Via i libici dalla Padania
Profumo si è dimesso. La Lega esulta, il sindaco di Verona, Tosi, lo ha accusato di aver fatto entrare i libici (realmente Gheddafi e famiglia) in Unicredit la più grande Banca italiana di spessore e importanza internazionale. La Libia ha numerosi interessi in Italia: La Libyan Arab Foreign Investment Company (Lafico) detiene il 7,5% della Juventus – quote in Fiat –sempre la Lafico ha il 14,8% in una società che ha vinto l’asta per il Wi Max nel Nord Italia – altre quote in società di produzione e distribuzione cinematografica (Quinta Communications, fondata da Tarak Ben Ammar socio cine-televisivo del cavalier Berlusconi) Ed altri ancora.
Ma per Unicredit la Lega nutre un affetto personale e un’attenzione particolare; è ben attenta al patrimonio locale rappresentato dalle fondazioni delle Casse di Risparmio del Nord. Insomma la Libia è «amica» quando spara sui migranti e li deporta a morire nel deserto, è un po’ «sbadata» quando spara sui pescherecci siciliani ma diventa «squalo» da fermare se tocca gli interessi e la «roba» padana.
Iole Pozzi















La Lega è per il “particulare” e soffre le grandi banche: Unicredit è l’unica nostra banca a respiro internazionale (terza in Europa) e può non piacere a chi ha dell’economia una visione ridotta ed infantile. Profumo è un grandissimo banchiere e lo dimostrano i recenti commenti dei giornali stranieri e non solo della UE (basta leggere Ryochi Mori da Tockyo). Per quanto concerne le azioni dei libici, beh… sono extracomunitarie!
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