Anarchici, sindacalisti e immigrati? Il massimo della pena!

Pubblicato da Redazione il 25 agosto 2010 in Personaggi, Politica, Storia |

Il 23 agosto 1927 veniva eseguita la condanna a morte di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, anarchici italiani. Assassinati da innocenti, la loro colpa fu di essere anarchici, sindacalisti e immigrati.

«Quando le sue ossa, signor Thayer, non saranno che polvere, e i vostri nomi, le vostre istituzioni, non saranno che il ricordo di un passato maledetto, il suo nome – il nome di Nicola Sacco – sarà ancora vivo nel cuore della gente. Noi dobbiamo ringraziarvi. Senza di voi saremmo morti come due poveri sfruttati: un buon calzolaio, un bravo pescivendolo… E mai, in tutta la nostra vita, avremmo potuto sperare di fare tanto in favore della tolleranza, della giustizia, della comprensione fra gli uomini». (Francis Russell, La Tragedia di Sacco e Vanzetti)

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