Macché agenzia per la famiglia, sarà solo un ufficio
Le polemiche in seguito all’abbandono del consiglio comunale da parte del gruppo del Pd rischiano di far passare nel dimenticatoio una scelta importante della nostra amministrazione che ha visto coinvolto l’assessorato alle Politiche sociali e l’agenzia della famiglia.
Sono state approvate le linee di indirizzo per istituire a Fidenza una politica tariffaria e fiscale innovativa a favore delle famiglie. Il tutto sarà coordinato dall’agenzia della famiglia che dovrà costituire ed avviare un «tavolo tariffe» in cui verranno studiate e sperimentate varie situazioni al fine di arrivare a dare concreta attuazione al «quoziente famiglia». Con questo termine si intende un nuovo modo di tariffare i servizi a domanda offerti dal comune (rette scolastiche, mense, trasporti…). Non sarà più presa in considerazione solo la situazione patrimoniale ma si dovrà tener conto di diversi fattori caratterizzanti la famiglia, quali la presenza di disabili e di anziani non autosufficienti, di problemi legati al lavoro o di situazioni di povertà. Si dovrà cioè tener conto della famiglia nel suo complesso e non solo dei redditi.
L’assessore Marilena Pinazzini ha sottolineato il valore della famiglia e il grave momento di crisi che sta attraversando. Ha precisato che anche da noi trovano conferma i dati Istat: sono diminuite le famiglie numerose, molti giovani non hanno lavoro e la maggior parte di quelli tra i 25 ai 34 anni vivono ancora in famiglia; sono aumentati «i grandi anziani» (over 75) che a Fidenza sono 3261 di cui almeno 1300 soli o con difficoltà parenterali. Ha, infine, preannunciato che entro l’anno si aprirà il centro per le famiglie e ha precisato che sarà cosa ben diversa dall’agenzia per la famiglia. Mentre quest’ultima sarà esclusivamente un organismo di indirizzo politico, il centro sarà un insieme di servizi a favore della famiglia.
A questo punto, in una sala semideserta, ha fatto il suo esordio in consiglio comunale Giovanni Marocchi, l’agente della famiglia scelto dal sindaco. Si è rammaricato per l’assenza dell’opposizione, ha illustrato le linee programmatiche del suo mandato e si è detto orgoglioso per l’apertura del già citato centro per le famiglie. Per la prima volta a Fidenza sarà aperto un servizio che la regione Emilia Romagna propone da 21 anni ma che qui mai nessuno aveva pensato di istituire. Ha detto di aver già preso contatti con il presidente di Fidenza Sport per concordare sconti alle famiglie che praticano attività sportive, con la direzione del cinema Cristallo per praticare sconti alle famiglie che alla domenica andranno al cinema e con la direzione della biblioteca per far recapitare a domicilio libri destinati a persone disabili.
Ha enfatizzato il «quoziente famiglia», strumento inventato dal comune di Parma tanto che è conosciuto come «quoziente Parma». Ha garantito che non ci sarà alcun sbilanciamento e ha promesso che «nessuno verrà a pagare una tariffa maggiore rispetto a quella che paga attualmente».
Dichiarazione che non ha convinto Giuseppe Cerri, il quale ha fatto osservare che se da una parte c’è chi paga una cifra inferiore alla tariffa di un servizio dall’altra ci dovrà essere per forza chi paga di più.
Non è stata l’unica critica sollevata dall’ex sindaco che ha esordito dicendosi «basito» dalla reazione di Mario Cantini. Chi tiene in mano il pallino, ha detto, deve intervenire in modo equilibrato. Ha poi fatto notare che lo statuto comunale non prevede l’esistenza di un istituto come l’agenzia della famiglia. «Stiamo facendo un qualcosa che non sta in piedi dal punto di vista giuridico», ha aggiunto. «Se si vogliono costituire agenzie, occorre cambiare lo statuto».
Osservazione chiara e inconfutabile che ha colto di sorpresa tutti. Non si capisce come mai in tutti questi mesi in cui si è fatto un gran parlare dell’agenzia né il direttore generale né il segretario comunale né altri esperti del comune se ne siano accorti. Da quando l’agenzia è stata preannunciata, sei mesi fa, possibile che nessuno si sia preso la briga di leggere lo statuto?
Di fronte al rifiuto di Cerri di firmare la delibera si è subito trovato un escamotage. Per mettere d’accordo tutti è stato sufficiente sostituire il termine: anziché «agenzia per la famiglia» si parlerà di «ufficio per il sostegno della famiglia».
Cerri ha anche invitato Marocchi a non limitarsi ad eseguire un «copia e incolla» di quello che viene fatto a Parma ma di rimanere ancorato alla situazione di Fidenza studiandone bene le caratteristiche.
Posizione condivisa anche da Maria Alessandra Toscani (Lega Nord) che ha visto questo provvedimento «muoversi in un’ottica federalista».
Curioso l’intervento di Angelo Bernazzoli, capogruppo del Pdl, che si è detto deluso dall’assenza del Pd su un tema così importante. Si è probabilmente dimenticato che nel consiglio precedente lui si era addirittura opposto alla lettura dell’interrogazione sulla manovra economica del governo, ritenuta evidentemente irrilevante per i cittadini.
Giovanna Galli













