Ma l’Emilia è già Padania leghista?
L’avanzata della Lega Nord in Emilia ha porporzioni che nessuno da queste parti si sarebbe mai potuto immaginare. Eppure le ultime elezioni regionali hanno segnato un successo per il partito di Umberto Bossi. Tanto che tre giornalisti, Paolo Tomassone, Stefano Aurighi e Davide Lombardi, in un docu-film dal titolo «Occupiamo l’Emilia», che promette di diventare un vero e proprio caso editoriale, hanno cercato di chiarire il perchè l’Emilia potrebbe diventare «verde» e indagato le ragioni che dunque avvallerebbero la possibilità di una secessione «di fatto». Il libro di fatto prosegue il reportage del libro «Avanti Po» (leggi).
Il progetto nasce in una circostanza molto particolare: il funerale del giornalista Edmondo Berselli. In quella occasione i tre si trovano a ragionare sulle capacità di analisi di Berselli e quasi naturalmente il discorso passa su un soggetto che di analisi, effettivamente, ne richiederebbe parecchia, soprattutto in Emilia, con i successi elettorali del Carroccio in una regione rossa. Quindi decidono di armarsi di videocamera e iniziano un percorso nei luoghi simbolo della Lega in Emilia Romagna. Interrogano, intervistano, propongono anche un punto di vista differente, quello dell’opposizione, rappresentata dal segretario regionale Stefano Bonaccini. E la tesi può, fondamentalmente, essere questa: la Lega è presente sui territori con in suoi uomini che intercettano i bisogni della gente, soprattutto della classe operaia, che in fabbrica si rivolge alla Fiom, ma nel segreto dell’urna vota Lega Nord.
Prima tappa Bettola, patria di Pier Luigi Bersani, che qui nasce il 29 settembre del 1951, dove quasi il 35% dei cittadini nell’ultima tornata elettorale ha espresso preferenze per il Carroccio. Un dato che fa riflettere. «In Valmarecchia poi – raccontano Aurighi e Tomassone – la Lega, dopo tanti anni di battaglie, è riuscita ad assicurare ai cittadini ciò che da tempo chiedevano», cioè che sette comuni venissero annessi (nel 2009) alla provincia di Rimini. «Un fatto che dà l’idea che la battaglia per i territori sia appannaggio della Lega». «Anche sul tema della legalità la strategia si dimostra vincente, laddove anche chi non vota, nè mai lo farebbe, riconosce che la Lega sta con la gente». E questo perchè, chiariscono, il segno della presenza è tangibile. «Non significa in assoluto efficace, ma dove i vigili urbani sono per strada, le denunce sono triplicate e gli arresti quadruplicati, allora è chiaro che la scelta dell’amministrazione comunale a presidio del territorio infonde sicurezza».
«Quello che abbiano potuto constatare – raccontano ancora – è che spesso le motivazioni che portano al voto non sono così chiare, nel senso che molti non le sanno spiegare. È un voto di pancia, soprattutto dove i ritardi del Pd sono stati eccessivi. La Lega non fa nulla di particolarmente importante, ma cavalca le situazioni irrisolte lasciate dal Pd».
Insomma, armati della sola telecamera e di tanta curiosità e voglia di indagare, Tomassone, Aurighi e Lombardi, autofinanziandosi, hanno percorso in lungo e in largo la regione per un mese e mezzo, toccando Bettola, Parma, Medesano, Reggio Emilia, Brescello, Bibbiano, Sassuolo, Modena, Bologna, Cento, Forlì, la Valmarecchia, fino a Pontida, per dimostrare che «se davvero la Lega dovesse arrivare in Emilia, si tratterebbe di fatto di una secessione del Nord». E tutto questo «sostanzialmente adottando – aggiungono – le regole del vecchio Pci, ovvero stringendo le mani alla gente, anche nei posti più lontani e dimenticati». Tutto è finito in un dvd, perchè, spiega Aurighi, «la voglia di raccontare era così dirompente e ora vorremmo che “Occupiamo l’Emilia” diventasse un contributo al dibattito. Pensate cosa significherebbe se lo proiettassero alla festa del Pd nazionale a Torino». (la Repubblica Parma 5 settembre 2010)
Tag:Davide Lombardi, Emilia Romagna, Lega Nord, Paolo Tomassone, Stefano Aurighi, Umberto Bossi
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I LIBERI MURATORI DEL PDL
«A Modena, in vista del congresso, in poche settimane sono arrivati 3200 nuovi iscritti, possibile che Modena così ne abbia quasi 6000 e Bologna solo 4500? Logico che sia andata a spulciare. Eb-bene, ben 600 tessere, cioè il 20% del pacchetto arrivato all’ultimo momento appartengono a persone provenienti da alcune zone della Campania e della Calabria ad alta caratterizzazione mafiosa. Prendiamo il caso del comune di San Cesario, dove conosciamo bene chi sono i nostri elettori. Come è possibile che di colpo gli iscritti al Pdl siano raddoppiati? Gente mai vista a un convegno, a una manifestazione, a un’elezione. E guarda caso tutti i tesserati provengono dalla stessa zona d’Italia (...) Non è un segreto che la provincia di Modena sia un territorio di grande interesse per alcuni dei principali clan camorristici, specie quelli con interessi legati al business dell’edilizia. (…) Sì, ho denunciato al segretario il rischio di infiltrazioni della camorra nel Pdl di Modena». (Isabella Bertolini, deputata del Pdl, da un articolo di Italia Oggi del 10 febbraio 2012)Cerca
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Il fenomeno è certamente strano: le motivazioni del voto alla Lega un pò di meno! Sono decenni (almeno due) che il PDS-DS-PD non fa più niente nemmeno in Emilia-Romagna: manifestazioni, propaganda, cultura, lotte sindacali sono cadute nel dimenticatoio e l’operaio – non più politicizzato – si sente abbandonato a sè stesso ed alle sue miserie. La Lega va incontro ai suoi bisogni di sicurezza, almeno con le parole e la propaganda. Se in Emilia c’è cassa integrazione anche alla Ferrari vuol dire che la rossa e ricca terra subPo non è più un Eden: di conseguenza la classe operaia cerca il…”paradiso” altrove e la borghesia di sinistra si rifugia in Di Pietro e Grillo. Vedere ad esempio come tutta la montagna modenese ha votato Lega (dal 30% al 16% di consensi) in tutti e 17 i Comuni del Frignano!
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…Ma è tanto semplice: la classe dirigente del PD si ricorda della “classe operaia” 30 gg. prima delle elezioni. Sono troppo occupati nei loro bizantinismi…
E che “cazzo” vogliono sti operai, sporchi e poveri?
Loro vanno bene solamente per “tirare la carretta” e per “fare sacrifici” per poter permette all’”intellighenzia” ( andùma bèn!) di poter continuare a stare sui seggioloni a pontificare….ed a fare gli snob!.
..Vero quello che dici, la lega prende i voti facendo le stesse cose che faceva il “vecchio p.c.i.”..
Ma che cazzo c’entra il “vecchio P.C.I”. con il “nuovo PD”?
..Nulla….quindi i risultati sono sotto agli occhi di tutti.
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Rispetto delle regole e legalità all’italiana…
Quote latte docet!
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