L’altra

Pubblicato da Redazione il 9 agosto 2010 in Letteratura italiana, Racconti |

di Frank Spada

Arriva a casa. Inghiotte qualche pastiglia, si corica in fretta. La testa sotto le coperte e si allontana da se stessa, ancora. Addormenta il sangue, il suo respiro, e un filo si riannoda nella mente con un sogno, e le parole roche della madre le raccontano la storia, il segreto di quei giorni vissuti all’ombra di qualcuno.

Coni di luce di lampioni e alberi spogli – il resto è nebbia, impenetrabile. Le foglie intrigano il percorso, lo scricchiolio delle scarpe, sopra quel tappeto, la distrae dal ricordo di un autunno anticipato, accartocciato, in piena estate. Buffate d’aria, a tratti, muovono forme vorticanti sinuosità di grigio piombo. Salgono dal fiume. Una musica lontana arriva alle sue orecchie, insegue la sua fisicità. Nell’aria, due figure danzano avvolgendosi tra loro, in modo sensuale, e l’armonia dei suoni, tenue e dolcissima, è dettata dal nulla che circonda quel luogo di limiti reali. Avverte il ripetersi di una melodia. In mano un libro, una penna e trascrive le note che l’ammaliano – l’infinito di sedici battute, impolverate dall’oblio delle parole che non saranno dette. Alza lo sguardo. I figuranti muovono una danza, spirali dentro spirali. In fondo al lungo-fiume spuntano due fari. La musica si attenua. Le luci gialle avanzano, cercano di allargare l’oscurità umida di fumo. I suoni cessano di colpo. Le ombre si dissolvono risucchiate dal fiume che scorre dietro gli alberi, oleoso di tenebre. Un’automobile la sfiora, rallenta, poi si allontana; lei corre tra infilate che non vede. Appena dentro chiude a chiave la porta di una camera da letto, in un hotel. Qualcuno bussa, chiama, chiede di aprirgli… lei non risponde. Si rivolge con la voce roca a uno specchio, vede un volto circondato da un alone nero; deve sottrarsi dal respiro del sangue che accelera le ultime battute: la morte non sarà riflessa dai suoi occhi. Lui, sarà perdonato sulla prima pagina di un libro, lasciato a dialogare sopra un tavolo.

Si sveglia. Il notiziario del mattino: l’orrore della morte, due giovani suicidi – lui ghanese, lei di Torino – volati giù dal ponte che collega due sponde senza senso. Erano stretti, uno all’altra, da una corda avvolta attorno a un corpo solo, impigliati tra i rifiuti lungo Po, lungo il suo cammino verso casa, la notte scorsa: celati fino all’alba. Si libera dalle lenzuola. Va come un automa verso lo strumento. Tiene in mano un libro ingiallito dal tempo che ritorna, che non muore. L’immagine di un volto e risente quella melodia, e sfiora con le dita le luci dei falò, i tasti bianchi e neri lasciati all’ombra della luna, nelle Langhe, i capelli di sua madre al pianoforte, senza coda.

Di Frank Spada (pseudonimo) si sa solo che è nato a Udine. Suoi racconti, come quello che avete appena letto, selezionati in concorsi e premi letterari, sono pubblicati in varie antologie e online. Appassionato cultore e profondo conoscitore della hard boiled school, è autore di due romanzi che si rifanno a questo genere poliziesco americano: Marlowe ti amo e Dimmi chi sei Marlowe. Cinque sensi e un’anima, pubblicati da Robin Edizioni – Biblioteca del Vascello (Roma).

Il protagonista di entrambe le storie, uno sgualcito detective specializzato nel cacciarsi nei guai, è un omaggio al personaggio creato da Raymond Chandler. La scrittura elegante e la narrazione serrata di Frank Spada, lo stile ruvido e coinvolgente con cui racconta vicende intricate e pericolose chiamando a raccolta citazioni letterarie e cinematografiche, non potrà non piacere agli estimatori della letteratura e del cinema noir resi immortali da scrittori come Chandler, Dashiell Hammet, Cornell Woolrich e Jim Thompson.


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20 Commenti

  • avatar Shara scrive:

    Semplicemente stupendo.
    Breve ma incisivo come una lama, con descrizioni vivide come quelle che si trovano anche in “Marlowe”. Adoro quel detective, aspetto con impazienza che esca la sua seconda avventura per potermi reimmergere nelle atmosfere descritte da Frank e sorridere per gli strani dialoghi e le divertentissime metafore :)
    Sempre un grande, Frank, complimenti!

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  • avatar leila mascano scrive:

    Questo racconto di Frank Spada è un racconto notturno, onirico. Rassomiglia a certi sogni di smarrimento, di fuga, che abbiamo fatto e che facciamo tutti, e che sembrano riflettere quel lato denso d’ombre sempre in agguato, pronto a ghermirci coi suoi spettri, non appena cala la luce del giorno e traforma un luogo consueto – il lungofiume autunnale – in un confine fluttuante tra la realtà e il nulla. Il senso d’angoscia è fortissimo, quello che fa correre la protagonista nella nebbia, fra gli alberi spogli, sorpresa dai fari gialli d’una macchina che la sfiora. In sordina, incongrua, una musica, e le spirali che disegnano due figure che ballano. Fissa gli occhi nello specchio della sua stanza d’albergo con lo stesso stupore disperato col quale ha visto la macchina correrle incontro. La luce del giorno riporta le immagini indistinte alla realtà della cronaca, non restano che i nudi fatti, un doppio suicidio. Nella testa di lei, ancora quella musica.
    Ho trovato molto suggestivo il racconto di Frank e aperto a diverse chiavi di lettura. Certamente l’atmosfera sogno-incubo è resa molto bene, insieme all’inquietudine e al senso di morte, per meglio dire di nostalgia della morte, che faceva da contrappunto a tanti scritti di Pavese.
    Frank del resto è molto abile nel creare atmosfere. Basti pensare a quelle della California anni 50 nelle quali si muove il suo detective Marlowe, che abbiamo conosciuto in Marlowe ti amo e che aspettiamo di ritrovare tra breve col suo Doppio Marlowe.

    Commento molto dibattuto. Tu cosa ne pensi? Thumb up 20 Thumb down 1

  • avatar frank spada scrive:

    Ringrazio la Redazione per l’ospitalità, unitamente ai lettori di Nave Corsara per la gentilezza dei loro commenti.
    “L’altra” – racconto finalista nel Concorso Dialoghi con C. Pavese – la Stampa (01/11/2008).

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  • avatar Nadia scrive:

    Non avevo dubbi che Frank arrivasse anche qua. Non poteva mancare di varcare le onde su una nave corsara essendo tante volte avvistato qua e là nel grande mare del web.
    Lo cercano ovunque, lo trovano e lo perdono. Lui e il suo doppio. Uno da una parte e l’altro dall’altra, confondono gli inseguitori e spariscono appena avvistati.
    Lui sogno e l’altro realtà e viceversa, entrambi veri come vera è la scrittura dei suoi romanzi e dei suoi racconti. Un ondeggiare calmo che culla il lettore tra le parole e la musica che riesce a far riecheggiare dal testo. Musica dura e meravigliosa come solo il jazz può essere, nell’inseguimento di una trama coinvolgente. Ne è una prova il racconto qui pubblicato.

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  • avatar paolo scrive:

    Marlowe ti amo, il romanzo d’ esordio di Frank Spada, l’ho già letto apprezzandolo quanto basta per aspettare con impazienza la pubblicazione di Dimmi chi sei Marlowe, il sequel che uscirà a ottobre . Sono curioso di verificare se le mie aspettative troveranno conferma.
    Questo pseudonimo autore friulano meriterebbe in ogni caso di essere promosso sui quotidiani nazionali anche in relazione ai suoi racconti che, come “prove di scrittura”, spaziano in molti generi letterari.
    Tralascio l’ ovvietà di un giudizio più che positivo del racconto L’ Altra, che non a caso è risultato finalista in un concorso di grande risonanza e partecipazione, augurando successo a questo nuovo autore italiano.

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  • avatar Elisa scrive:

    Il Signor Spada ha la capacità di usare le parole come fosse un giocoliere. Gli argomenti più delicati sono trattati davvero con grande stile. Non parlo poi di Marlowe ti amo. Come dissi altrove una volta… ma come diavolo fa?

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  • avatar Thomas Mann scrive:

    Avrà fatto un patto con il diavolo?

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    • avatar Heinrich Mann scrive:

      No Thomas, ho detto no! Resto a Santa Monica, per ora, e cerco di capire… e tu? non dirmi che sei ancora montagna, incantato mentre Faust… Frank Spada? Anche lui come Serenus e Adrian? Ahh, allora torno subito, sarà meglio darsi appuntamento verso sera all’ Angelo… ma sì, quello dove Lola… ich bin von kopf bis fuss auf liebe… ti aspetto là.

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  • Una festa tra coetanei ogni cinque anni. Noiosa, a parere di Vanina, e lei per strafare, sulle note di chissà quale melodia, improvvisa una danza da sola e poi si mette a cavalcioni di una sedia, diventa Marlene … ma cosa vuole questo Unrath, non sa che essere sedotti e abbandonati da una donna bellissima è un privilegio che gli dei raramente concedono!?
    E la cena? Risotto … risotto alla parmigiana …
    Punti di vista

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  • avatar Santippe scrive:

    Trovo bellissimi i racconti di Frank Spada. Ne ho letti diversi e tra questi anche “Punti di vista”, richiamato nel link del commento precedente (Blaue Engel Vanina).
    L’autore ci racconta una storia ambientata a Udine, di un attore “… fanciulle in riccioli e sguardi maliziosi in abiti da sera, o in costumati abiti alleggeriti a norma di censura, tra balli e tavoli da gioco. Il primattore? Antonio Centa, un friulano di Maniago, un rubacuori d’animo gentile che a Cinecittà spopolava recitando la bellezza del suo volto ironico di luce.”
    Bisogna leggerlo!

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  • avatar Socrate scrive:

    Non sarebbe meglio che ti occupassi delle faccende di casa invece di startene sempre a poltrire con un libro di Frank Spada tra le mani?

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  • avatar Santippe scrive:

    … mia madre e la sua amica, la signora Foster, ad esempio, usano i libri per innalzarsi e spolverare i lampadari, altri li prendono per efficaci sostituti naturali dei sonniferi, altri ancora …

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    • avatar fb scrive:

      Santippe, pensa che, una volta, ero rimasto scioccato, davanti alla scelta di una mia amica, che aveva riempito un paio di scaffalature, nel soggiorno di casa, con dei simulacri di libri, di varii e sgargianti colori. Erano dei semplici parallelepipedi in cartone, scatole vuote, la cui funzione era di natura estetica, per ravvivare la visione d’insieme dei complementi di di arredamento.

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      • avatar Santippe scrive:

        FB, pensa che da bambina mi regalarono un finto-libro che conteneva i cioccolattini e ora, invece, mi hanno regalato un vero-libro di Frank Spada senza nemmeno un cioccolattino.
        Il prossimo, “Dimmi chi sei Marlowe”, uscirà a ottobre, ci fa sapere l’autore, e io spero di trovarci dentro due frittelle …
        ” Due frittelle e due caffè doppi – di zucchero, nel contenitore non ne resta nemmeno un briciolo – e faccio colazione fuori orario stando alla larga dal compare, in compagnia di una formica che mi sorprende aggirandosi sul tavolo e che guardo curioso come da bambino; quand’ero allegro di trovarmi qualche volta meno solo, seduto a gambe incrociate sulle assi di una torretta in cima a un bosco, sbriciolatasi nel tempo che si portò alle spalle la mia infanzia. Stavo là a osservare le bestioline che si muovevano in un andirivieni parallelo, in lunghe file nere, per nulla sconcertate dai miei tentativi di scompigliarne i percorsi con il fondo di un bicchiere capovolto verso il sole. Ogni tanto ne infuocavo qualcuna, mentre mio padre segava pini con gli altri della squadra.”
        Cap. settimo – punto 3 … e ciò che si legge andando a curiosare nel web …

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  • avatar anna scrive:

    A giorni… il 27 agosto! e in quell’ hotel vicino ad una stazione ferroviaria … bastarono “sedici battute” per non scordarlo più e farcelo amare per sempre.
    Molte sono le chiavi di lettura di questo struggente racconto di Frank Spada che , evidentemente, conosce ed ama Cesare Pavese.
    Anche il romanzo Marlowe ti amo, di questo esordiente scrittore, è reso affascinante dalla originalità di una scrittura ricca di spunti e riflessioni non banali.

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  • avatar frank spada scrive:

    Santippe! Chiunque lei sia, la invito cortesemente a citare la fonte da cui ha prelevato – non virgolettandolo – il suo commento circa l’utilità dei libri.
    Cordialità non accentuate e buon ferragosto in compagnia di Marlowe ti amo, visto che Dimmi chi sei Marlowe uscirà solo a ottobre!

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  • avatar Santippe scrive:

    chiedo scusa e virgoletto
    “… mia madre e la sua amica, la signora Foster, ad esempio, usano i libri per innalzarsi e spolverare i lampadari, altri li prendono per efficaci sostituti naturali dei sonniferi, altri ancora …”
    si tratta del primo capitolo di un libro che si trova nel web – un copia-incolla del virgolettato su un motore di ricerca ne svelerà la fonte -
    l’autore è Lei, Signor Frank Spada!

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  • avatar frank spada scrive:

    Perdonata Santippe…
    La fonte? http://www.riaprireilfuoco.org/blog/?p=348 – il sito web dove Il San Francisco Chronicle…
    La citazione? http://www.riaprireilfuoco.org/books/PDF/marlowe.pdf – il primo capitolo di “Marlowe ascolta” (pag. 5).

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  • avatar M. Mazzoleni scrive:

    Certamente Frank Spada non sarà deluso da quello che avrà fatto fra vent’anni.
    Semprechè un esordiente, uno pseudonimo scrittore over 70 eh!, viva tanto da poter leggere anche il proprio nome tra quelli… sì, sono annoverati anche oggi sul Corsera, ma sui quotidiani raggruppati nel, e dal potere, si sa come vanno le cose! Auguri in ogni caso, Frank, e complimenti per “Marlowe ti amo”.

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  • avatar frank spada scrive:

    Cesare Pavese (Santo Stefano Balbo 9 settembre 1908 – Torino 27 agosto 1950)

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