Fidenza è come il salame: qualcuno la sta facendo fuori una fetta alla volta
L’ex Palazzo Littorio messo in vendita dal comune.
All’ultimo punto del consiglio comunale del 30 settembre, c’era il destino dell’ex Palazzo Littorio, poi Casa del Popolo, infine sede del liceo classico dal 1968 al 2000.
Naturalmente l’ordine del giorno non era così chiaro. Vi si leggeva infatti: «Prg. Zona territoriale omogenea “A”. Ridefinizione della disciplina particolareggiata dell’Unità Minima di Intervento (U.M.I.) dell’isolato 22 n.5 (fabbricato comunale ex licei). Variante ai sensi dell’art.15.4 della L.R. 47/78 e s.m.i. per modifica delle destinazioni d’uso. Adozione. (Relatore Sindaco)». Chi ha capito, ha capito. Chi non ha capito, peggio per lui e viva la trasparenza.
La minoranza coglie l’occasione per manifestare la propria opposizione alla vendita, un provvedimento che non tiene conto della natura pubblica del palazzo, della sua rilevanza storica e del progetto della precedente amministrazione che vi vedeva la sede ideale per il Tribunale e i suoi uffici, attualmente ospitati in Palazzo Porcellini.
In questo modo, l’opposizione fa implicitamente ammenda degli errori del passato. Quando era maggioranza. In modo molto più esplicito in un altro momento della seduta consigliare, Giuseppe Cerri indica nell’accorpamento in un unico progetto sia il destino del Palazzo ex-Littorio sia dell’insieme di edifici che costituiscono l’intero comparto tra piazza Verdi e piazza Pontida.
Il sindaco Mario Cantini ha buon gioco nel richiamare le responsabilità dell’attuale minoranza che, dopo otto anni spesi inutilmente, ha consegnato il problema irrisolto alla nuova amministrazione.
Tornando all’argomento principale della delibera, si rileva che la danza degli errori e delle approssimazioni non è finita. All’era dei grandi progetti pubblicizzati e mai portati a termine (e meno male!) si passa all’epoca dei piccoli passi. Se da un lato questo nuovo approccio permette maggiori possibilità di riflessione, dall’altro corre il rischio di lasciare all’apparato burocratico dell’ufficio tecnico una libertà eccessiva attraverso la frammentazione dei provvedimenti. Il rischio è cioè che passino per soluzioni tecniche delle decisioni politiche assunti dai tecnici che godevano della piena fiducia dei precedenti amministratori. Di fatto la presente delibera nulla dice di nuovo, è solo un atto preliminare per un bando pubblico nell’ipotesi di alienazione. In materia urbanistica, e anche su altre questioni, si procede come si usa fare col salume: a fette. Ma chi taglia il salame? E poi, si sa, una fetta tira l’altra. E quando ti accorgi che il salame è stato divorato per intero è ormai troppo tardi.
Ambrogio Ponzi













Non ho capito il motivo per cui la minoranza farebbe ammenda degli errori del passato. Il precedente progetto era di rendere quel palazzo sede del Tribunale, ma sembra essere stato accantonato per mancanza di fondi da parte del ministero della giustizia.
Non capisco nemmeno la malcelata soddisfazione di attribuire errori al passato. Il problema c’è adesso, e l’obiezione sulla natura pubblica del palazzo rispetto alla vendita a privati sembra pertinente e attuale.
Infine, concordo nel ritenere non fruttuosa l’”epoca dei piccoli passi” per casi come questo che richiederebbero un progetto complessivo e di grande respiro, quindi una chiara visione anche delle piazze adiacenti, valutato e deciso a livello politico non solo tecnico.
Ti piace questo commento?
8
1
Ambrogio, l’ex-Palazzo Littorio è talmente grigio, triste e deprimente, che se anche lo abbattessero e ci costruissero sopra qualche cosa di esteticamente più gradevole e socialmente più utile, non ci piangerebbe nessuno a Fidenza. Non sei d’accordo?
Ti piace questo commento?
5
8
Qual’è la contraddizione del caso o se vogliamo della situazione generale? L’amministrazione per fare cassa deve vendere o svendere i gioielli di famiglia,ma la famiglia fidentina, e questa e la domanda che bisogna farsi, è una ricca o povera? Per me a Fidenza c’è ricchezza solo che non ne abbiamo il controllo e soprattutto non è tassabile perchè l’attuale governo ha stabilito che le case dei ricchi
(vedi ici prima casa) non devono essere tassate, e l’ici sulle seconde case è bloccata per decisione governativa al 9 per mille,tanto per fare due esempi.
Ora le tasse sugli immobili sono “locali” e quindi federali tanto per usare una definizione “stupida” ma molto attuale. Per la serie “belle parole e cattivi fatti ingannano i savi ed i matti”.Ma Tulliani è stato avvisato??????Chiaramente la via dell’aumento delle tasse locali ,come Domenico Finiguerra pur con le debite proporzioni ha indicato, e la via sulla quale occorre riflettere ed incamminarsi.Non c’è alternativa e prima lo si fa e meglio è per tutti.
Ti piace questo commento?
1
0