E se il gingseng coreano funzionasse, diventerebbe comunista?
La Corea del Nord è indebitata con la Repubblica ceca, ma è ricca di ginseng. E così al ministro delle Finanze ceco è venuta l’idea di cancellare il debito in cambio di un’eccezionale fornitura del celeberrimo afrodisiaco.
Il regime di Pyongyang deve pagare l’equivalente di 7,5 milioni di euro per l’acquisto di tram e macchinari, un indebitamento enorme che le portentose radici potrebbero ridurre però solo del 5 per cento, equivalente a circa 20 tonnellate.
Ci si chiede che cosa faranno i cechi di un tale quantitativo del toccasana indicato contro l’affaticamento, l’artrite, l’eccesso di colesterolo e l’impotenza, dato che il loro consumo annuo non supera di norma la tonnellata e mezzo.
Il sottosegretario alle Finanze Tomas Zidek, oltre a sperare in un incremento delle vendite orchestrato da un’adeguata campagna pubblicitaria, non nasconde che conta di rivendere il surplus a Paesi amici.
Pare che gli emissari di un Paese dell’Unione europea, guidati da un nonnetto ultrasettantenne sedicente arzillo abbiano già preso contatto con il governo ceco per trattare una fornitura speciale.














Ne devo però dedurre, vista la vita miserabile che conduce la popolazione della Corea del Nord, e considerate le involuzioni cerebrali geriatriche della classe dirigente, che in quel Paese il consumo di ginseng deve essere minimo. Comunque, io consumo gingseng in tutte le salse e forme, fin da piccino, ma non mi ha portato a nessun miglioramento, per nessuna delle prescrizioni riportate ed elencate nella lettera.
Ti piace questo commento?
0
1