Fidenza può permettersi il lusso di un liceo classico?

Pubblicato da Redazione il 2 settembre 2010 in Fidenza, Scuola |

Liceali di ieri.

Continua senza sosta il botta e risposta a suon di comunicati tra il Pd e l’amministrazione comunale. I temi in discussione sono tanti: l’aumento della Tarsu, la lotta alla zanzara tigre, la manutenzione delle strade… Anche la salvezza  del Liceo classico di Fidenza è stata oggetto di dibattito.

Per il sindaco Mario Cantini, il merito dell’operazione è stato dell’assessore alla Pubblica istruzione Lina Callegari, ipotesi sostenuta anche dal Pdl che ha allargato i confini al consigliere regionale Luigi Giuseppe Villani.

L’assessore provinciale Giovanni Romanini tirato in ballo dal Pdl  è intervenuto per fare il punto della situazione. «Come assessore alle Politiche scolastiche – ha dichiarato – ho partecipato negli ultimi mesi a 14 incontri con gli Uffici scolastici provinciale e regionale, aventi per tema l’organizzazione della rete formativa sul nostro territorio a partire dalla scarsità di risorse umane assegnate dal ministero, quindi anche la situazione di Fidenza, che è sempre stata tra le nostre priorità».

Poi, rincarando la dose sulle scelte del governo, ha affermato: «Se la sopravvivenza del classico a Fidenza è divenuta un problema – è bene ricordarlo – è per le scelte del governo che solo in provincia di Parma ha tagliato l’anno scorso 136 docenti e quest’anno altri 124».

Questo intervento non è piaciuto al vicepresidente del consiglio provinciale Manfredo Pedroni che lo ha accusato pesantemente. «Se deve prendersela con qualcuno Romanini – ha dichiarato Pedroni – lo faccia col suo compagno di partito Vasco Errani, presidente di una regione che non sottoscrivendo l’accordi col governo sulla gestione dei precari in esubero ha messo in crisi l’intero sistema scolastico regionale non traendo nessun beneficio dall’introduzione del maestro unico».

Tralasciando le polemiche riportate solo per dovere di cronaca, non ci interessa  più di tanto stabilire a chi vada assegnato il merito dell’operazione. Siamo propensi a credere che al successo dell’impresa abbiano contribuito un po’ tutti, facendo ognuno la propria parte. Com’era prevedibile, abbiamo visto maggioranza e opposizione impegnate a voler dimostrare i loro sforzi per risolvere la questione, questione che, se i gusti degli studenti si confermeranno, si ripresenterà tale e quale negli anni a venire.

Il 27 agosto sul sito Repubblica.it – Scuola è stato pubblicato un articolo dal titolo «Licei, il classico non piace più, crollano le iscrizioni alle prime».  Dal confronto coi dati d’iscrizione dell’anno scorso e con quelli del prossimo si evince un calo pari al tre per cento netto.

A questo punto, pensando a Fidenza, si impongono alcune considerazioni.  Siamo riusciti a salvare la IV ginnasio per l’anno scolastico 2010-2011 ma non sarà di certo sempre così. In un momento come questo di crisi e di tagli nel pubblico impiego e nella scuola, ha un senso impiegare tante risorse per mantenere questo istituto a cui si iscrivono ogni anno  una decina al massimo di nuovi studenti?

È un discorso impopolare che a molti non piacerà. Il liceo classico è una specie d’istituzione nella nostra città e non è nemmeno ipotizzabile chiuderlo. C’è da chiedersi per se,

in questo periodo di vacche magre, non sia un lusso continuare a mantenerlo. Come giustificare l’impiego di tante risorse quando la scuola sta attraversando un momento di crisi così grave? Non dimentichiamoci che, con la riforma Gelmini, sono diminuiti i maestri d’appoggio ai bambini disabili, sono diminuite le ore di scuola a tempo pieno, sono diminuite le compresenze dei docenti…

Da parte mia non ho soluzioni da proporre e conosco poco l’argomento. Mi limito solo a sollecitare la discussione.

Prevedendo che nessuno vorrà rinunciare alla propria medaglia al merito, auspico che, messe da parte le armi da guerra, maggioranza e opposizione si riuniscano attorno a un tavolo e decidano per il bene vero della città e della scuola nel suo complesso.

Giovanna Galli

Liceali di oggi.

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18 Commenti

  • avatar Costantino V scrive:

    Penso che chiudere il Liceo Classico sia una iattura per un qualsiasi città, per cui farei di tutto per salvaguardarlo.
    Ritengo in generale che spendere dei soldi per l’istruzione sia un dovere di qualunque popolo e risparmiare sull’istruzione sia dannoso e porti all’autodistruzione.
    Come si può pensare che l’educazione sia un argomento per l’economia e la finanza ?
    è un dovere educare i giovani per dare loro cultura, opportunità lavorative e una vita migliore.
    Chi scambia l’educazione per un business è un mentecatto. E quindi chi pensa e ragiona i modelli educativi con il bilancino dell’economista va bandito dalla nostra società

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  • avatar detta "Samantha" scrive:

    L’istruzione è una prerogativa di tutti i paesi progrediti, se poi è di alto livello serve non solo per la formazione al lavoro e alla professione, ma anche per un arricchimento culturale e linguistico. Il liceo classico ha sempre rappresentato la scuola per eccellenza. Io frequentavo la classe seconda proprio nel ’68 e sono ancora grata a tutti i professori che mi hanno aiutato ad essere una “sessantottina”con la testa sulle spalle e le idee molto chiare. Frequentare il liceo classico si può paragonare alla costruzione di un palazzo con tante stanze piene di conoscenza, che non crollerà mai. Il greco e il latino fanno parte della nostra storia e sono le fondamenta di tale palazzo. Cara Gelmini, perchè uno stato sia moderno deve investire nella cultura. Pensaci e ravvediti!

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  • avatar Rocky scrive:

    Interessante il tentativo di Giovanna Galli di confondere le acque per cambiare discorso. Per la provincia il classico poteva anche chiudere così come per molti altri protagonisti della politica fidentina. poi è accaduto che l’ostinazione di un’assessore che non si peiga alle logiche della politica ha salvato una situazione ormai considerata disperata. A questo punto piuttosto che riconoscere cosa è accaduto si appre un dibattito general -generico sulla funzione del classico e se sia borghese o popolare, di destra o di sinistra, da abolire o da rafforzare. Un’altra occasione persa da parte della Galli per non assumere il ruolo di “partigiana” del PD.

    Commento molto dibattuto. Tu cosa ne pensi? Thumb up 8 Thumb down 13

  • avatar Laura scrive:

    Fidenza DEVE e sottolineo DEVE “permettersi” un liceo classico. Per il futuro suo e dei suoi cittadini.

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  • avatar anonimo scrive:

    credo che le idee di GIovanna Galli siano effettivamente giuste.
    non penso assolutamente, come è stato rilasciato in qualche commento, che la Galli voglia chiudere il classico, ma si pensi al fatto che probabilmente si tiene aperta una scuola per pochi studenti, quando invece si potrebbero utilizzare questi soldi in maniera molto diversa.
    un esempio, potrebbe essere quello di utilizzarli per la maggiorazione dei posti per i bambini negli asili e materne.
    oppure quello di riuscire a sistemare le sedi degli altri istututi della città, che sicuramente non saranno ancora a norma di legge per la sicurezza degli studenti.
    è ovvio che l’istruzione non deve essere un bene secondario, ma primario e chiudere il liceo classico a fidenza è sicuramente un atto molto doloroso,
    ma bisogna pensare anche al fatto di poter migliorare l’aspetto dell’educazione e dell’istruzione in generale a fidenza.

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  • avatar Doctorenry scrive:

    Anch’io ho frequentato il liceo classico di Fidenza in un passato ormai remoto.
    Iniziai il ginnasio nel 1965 alla vecchia sede delle Orsoline,indecorosa oltre che inadeguata,e lì superai gli esami di V^ ginnasio che allora provocavano gravi ferite agli studenti impreparati.Ci trasferimmo poi nella nuova sede di piazza Matteotti(?)che a noi parve addirittura esageratamente lussuosa ove mi maturai nel 1970.
    Inizialmente al ginnasio le sezioni della mia classe erano 2,ma dopo la sfalciatura degli esami di V^,ci riunirono in un’unica sezione.
    Non ricordo il numero degli alunni,ma sicuramente non eravamo moltissimi.Durante quei formidabili lontani 5 anni incrociai sul mio percorso tantissimi compagni ,tra cui pure l’Editore,destinati ad una brillante carriera post universitaria,nonche’ alcuni professori che lasciarono un segno indelebile nella mia memoria.
    Quindi sicuramente l’eventuale ma per ora scongiiurata perdita del Classico a Fidenza sarebbe una grave jattura.
    Non facciamone pero’ una tragedia.
    Non parliamo di perdita di prestigio della citta’.In fondo a non piu’ di 20 km di distanza resta in perfetta efficienza ,nonostante le polemiche,la casa madre il “Romagnosi”da cui prese vita appunto negli anni sessanta il “D’Annunzio” che ,ricordo,ai tempi del mio ginnasio era sezione staccata di Parma con un vicepreside ,il compianto prof Fiorito,scelto tra gli isegnanti del distaccamento.
    I pochi ma tenaci studenti desiderosi di ricevere un’educazione di stampo classico non dovranno fare altro che salire su un trenino od un autobus,per raggiungere la “petite capitale”.
    Come del resto erano costretti a fare i miei coetanei che per frequentare lo scientifico dovevano recarsi al “Marconi” di Parma o i miei predecessori liceali prima dell’istituzione della sezione distaccata fidentina del classico.
    Posso assicurarvi che nonostante dvessero fare un viaggio piu’ lungo rispetto al nostro,sono “venuti su bene” ugualmente.
    Se poi invece qualcuno la vuol buttare in polemica politica ,beh…allora questo e’ un altro discorso.

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    • avatar fb scrive:

      Pensa, Doc, che io ed altri tre o quattro salsesi ci dovevamo alzare alle 6 per prendere la Littorina delle 7, cambiare di corsa a Fidenza, traversando spesso i binari tra le bestemmione dei ferrovieri, per beccare il treno per Parma e se quello ritradava, dovevamo poi siubire le ire funeste del Preside del Romagnosi, CVrebero temibile che ci faceva tremare le vene e i polsi, e poi quelle dei nostri prof della nostra e le derisioni dei compagni pramzàni DOC. E per due volte alla settimana dovevamo mangiare fuori, perchè c’erano i ritorni pomeridiani, tra gli sbadigli digestivi nostri e dei prof; si finiva alle 17,30 e ritornavamo a Salso che erano le 18, 30, se tutto andava bene. Qui c’erano ad attenderci gravosi compiti per il giorno dopo; i nostri “fogoni” erano sempre e solo disperate fughe da interrogazioni cui non avevamo avuto il tempo materiale di prepararci: noi, poveri salsesi e borgsàni, che, per i prof dell’Urbs Ducalis, eravamo i villanotti che venivano da fòoori…

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    • avatar davide scrive:

      Ah Doc, finalmente una riflessione.

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  • avatar antonio scrive:

    Non mi è chiaro cosa avrebbe fatto esattamente il comune per non far chiudere il liceo classico.

    Non mi è neanche chiaro – d’altra parte – quali costi si potrebbero risparmiare nel chiuderlo, almeno dal punto di vista del Comune, dato che è ospitato in poche aule all’interno dell’edificio del Paciolo, i cui costi comunque non sono a carico del Comune.

    Il problema è che il classico, così com’è e ancor più come è stato taglieggiato dalla non-riforma Gelmini è probabilmente visto come insufficiente per la preparazione dello studente così come la si intende oggi.

    E’ un dato di fatto, forse anche preoccupante, ma avrà pure un suo fondamento.

    il calo drastico del liceo classico, che conferma – amplificandolo – un trend negativo iniziato da tempo non è solo di Fidenza ma nazionale.
    Lo scorso anno il 10% dei “primini” si è iscritta al ginnasio, il 22% allo scientifico. Quest’anno al ginnasio il 7%, quasi il 23% allo scientifico. Che viene preferito nella sua forma “light”, privo di latino, ma con informatica e scienze potenziate
    E’ sciocco contrapporre la cultura classica a tutte le altre.
    Anche la cultura scientifica, soprattutto quando insegnata con una mentalità di ricerca e sperimentazione, può contribuire in modo non meno efficace alla formazione del futuro cittadino.
    Ma è una contrapposizione appunto che non ha senso.
    Per ogni ragazzo ci sarà il percorso giusto.
    Certamente, poi, non è estranea alla scelta dei quattordicenni italiani una valutazione delle famiglie rispetto alla spendibilità del titolo di studio acquisito in una prospettiva “universitaria” e lavorativa. In questo senso, con la disoccupazione all’8% e con il 26,8% degli under 25 italiani (che significa un giovane su 4) che non ha lavoro, la scelta dell’ambito tecnico-scientifico appare fortemente indirizzata verso il settore più promettente (o meno depresso) dal punto di vista delle potenzialità occupazionali.
    Non mi pare sia una cosa da condannare.

    Se poi si vuole fare un’ulteriore analisi si potrebbe vedere se ci sono ragazzi che da Fidenza e paesi limitrofi vanno a fare il classico a Parma. E chiedersene il motivo.

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  • avatar Costantino V scrive:

    Rimango allibito a leggere commenti in cui si sottende il fatto che soldi spesi per l’istruzione siano soldi spesi male. Se si vuole tagliare qualcosa per risanare i bilanci si deve tagliare dappertutto ma non nel settore dell’educazione. La chiusura di una scuola è sempre una iattura perchè scuola vuol dire crescita culturale di una comunità e il fatto che si debba andare a Parma o a Piacenza significa che culturalmente si regredisce.
    I soldi per aumentare i posti negli asili o per ristrutturare gli edifici si possono recuperare eliminando la Provincia o rinunciando a qualche migliaia di auto blu. Non certo chiudendo delle scuole con la scusa della razionalizzazione delle spese.
    Per me è grave pensare che un partito che si professa progressista pensi di chiudere scuole per risanare il bilancio.

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  • avatar giovanna galli scrive:

    A Rocky
    Sono veramente dispiaciuta del suo scritto che nasconde solo la voglia di ferire attaccandosi a discorsi che io non ho fatto. Vedo continualmente (e lei lo ha fatto con me già tante volte) la voglia di denigrare gli interventi semplicemente perchè da alcuni mesi sono entrata nel Pd. Vorrei ricordarle che sono in Navecorsara dal suo inizio, ho sempre cercato di essere obiettiva e anche in questo caso non ho certamente difeso la mia parte politica. Io ci metto la mia faccia, nel bene e nel male, provi lei a metterci la sua invece di nascondersi dietro un anonimo nickname. Io ho semplicemente posto un problema senza dare alcuna soluzione. E’ sbagliato? Dovevo dire brava alla Callegari? Certamente lei sarebbe stato molto più contento. Ci metta la faccia per favore e confrontiamoci. Io non ho idee preconcette e se potessi scegliere liberamente darei certamente molte più risorse alla scuola e alla cultura che a tanti dirigenti o consulenti. Mi creda io sono molto meno partigiano del Pd di quanto lei sia amico della Giunta.

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  • avatar Rocky scrive:

    La redattrice dell’articolo si offende per le mie rampogne; dice che non è la prima volta, potrebbe anche sottolineare che però non sono sistematiche, forse perchè vi sono anche occasioni in cui riconosco che i suoi pezzi non palesano una pazialità. A volte è questo che fa la differenza dell’utilizzo di un nik, il fatto che non si leggono gli scritti con il pregiudizio del nome di chi si firma.
    Ciò che mi infastidisce dell’articolo della Galli è che doveva porre il quesito prima: il classico è un lusso che ci possiamo permettere? in realtà vi è stata una valutazione scontata perchè si riteneva ormai persa ogni speranza.
    L’ostinazione della Callegari ha ribaltato la situazione ed ora l’intervento della Galli sembra voler dire: l’assessore ci fa buttare via i soldi!! è in questo che ci leggo la logica di una fazione e non la riflessione di una cittadini.
    Ovviamente il giudizio del sottoscritto, che nella vita ha usato più i pugni che la testa, è che il classico sia una ricchezza e vada difeso.

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    • avatar giovanna galli scrive:

      Vede se lei fosse stato un po’ meno prevenuto avrebbe invece capito che io volevo in sostanza dire questo (sintetizzo): l’anno scorso ci si è battuto l’assessore Gandolfi and co., quest’anno l’assessore Callegari and co. Se l’andazzo delle preferenze dei ragazzi sarà sempre questo ci troveremo sempre in queste condizioni da richiedere un salvataggio in extremis. Allora occorre chiedersi perchè. La soluzione migliore sarebbe quella di far tornare ai ragazzi la voglia del classico.

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      • avatar fb scrive:

        Signora Galli, ma mi dice come si dovrebbe far ritornare ai ragazzi la voglia di un certo tipo di scuola, specie da quando, dal ’62 in poi, il nostro Miniculpop è andato sempre più disprezzando proprio l’offerta degli studi umanistici? Glielo chiedo, senza ironia o retorica, con grande dispiacere personale, da appassionato di essi, fin da piccolo. Si è rimasti aggrappati ad una borghesissima e razzisitca concezione per la quale, dopo 40 anni dalla riforma Gentile, il Classico era ancorato a studi cavillosi, pignoli, bizantini e capziosi, incentrati su regole grammaticali e sintattiche, cristallizzate e rigide; il tutto ricavato da un codice di leggi inderogabili, raccolte da seriosi, indigesti, deprimenti opere di topi da biblioteca ellenici o latini, di retori, parolai, legulei sadici, spalmati e dispersi su secoli e secoli di lingua scritta e parlata, che s’erano messi a scrivere tomi immani, sadicamente, da consegnare ai posteri giovinetti,onde uccidere in loro originalità, fantasia e creatività. Scienze e matematica rimangono quasi un optional. Hanno cercato di metterci delle pezze, qua e là, ma la sostanza non è nuclearmente cambiata di molto. Inoltre, si trascura di conoscere usi, costumi, tradizioni, mentalità dei classici, ridotti a biechi inventori di consecutio malefiche, di tempi e modi verbali astrusi ed infami. Infine, vedo che come insegnavano le lingue classiche ai tempi del sottoscritto, ossia ultimi anni ’50-primi anni ’60, ancora la gran parte degli insegnanti le impartisce ai proprii alunni nel 2010 e dintorni; non è possibile! Altro che invogliare i ragazi 14enni ad accostarsi agli studi umanistici, li si allontana sempre più, solo, pochi eletti e mentalmente “deviati” posson sentire una vocazione paramonastica e mistico-culturale verso il Classico. A meno che tutto non si riduca, come accade spesso, ad una larvata imposizione snob delle famiglie; fa tanto chic poter dire che il pargolo frequenta il Classico…

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    • avatar davide scrive:

      La logica di partito è una sorta di tumore che deturpa le persone sottraendo loro l’individualità e il pensiero. Non ci sono governi e opposizioni, ci sono solo dei competitori, concorrenti aggregati in squadre, che lottano per conquistare il podio. A farne le spese sono le idee, che come tali scompaiono, lasciando libero il campo alle schermaglie degli avversari.
      Pensa se i partiti potessero scomparire come d’incanto,,, tanto la Galli come Gandolfi o la Callegari, potrebbero essere una risorsa.

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  • avatar fb scrive:

    In prima fila, con mia grande emozione, mi sembra di aver riconosciuto il prof di Storia e Filosofia, Carlo Alberto Molinari, della sez. C, quarto da destra; un prof vecchia maniera, tutto d’un pezzo, perdutamente innamorato della filosofia, che inutilmente si sforzò, dal ’60 al ’63, di farmi apprezzare; mea culpa, mea maxima culpa…

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  • avatar carlo fetonti scrive:

    A Davide
    per le cose che scrivo spero che non vi sorprenderà se affermo che condivido in toto quello che afferma Davide.
    Comunque vorei assicurare Davide che il sistema ,non per far sparire i partiti ma per farli uscire dall’assemblee esiste ed è stato scritto e protocollato in Consiglio Comunale il 28/6/2010.Siamo in attesa di risposte come dire che sono un ottimista visto che la proposta era sìtata fatta anche nel 2002 e nessun consigliere comunale “perse del tempo per dimostrarmi che mi sbagliavo”. Che poi Giovanna che fa parte del direttivo del PD non ne sia a conoscenza è sicuramente un segnale incoraggiante.Ma forse non è ritenuta all’altezza .Comunque siamo d’accordo con il Direttore di pubblicare il documento quanto prima perchè Nave ne possa discutere.

    Per quanto riguarda il Liceo,precisando che io non sono pratico del mondo della scuola,direi che per incentivare l’interesse del liceo, come di qualsiasi altra cosa,
    penso che si debba dare valore alla scuola che teoricamente dovrebbe essere quella che fornisce la miglior preparazione di base per affrontare gli studi.Questo significa che solo i migliori studenti dovrebbero poter accedere alla scuola( che sia a Fidenza o a Parma è secondario) e che dovrebbe anche ovviamente essere riformata ad esempio con l’introduzione di più matematica ed informatica che io considero formative quanto il greco e il latino.

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