E la nave va: grande affluenza alla bancarella dei corsari
Questo il testo del sognalibro allegato ai tanti libri venduti nei due giorni della fiera di San Donnino. Torneremo a Natale. Forse a Santa Lucia.
Lontani dal pantano
Siamo corsari, schiumiamo i mari. Si sente eh, che da bambini abbiamo letto i fumetti giusti e visto i film imperdibili?
I nostri eroi sono stati Long John Silver, Narciso Putiferio e Giovanna, la nonna del Corsaro nero. È con questi miti infantili che il 13 settembre 2004 abbiamo varato il nostro brigantino.
Dapprima abbiamo navigato sottocosta, tra Fidenza e Salsomaggiore. Rare le puntate fuori della provincia. Poi abbiamo preso il mare aperto. Ah, l’ebbrezza dell’orizzonte.
Intendiamoci, non ci siamo imbarcati per raddrizzare torti o per spirito di servizio. Già troppi trafficano con queste merci. Spesso avariate.
Abbiamo preso il mare perché non ne potevamo più del tanfo di pantano della politica, domestica e no.
Se non temessimo l’accusa di moralismo, diremmo che siamo di quelli che si indignano. E che dopo essersi indignati, debbono manifestare e argomentare le ragioni del proprio sdegno.
A Fidenza, piccola città con ambizione di trasformarsi in periferia milanese, i motivi per indignarsi sono tanti: dalla cementificazione della campagna allo spreco di terreno fertile con la scusa (politicamente corretta) dell’energia solare.
Se eserciti l’intelligenza critica non ti puoi fare molti amici. Soprattutto non puoi essere catalogato «di destra» o «di sinistra». E non farsi incastrare in una casella di partito è oltremodo fastidioso per i professionisti e i maniaci della politica intesa come esercizio del potere fine a se stesso. Continuano a chiedersi, costoro, chi sei, che cosa vuoi, dove vuoi andare a parare, chi ti manda.
Ecco il punto: ci manda chi oggi acquista un libro e con ciò versa un obolo per mantenere vivo e scomodo il nostro sito-blog www.navecorsara.it
E quando avremo racimolato un tesoro, realizzeremo un video su Fidenza, come la vediamo noi. Lontani dal pantano.






















tra i curiosi e gli acquirenti, noto personaggi politici della destra… e quelli di sinistra ? non leggono o non li avete fotografati ?
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LA MIGLIORE RISPOSTA, ALLA TUA DOMANDA, ERA GIA’ INSITA NELL’ARTICOLO:
“Se eserciti l’intelligenza critica non ti puoi fare molti amici. Soprattutto non puoi essere catalogato «di destra» o «di sinistra». E non farsi incastrare in una casella di partito è oltremodo fastidioso per i professionisti e i maniaci della politica intesa come esercizio del potere fine a se stesso. Continuano a chiedersi, costoro, chi sei, che cosa vuoi, dove vuoi andare a parare, chi ti manda”.
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Giravo e rigiravo i volumi fra le mani.
Ivano mi raccontava le sue ultime vicende chiedendomi perché non scrivevo di più.
Come gli ho sempre risposto, ribadivo che un “pezzo” richiedeva dalle due alle tre ore di svolgimento, rilettura frase dopo frase, aggiustamenti e correzioni incastrati con la forza della disperazione di chi deve consegnare il tema a dieci minuti dallo scadere del tempo concesso.
Il lavoro e la stanchezza della giornata si mangiano il tempo libero a disposizione.
E così, tra una conversazione e l’altra, riprendendo il discorso ogniqualvolta Ivano si assentava per restituire il resto di un acquisto, scoprivo i libri de il Saggiatore, tutti invitanti, tutti nuovi, tutti interessanti.
Gira che ti rigiro, decido per un testo del sociologo francese Alain Touraine, “Il mondo è delle donne”, il Saggiatore per l’appunto.
Un testo scaturito da una ricerca di sociologi francesi guidati da Touraine sulla condizione delle donne, la cui impalcatura sono interviste a donne su sé stesse.
Dopo una breve rassegna dello stato dell’arte sulla questione femminile, il sociologo francese attacca il secondo capitolo con la frase “le donne si identificano innanzitutto come donne” ed incalza sostenendo che “Io sono una donna” è una frase che ripetono tutte le intervistate ed è una definizione primaria. Implica, cioè, dare la priorità al rapporto con sé stesse piuttosto che con l’altro, l’uomo, che può essere fidanzato, marito, padre, fratello, collega, capo, compagno o semplicemente l’altro.
E’ un’affermazione di sé. E’ una consapevolezza. O lo si capisce oppure no. Ma da essa non si può prescindere. E’ un’affermazione che costringe a ripensare storia e condizione e modo di essere e di sentire della famosa altra metà del cielo.
Non più loro sotto esame ma tu che sei messo sotto esame.
Touraine sostiene nelle sue prime righe che “qualcosa del genere” si realizzò negli anni sessanta quando alcuni operai francesi, per lo più qualificati e specializzati, cominciarono a pensare sé stessi secondo la formula “io sono un operaio”.
Non più tornitore, verniciatore, montatore o semplice “addetto” ma operaio, secondo una condizione sociale ed un pensiero diversi, alternativi all’organizzazione del lavoro e della vita che il capitale voleva (e vuole) imporre per sé.
Differenze necessarie concesse, trovo che essere “corsari” oggi, a Phidenza ed in mare aperto, trascini con sé lo scardinante concetto scaturente dalla chiara identità di sé: io sono un “corsaro”.
La penso diversamente (sono io).
La penso individualmente (il video, la tastiera e la connettività).
La penso identitariamente (il blog).
Secondo la terminologia marxista (o marxiana?) contemporanea, sono un irriducibile.
Ai partiti.
Al potere, forte oppure occulto oppure compromesso (storicamente?).
Al pensiero dominante dei maestri del pensiero dominatore, siano essi giornalisti o giudici o politici o esperti od intellettuali o religiosi o laici.
Io leggo, quel che posso e secondo curiosità.
Io medito, secondo capacità proprie.
Io confronto, secondo personale acume.
Io domando, secondo necessità.
Io ricordo.
Connetto.
Espongo.
Al vento della poppa o della prua.
Io, io sono libero.
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“chiara identità di sé: io sono un “corsaro””.
A Paul Syrups:
…Caro Syrups, fiòl dàl goudròn, non mi dire che ancora NON AVEVI CAPITO CHE ERI NAUFRAGATO NELL’ISOLA DELLA TORTUGA?
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Mi ritrovo pienamente nel concetto di “coscienza critica” senza allineamenti partitici. Peraltro il sistema è quello che ti permette di operare per la collettività, migliorando un momento “sociale” e costruendo per tutti. Un difficile compromesso, dovendo rispondere del tuo “non allineamento” e non potendo prescindere dalle esigenze partitiche che amministrano. La soddisfazione è costruire. Per altri invece distruggere. Senza un idea di cosa ricostruire. La cementificazione ideologica.
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“La soddisfazione è costruire. Per altri invece distruggere. Senza un idea di cosa ricostruire”.
..Se PRIMA NON DISTRUGGI, POI NON HAI la soddisfazione di COSTRUIRE.
PURTROPPO, ULTIMAMENTE( gli ultimi decenni), OLTRE A DISTRUGGERE SI E’ AVUTO SOLAMENTE L’IDEA DELLA RICOSTRUZIONE A CEMENTIFICIO SELVAGGIO.
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pensavo che l’assessore Comerci fosse “di fisico robusto” invece mi pare un’acciughina!
credo che d’ora in poi potrò girare per fidenza solo a fianco di Stefanini (anche se gira voce che stia andando in palestra per affusolare i fianchi).
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Sabato ho visitato la vostra bancarella, avrei contribuito volentieri, ma per questioni di spazio compro solo i libri che voglio realmente leggere e sono anche parecchio selettivo, purtroppo non ho visto nulla che mi interessasse non per colpa vostra ma a causa dei miei gusti un pò particolari.
Spero di contribuire alla prossima occasione, a parte questo da salsese ho invidia di San Donnino veramente ben organizzata, mi è piaciuta la presentazione delle armi antiche nel parco il ragazzo era veramente preparato in Storia ( i libri che compro sempre appena posso)e dava dimostrazioni e spiegazioni comprensibili a tutti anche ai bambini ma non per questo meno precise tanti professori dovrebbero imparare da lui come coinvolgere il pubblico o gli studenti facendoli divertire mentre apprendono, quando ho visto Villa Panini distrutta mi è venuto il magone e anche rabbia , Fidenza da ragazzo l’ho frequentata per anni e ci sono affezionato, per il resto che dire, tutto ben organizzato una bella Festa per tutti e per tutti i gusti che coinvolge tutta la città.
Considerando che fate il video a Fidenza farne anche uno a Salso sarebbe doveroso, perchè da 4 lunghi anni noi paghiamo la vostra liberazione da Cementeschi ( nome di fantasia) comunque se ci vende il Berzieri ho già pronte le truppe d’assalto della resistenza salsese, ve lo rispediamo come San Donnino dallo Stirone in poi e vi facciamo a pezzi il Duomo per rappresaglia, se osano proporre il distruttore di Villa Panini a Salso come sindaco venderemo cara la pelle!
Scherzi a parte perchè voi 10 giorni di gloria e a la puzza della Ghiaia ( Gerra) alla fiera dell’Angelo?
Forse a Salso non sanno sfruttare le occasioni e non vanno mai d’accordo e poi veniamo invasi dai germanici che da buoni barbari hanno devastato tutto.
PS censurate senza pietà a volte scrivo sopra le righe , sono solo un salsese indignato con certi avvoltoi che tutti ben conosciamo.
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!comunque se ci vende il Berzieri ho già pronte le truppe d’assalto della resistenza salsese, ve lo rispediamo come San Donnino dallo Stirone in poi e vi facciamo a pezzi il Duomo per rappresaglia”
….DIVIDE ET IMPERA:
SCUSAMII MA, se invece di fare a pezzi il Duomo o smembrare le Terme,……………..UNISSIMO LE FORZE BORGOSALSAROLE E e facessimo a pezzi CEMETESCHI?
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Scusa Capitano hai perfettamente ragione unire le forze per farlo a pezzi è più logico, ma ieri dopo avere letto il bilancio 2010 sul sito del comune di Salso mi è salito il sangue alla testa, oltre che a svendere il Berzieri lo vogliono trasformare in albergo, hanno già dimostrato come fare crollare una parete affrescata al Valentini immagina dentro al Berzieri lo scempio che faranno gli architetti dei trinariciuti ( notoriamente incapaci e con il gusto dell’orrido).
Poveri noi!
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Caro Siegfried,
posso benissimo capire la tua “salita di sangue” alla testa e la tua invettiva contro gli “architetti trinariciuti”.
Quello che ti chiedo, caro Sigfrido ( mi piace più in italiano), è di NON FERMARTI PIU’ al “trinariciuto” perchè, se vuoi venire nel Borgo, ti posso far vedere quello che stanno facendo gli architetti del “partito dell’amore”, ora che si è “cambiato pagina”.
IDEM=STESSA IDENTICA COSA.
NON ILLUDERTI, non è che passando dai “TRINARICIUTI” aI ” SEGUACI DELL’AMORE” il CEMENTIFICIO SI FERMI, CAMBI DIREZIONE, OPPURE SIA MENO CEMENTO DEL PRECEDENTE, OPPURE PERCHE’ IL CEMENTO E’ DI COLORE AZZURRO è MEGLIO DEL CEMENTO DI COLORE ROSSO.
BISOGNA FERMATE LE PUTTANATE DA QUALSIASI AMMINISTRAZIONE PROVENGANO….
Ormai anche i bimbi hanno capito che ogni amministrazione che “vince” le elezioni finisce le opere in corso dell’amministrazione precedente per prendersene i meriti ed i demeriti. Fa un’aggiustatina da una parte e dall’altra, rabbercia la situazione, la “colora”di nuovo e la propina alla cittadinanza ed a quei pochi beoti che stanno ancora a pensare alla “DESTRA” ed alla SINISTRA”.
Recitano il “litigio” nei vari comunali, più o meno in diretta, poi ti vengono a “strattonare” la giacca 3/4 giorni prima delle elezioni…per ricordaRTI quanto sono stati bravi, buoni e lungimiranti…quindi MERITANO una bella croce sulla scheda.
Come si fanno a fermare le puttanate delle amministrazioni?
PRIMO SERVE L’INFORMAZIONE: e non è per piaggeria ( non è nel mio stile e nel mio carattere) ma NAVE CORSARA, con i suoi pochi mezzi e con i pochi pirati che bazzicano alla Tortuga, penso sia l’unico “movimento” che lo stia facendo, senza fare sconti ne a destra ne a sinistra ne al centro.
SECONDO: sensibilizzazione e raccolta di firme tra i cittadini per “FERMARE LA PUTTANATA ” ….
TERZO: bisogna avere tempo, passione e crederci
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Capitano 2000 firme eppure la piazza Berzieri è devastata e i nuovi Terragli sono li con l’inutile sottopasso se qualcuno mi spiega a cosa serve forse lo capisco.
La firma dei progetti è sempre quella o sbaglio?
Le firme non servono, meglio i randelli di gaggia stagionati nel sisso forse le bastonate le capisce!
Se fanno asinate a destra al centro a nord e a sud strenghe a tutti senza pietà!
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Sigrfido,
te la butto….e se tutti e 2000 …cioè quelli che hanno firmato + eventuali amici e sostenitori si mettessero d’accordo ed …ANDASSERO AD ESPORRE TUTTI E 2000 IN MUNICIPIO A SALSO LE LORO RAGIONI NON PENSI CHE VI ASCOLTEREBBERO.
PRATICAMENTE SI OCCUPA IL MUNICIPIO DI SALSOMAGGIORE TERME….
LASCIAMO STARE I RANDELLI DI GAGGIA…PERCHE’ DOPO LA STORIA DIVENTA
PESA…
ANCHE PERCHE’ ESISTONO “COSE” PIU’ EFFICACI DEI RANDELLI DI GAGGIA……PER QUELLO….
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Il risultato è stato questo ti faccio un copia incolla dal Giornale dell’Arte, con la gaggia forse avrebbe capito, contro queste amministrazioni spocchiose e arroganti ci vogliono sistemi duri altrimenti questi hanno le squame come i coccodrilli e le firme gli scivolano via da dosso e noi ce la prendiamo nel gnao!
Delitto alle terme
Non è possibile arrestare i deficienti. Dopo un sopralluogo di qualche tempo fa a Salsomaggiore per verificare l’invasività di un progetto di arredo urbano e di giardini e fontane, davanti alle Terme Berzieri, uno dei più notevoli capolavori di epoca Liberty, sono tornato oggi a Salsomaggiore e ho visto l’indecente impresa compiuta. L’arroganza dei progettisti, la ridicolaggine della fontana, il laghetto geometrico, i tasselli luminosi della pavimentazione e altre mostruosità determinano un’insostenibile invasione visiva di una bellissima architettura Liberty, a ridosso della quale arriva una nuova pavimentazione con specchio d’acqua. Senza alcuna ragione la pubblica amministrazione ha promosso un intervento vandalico, integrato da un’illuiminazione fallica lungo il perimetro dell’edificio. L’assenza totale di vergogna, la mancanza di sensibilità, il pessimo gusto persino nelle iscrizioni, l’illuminazione funeraria rappresentano una testimonianza di barbarie che era difficile pensare si potesse compiere: la realtà brutale supera l’immaginazione minacciosa.
…
(il testo integrale è disponibile per gli abbonati)
di Vittorio Sgarbi, da Il Giornale dell’Arte numero 302, ottobre 2010
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Sigfrido, quando Sgarbi parla di “politica” gli tirerei una randellata in testa ma, quando parla di Arte c’è solamente da stare zitti, ascoltare ed imparare. Lo ritengo il massimo esperto d’arte attualmente in italia. ( d’arte, lo risottolineo).
Penso che con 2000 firme, una lettera di presentazione sullo scempio artistico firmata da Sgarbi, la visibilità oggettiva dello scempio finale documentato fotograficamente……beh…..sono costretti ad ascoltarti…anche se hanno le squame come i coccodrilli….ho visto parecchie borsette e portafogli e scarpe di pelle di coccodrillo…;-)
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