Miss Italia, incoronata la volgarità (estetica)
Francesca Testasecca, 19 anni, da Foligno, con Milly Carlucci.
Ha vinto la solita dentona, traforata di piercing e corpo fasciato in un tatuaggio stile yakuza che estendeva alla pelle l’arabesco del costume.
Ha vinto la ritenuta bella che a ogni inquadratura sgranava gli occhi blu e scuoteva la criniera corvina per dimostrare che l’abbinamento occhi cerulei e capelli biondi non è più obbligatorio. Questa non è la Svezia. È il Paese delle more riformate.
Ha vinto la ragazza che, tanto per cambiare, si accontenterebbe di fare la hostess in attesa di diventare attrice. Perché pensa che le hostess siano ancora quelle che ti mostrano come si indossa il giubbotto di salvataggio e non le cameriere d’alta quota che spingono il carrello. E pensa che quelle degli sceneggiati tv siano attrici. Equivoco incoraggiato dalla solita Sophia Loren che ha di nuovo ricordato la volta che nel lontano 1951 (o era il 1851?), proprio a Salsomaggiore, fu nominata Miss Eleganza. Sì nonna la conosciamo la fiaba della bella pescivendola di Pozzuoli che è rimasta tale.
Dite che facciamo male a insistere su Miss Italia? Dite che siamo frivoli e morbosi? Schizzinosi miei, ma in quel fritto misto di gambe nude e istinti ferini intinti nel miele-fiele della sorellanza c’è dentro un bel campionario dei sogni e delle bassezze dell’Italia contemporanea.
Ci sono gli italiani che chiamano principe il re della di Casa Saclà ignorando che la Costituzione ha abolito i titoli nobiliari e che viviamo in una repubblica, non in un regno.
C’è l’Italia del Codacons e dell’Associazione utenti radiotelevisivi che protesta perché il pettegolezzo sulla presenza di una presunta trans avrebbe finito per avvantaggiare la chiacchierata ragazza e dunque sarebbero state violate le regole della par condicio. E la presunta trans minaccia di avvalersi della calunnia per far carriera. Mentre Lapo Elkann, che si aggira nei paraggi con l’istinto del predatore alla Lupo Alberto, non contribuisce certo a dissipare il clima di sospetto.
Tezeta Abraham, 25 anni, origini etiopi, vive da vent’anni a Roma.
C’è l’Italia delle candidate sconfitte che l’hanno presa male anche se sono racchie e la cosa è evidente nonostante il trucco e il vestito. La bellezza dell’asino e l’istinto della lotta aiutano ma non bastano. Per nulla sfiorate dal dubbio, le bruttine in fiore chiedono aggressive: «Che cosa ho che non va?». Come fai a spiegarglielo senza mentire? Poi promettono ricorsi e sfracelli. Una pretende addirittura la riconta dei voti. Deve aver sentito dalla televisione che si fa così, anche se non ricorda dove e quando ha sfilato Miriam Bresso.
C’è l’Italia dell’apartheid che, passata la moda della Miss di colore, ha espulso già al primo giro Tezeta Abraham, modella professionista, visibilmente penalizzata dalle inquadrature delle telecamere, premiata dalla giuria ma tradita dal voto del popolo dei telefonini. Era una delle più carine, ma con una grave macchia scura, nel suo patrimonio genetico, estesa su tutta l’epidermide.
C’è l’Italia dello spettacolo a ogni costo con la patronne Patrizia Mirigliani che si lascia scappare una frase rivelatrice: perché la manifestazione abbia appeal e la trasmissione faccia ascolti, «ci vuole il sangue». E il sangue versato quest’anno è stato quello della presunta trans.
C’è l’Italia che bacchetta il bambino che ha il coraggio di rivelare la nudità dell’imperatore convinto di indossare impalpabili abiti sfarzosi. Il candido fanciullo è il dirigente Rai Antonio Azzalini che si è lasciato scappare la constatazione «è solo un’esposizione di carne».
Espressione infelice, l’hanno definita i suoi superiori. Verità tardiva e risaputa. Un’ovvietà.
E intanto continuano a vincere le dentone, incarnazione del ferino istinto di mordere per arrivare. Come quel «Gugliemo il dentone» che, nel più esilarante episodio del film I complessi, sbaraglia tutti i concorrenti guadagnandosi l’ambito posto da lettore del telegiornale nonostante l’imbarazzante dentatura equina. Correva l’anno 1965, ma non è cambiato nulla. Dentoni, faccia tosta e arrivi dove vuoi. Auguri, ragazza di Foligno. Puoi farcela anche tu. Puoi volare. Vola.
Mara Meo
Alberto Sordi è «Guglielmo il dentone» nell’omonimo episodio del film I complessi.













La lettera di Mara Meo è un capolavoro, non si riesce a smettere di leggerla, se non fino in fondo, e di assentire ad ogni proposizione enunciata. Io ho seguito, a pezzi e bocconi, le tre serate; come sempre, ho trovato la Carlucci da sbadiglio, irrigidita in quel suo modo di presentare piatto e monotono, da spettacolono delle Canossiane od Orsoline, mai un tono più giù od uno più su. La Loren sembrava un disco rotto, a ripetere sempre quelle tre o quattro frasucce trite e ritrite, con la mimica facciaie paraplegica per i molteplici lifting ed inoculazioni botuliniche, impegnata nel controllare le modalità partenopee di espressione, modello Oro di Napoli e dintorni. Le aspiranti Miss sono sempre peggio, tutte poi con occhi verdi o cerulei, proprio loro, specie le meridionali, tutte comunque della terra dei cachi, come direbbe Elio delle Storie Tese. Con loro gli ottici lavorano alla grande, svendendo lenti a contatto colorate! E sempre tutte le vincitrici a piangere e a smoccolare sul pavimento del Palazzetto, sul decolletè delle presentatrici o sulla giacca dei conduttori; ma che palle! Mai una che faccia salti di gioia? Non dimentichiamo che, oltre al principino Savoia, che a me pare sempre sull’alticcio da ingestione di troppi aperitivi, a Parma si sono tenute, di recente, le esequie trionfali del Duca Borbone-Parma, strombazzate da TV-Parma e dalla Gazzettona. L’Abraham è stata eliminata perchè troppo abrunsàta, e forse anche perchè porta un cognome uguale al nome di un tank pesante dell’Esercito USA. Infine, non scordiamoci che la Mirigliani è calabrese, le scorre nelle vene sangue caliente, e sangue chiama sangue.
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Scusa tanto, fb, se mi intrometto, ma non facevi prima a spegnere il televisore o a cambiare canale?? Se questo spettacolo da sbadiglio, ripetitivo e costruito non ti piace, non guardarlo!
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Samantha, se uno dovesse spegnere il televisore quando trasmettono boiate, praticamente lo dovrebbe fare in continuazione, se si ecettuano alcuni films, documentari, reportages, dibattiti o specials su argomenti di valore e di interesse concreti. Se poi vuoi dire la tua su qualche avvenimento, dovrai pure documentarti un tantino, no, altrimenti parleresti sempre a vanvera, per interposta persona o con informazioni di seconda o terza mano; la TV trasmette in Italia da quasi 60 anni!. Inoltre, sono anche un misero, umile e modesto mortale, per cui, negli intervalli dei films o di altro che seguivo con interesse, oltre ad alzarmi dal divano per fare pipì o dissetarmi, ho osato soffermarmi brevemente sul concorso famigerato. Quel poco che ho visto, eterne e barbose ripetizione di déjà vu iterati, triti e ritriti, mi è bastato, completato da altri spezzoni nel corso dei varii TG. Mi perdoni, Samantha? Se a te invece Miss Italia è piaciuta, per carità, de gustibus…
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Io non l’ho guardato, è questo quello che ti volevo far capire. Non ho nulla da perdonarti, era solo un consiglio visto che non credo ci sia tanto da documentarsi e da discutere su un avvenimento del genere. Che miss Italia sia bionda o bruna, con occhi azzurri o neri, penso che sia l’informazione più inutile che si possa avere. Il fatto di poter guardare films, documentari, reportages, specials, pensi che non possa bastare per passare già tante ore davanti al televisore?
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Samantha, se faccio un po’ d’ironia mi tirano le pietre, se scrivo seriosamente, mi tirano le pietre; qualunque cosa scriva, io sempre pietre in faccia mi ritrovo. Insomma, non sono una donna, non vivo in Iran o nello Yemen, non sono uscita in pubblico senza velo, abbi almeno tu un po’ di pietà. Non bisogna mai disprezzare del tutto niente e nessuno; un’occhiatina anche a Misss Italia può starci. Scusa, Samantha, ma allora anche Mara Meo è colpevole, lo sono tutti i giornalisti che hanno seguito l’avvenimento, pur criticandolo poi, anche ferocemente?
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L’articolo di Mara ed il corsivo di fb sono eccezionali: niente di più melenso della trasmissione da Salso con presentatrice obsoleta e principe in cerca di lavoro (visto che quello in tv non gli si addice manco per niente!). Il contorno di interviste sciocche ed ospiti illustri rende ancora meno appropriata una trasmissione da cui di deve scegliere la più “bella” non solo per qualità morfologiche (spero!). Non si potrebbe sceglierla con interviste a tutto campo per valutare anche la beltà del loro cervello (anche se ancora in evoluzione)?
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Ci manca solo che ci mettiamo ad intervistarle a tutto campo.
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ciao a tutti. il concorso di Salso e’, a mio parere, l’ espressione di quanto oggi interessa alla gente, e’ quanto resta di “cultura”, e’ cio’ che fa animare la gente e la fa discutere, esternare opinioni, pareri, consigli.tutto termina qui. e’ il risultato di una pseudo-cultura edonistica, egoista e cieca, sorda a tutto il resto: vive nel suo micrcosmo di stupidita’ e vacuita’, beandosi di se’ stessa e ascoltando i suoi inutili e vuoti discorsi. quella pseudo – cultura oppio degli italiani. La vera cultura e’ stata inghiottita da questo niente, indice di una degenerazione totale. come diceva Samantha, spegni il televisore, se mostrano porcate. ma ormai manca anche la capacita’ di ” spegnere il televisore” in senso figurato, di dire di no a quanto ci viene propinato. accettiamo tutto, ormai. e tutto significa proprio tutto: disoccupazione, corruzione, delitti, oscenita’,monnezza, basta che non tocchi a noi. Scusatemi, non mi conoscetre: sono un sessantottino. Mi sono visto in diretta il ’68, in prima persona: allora si reagiva alle incoerenze che ci propinavano, qualcuno si e’ anche fatto ammazzare per questo. e i risultati ci sono stati, anche se ingoiati in seguito dall’obbrobrio attuale. e oggi? avete ancora voglia di cambiare? di migliorare questo mondo? in fondo molti hanno anche sacrificato le loro vite per questo ideale. Se ci siete, fatemelo sapere, mi piacerebbe incontrare giovani con le palle! non solo parole.
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caro Franco,anch’io mi sono bevuto il 68,bei tempi,ho avuto la possibilità di conoscere da vicino grandi uomini veri e sinceri,Franco Basaglia e Mario Tommasini del quale ho cercato di vivere il motto che era solito ripetere e che sta impresso all’entrata della sua grande utopia realizzata,la fattoria di Vigheffio:se sento dimentico,se guardo ricordo ,se faccio capisco,non sempre ci sono riuscito ma ci ho provato.Rispondo ancora presente al tuo appello ma ohimé sono ormai nell’arco breve dell’esistenza(anziano),comunque una cosa ancora posso fare prima di ritirarmi a vita debosciata:farò tutto quello che è nelle mie modeste possibilità affinchè il concorso di miss Italia(che mi pento di aver sostenuto) sia l’ultimo volta in quel di Salsomaggiore
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Caro dottore Cenci, scusi l’impudenza, ma lei è sicuro di essersi bevuto solo il ’68? Non è che, intanto che c’era, si è bevuto anche il ’69, il ’70, il ’71, il ’72, ecc…ecc…ecc…??????
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cara ”detta samantha”non è un’impudenza ma solo una una battutaccia volgare
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l.Cenci poichè mi risulta che sia in Consiglio Comunale da diverso tempo, come mai solo ora si è accorto che Miss Italia è uno spreco ?
Non è che forse se ne accorge quando ormai è troppo tardi ?
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No dottore, non era una battutaccia, era solo un modo per riderci su, dato che io so che Lei è un famoso raccontatore di barzallette pensavo la prendesse con ilarità. Ma forse un pò ha ragione, perchè io conosco Lei, ma Lei non conosce me. Sappia che io c’ero in quel ’68, in quel liceo, in quella università e mi sono presa la libertà di giocare su una frase che Lei stesso ha detto: “mi sono bevuto il ’68″. Mi piace scrivere qualche commento per divertirmi e scambiare qualche opinione, lungi da me cercare lo scontro.
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cara Samantha, per scusarmi dico cheil fatto di essere spesso attaccato su molti fronti mi impedisce di cogliere le sfumature ironiche,comunque ti ringrazio per aver ricordato i bellissimi anni della nostra gioventù e di aver stuzzicato la curiosità di scoprire chi sei,un abbraccio
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