Governo: precedenza assoluta ai processi del Capo

Pubblicato da Redazione il 1 settembre 2010 in Politica, Rassegna stampa |

L’Italia alle prese con false priorità ed emergenze, come il cosiddetto «processo breve».  Ecco l’editoriale del n. 36 di Famiglia Cristiana, in edicola da oggi 1° settembre.

Adesso che le elezioni anticipate appaiono scongiurate, il Governo s’appresta a portare in Parlamento un’agenda di cinque punti su cui chiedere la fiducia. Il piatto forte, naturalmente, è la giustizia. O meglio, il «processo breve» che, per renderlo meno indigesto all’opinione pubblica, si chiamerà «processo in tempi ragionevoli». E che avrà una corsia preferenziale, grazie a risorse e investimenti straordinari. Da reperire, a ogni costo, sia pure in tempi di ristrettezze. Ma a settembre, con la ripresa scolastica, le famiglie avranno altre priorità: lavoro e lotta alla povertà, innanzitutto. Le fabbriche riaprono i cancelli, ma circa cinquecentomila posti sono a rischio. E qualche azienda, da subito, non aprirà nemmeno i cancelli. Al ministero dello Sviluppo, dove da mesi si è in attesa di un nuovo ministro, più di duecento tavoli di crisi sono aperti. E non se ne vede la soluzione.

Sul fronte della famiglia, dopo tante promesse e qualche timida apertura sul quoziente familiare, tutto s’è arenato. Per i politici il benessere della famiglia non è bene prioritario, ma merce di scambio, in una logica mercantile che mira a interessi di parte e non al bene comune. A ricordarci questo disinteresse, che ha radici lontane e riguarda tutti i partiti, è il ministero dell’Economia. L’Italia è la cenerentola d’Europa, fanalino di coda nel sostegno alle famiglie. Dedica alla spesa familiare solo l’1,4 per cento del Prodotto interno lordo, contro una media europea del 2,1 per cento e punte del 3,7 in Danimarca. Nel welfare familiare ci superano Paesi come Cipro, Estonia e Slovenia. Peggio di noi fanno solo Malta e Polonia.

La Francia, che potrebbe esserci d’esempio, ha invertito il declino demografico con una politica amica della famiglia e dei bambini. Con servizi e sussidi alla maternità, asili nido, sgravi fiscali per baby-sitter, agevolazioni sugli affitti per le case degli studenti e sconti sui treni per famiglie numerose. I tagli e i risparmi si fanno altrove, su privilegi e sprechi della casta. Non sulla famiglia. Il mancato investimento sulla famiglia blocca anche la ripresa e la crescita economica. Ne è convinto Ettore Gotti Tedeschi, presidente dello Ior, che propone un patto a livello europeo, che vincoli i Paesi dell’Unione a destinare il 3 per cento del Pil alle famiglie; che obblighi i Governi a investire nelle politiche di accesso dei giovani al lavoro (rapido, stabile e ben remunerato); e che permetta alle famiglie di dedurre le spese per la formazione dei figli. Ricorda il presidente dello Ior: «I figli producono crescita, ricchezza e risparmi. La famiglia che forma i suoi figli e assiste i suoi anziani fa welfare, con meno costi per lo Stato. Non capire questo è stato un grave errore economico, cui si aggiunge quello morale: la tendenza progressiva a scoraggiare la famiglia tradizionale». Altro che «processo breve». O meglio, «in tempi ragionevoli».

Nota redazionale: parole evidenziate in nero nell’originale.

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4 Commenti

  • avatar roberto braglia scrive:

    Plaudo all’articolo di Famiglia Cristiana e mi indigno con l’opposizione che non è in grado di pubblicizzare adeguatamente cio’ che Bugiardoni intende fare: dov’è l’Italia in cui bastava una legge sugli asili-nido che non passava in parlamento per far cadere un governo Moro? Secondo me la rassegnazione ed il menefreghismo hanno spento per sempre la sinistra. Dall’altra parte abbiamo i 110 e lode della Cattolica che fanno i lacchè convinti del Cavaliere! Un ritorno ai valori etici del governo della cosa pubblica s’impone imperiosamente al più presto!

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  • avatar dalla ventosa Genova shoeless in trasferta scrive:

    … e se lo dicono i paolini, che tutto sono tranne che pro pd… forse siano loro la vera opposizione?

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  • avatar Bastian contrario, ipocrita e calunniatore, Paolo Sirocchi torna non rimpianto scrive:

    No.
    I Paolini, alias Phamiglia Christiana, è sempre stata ULIVISTA.
    Peggio di così si muore.
    Poiché io ne sono abbonato e la leggo e vedo che v’è rimpianto per una Italia prodiana, tutta piccola borghesia e , se possibile, al riparo dal mercato occupata in aziende pubbliche o municipalizzate.
    Altro che no pro PD.
    Ne costituisce anzi la struttura desiderosa e portante.
    Come mai ne sono abbonato?
    Perché informarsi costa e Phamiglia Christianeggiante era uno specchio fedele dell’Ulivo orfano della sinistra DC.
    E continua ad esserlo.
    Beppe Del Colle ne è il portavoce ed Adriano Sansa, magistrato, ne completa il pensiero secondo l’ANM.
    Berlusconiani od Ulivisti, l’importante, per loro, è che noi pensiamo CON le loro teste.
    Non con le nostre.
    Avanti o popolo, alla riscossa……lasciamo perdere.

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  • avatar carlo fetonti scrive:

    Al quasi rimpianto Sirocchi

    “prodiana, tutta piccola borghesia e , se possibile, al riparo dal mercato occupata in aziende pubbliche o municipalizzate”
    Non ti sembra di esagerare? Comunque il “Prodi” è fuori gioco, almeno così pare…
    così non è per il “quasi” liberista Berlusconi.Tra i due chi butti dalla torre?

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