Parma inscatola l’aria dei portici di via Mazzini

Pubblicato da Redazione il 6 settembre 2010 in Arte e architettura, Urbanistica |

Parma. I portici di via Mazzini visti da piazza Garibaldi. Nelle foto a seguire, alcuni dettagli dei portici.

Parma, si sa, ha questa mania di paragonarsi a Parigi. Si fa chiamare Petite capitale, cita Proust che nella Recherche tradusse il suo nome nel liscio e compatto color mauve ed è fiera della chartreuse di Stendhal. S’inorgoglisce insomma di complimenti fatti a distanza da chi mai la vide.

Al nocciolo di quest’idea di «riqualificare» i portici di via Mazzini trasformandoli in galleria è dunque probabile vi sia la suggestione dei passages parigini celebrati da Walter Benjamin. Se la trovata della galleria sia del sindaco, anzi del maire, Pierre Vignalì o di qualche suo suggeritore non è ci è dato sapere e poco importa. In ogni caso, è lui che provvede. E qualche volta si ravvede. È successo con la marcia indietro sulla metro, si spera succeda di nuovo con il parcheggio sotterraneo di piazzale Salvo D’Acquisto. Un senno di poi che non arrivato in tempo a bloccare il restyling della Ghiaia.

Tornando a via Mazzini, sconcerta che si possano chiamare gallerie dei portici chiusi da una vetrata. Questo tipo di trasformazione ci rimanda piuttosto ai dehors, a quei locali che erigono gabbiotti trasparenti più o meno decorosi per proteggere i loro avventori dagli spifferi. Ma i palazzoni di via Mazzini non sono bar. E nessuna vetrata che tagli l’aria della via da quella degli alti portici squadrati potrà mai trasformare una loggia in un passage.

Temiamo, come ha fatto rilevare l’avvocato Arrigo Allegri, presidente dell’associazione Monumenta, che lo scopo di Vignali sia quello di rinnovare «a ogni costo». Non è tutta colpa sua, è tipico dei quarantenni. Soprattutto del quarantenne che, avendo potere, vuole esercitarlo anche a futura memoria lasciando la sua impronta sulla città. Impronta di scarpe gialle, elegantissime, forse Berluti, prestigiosa griffe parigina, ça va sans dire.

Chi critica Vignali, anche da scanni autorevoli, non si spinge però troppo in là. E gli lascia, come vuole il galateo più del costume democratico, una porta aperta. Lo stesso avvocato Allegri auspica che il progetto di Vignali, di cui sarà supervisore l’architetto Guido Canali, «venga esposto, divulgato e, soprattutto, discusso». Ci mancherebbe altro, mica è di Vignali la città.

Non ritiene piuttosto l’avvocato Allegri che prima di valutare il «come rifare» i portici bisognerebbe chiedersi «perché rifarli»? È questo il quiz di accesso, la madre di tutte le domande. Il sindaco deve spiegarci chiaro e tondo, con parole sue e in lingua italiana, che cosa c’è che non va in questo pezzo dell’architettura e dell’urbanistica di Parma entrato ormai nella storia. Perché vuol far diventare stagnante l’aria che circola libera sotto gli alti portici di via Mazzini? Perché rinnovare per rinnovare? Non è che magari c’è qualche interesse non dichiarato da soddisfare? Ci scusiamo se non abbiamo posto le domande in francese.


Mega World News Facebook Twitter Myspace Friendfeed Technorati del.icio.us Digg Google Yahoo Buzz StumbleUpon Weekend Joy

Tag:, , ,

1 Commento

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Copyright © 2009-2012 Nave Corsara All rights reserved.
Desk Mess Mirrored v1.8.1 theme from BuyNowShop.com.