Il Nobel per la pace a un detenuto cinese

Pubblicato da Redazione il 9 ottobre 2010 in Diritti civili, Diritti umani, Guerra a pace |

Liu Xiaobo è cristiano e già questo ne fece dai primi anni della sua educazione un pesce fuor d’acqua nella Cina degli anni ’60, dominata dal dogma del partito. Nato a Changchun, nella provincia di Jilin, nel 1955, si laureò nel 1982 in letteratura presso l’Università di Jilin e nel 1986, dopo la laurea magistrale a Pechino, ottenne il dottorato all’Università la Normale di Pechino per poi lavorare per la Columbia University, l’Università di Oslo, l’Università delle Hawaii e altre ancora.

Quando nel 1989 i carri armati del governo cinese marciavano su Piazza Tienanmen, Liu Xiaobo era tra i manifestanti e aveva partecipato agli scioperi della fame attuati dagli studenti. In quella occasione fu arrestato la prima volta con l’accusa di «tentativo controrivoluzionario». Nel 1991 fu condannato per «propaganda ed istigazione controrivoluzionarie», senza finire in carcere. Nel 1996, a causa delle sue critiche al Partito comunista cinese, fu condannato a tre anni in un «campo di rieducazione» per «disturbi alla quiete pubblica».

L’attivismo di Liu ha ricevuto molti consensi all’estero e nel 2004 è stato premiato da Reporter Senza Frontiere con il premio «Fondation de France» per il suo costante impegno nella difesa della libertà di stampa. È in carcere dall’8 dicembre 2008 per aver contribuito a diffondere l’appello di ’Carta 08’, un documento firmato da oltre 200 cittadini cinesi in cui si chiede al governo di Pechino di rispettare i diritti umani, attuare riforme politiche e garantire l’indipendenza del potere giudiziario. Liu invoca un lento, ma progressivo cambiamento che deve condurre il gigante asiatico verso la democrazia. Per questo la sentenza con cui è stato condannato lo accusa di aver «superato i limiti della libertà d’espressione consentita» e a nulla sono valse le argomentazioni della difesa che ha sottolineato le sue intenzioni assolutamente pacifiche.

Dieci Premi Nobel per la Pace che hanno lasciato il segno

1952 Albert Schweitzer (1875-1965)

Medico, filosofo, teologo, musicista, missionario laico, si prodigò soprattutto per curare i malati di lebbra fondando un ospedale a Lambarené, nell’attuale Gabon.

1964 Martin Luther King Jr (1929-1968)

Difensore dei diritti civili negli Stati Uniti, il pastore (qui con la moglie Coretta) ha pagato la sua battaglia con la vita.

1979 Madre Teresa di Calcutta (1910-1997)

La religiosa cattolica albanese che ha fatto tanto per i poveri dell’India e del mondo intero è stata beatificata nel 2003 da papa Giovanni Paolo II.

1983 Lech Walesa (1943)

Uno dei fondatori del sindacato Soilidarnosc nei cantieri di Danzica, la prima spallata che portò al crollo dei regimi socialisti dell’Europa centrale e orientale.

1986 Elie Diesel (1928)

Scampato ai campi di sterminio nazisti, lo scrittore di origini ebraiche, nato in Romanio e naturalizzato statunitense, lotta per mantenere viva la memoria della Shoah.

I989 Il Dalai Lama (1935)

Erede dello spirito di Gandhi, apostolo della non violenza, Tenzin Gyatso lotta per l’indipendenza del Tibet.

1991 Aung San Suu Kyi (1945)

Figlia del padre dell’indipendenza birmana, questa grande figura dell’opposizione alla giunta militare è tuttora agli arresti domiciliari.

1993 Nelson Mandela (1918)

Ex aequo con il politico sudafricano (bianco) Frederik de Klerk, è il simbolo della lotta contro l’Apartheid e del nuovo Sudafrica.

2003 Shirin Ebadi (1947)

La prima donna iraniana a diventare giudice è un simbolo dell’opposizione alla dittatura islamica del suo Paese.

2009 Barack Obama (1961)

Al 44 esimo presidente degli Stati Uniti il riconoscimento più repentino e controverso. Un premio a priori per le sue buone intenzioni di dare inizio a un nuovo corso sul piano diplomatico e sulla non proliferazione delle armi nucleari.

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9 Commenti

  • avatar roberto braglia scrive:

    Effettivamente, scorrendo la lista, Obama stona un pò! Non sono un esperto delle motivazioni del Nobel per la pace ma è mia opinione che esso sia stato assegnato anche per motivazioni diverse da quelle di fautore della pace in qualche luogo del pianeta!

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    • avatar Tarcisio B. scrive:

      ti dirò di più caro braglia: i nobel per la pace non andrebbero mai dati agli statisti, che prima o poi si sporcano le mani con la guerra ed è sempre più difficile dimostrare che una guerra è giusta… l’accademia svedese ne ha dati parecchi di questi nobel per la pace sbagliati, per esempio a kissinger, uno dei peggiori guerrafondai in circolazione, simbolo dell’america aggressiva di nixon e fautore del golpe di pinochet in cile nel 1973… a churchill che sconfisse i nazisti diedero invece quello per la letteratura, pensa te che strani questi svedesi

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      • avatar shoeless scrive:

        … premio Nobel per la pace 1994 ad Arafat…
        proprio strani questi svedesi

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  • avatar Simona Bolivar scrive:

    E Rigoberta Menchù?
    Visto che siete un po’ smemoratelli, vi regalo un copia-incolla da wikipedia.

    Rigoberta Menchú Tum (Uspantàn, El Quichè, 9 gennaio 1959) è una pacifista guatemalteca, che ha ricevuto nel 1992 il Premio Nobel per la Pace, datole “in riconoscimento dei suoi sforzi per la giustizia sociale e la riconciliazione etno-culturale basata sul rispetto per i diritti delle popolazioni indigene”[1]. Il premio le è stato conferito in parte per la sua biografia del 1987, Mi chiamo Rigoberta Menchú, raccolta dall’antropologa Elisabeth Burgos. I suoi detrattori sostengono che il libro contiene molti fatti inventati. I suoi difensori sostengono che qualsiasi eventuale invenzione passa in secondo piano rispetto all’estrema importanza del suo racconto della soppressione guatemalteca delle popolazioni indigene.
    La Menchú sostiene che iniziò a lavorare come bracciante agricola migrante all’età di 5 anni, in condizioni che causarono la morte dei suoi fratelli ed amici. Da adulta, si unì a membri della sua famiglia in azioni contro i militari per i loro abusi dei diritti umani. La violenza la costrinse all’esilio nel 1981. La Menchú appartiene al gruppo etnico indigeno dei Maya Quiché.
    Nel 1991 prese parte alla stesura da parte delle Nazioni Unite di una dichiarazione dei diritti dei popoli indigeni. Rigoberta Menchú è ambasciatrice per l’ONU ed è tornata in Guatemala per lavorare al cambiamento del paese.
    Il Premio Nobel di Rigoberta Menchú
    Ella ha inoltre cercato, nel 1999, di far processare in un tribunale spagnolo l’ex dittatore militare Efraín Ríos Montt, per crimini commessi contro cittadini spagnoli; tali tentativi sono stati comunque senza esito. In aggiunta alla morte di cittadini spagnoli, le accuse più gravi comprendono il genocidio contro la popolazione Maya del Guatemala.
    Nel 2002 Rigoberta Menchú Tum è stata insignita della cittadinanza onoraria di Caorle Venezia Nel 2007, in occasione delle elezioni presidenziali del 9 settembre, si è candidata a capo della sinistra, ricevendo appena il 3% dei suffragi.

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  • avatar Hugo scrive:

    …..Premio Nobel 1997 per la Letteratura

    MOTIVAZIONE: Figura preminente
    del teatro politico che, nella tradizione
    dei giullari medievali, ha fustigato
    il potere e restaurato la dignità degli umili.

    pensa shoeless…..anche questo ha preso un Nobel….in sordina … dagli svedesi…!!!…proprio straniti !!!
    e..tutti sapranno chi è … prima no!

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  • avatar Jaio scrive:

    Se uno fa casino in strada e disturba una maggioranza che vuole dormire il premio andrebbe a quello che gli tira giù un vaso di fiori sulla testa e lo fa tacere, invece qua si dà il premio al disturbatore:-) Allora, senza prendere la difesa di nessuno, non sarebbe meglio di chiamre il nobel in un’altro modo?
    La pace non é questa.Non é neanche quella che si sventola per niente con le bandiere multicolori e tanto meno quella strumentalizzata utilizzata anche dalla chiesa per racimolare folli folle per assistere alla benedizione dell’angelo della pace. (A caserta e altrove)Quanta ingenuità!Se si fosse in guerra, potrei ancora capire.
    Stiamo assistendo senza dire niente al cambiamento dei valori dove il bello vuol dire brutto e il brutto vuol dire bello.

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  • avatar frank spada scrive:

    La pace è un’illusione, lo dice la Storia e lo dice un libro che dovreste leggere ” …ho l’impressione che gli esseri umani non abbiano imparato nulla di buono da quando hanno messo radici su questa pallina ruotante nello spazio, prendendo a spulciarsi i parassiti l’un con l’altro per poi iniziare a darsele a tutto spiano subito dopo per stabilirne la proprietà – nonostante… ”
    E allora, perché premiarla? Ma per amarla, gente, sognarla!

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  • avatar frank spada scrive:

    Marlowe ti amo http://www.robinedizioni.it/marlowe-ti-amo
    che precede Dimmi chi sei Marlowe http://www.robinedizioni.it/dimmi-chi-sei-marlowe – fresco di stampa.

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