Zara, piccoli fans
«Andrea al banco bimbi, grazie». L’appello è stato intercettato questa mattina, lunedì 30 agosto, attorno alle 11, nel nuovo bellissimo negozio Zara inaugurato sabato scorso nella centralissima via Cavour, a Parma.
Al suo primo effettivo giorno di vendita, i tre piani della griffe spagnola erano gremiti di clienti e potenziali clienti, cioè curiosi che con gli indumenti Zara c’entravano come i proverbiali cavoli a merenda. Ma facevano moltitudine.
Tra tutti i clienti senza disponibilità di spesa spiccavano però i bambini. Seduti sul passeggino o semoventi, interessati allo shopping, indifferenti o riluttanti, erano ovunque. Ma soprattutto al terzo piano, il loro reparto: Zara Kids. E soprattutto in fila davanti alle casse, con le mamme, le nonne, le zie, chissà, forse persino le babies sitter. Ed erano così tanti da richiedere l’intervento straordinario di Andrea chiamato in soccorso da una collega con l’altoparlante. C’era da fronteggiare un’eccezionale richiesta di maglionicini, pigiamini, cappottini, completini, tutine e persino bavaglini.
A chi ha una certa età queste scene avranno ricordato i giorni che precedono l’apertura dell’anno scolastico, quando genitori e bambini prendevano d’assalto le cartolibrerie per rifornirsi di matite, quaderni e sussidiari.
Una o due generazioni dopo, le mamme e i pargoli danno l’assalto alla griffe per i grandi che ha pensato anche ai piccoli.
Se la superbidella della scuola italiana Maria Stella Gelmini dovesse imporre il grembiule uguale per tutti, il terzo piano di Zara appena aperto sarebbe costretto a chiudere.
Che i piccoli vestiti da grandi servano a far girare l’economia? Andrea, ne è certo.




























Per dirla con Francesco Guccini; laggiù sono ricchi e di mamme ne han tre, ma la tua mamma è italiana, ne val cento da sè….
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