Andreotti: «Ambrosoli? Se l’andava cercando».

Pubblicato da Redazione il 9 settembre 2010 in Cronaca nera, Politica |

Sindona durante il processo per l’omicidio Ambrosoli.

Stasera su Raidue, alle 23,50, in onda la puntata di La storia siamo noi sull’omicidio del legale ucciso a Milano nel 1979  su mandato del banchiere Michele Sindona. Clicca qui per leggere l’articolo sul Corrire e della Sera di oggi.

11 luglio 1979: il luogo dell’agguato.

La foto segnaletica di William Joseph Aricò, il killer arrivato a Milano dagli Usa.

Un’altra foto del luogo del delitto.

Una foto d’archivio del 14 luglio 1979 dei funerali di Giorgio Ambrosoli. Al centro la vedova Anna Lorenza con i figli Francesca e Filippo (a sinistra) ed Umberto (a destra della madre).

Michele Sindona.


Giorgio Ambrosoli.

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21 Commenti

  • avatar fb scrive:

    Andreotti non mi è mai piaciuto, nonostante quella sua furbesca arguzia tutta romanesca; nasconde nei forzieri e nei caveaux di una sua memoria storica ancestrale segreti tali e tanti, da impedire a chiunque di sorpassare certi gradi di aggressione nei suoi confronti, nel nome del motto che è meglio non destare il can che dorme. Se il divo Giulio dovesse iniziare a snocciolare certe notizie riservate, crollerebbero parecchi regni, feudi e principati, insieme ai rispettivi signorotti. Ipotizzo che Adreotti possa essere della specie aliena che subì un incidente a Roswell, nel ’47, altro mistero che egli conosce molto bene, ben più dei governanti USA, della NASA, della CIA e del FBI messi assieme.

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  • avatar Laura scrive:

    Dove sono i commenti degli agiografi della DC?

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  • avatar jackbacc scrive:

    dal blog di Beppe Grillo:
    Andreotti non migliora con l’età anzi si guasta sempre più. Una mela marcia che continua a marcire. Un prescritto per rapporti mafiosi e salvato da Kossiga che lo nominò senatore a vita e dal Vaticano di cui ha certamente seguito gli interessi economici oltre a quelli spirituali dal tempo dello IOR e di Marcinkus. Il sodale di Salvo Lima, ammazzato per non aver rispettato i patti, l’estimatore di Sindona, il salvatore della lira, il cultore di Carnevale, il giudice ammazza sentenze, è ancora in vita nonostante sembri mummificato. E parla ancora, e afferma che uno dei pochi eroi italiani, Giorgio Ambrosoli, quella morte “Se l’andava cercando”. Andreotti, allora presidente del Consiglio, non mosse un dito per salvarlo e nessuna autorità pubblica andò al suo funerale. Ad Andreotti va tolta subito la carica di senatore a vita, per indegnità.
    Grazie e ciao a tutti
    Alberto Bacchini

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  • avatar Hugo scrive:

    come ha spiegato Lui , forse la frase è infelice, ma il senso è tutt’altro!
    Quindi tutto strumentale a far fare chiacchiere….x il resto è chiaro che tutti coloro che hanno alte cariche di Stato hanno dei “segreti” che farebbero cambiare la realtà se svelati…ma per questo non sarebbero segreti….!
    Forse questo ha permesso al bel paese anche di star seduta fra i 7 poi gli 8 ecc. quando magari nn celo saremmo permesso….! Quindi bocche larghe e pance piene…!!!! COMODO!!!!

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    • avatar fb scrive:

      Se un politico della stazza del divus Julius non è capace, caro Hugo, quando apre la bocca , alla sua veneranda età, di prevedere quanta corrispondenza ci corra tra frase esplicita o voce dal sen fuggita e senso traslato, ammesso e non concesso che ne esista uno, allora mi chiedo dove si sia celata tutta la sua fine arguzia, la sua capacità di inventare trine, merletti e ricami, tra celie e verità. Il fatto è che era stato lasciato solo e poi giustiziato da infami mafiosi un uomo dello Stato, che aveva condotto indagini faticose, lunghe, ardue, con una onestà ed una capacità ammirevoli, a rischio della sua integrità fisica. Un po’ come è accaduto per il generale Dalla Chiesa e per tutti coloro che hanno osato punzecchiare l’unico potere forte in Italia, la criminalità organizzata. Sicuramente Andreotti non ha mai tenuto un comportamento così eroico e coraggioso, da bravo don Abbondio della politichetta italiana del sottobosco vetero-DC.

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  • avatar jackbacc scrive:

    Essere nel G8 tra mafia, corruzione, degrado ambientale e sociale, P2, servizi segreti deviati, perdita della sovranità monetaria etc… non mi sembra un granchè.
    C’è continuità tra l’Italia di ieri e quella di oggi, anche se i partiti continuano a cambiare nome.

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  • avatar Hugo scrive:

    …non esserci sarebbe stato meglio?…la dimostrazione è che i paesi che son fuori dai 20 non stian meglio…visto che la partecipazione è proporzionale alla potenza..
    poi se vuoi far della morale …allora siam d’accordo…!!…ma ribadisco che in “occidente”…la pancia è piena e quindi è comodo…da qualsiasi lato la vedi…!!!

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  • avatar Capitano Achab scrive:

    …I segreti di Andreotti…sono come i segreti di Pulcinella….

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  • avatar roberto braglia scrive:

    Può essere ironico e scontato ma l’on. Andreotti non ha fatto i conti con la sua età! Certe affermazioni non se le può più permettere perchè non ha più la capacità neuronica della smentita e del trasformismo. Un tempo diceva “bianco” e , se non consonante con la gaussiana del pensier medio, veniva trasformato in “nero”. Oggi non è più capace di convincerci di codesti trasformismi e ci casca. Ne vien fuori il suo cinismo privo di sentimenti, la sua accettazione dei metodi mafiosi e della malavita, insomma i defetti di testa del gigante dell’ironismo politico italiano.

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  • avatar carlo fetonti scrive:

    La frase incriminata purtoppo è un lapsus non casuale dell’incapacità dell’autore di affrontare seriamente i fatti tragici come l’assassinio di Ambrosoli.Me lo ricordo
    Andreotti ,qualche decennio fa in un dibattito con Paolo Pansa che lo incalzava sulla Mafia siciliana e lui che rispondeva con sorrisetti e battute.Da quel momento ho sempre considerato Andreotti come “un sughero” lui stà sempre a galla ,gli altri sotto e lui sopra.Non è che fosse mafioso solo che non guardava dove doveva guardare. perchè questo significava forse rischiare la vita.E come diceva l’autore di don Abbondio “se uno non ce l’ha mica se lo può dare”.Felice di essere smentito.

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    • avatar Capitano Achab scrive:

      ..”Non è che fosse mafioso”….
      Una persona il cui cognome compare in tutte le più inquietanti inchieste della storia giudiziaria italiana e che viene assolta per prescrizione del reato di associazione mafiosa per i fatti commessi fino al 1980 ( nell’esempio del caso Pecorelli)…e se ne possono citare a decine e decine, come lo si puo’ definire?

      Certamente, lo ribadisco, i c.d. segreti di Andreotti sono i segreti di Pulcinella, basta leggerele carte procedurali che riguardano i suoi innumerevoli processi e rendersi conto che l’intervento riportato da jackbacc ” ci sta tutto”.

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  • avatar carlo fetonti scrive:

    Chiaramente i giudizio su Andreotti è morale.Ricordo che non c’è peggior ceco di chi non vuol vedere e questo non voler vedere ti porta a contatto anche con la mafia finendo fatalmente per convivere con essa.Può un don Abbondio essere anche un mafioso? Guardate che al mondo non esiste solo la corruzione,esiste anche la stupidità di cui la partitocrazia come grande interprete della vita italiana in questi 60 anni è stata la massima espressione politica.E che la patitocrazia abbia infettato ogni settore della vita del paese compresa la magistratura è un fatto conseguenza logica delle premesse per cui in certi casi mi fido più dei giudizi morali e politici che di quelli della magistratura.

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    • avatar Capitano Achab scrive:

      Può un don Abbondio essere anche un mafioso?

      Il silenzio è correità.Quindi Don Abbondio era un mafioso. Certo non era un “bravo” ma, per salvare il suo umile orticello, stava in silenzio macchiandosi di correità.
      Quindi, era complice e quindi era “anche” un mafioso.

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  • avatar carlo fetonti scrive:

    Al Capitano
    Don abbondio era correo ma non mafioso..Tra l’attivo e il passivo c’è differenza o no?

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  • avatar carlo fetonti scrive:

    Mi devo correggere Don Abbondio non era ne mafioso ne correo.Poichè mi risulta che uno che non compie il propio dovere perchè minacciato non è legalmente responsabile.Convivere con la mafia,subendola, non è un comportamento da uomini liberi ma non è un reato

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  • avatar fb scrive:

    A Fetonti e ad Achab vorrei però presentare un quesito: come vi comportereste voi, ma mi ci metto anch’io, beninteso, se, occupando una certa posizione politica, sociale od economica, riceveste inviti, di persona, per lettera o per telefono, a determinati comportamenti o a corrispondere un “pizzo”, accompagnati da minaccce di morte a voi, o, peggio, ai familiari, ben consapevoli che non si tratta di aria al vento, ma che le parole saranno sicuramente seguite dai fatti? Tante persone, oneste e coraggiose si sono trovate dinnanzi a questo terribile dilemma di coscienza, nella necessità di scegliere tra la loro vita e quella dei familiari ed una morte a fucilate o a colpi di TN, e l’obbedienza a infami proposte. Alle morti eroiche, come quelle di Ambrosoli, Falcone, Borsellino e Dalla Chiesa, eroiche, ma inutili, non è seguito nulla di serio e di impegnativo da parte del governo. Ogni anno assistiamo a becere ed ipocrite commemorazioni, con politici di varia stazza, che mimano atteggiamenti seriosi di condoglianza e dolore, con le manine unite sul dinnanzi, a proteggersi le pudenda, in mesto e falso raccoglimento; poi, via tutti, a far di peggio e di pessimo. Tertulliano, nel suo “Apologetico”, aveva, è vero, scritto, che il sangue dei martiri era il seme della Chiesa, ma avevamo dovuto aspettare 3 secoli e l’intervento interessato di Costantino; per veder fiorire i germogli della legalità, a quando, in questo caso, forse al terzo millennio?

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  • avatar Capitano Achab scrive:

    ..Ad Fb rispondo che l’11 Settembre è l’anniversario della morte di Salvator Allende.
    Ogni persona che è disposta a morire per difendere le proprie idee e la libertà e’ sicuramente più libero di ogni Don Abbondio.

    Don Abbondio moriva tutti i giorni;
    Salvator Allende è morto una volta soltanto.

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  • avatar carlo fetonti scrive:

    A Fb
    Risposta
    A volte me lo pongo anch’io,ma non ho una risposta sicura da darti .
    Da come la vedo al momento la libertà è la cosa che mi interessa di più.

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  • avatar carlo fetonti scrive:

    Dimenticavo
    Alle Manine contorte, se la verità vi fa male non so cosa farci,perchè non mi spiegate perchè? Non sarà mica perchè non avete idee in testa?

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  • avatar Tirando le somme ( e provocando guai) Paolo Sirocchi scrive:

    Carlo ha ragione quando dice “Da come la vedo al momento la libertà è la cosa che mi interessa di più”.
    Per quanto possiamo essere diversi o simili nelle idee, Carlo, la libertà è dono prezioso.
    Dopo la vita, la salute ed un minimo di sussistenza, poiché sono condizioni che l’alimentano.
    Dal lettura del libro “Qualunque cosa succeda” scritto da Umberto Ambrosoli, figlio dell’avvocato ammazzato poiché lasciato solo contro un Golia che non è quello biblico, evinco che:
    a) il popolo italiano è un popolo caratterizzato da memoria corta. Gli piace dimenticare, ed alla svelta. Eppure, dalla lettura del libro di Gherardo Colombo “Sulle regole”, si potrebbe immaginare un Giulio tale che, garantito dall’impunità (purtroppo), snoccioli ad uno ad uno tutti i suoi segreti. Servirebbe, solo fantasticamente, a sapere, a sapere ciò che si immagina ma che non è stato provato. O non si voleva provare. Infatti, Gherardo Colombo cita quello che successe in Sudafrica, ove gli aguzzini dell’apartheid raccontarono come si eresse e come fu gestito quel sistema. “Per riappacificare” dice Gherardo. Per conoscere la nostra storia, dico io;
    b) ci sono stati steccati che hanno fatto male. A noi. Tutti. Umberto, nel suo libro, racconta cosa Corrado Stajano confessò alla moglie di Ambrosoli, Anna Lori, quando si recò da lei per farle leggere il suo libro su suo marito “Un eroe borghese”: mi sembravate una famiglia di idee lontane dalle mie, quasi vi disprezzavo (cito a memoria). Ecco, ci furono periodi funesti: occorre ripensarli;
    c) il PCI non poté o non volle partecipare al potere. O, meglio, conquistarlo. Occorrerebbe rivedere tutta la nostra storia a partire, almeno, dalla fine degli anni ’60. Almeno, occorre rileggere gli scritti di Enrico su Rinascita di allora (Enrico Berlinguer, La crisi italiana, scritti su Rinascita, L’Unità Editrice) per rendersi conto, e ciò vale per me, di quanto ondivago fu;
    d)il PSI fu partito corrotto. Votato da persone oneste, diretto da meno onesti. Indro Montanelli (I conti con me stesso, Rizzoli) cita un fatto ove Pietro Nenni accettò un assegno dal SIFAR, destinato a rimpinguare le casse bucate dell’Avanti. Ma quanto fu, era ed è devastato lo stato finanziario della sinistra? Foriero di ricatti.
    e)più di tutti, sopra a tutti, la Democrazia Cristiana è colpevole. Aprì le porte dello Stato Italiano alla Colpa. Ancor prima che Giorgio Ambrosoli dipanasse tutta l’intricata matassa sindoniana (qui la Sacra Sindone non c’entra nulla), egli già scopriva che i primi assegni di Sindona o delle sue banche erano per correnti ed uomini democristiani.
    Discolpati, DC.
    Confessa.
    Ti garantiremo l’impunità.
    Ma almeno sapremo.
    Soprattutto, forse, questo: PERCHE’ ?
    E ciò vale per gli altri.

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    • avatar Capitano Achab scrive:

      ..Vedi Paolo, che poi i segreti della DC e di Andreotti sono i segreti di Pulcinellia, come i segreti di tutti gli altri partiti italiani?

      Di cosa si dovrebbe discolpare la DC?
      Il PCI partecipò e partecipa ( con il nome di PD) all’Orgia del Potere, Partecipò rappresentando ( e guai a chi metteva in discussione cio’) L’OPPOSIZIONE.
      AD UNA MAGGIORANZA SERVE UN’OPPOSIZIONE e VICEVERSA.

      Pensi davvero che il PCI NON SAPESSE?

      Il PCI ha sempre saputo ed ha sempre fatto finta di “non partecipare”.
      Il discorso che hai fatto per il PSI è fideistico.

      “il PSI fu partito corrotto. Votato da persone oneste, diretto da meno onesti”

      Paolo, questo vale per ogni partito.
      Ho conosciuto e conosco persone umili ed oneste di ogni idea, di ogni colore che hanno “votato i loro ideali” ( non c’entra se coincidessero o meno con i miei e se per me erano sbagliati i loro), ma il loro partito era od è diretto da meno onesti.

      E’ il sistema Italia che è affondato, finito.
      Stiamo assistendo agli ultimi giorni del malato terminale.
      Stacchiamo le bombole d’ossigeno o vogliamo vederlo agonizzare fino alla fine?

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