Perché una bandiera sì e un libro no?

Pubblicato da Redazione il 10 settembre 2010 in Guerra a pace, islam, Opinioni, Riceviamo e Pubblichiamo |

Sì, lo so: bruciare libri è da nazisti e papisti d’altri secoli, due categorie che hanno innalzato roghi di carta stampata per impedire la circolazione delle idee. Un po’ come la Cina o i Paesi islamici che mettono il lucchetto a Google.

Ma la decisione del reverendo Jones di dare fuoco al Corano è ascrivibile a questi precedenti? Certo che no. Per quanto possa essere oltranzista e fanatico non lo è al punto da pensare di impedire la circolazione del libro sacro dell’islam tra gli americani o nel resto del mondo. Il suo è un gesto simbolico forte. Non chiamiamola provocazione, però, termine da riservare alle infelici intemperanze dei politici o a certe «opere d’arte».

Un gesto simbolico che può indurre alla riflessione. Io, per esempio mi sono chiesto: perché folle vocianti bruciano le bandiere e un pastore della Florida che fino all’altro ieri non si sapeva chi fosse non può dare alle fiamme  il libro che lui ritiene la fonte di ogni male?

Tra le bandiere che bruciano, badate bene, non ci sono solo quelle a stelle e strisce degli invasori ma anche quelle di Paesi miti come la Danimarca il cui unico torto è quello di avere tra i suoi cittadini un vignettista che con la matita si fece beffe di Maometto disegnandolo come il mandante dei bombaroli integralisti.

Se mi dite che le bandiere dei Paesi ritenuti ostili dai musulmani si possono bruciare perché rappresentano il popolo, mentre il Corano non si può bruciare perché è un testo sacro che contiene la parola di Dio, allora i conti tornano. E si capisce perché in questo mondo si continuino a massacrare gli esseri umani mentre alla divinità è dovuta la massima reverenza. Anzi è dovuta a una in particolare. La più severa e vendicativa, quella che ha al suo servizio fole inferocite e preti che non si limitano a scagliare l’anatema ma ti spediscono i sicari a domicilio. Tutte le altre religioni, dal cristianesimo con le unghie spuntate al buddismo, dallo scintoismo all’ultimo animismo africano, debbono sopportare in silenzio. Perché, come si diceva un tempo, non si accettano provocazioni. Non bisogna fare il loro gioco eccetera.

Insomma, all’unica religione al mondo che fa paura (non importa se per deviazione dei suoi teologi o per sua natura) si risponde nel modo antico dei pusillanimi: deboli coi forti e forti coi deboli. L’ennesima conferma che non c’è gara tra chi ha Dio dalla propria parte e chi ha invece soltanto la propria coscienza laica e civile.

Poi ci sono quelli che ti tappano la bocca e spengono obiezioni come questa dicendoti: ma vuoi provocare una carneficina per la soddisfazione di bruciare un libro?

Giusto. Lasciamo perdere. Per realismo e per quieto vivere non se ne fa niente. Però la prossima volta non venite ad arruolarci in nome di una bandiera. Brandite un testo sacro e mettetevi alla nostra testa gridando «Dio lo vuole». È così che regredisce il mondo. È così che si ritorna al nostro caro Medioevo. Quando le cose, anche il sangue versato, avevano un altro sapore. Più vero.

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5 Commenti

  • avatar fb scrive:

    Lasciamo che gli integralisti, i fanatici, gli esagitati, seppelliscano i loro simili,non uniamoci e non integriamoci all’orda infame. Se tutti i popoli del mondo europeo ed extra, colonizzati, decimati, privati della loro cultura e fede religiosa, della propria lingua, delle tradizioni, degli usi e costumi, profanati nei loro uomini, donne e bambini, avessero bruciato croci e Vangeli, in nome dei quali erano stati sopraffatti e dispersi, non sarebbe cambiato nulla, nè in meglio né in peggio, nel corso della storia umana.

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  • avatar carlo fetonti scrive:

    Precisando che condivido l’articolo, c’è una frase che non mi è chiara.”un vignettista che con la matita si fece beffe di Maometto disegnandolo”
    Ma il vignettista voleva farsi beffe di Maometto o di quelli che strumentalizzano Maometto per mettere le bombe dove gli pare?I casi sono due . O Maometto incita alla violenza contro gl’infedeli per cui il Corano può essere tranquillamente bruciato in piazza in quanto negazione della libertà altrui e ci si può prendere beffe del personaggio. O Maometto rispettava le religioni
    altrui ed anche i miscredenti ed allora non può essere bruciato in quanto occorre avere rispetto delle fedi altrui.La libertà non è un valore assoluto e pertanto credo che il 1° Emedamento della Cost. Americana vada chiarito nel senso che
    non è una manifestazione di libertà quella di non rispettare le religioni altrui.
    Ieri sera mi sono messo a leggere i versetti del Corano che però sono oltre 6000.Per adesso non mi è chiaro da che parte pende Maometto. Da come è scritta la frase sembrerebbe sposare la prima ipotesi su Maometto.Credo che l’argomento meriti una riflessione. C’è qualcuno che può chiarire la questione?

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  • avatar Violetta Valery scrive:

    Perché i difensori di quel libro ci mettono molta più passione di quanta ne mettano, tutti insieme, i difensori di queste bandiere!
    I difensori di quel libro terrorizzano tutto il mondo, mentre i difensori di queste bandiere lo fanno sorridere.
    I difensori della bandiera italiana, poi, fanno proprio ridere!

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    • avatar fb scrive:

      I difensori del Corano non ci mettono più passione, ma solo una maggior carica di violenza omicida; forse almeno qualcuno da noi, in Occidente, da qualche tempo, ha capito che si possono difendere le proprie idee, di qualsiasi materia e da qualsivoglia appartenenza e provenienza, senza eliminare fisicamente l’avversario, anche perchè in tal modo il contradditorio ed il dialogo muoiono sul nascere, tipo aborto ideologico: ad un tale atteggiamento abbiamo dato il nome di tolleranza e di democrazia. Chi difende una bandiera, poi, non lo fa certo per un pezzo di tela colorata, ma per tutto e per tutti quelli che ad essa stano dietro e sono sottintesi, da millenni o da secoli. Non è tanto la bandiera italiana, con i suoi difensori, pioù o menmo sinceri e convinti, a far ridere, ma il modo in cui, da tempo e specie da una 15ina d’anni, il nostro Paese, bandiera compresa, è rappresentato, amministrato e gestito da gente che non sa manco in quale ordine stiano le tinte del tricolore accanto all’asta. Anzi, qualcuno, se non sbaglio, ha pure proclamato che con quella teletta ci si vorrebbe pulire il culo. Violetta, non dimenticare che ci sono stati fior di eroi, ma non solo in divisa, per carità, che all’ombra di quella bandiera, da parecchio tempo, hanno dato la loro vita per essa e per quello che rappresentava; molti erano appena usciti dall’adolescenza, come i tanti trucidati dai nazifascisti in tutta Italia. Di loro ben pochi sono rimasti a ricordarli, sono sempre meno.

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      • avatar Violetta Valery scrive:

        La passione di cui parlo è l’inclinazione kantiana, poco o punto governabile dalla ragione, che porta l’uomo a fare qualsiasi cosa in nome di un sentimento o di un ideale o di una fede religiosa. I fondamentalisti islamici sono pronti a qualsiasi gesto per proteggere il Corano che, come si sa, contiene tutte le norme: morali, religiose e giuridiche. Non li amo e certamente non approvo la loro follia omicida ma credo che l’evidenza non si possa negare.

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