Qual è il piano del sindaco per resuscitare la Fulgor?
Prima di chiudere, la Fulgor Basket si è venduta anche le maglie.
Seduta del Consiglio Comunale di giovedì 30 settembre 2010. Pieno di dubbi, assisto ad una scena di alta comicità involontaria. Il consigliere Giuseppe Cerri, all’inizio dell’estate aveva presentato questa interrogazione: «Visto che a tre giorni dalla scadenza la Fulgor Basket dice che non si iscriverà al campionato di serie A dilettanti, vi chiede di prendere qualche iniziativa per farle cambiare idea».
Adesso che sono passati circa tre mesi e che la Fulgor Basket, non essendosi iscritta al campionato, è sparita, ecco come risponde il sindaco Mario Cantini: «È sicuramente una ferita ma la situazione era assolutamente insostenibile. Sono situazioni che capitano. Noi siamo disponibili a fare tutto il possibile per far risorgere la Fulgor ma il problema è essenzialmente economico: i buoni giocatori costano».
Sono convinto: il sindaco che, da giovane, ha giocato a pallacanestro nella Fulgor prova sicuramente amarezza nel vederla scomparire ma, mi chiedo: con quale credibilità può solennemente promettere «Noi siamo disponibili a fare tutto il possibile per far risorgere la Fulgor»? Che cosa è disponibile a fare, signor sindaco? Ce lo spieghi.
Il consigliere e ragioniere Giuseppe Cerri ha anche un altro punto di vista: «Oggi non posso che rimarcare la mia delusione per quello che è successo. Non cancellare La Fulgor era l’unica cosa che si doveva fare; abbiamo costruito il palazzetto dello sport perché avevamo la pallavolo e la pallacanestro (la squadra femminile di pallavolo in serie A2 e quella maschile in serie A dilettanti, ndr); adesso non c’è più niente. Il palazzetto è sottoutilizzato e il comune deve fare a meno degli introiti che venivano dalla Fulgor».
È ancora il consigliere e ragioniere ed ex sindaco Giuseppe Cerri che chiede: «Avete pagato gli stipendi di giugno (dei dipendenti comunali, ndr) in ritardo: è la prima volta che accade, che è successo?»
Puntiglioso più che mai, il vicesindaco Stefano Tanzi precisa: «La norma prevede che il pagamento degli stipendi può avvenire dal 27 al giorno festivo successivo; non c’è stato, quindi, ritardo ed escludo che il supposto ritardo sia dovuto alla cattiva condizione di cassa».
Giuseppe Cerri rilancia: «Gli stipendi sono stati accreditati dopo, rispetto alla data che è stata indicata nella busta paga. Questo non era mai successo».
George Clifford













Volevo correggere un refuso. La pallavolo femminile è stata due anni consecutivi nel massimo campionato, quindi A1, prima di sparire nel nulla.
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