Lampo di genio non annunciato
Gran bel titolo quello sulla Gazzetta di Parma di ieri, venerdì 13 agosto: «Paura a Cevola: il pitone è ancora uccel di bosco».
Vi si sentono dentro reminiscenze di letture fantastiche, come le favole indiane, i capolavori del realismo magico sudamericano o il teatro dell’assurdo di Eugène Ionesco. In ogni caso, è un gradino sopra ai soliti «Cronaca di una mangiata annunciata, ed è subito indigestione» o «Sfida al calor bianco» sul campionato dei mangiatori d’anguria di Toccalmatto.
Un inaspettato exploit di umorismo, complice forse il ferragosto e le vacanze del direttore, che ci ha ricordato un aneddoto sugli inizi della carriera di Achille Campanile.
Dopo aver scritto il pezzo sulla triste storia di una vedova che tutti i giorni, da molti anni, si recava al cimitero per portare dei fiori sulla tomba del marito, dove un giorno fu trovata morta, il grande umorista, lo titolò: «Tanto va la gatta al lardo…».
Il direttore prima sobbalzò e poi fece chiamare il giovane cronista. «Se non è un cretino, lei è un genio; staremo a vedere», gli disse.
Ignoriamo se il direttore della Gazzetta, Giuliano Molossi, abbia fatto chiamare il titolista del pitone.
Mara Meo
Avvistato nei pressi di Traversatolo il pitone volante. Completava il titolo della Gazzetta un occhiello in rima: «Non è velenoso, ma il suo morso è doloroso». Stretta la foglia, larga la via, dite la vostra ché io ho detto la mia.













