I consiglieri regionali del Pd non vogliono mollare né quattrini né privilegi
Giovanni Favia e Andrea Defranceschi, consiglieri regionali del movimento 5 Stelle in Emilia Romagna.
«È stata una battaglia, un bel primo passo», esordisce Giovanni Favia, soddisfatto, appena uscito col capogruppo Andrea Defranceschi dalla seduta pomeridiana della commissione Bilancio, «e siamo contenti di poter dire che finalmente l’iter della legge è partito. Ci sembra anche positivo che il testo base, sul quale poi le altre forze politiche potranno proporre emendamenti, sia il nostro: riduzione degli stipendi del 50%, abolizione dei vitalizi e rimborsi spese solo dietro la presentazione di ricevute. Per organicità della proposta e ordine di presentazione ci sembra giusto così. Questo è quello che avevamo promesso in campagna elettorale, e questo», dice Favia, «stiamo compiendo».
«In commissione abbiamo assistito ancora una volta al tentativo del Pd (e del Pdl, blandamente) di rinviare la discussione», dice il capogruppo Defranceschi, «Con la scusa che “in futuro” i democratici avrebbero presentato la propria proposta. Ma com’è possibile, e dov’è finito il rispetto per il lavoro altrui? La nostra è stata depositata il 27 maggio scorso, loro non hanno avuto tempo di lavorarci? Oltretutto», prosegue Defranceschi, «ciò avrebbe creato un pericolosissimo precedente, col rischio di blocco di tutte le attività di commissione sulla base di un “presenteremo più avanti”. La verità è che il Partito Democratico sta cercando ancora una volta di impedire che vengano intaccati i privilegi della casta».
«Sono sicuro», s’inserisce Favia, «che non avrebbero detto le stesse cose davanti ai propri elettori. Ci dispiace il comportamento arrogante del Pd, che col suo capogruppo ha detto che “ci lascia giocare, tanto poi in aula vota la maggioranza”. È vero, per carità, che in democrazia vince la maggioranza. Ma davanti alla propria gente si guardano bene dal dire di non voler abolire i privilegi della casta… In Commissione hanno dovuto cedere davanti alla nostra determinazione e alla volontà, espressa anche dall’Idv, di discutere la legge».
La relatrice sarà infatti la consigliera Liana Barbati. «La loro proposta è decisamente più blanda rispetto alla nostra, ma almeno abbiamo trovato l’intesa per cominciare. Tutto qui», precisa Defranceschi, «basta leggersi i testi per capire che le convergenze si fermano qua, alla volontà di far partire il processo democratico. Piuttosto mi chiedo», conclude il capogruppo, «come sarà da oggi la situazione in maggioranza: il Pd ad inizio seduta voleva rinviare la discussione, l’Idv non l’ha seguito. Qualcosa non va?». (Comunicato del Movimento 5 Stelle)













Una riduzione del 50% mi sembra poco. Si dovrebbe dare una cifra uguale a quella presente nell’ultima dichiarazione dei redditi.
Non si capisce perchè uno debba guadagnare di più facendo il consigliere regionle rispetto a quello che guadagnava prima di andare a rappresentare i suoi concittadini.
Invece plaudo all’eliminazione di ogni forma di pensione, assolutamente vergognosa.
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Bravissimi Andrea e Giovanni. Onorate il vostro ruolo e la fiducia che i cittadini vi hanno dato.
Non capisco il commento di Costantino che sembra critichi l’iniziativa dei consiglieri a 5 Stelle. Quale altro partito ha mai fatto una proposta simile?
Bacchini Alberto
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Da parte mia, sia per i parlamentari che per i consiglieri regionali, eliminerei ogni tipo di retribuzione ed introdurrei solo una forma di compensazione che porti il reddito ad un certo livello stabilito. Poniamo, per esempio, €5000/mese (forse è fin troppo). Ora, se un parlamentare, con la sua attività professionale, già raggiunge questa soglia di reddito, non c’è ragione per cui lo Stato gli debba dare altri soldi. La retribuzione per i parlamentari è infatti stata prevista in modo che tutti, in qualsiasi condizione economica si trovino, possano permettersi di ricoprire il ruolo a tempo pieno, senza doverlo trascurare per mantenere la famiglia. E l’operaio, che deve lavorare otto ore al giorno, questo non lo potrebbe fare. Per questo si rende necessaria comunque una compensazione del reddito.
E’ invece ottima la proposta per cui tutte le spese siano rimborsate solo dietro presentazione di una ricevuta, perché altrimenti si ha un privilegio ingiustificato.
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Ci auguriamo che le parole del giovane dirigente del Pd borghigiano siano ascoltate e messe in pratica dai suoi maggiorenti in regione. Staremo a vedere
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Ciao a tutti, io pensavo che quest’articolo sarebbe stato più dibattuto data l’eccezionalità della proposta.
Fa piacere leggere le idee del giovane dirigente del PD borghigiano, ma il suo partito non mi pare che abbia mai fatto ufficialmente proposte del genere.
Ricordo anche che il Movimento 5 Stelle è anche contrario ai doppi incarichi (ad esempio consigliere regionale e vicepresidente dell’Irenia) e crede che chi assume una carica istituzionale importante deve fare solo quello, lasciando temporaneamente il proprio lavoro.
Alberto Bacchini
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