Famiglia cristiana? La mia
L’Italia è disgustata dallo spettacolo offerto ogni giorno dalla politica. La denuncia arriva da Famiglia Cristiana. Il settimanale dei paolini interviene con un articolo fortemente critico nei confronti della classe politica italiana impegnata a «sistemare se stessa e le proprie pendenze» più che «a risolvere i gravi problemi del paese». Un richiamo che arriva dopo la denuncia della Cei, di qualche settimana fa, in merito alla mancanza in Italia di una classe dirigente adeguata alla crisi del Paese.
«L’opinione pubblica», si legge nell’articolo, «sebbene narcotizzata dalle tv, è disgustata dallo spettacolo poco edificante che, quasi ogni giorno, ci viene offerto da una classe politica che litiga su tutto. Lontana dalla gente e impotente a risolvere i gravi problemi del Paese». E ancora: «Da tempo Papa e vescovi hanno lanciato l’appello: “Giovani politici cattolici cercansi”». Un appello rilanciato dal settimanale. Secondo il quale mancano «persone capaci di offrire alla nazione obiettivi condivisi. E condivisibili. Non esistono programmi di medio e lungo termine. Non emerge un’idea di bene comune, che permetta di superare divisioni e interessi di parte. Se non personali. Si propone un federalismo che sa di secessione. Senz’anima e solidarietà».
Secondo Famiglia Cristiana «un Paese maturo, che deve mirare allo sviluppo e alla pacifica convivenza dei cittadini, non può continuare con uomini che hanno scelto la politica per sistemare se stessi e le proprie pendenze».















Mi sembra di ritornare a Gedda, ai Comitati Civici ed ai tempi delle lotte feroci intorno al 1948; in un film di cui ora non ricordo il titolo, c’era quel curato che dal pulpito terminava la sua concione esortando i fedeli a “votare per un partito che fosse democratico e cristiano”. La foto del gruppo di famiglia berlusconiana, intenzionalmente anticata virando i colori verso il rossiccio, pare una di quelle oleografie pompose raffiguranti i reali di Francia o di Spagna, contornati da consorte e pargoli.
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L’italia è in pratica didgustata da se stessa, dalla televisione che di fatto guarda, dai politici che di fatto vota, dalle veline che di fatto invidia, dai furbi e furbetti che non vede l’ora di poter imitare… Mi dimenticavo di dire che messia SILVIO sembra non l’abbia votato nessuno….
Non cerchiamo alibi, abbiamo ciò che meritiamo, o cambiamo noi, o la storia si ripeterà all’infinito.
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A Frederik
cè del vero in quello che tu dici,ma non è tutta la verità.Il perchè è molto semplice.Com’è che si cambia in politica? Una volta ammazzando il principe o il re ,cosa sempre molto difficile e pericosa.Oggi si vota,ma votare vuol dire solo eleggere od anche scegliere liberamente ( pro memoria per il direttore)? Noi possiamo eleggere, ma non possiamo scegliere, ne tantomeno liberamente.Qual’è il significato dell’avverbio “liberamente”.Se tu scegli dentro una lista è sempre un voto condizionato dalla ed alla lista.Se tu voti una persona che si candida individualmente ,la scelta è sicuramente libera nella misura in cui quella persona ha i mezzi per poter partecipare ed avere visibilità nella competizione elettorale.In quest’ultimo caso il tuo voto è libero e quindi consapevole.Ora siccome in Italia il meccanismo di votazione è condizionato dalla liste ,cioè dai partiti,siamo in un cerchio chiuso ,in una spirale che non è facile spezzare poichè quelli che fanno le leggi,cioè i partiti,non hanno interesse che si possano votare le persone.D’altro canto molta gente va a votare con la convinzione di poter scegliere,per cui assistiamo allo psicodramma degli italiani e non solo che sono “cornuti e mazziati”, o se vuoi ” ti portano a messa ,poi ti portano a casa e poi ti domandano dove sei stato”.
Oggettivamente non è il massimo…
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