Massimo Tedeschi in Calabria per una missione impossibile
Mesoraca (Crotone), paese da cui provengono molti salsesi acquisiti. Si gemellerà con Salsomaggiore in nome del cemento in collina?
Tra le tante trasferte, spesso superflue, quasi sempre inutili, compiute dal sindaco Massimo Tedeschi e che tanto hanno irritato i suoi amministrati in questi ultimi quattro anni, forse una utile c’è stata. È quella a Mesoraca (Crotone) di cui ha dato notizia la Gazzetta di Parma venerdì 20 agosto. L’articolo, per quanto pubblicato da un giornale prudente che nelle sue corde non ha certo l’allarmismo, un po’ inquietante lo è.
All’inizio delle lettura sembra il resoconto di un normale scambio di cortesie. Il sindaco di Mesoraca, Armando Foresta, ha fatto visita a Tedeschi, il quale ricambia. Di ritorno a Salso, il cittadino termale fa un resoconto mescolando acque salse a bromuro di iodio. Dice di essere stato anche a Cutro, parla di una realtà fatta di luci e di ombre, di una «terra ad alta valenza turistica ed ambientale» compromessa da «malavitosi». Insomma, la famigerata tecnica del «ma anche» resa impopolare da Walter Veltroni: dire tutto e il suo contrario per non dire nulla, l’indecisionismo fatto verbo e verbosità. Il sindaco borghigiano prestato a Salso dice di avere incontrato qualche pezzo grosso della regione e dell’imprenditoria animati dalla «volontà di cambiamento». Le solite cose.
I capelli ci si sono rizzati in testa quando abbiamo letto l’ultima frase dell’intervento di Tedeschi. La rileggiamo insieme a voi. «A Salso vivono cinquecento cittadini, famiglie e lavoratori, provenienti da quella regione (la Calabria, ndr) a cui chiediamo, come a tutti, collaborazione per il bene della città e rispetto delle regole, e a cui dobbiamo, come a tutti, rispetto ed attenzione, isolando coloro che le regole le infrangono».
Caspita, ma questo breve testo è allo stesso tempo un appello e un messaggio da cui si evincono alcune importanti verità. Vediamo di enuclearle ed elencarle.
1. il 2,5 per cento circa della popolazione salsese è composta da calabresi. Una percentuale altissima. Perché così tanti concentrati in un posto così piccolo? Come sono arrivati? Chi li ha mandati? Chi li ha invitati? Chi li ha accolti? Da quali interessi sono stati attirati? Che professioni svolgono, a titolo principale?
2. Il sindaco Massimo Tedeschi, a differenza di certi suoi predecessori del suo stesso partito, ammette che una minoranza di questa minoranza non si comporta bene e la invita a «rispettare le regole». Quali regole non rispetta? Sputa per terra? Fa girare denaro sporco? Gestisce affari poco puliti? Se sì, in che rami? Ne sono stati informati i carabinieri e la magistratura? Vi sono indagini in corso?
3. Qualcosa non va e Tedeschi va a lamentarsene con i sindaci di Mesoraca e Cutro. Perché? Non poteva dirlo dal balcone di piazza della Libertà e fare il possibile per avviare il repulisti?
4. E se quello di Tedeschi fosse un messaggio cifrato? C’è chi dice che la minoranza calabrese sia stata determinante per la sua elezione. E lui che fa, scende in Calabria per dire che esistono calabresi buoni e calabresi cattivi? Una simile ovvietà, lo ripetiamo, non poteva essere proclamata dai civici pulpiti di Salso?
5. Per concludere, con questa sua uscita Tedeschi cerca nuovo consenso per ripresentarsi o alimenta il dissenso? Se è vera la prima ipotesi, quale consenso sta cercando? Dei calabresi buoni o dei salsesi stufi dei calabresi considerati come un solo mazzo?
6. Siamo alle solite, come volevamo dimostrare dapprincipio. Per avere il consenso dei più, Tedeschi persegue la tattica del «ma anche». Crediamo che stavolta non gli riuscirà a convincere né gli uni né gli altri. Onesti e disonesti hanno bisogno di uomini forti su cui puntare. E Tedeschi non lo è.
Mesoraca (Crotone). Costruzioni abusive in terreno sottoposto a vincolo.














Ho solo un’auto ed una sola vita; preferisco evitare commenti, dato che mi uscirebbero espressioni molto forti nei confronti del nostro Lider Maximo e dei picciotti calabro-salsesi, che io ritengo siano ben più che 500. Potremmo, noi postisti, scambiarci magari, in sicurezza, qualche post od sms cifrati, se solo conoscessimo le criptografie utilizzate dai boss in 41bis,per inviare messaggi cifrati a “Quelli che il calcio…”
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Un vecchio proverbio cinese recita”se vuoi nascondere un’albero fallo nella foresta”.E’ l’operazione che ha tentato l’anonimo estensore dell’articolo su Tedeschi e la comunità dei calabresi,mischiando e confondendo le bugie fra di loro.
la prima bugia è quella che il 2,5% degli elettori calabresi(ammesso e non concesso che tutti abbiano votato per lui) avrebbero decretato la vittoria di Tedeschi,che ricordo ha vinto con il 58% dei voti.Il successo di Tedeschi, in realtà, è legato ai numerosi elettori di centro destra delusi dalla inconsistenza politico amministrativa di Franchi.
Seconda nequizia,la più odiosa,è quella di dividere le persone in categorie,quest’ultime utilizzabili solamente per le cose materiali e per le idee.Le persoone al limite si ”dividono” in due gruppi:quelle che rispettano le regole e la legge e quelle che non lo fanno.
Nella mia lunghissima esperienza professionale ho incontrato tantissime persone simpatiche ,generose e corrette ”provenienti”dalle regioni del sud.La biologia ha dimostrato l’inconsistenza scientifica del concetto di razza,il fascioleghismo ci riprova con la riscoperta dei ”luoghi di origine,delle identità,ecc”.
Continuando su questa strada qualche”forestiero”potrebbe ricordare le ”origini”degli autori di due gravissimi fatti di sangue avvenuti recentemente nella nostra città.
Ultima improntitudine,il rozzo tentativo di gettare sospetti senza l’onere della prova,caratteristica anche questa risdoganata dal leghiberlusconismo:scambiare una cortesia istituzionale per un probabile messaggio cifrato.
Metodo Boffo in salsa nostrana.
l.cenci
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Dottor Luigi Cenci, provi, per qualche giorno, a sfogliare qualche qupotidiano, locale o nazionale, e a seguire qualche TG, sempre della medesima sorta; prenda poi accuratamente nota, per i soli italioti, a quale etnìa appartengano, solitamente, e da quali zone del Bel Paese provengano gli operatori di macro e microcriminalità. Si avvedrà facilmente che sono, spesso, calabresi, campani, siciliani o pugliesi. Conti anche quanti nostri soavi parlamentari dovrebbero abitare celle carcerarie, piuttosto che i palazzi del Senato e del Parlamento e farà una scoperta similare. Le giunge nuova la notizia che ormai, anche al Nord, siamo proni ai voleri delle varie e variegate famiglie mafiose, camorriste e ‘ndranghetose? Anche a Salso, come in tutte le città e cittadine italiche, di solito, chi non rispetta le regole parla con forte accento meridionale. Lasci perdere il fascioleghismo e la biologìa, cui Le potrei contrapporre calabrachismo, buonismo e pseudo-accoglienza indufferenziata, e consideri invece certe tendenze e pulsioni che hanno reso celebri certi cognomi, come Capone, Gotti, Anastasia, Luciano e da noi Riina, Santapaola, Messina Denaro, Liggio, tutti del Nord dell’Italia. Le ricordo anche che il commercio della droga è gestito, a livello mondiale, da calabresi e che solo da certe parti fotografano agenti della DIA, fermandone poi le rispettive consorti, per strada, per un ricatto immediato, ed inviano missive con minacce di morte, sottolineate da proiettili calibro 9, ai politici ed ai magistrati, prima di ricorrere a lupara ed tritolo. Tutto il mondo è paese, certo, ma alcune zone sono più paese di altre!
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Dottor Luigi Cenci, ho ammirato la sua difesa appassionata ed incondizionata dell’iniziativa del sindaco Massimo Tedeschi. Sono convinto, infatti, che il buon (?) Massimo non abbia fatto altro che un passo falso oppure una marchetta (controvoglia?) a favore dei calabresi. Probabilmente ha calcolato che i vantaggi di questa iniziativa saranno, anche se di poco, maggiori degli svantaggi. Mi piacerebbe sapere se questi vantaggi saranno economici o politici, naturalmente non per lui ma per la città tutta di Salsomaggiore. Intanto, Lei che in municipio é di casa, lo convinca a rispondere, se può, alle domande poste dall’editoriale di Nave Corsara. Con ammirazione. Celestino Stella.
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Se stava a casa era meglio, meno spese, visto che non c’è na lira…o meglio se n’è andati a prendere…son gli unici che ormai possono supportare una devastazione gestionale che dura da lustri. Ciò detto se nessuno fa meglio è ciò che abbiamo!!!
Da ‘n pùm cresa mia un pèr…comme on dit a Milan!!
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Non ho letto (e quindi mi scuso per l’ignoranza) l’articolo della Gazzetta.
Sarebbe interessante sapere come mai ” Il sindaco di Mesoraca, Armando Foresta, ha fatto visita a Tedeschi”. Ammesso che fosse a Salso per fatti suoi (cure termali?) non credo che tutti i sindaci capitati nella cittadina si siano comportati allo stesso modo.
Dal mio punto di vista è comunque una vicenda incomprensibile e davvero inquietante.
C’è un gemellaggio? Uno scambio culturale?
E fra tanti paesi e città proprio con Mesoraca, cittadina che una semplice ricerca con internet permette di trovare famosa solo per incendi e per vicende di cronaca nera di una tipologia che ciascuno può trovare da sè….e che non si limitano alle costruzioni abusive.
Non stiamo parlando di rappresentanze di Stati stranieri.
I calabresi che abitano a Salso non dovrebbero essere – dal punto di vista di un Sindaco – diversi da tutti gli altri cittadini;
(non si rende conto Cenci – il cui intervento mi stupisce) che il difetto eventuale di dividere i cittadini in categorie non è dell’articolista ma proprio del sindaco che appunto vede i calabresi come una realtà separata tanto da andare a riferirsi ai rispettivi sindaci di provenienza?).
Trovo le domande dell’articolo tutte azzeccate e coraggiose.
L’unica cosa che stona un po’ è la non firma.
Ma nel contesto la considero una scelta giustificata.
Io per fortuna non ho la macchina.
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Tutti a Mesoraca !!!!!!!!!!!1
Con Tedeschi sindaco!
Ho iniziato a seppellire i bastoni di gaggia nel letame ( i vecchi dicono che induriscono)
Siegfried
4/5 giorni di trasferta da noi pagati.
Faccio il buono per stavolta.
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Di tutta la faccenda condivido senz’altro le perplessità espresse nei confronti del sindaco Tedeschi: se lui è andato in missione a Mesoraca e lo ha fatto a spese del comune è tenuto a dire i motivi che lo hanno portato fino là. I suoi cittadini devono, a mio avviso, sapere perchè a Mesoraca e non a Sondrio o in altre località da cui arrivano tanti turisti termali. Non sono tollerabili mezze verità, o le cose si dicono completamente o si tace.
Diverso è invece il discorso su alcuni passaggi dell’articolo e su alcuni interventi sul blog.
Non mi è piaciuta per niente la domanda n. 1 che fa il 3° grado sulla presenza di calabresi a Salso. Trovo inaccettabile che si facciano affermazioni del tipo “il 2,5 per cento circa della popolazione salsese è composta da calabresi. Una percentuale altissima. Perché così tanti concentrati in un posto così piccolo? Come sono arrivati? Chi li ha mandati? Chi li ha invitati? Chi li ha accolti? Da quali interessi sono stati attirati? Che professioni svolgono, a titolo principale?”.
Mi dissocio nettamente da questo modo di ragionare. Perchè non chiedersi quanti milanesi vivono qui? e soprattutto cosa fanno, di cosa vivono? Conosco personalmente tante brave persone che sono arrivate qui dalla Calabria, che lavorano e pagano le tasse qui. Per colpa di alcuni che sbagliano non si possono fare delle associazioni offensive verso quelli che fanno il suo dovere.
Sono anche stanca dei soliti interventi sul blog, per i soliti luoghi comuni che vedono il male sempre dalla stessa parte. I fatti di questi mesi mostrano che la corruzione è ben radicata in tutte le regioni e vede protagoniste tante persone insospettate che non parlano in dialetto meridionale. Vorrei, pertanto, dire a Bifani che le equazioni musulmani =terroristi e meridionali=mafiosi molte volte non reggono e di certo non favoriscono l’integrazione. Occorre essere duri e inflessibili nella lotta contro i reati ma muovendosi sempre nel rispetto delle idee e delle tradizioni di tutti.
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Signora Galli, dato che La noto preferirmi, da tempo, solo e soltanto per attacchi più o meno melliflui o diretti nei miei confronti, La inviterei ad astenersi dal collegarsi con me in modo solo negativo e a leggere meglio quanto scrivo; ed inoltre, anche a considerare che, oltre al latino, lingua di cui mi servirei per fare la ruota da pavone similculturale ed intellettualoide, forse un minimo di cultura, di quella sana e vera, e di etica corretta, lo possiedo anch’io. Quindi non sono tanto ignoranye e becero da istituire paralleli ed equazionio volgari e di bassa lega tra meridionali e mafiosi, tra musulmani e terroristi. Forse Lei mi ha confuso con qualcun altro, od altra. In italia il rispetto delle tradizioni e delle idee altrui si è troppo sovente trasformato in un’agnostica, apatica indifferenza, in nome di una multiculturalità arlecchinesca che spesso diventa fiancheggiatrice latente di certi comportamenti criminali, in nome di una pseudocarità falsocristiana e di un internazionalismo e cosmopolitismo pseudomarxista.
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Dear Giovanna, mai sentito parlare di “soggiorno obbligato” ? No, non è che il nanetto ha comprato una fabbrica di salotti ed obbliga ad acquistare da lui i soggiorni, si tratta di un benefit che dai tempi di due o tre sindaci salsesi fà si incassano per permettere a persone che possono scegliere fra il carcere e il “soggiorno obbligato” ( solo in caso che siano “collaboratori” )di risiedere a Salso. Da lì a far castelli su eventuali accordi fra sindaci attuali e cutresi il sospetto è breve. Ma di sospetti non si fan casistiche nè processi. Si fan solo chiacchiericci. Più o meno motivati.
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E invece c’è proprio da chiedersi come mai la concentrazione di calabresi a Salso è così alta.
Non per essere razzisti, ma per capirne il motivo e per capire se dietro c’è qualche losco affare.
Intanto, la percentuale di milanesi o di valtellinesi non mi pare tanto alta, e poi comunque questi si “disperdono” nei meandri della normalità.
Invece la gente calabrese si nota eccome….
Prima di tutto c’è un consigliere comunale calabrese, secondariamente si notano diversi furgoni di ditte (soprattutto edili) dai nomi inconfondibili, e per ultimo risulta a tutti i salsesi che qualche personaggio di tale estrazione sia assiduo frequentatore di Via Burla e spacconeggi in giro per il paese (quando libero).
Quindi…i motivi di cotanta immigrazione quali possono essere ?
Motivi puliti come il basso costo del mattone ? La grande disponibilità di alloggi ex-pensioni ed ex-affittacamere ? O la semplice presenza di conterranei arrivati precedentemente che ne attirano altri ?
Non sicuramente la gran mole di lavoro che un paesello come Salso non può assolutamente garantire!
Oppure motivi meno puliti come la scarsità di controlli che aiuta ogni attività illecita come il conosciuto “caporalato” ?
In tutti i casi, penso sia innegabile che vi è una grossa differenza rispetto al nostro stile di vita.
Vedo che molte brave persone di origine calabrese hanno una bassa considerazione del prossimo, fedeli al motto “a posto io, a posto tutti” e questo non è carino.
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E lo struzzo, periodicamente riappare nella ville d’eaux.
In passato vestiva gli abiti di Adriano Grolli ex plurisindaco termale che pervicacemente quanto inutilmente negava la presenza eccessiva di combustioni motoristiche a Salso legate non alle eccessive temperature salsobromoiodiche ma a fatti di interesse non propriamente legali bensì su base etnica, nonché i tentativi di importazione della criminalità organizzata qui da noi.
Ora riappare sotto le vesti dell’ultrapoliticamente corretto Luigi dott Cenci, che cerca di ammannirci una serie di balle colossali.
Ad evitare equivoci, premetto che io non sono l’autore dell’articolo di cui sopra anche se negli ultimi anni ho firmato quasi tutti i pezzi su Salsomaggiore per la Nave.
L’avessi scritto io, avrei scritto ben di peggio.
Ma veniamo ai fatti.
Da buon marxista (ex?), il dottor Cenci inizia con la prima balla, ove sostiene nel suo post, che l’articolista avrebbe addebitato al voto calabrese la vittoria di Tedeschi nel 2006. Nulla di più falso in quanto nell’articolo si cita solamente la percentuale del 2,5% di residenti calabresi a Salso. Tutti sappiamo invece che Tedeschi stravinse perché ebbe come avversario un signor nessuno più interessato alle vicepresidenze ben remunerate che alla carriera di sindaco in un comune in crisi. Stia quindi al tema, dottore.
Seconda balla, quella di uscire dal terreno della visita calabrese del sindaco per addentrarsi nei pericolosi meandri del politicamente corretto, per cui bisogna negare l’evidenza, spostando il discorso sul “fascioleghismo” o sul “leghiberlusconismo”.
Bla bla bla.
Siccome il Cenci finge di non sapere perché Tedeschi è andato in pellegrinaggio a Mesoraca, glielo spiegherò io. Con i dati e non con le retoriche stantie da ex sessantottino poco evolutosi.
Massimo Tedeschi è andato laggiù per cercare di convincere i locali maggiorenti a spingere i salso-cutro-mesorachesi che qui votano, a vergare il di lui riverito nome sulla scheda. Sia che si tratti di primarie che di vera e propria candidatura.
Come dimostrano tutti i dati elettorali recenti, a Salso (e Fidenza) bastano poche decine di voti per segnare la prevalenza di una delle due fazioni sull’altra.
Qualcuno ricorda i due pulmann frettolosamenti inviati nel 1999 sulla riviera ligure per riportare nella nostra piccola patria un centinaio di anziani ivi godentisi il sole marino? Grolli prevalse per meno di cento voti sull’avversario Cattani.
E nessuno ha più in mente il nome di Fontana Salvatore da Cutro, eletto in consiglio comunale in quota DS all’indomani delle sfortunate elezioni (per Massimo Tedeschi ) del 2004 nelle quali il burgmaister fidentino sbatté i denti sconfitto per poco più di 200 voti da Beppe Franchi?
Bene.
Il cutrese, di cui si sono in seguito perse le tracce, entrò trionfalmente in consiglio comunale, nonostante la sconfitta della lista che appoggiava Tedeschi con un pingue bottino di 96 voti personali di preferenza. Quasi quanti quelli del salsese del sasso dottor Cenci che riportò voti 117.
Più di Maria Pia Bersellini, S. Mattei, Matteo Orlandi, F. Zanaga: ossia personaggi che oggi vanno per la maggiore a Salso.
Ne deriva che nessuna motivazione sociologico-politicorazzisticamente-corretta è alla base dell’ennesimo viaggetto sindacale in BMW del nostro primo cittadidino.
TRATTASI BENSÌ DI UNA PIÙ NORMALE, ANCHE SE MORALMENTE DISCUTIBILE, TRASFERTA ELETTORALE PER RINCORRERE IL PIÙ POSSIBILE I VOTI DEI 500 SALSO-CALABRESI.
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Chi ha buona memoria non può aver dimenticato quanto successe il giorno delle elezioni di Franchi.
Sabato: ordine di unione delle due “zone” di appartenenza .
Sabato , tarda sera, contrordine : ognuno per la propria strada e relativa bicchierata finale, con occhio nero, in quel bar di fronte alle poste.
Domenica: il gruppo A va a votare ma del gruppo B non si hanno palesi tracce.
Domenica sera, ore 20, ai seggi cominciano ad affluire i votanti del gruppo B e, in meno di 1 ora, esauriscono i colpi ( pardon i voti)
Come è finita lo sappiamo.
Questi votanti sono indispensabili per la vittoria o la sconfitta.
La- Bott
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Provate a dare i numeri di chi usufruisce di soggiorno obbligato a Salso e dell’entourage portato (ricorda la storia del biondino del Brenta o peggio…anche se ormai quello è pulito…)…inoltre fate conoscere la %le di chi viene “aiutato” da ns. servizi sociali perchè nullatenenti o quasi pur passando giornate al bar con macchinoni davanti in giro giorno e notte… ma magari son dati da forze dell’ordine….!!!
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Se i calabresi di Salso sono il 2,5% io sono Elvis Presley…
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Forse sono solo 500 ma fanno casino come 50.000
Tedeschi sarebbe il loro sindaco ideale gli pago volentieri il biglietto per Mesoraca!
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