Stracquadanio e la Chiesa in difesa del corpo del creato
Candidata al Parlamento della Repubblica (da un depliant dell’ultima campagna elettorale del Pdl).
Mentre il papa vola alto, i suoi devoti scherani del centro-destra volano basso.
Papa Ratzinger chiede di vigilare perché non sia violata l’integrità dell’uomo. Gli scienziati, questi mascalzoni, vuoi vedere che con le biotecnologie ti combinano più disastri dell’infernale dottor Moreau che innestava teste di animali su corpi umani?
Un corpo è un corpo è un corpo è un corpo proclama, alla maniera di Gertrude Stein, il deputato pidiellino Giorgio Stracquadanio: chi ne possiede uno di un certo valore non esiti a usarlo. Se certe donne hanno la fortuna di averlo pregiato, fanno bene a metterlo in vendita e all’asta. Sia per fare carriera politica che per trarne profitto personale. «Oggi la politica ha anche una dimensione pubblica. Ci si presenta anche fisicamente agli elettori», spiega il deputato esibizionista confondendo il palco del comizio con l’alcova. Il suo pensiero permissivo e licenzioso va alle avvenenti deputate del suo partito gravemente offese la settimana scorsa da quell’invidiosa di Angela Napoli, brutta in quanto finiana e finiana in quanto brutta. Così fan tutte, comprese quelle del Pd, ha dichiarato il deputato Pdl. Mal comune, mezzo gaudio. Gaudemus igitur. Chi li credeva eletti del popolo deve ricredersi, sono solo goliardi cui paghiamo l’allegro soggiorno romano.
Il papa si preoccupa dei corpi in fabbricazione, mentre i teologi di Silvio pontificano sui corpi delle donne. Divisione dei ruoli.
Fa comodo a tutti che sotto il magistero di Santa Madre Chiesa convivano beghine e puttanoni. Purché le due categorie non si incrocino. Una mano leva l’altra ed entrambe fingono di coprirsi le vergogne, parte intima di cui non ci sarebbe nulla da vergognarsi se non fosse usata come grimaldello per scardinare le sgangherate porte del maschio con gli attributi del portafoglio e del potere.
Vergogna, pudore, purezza, antiche e obsolete parole per le quali furono scagliati dai pulpiti fior di anatemi mentre il popolo pio vociava: al rogo, al rogo! I tempi sono cambiati. La materna plebe spinge ora le figlie tra le braccia dei venditori di starlet, dei paparini, dei titolari di canali tv, fingendo che il maneggio sia casto e senza prezzo. «Le ragazze sono tutelate», garantisce l’organizzatrice del concorso di Miss Italia. Neanche quelle cosce magre fossero prosciutti.
Il papa e i prelati tutti non trovano nulla da ridire. Se ci provassero, primo: verrebbero affamati da chi tiene i cordoni della borsa e le fanciulle sulle ginocchia; secondo: non sarebbero ascoltati dalle pie donne che vanno in chiesa per farsi perdonare di avere avviato la figlia sulla strada dell’adescamento.
Senza quattrini e niente donne a messa, due sventure che la Chiesa non può permettersi. Dunque, addosso agli scienziati che non sono simpatici a nessuno perché loro sono quelli che hanno studiato e hanno ottenuto risultati senza vendere il corpo e neppure il cervello.
Il che costituisce un brutto esempio e un pericoloso precedente in questo Paese trasformato in uno sterminato mercato di anime e di corpi. Come puoi fidarti e come puoi rispettare uno che non ha nulla da vendere? La folla urla: al rogo al rogo i frankenstein che vogliono trasformarci in mostri. Il prossimo Nobel se lo beccherà un chirurgo plastico. Manipolatori del corpo umano graditi alla Chiesa. Mai sentito dire che esista il peccato di lifting?
Mara Meo













E quelli come noi, che sono tanti e vanno avanti? Quelli che come me, Mara Meo e tanti altri, credono ancora a certi valori, a certe parole, a virtù e significati, pochi o sempre più scarsi, non importa? Forse, nel corso della vita, hanno anche trasgredito, hanno peccato, hanno sbagliato, ma se ne rendevano conto, avevano il senso della morale puntato verso un polo ben definito, stabile, un centro di gravità permanente. Al presente, il dott. Moreau non avrebbe bisogno di nascondersi su un’isola sperduta, potrebbe operare in un laboratorio alla periferia di una metropoli; e non farebbe fatica nell’operare innesti tra umani ed animali, per alcuni la cosa sarebbe intercambiabile e grandemente facilitata da equivalenze psicofisiche. Avremo presto deputati\e come Garko e le starlette del GF; loro sì che si presentano bene! Il clero non può rinunciare a certe peccatrici, altrimenti, chi mai frequenterebbe più le chiese per un colpo di spugna al confessionale, chi mai arricchirebbe le fila delle formazioni ultrà taleban-cattoliche e quelle dei catto-marxisti bacchettoni? Per la Chiesa non esiste la colpa per lifting; negli anni di Pio XII et ultra esisteva invece quella di lefting, per chi aderiva al PCI o al PSI: tutti scomunicati!
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Ogni donna è libera di fare ciò che più le aggrada con il suo corpo: principio sacrosanto (anche se la chiesa cattolica non lo vede nè sacro nè santo!). Ma se una donna diventa ministro del mio paese sfruttando unicamente quelle doti (com’è lapalissiano in almeno un ministero del nostro governo!) è permesso incazzarsi non poco almeno da parte di quei suoi cittadini che non le riconoscono nemmeno la capacità di saper articolare un concetto o un discorso? Figuriamoci cosa può fare in un ministero!
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Peccato solo che le prostitute (quelle che lo fanno per lavoro, per campare) non abbiano il modo di esternare collettivamente, come le deputate, la probabile e giusta rabbia per questa cagnara. Offensiva per loro più che per le parlamentari, in fondo. Mi sembra che rappresentanti sindacali delle prostitute si siano a suo tempo candidate, mai elette mi sembra, ed è più che legittimo. E nessuno che dica (scandalizzando nessuno, che il cane morda il polpaccio del postino non è una notizia) che le camere e alte cariche sono piene di puttanieri emeriti? Che fanno carriera politica facendo i puttanieri magari agratis perchè un imprenditore gli porta le professioniste per aiuti reciproci, a raccattare voti e aiutare nel profitto per lavori meno antichi e nobili?
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