto , ha sbagliato ad affidarsi a Faroldi ma almeno non rompo l’auto per girare, sarebbe stato un segno di buona volontà, invece no insiste e persiste a fare puttanate superflue e non il bene del paese.
Tedeschi al massimo potrà scolpire il nano bugiardo con il Das.
Fare le cose brutte e fatte male per interesse personale (la sua gloria) è ancora più facile di non farle!
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Certo che i nervi dei pretoriani di Tedeschi sono belli scoperti.
Avete forse paura di andare a casa e non poter più comandare ? Difendere l’operato delle giunte dal 1980 ad oggi ci vuole solo coraggio. L’arrivo dei cementificatori risale ahimè a quei tempi.
C’entra poco ma segnalo che la strada di Bargone Montauro è rimasta chiusa per 9 giorni per un intervento di rifacimento della sede stradale.
Gli abitanti dopo la prima pioggia sono stati costretti a 14 km per recarsi a Salso.
Speriamo che in vista delle elezioni non si rifacciano con il medesimo criterio altre strade.
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Ma scusa Costantino è colpa del maltempo!
Loro poverini fanno le strade ma la nebbia le corrode, la pioggia le disfa e la neve le distrugge!
In Scandinavia e in tutto il Nord Europa le strade sono impeccabili nonostante le precipitazioni atmosferiche ( cavalle di neve da 3 metri!)? Come mai?
Basta affidarsi a imprese serie e pagare il dovuto, mentre in Italia la regola è 50% per la strada e il rimanente ce lo spartiamo noi !
Mai farle per durare! Solo per speculare!
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@ Andrea:una bella mano di metaforiche legnate te la sei gia’ beccata dal commento dell ‘Editore delle 13.44.Volevo aggiungerne un paio anch’io io,pur dal basso della scarsa considerazione che tu hai per me.
In primo luogo,vedi di piantarla di tirarmi in ballo a sproposito.Quando scrivo un pezzo lo firmo,seppur sotto un nom de plume che tu peraltro ben sai quale reale nome e cognome vorrebbe nascondere,visto che imbeccato dai tuoi padroni del vicolo, non esiti a citarlo.Sempre a sproposito .
Se il pezzo non e’ firmato,non e’ mio.
Punto.
Seconda questione.
In un articoolo pubblicatomi oggi ho cercato di spiegare perche’ trovo legittimo che ciascuno di noi possa liberamente esprimere le proprie eventuali critiche alle esecuzioni urbanistiche degli amministratori in carica senza dovere essere tacciato di di antisalsesismo preconcettoSe nonmi sono spiegato,chiedi pure che sono disposto darti gratise le ripetizioni del caso.
Terza cosa:la questione di via Filzi.Per l’ennesima volta ripeto che non sono aduso a sparare sulla Croce Rossa.
Via Filzi,e’ un’altra delle cose che un sindaco,anzi dei sindaci,piu’ interessati al benessere dei cittadini ed al decoro della citta’ che alla foto celebrativa ,avrebbero DOVUTO risolvere da decenni.Esattamente come la questione della strada della Marazzuola il piu’ clamoroso esempio del disinteresse di questa ed altre giunte.
La via Filzi,riqualificanda,e’ una STRADA di collegamento tra la periferia ed il centro che viene utilizzata in modo particolare nei giorni di mercato.
Trattasi di un budello a doppio senso lungo un 2-300 metri ,a doppio senso di marcia con due marciapiedi ed una doppia fila di pioppi di rilevante altezza,il cui apparato radicale a sviluppo superficiale,rende tra l’altro impraticabili i due marciapiedi.
Evidentemente risvegliatisi dal torpore,non so se amministratori e tecnici,si sono accorti che cosi’ non si poteva piu’ andare avanti.
Bisognava trovare rimedio ad una situazione ormai poco gestibile prima che ci scappasse l’incidente grave.
Quindi oggi si riqualifica e per riqualificare e’ necessario sacrificare alcune, o tutte non so,le alte piante che sulla via si affacciano.
L’interesse del sottoscritto,che mena vanto d’essere il corrispondente da Salso di Nave Corsara e di accorrere prontamente sul luogo dei misfatti amministrativi tedeschiani dietro semplice invito telefonico dell’Editore per fotodocumentarli,non e’ stato attirato dall’inizio dedi lavori,SEMPLICEMENTE PERCHE’ IN QUESTO CASO NULL’ALTRO SI SAREBBE POTUTO FARE SE NON SACRIFICARE PIANTE IMPROVVIDAMENTE SISTEMATE IN LOCO DA QUALCHE PREDECESSORE DEL TUO SINDACO DI RIFERIMENTO.
Evidentemente per certi laudatores in Servizio Permanente Effettivo che si sentono in dovere di proteggere il capo da ogni possibile vulnus alla sua personalita’,risulta ostico il concetto che un conto e’ estirpare senza motivo reale diverse piante da un PARCO,luogo deputato alla fruizione del verde,solo per seguire i dettami estetici di alcuni architetti,altro e’ rendere fruibile comoda e non pericolosa una strada di traffico su cui si affacciano inoltre pure molte abitazioni.
Ti do una primizia,Andrea:le cose fatte bene (anche se in ritardo) non attirano la mia attenzione.
A differenza di quelle fatte con il posteriore.
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A tutti auguro qualche ora di libero sesso, fa bene al corpo ed alla mente, e soprattutto vi potrebbe liberare da quell’astio reciproco che non serve sicuramente a risolvere i problemi di una società che si dice moderna ed efficente, ma in realtà è ferma al buoio medievale.
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A Salso di efficente purtoppo non c’è niente, almeno nel medioevo gli spergiuri finivano molto male !
Venivano tagliati fuori con le buone o con le cattive, erano uomini d’onore o ne pagavano le tristi conseguenze!
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Non so chi possa ricordare in piazza della stazione prima dei “Nuovi Terragli” i sensali con il tabarro si davano una stretta di mano e facevano gli affari, ma guai a chi sgarrava !
I contadini erano gente di parola ! Non come certi politicastri odierni loro onoravano sempre la parola data senza ma e ma perchè!
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