Casa Panini due anni dopo, un terreno minato
Chi l’ha fatta demolire è sempre al suo posto. Con il grado più alto al piano più alto dell’ufficio tecnico comunale. E tutti sanno che comanda più del sindaco in carica così come comandava più del suo predecessore. Che ne è stato della sua rimozione che Mario Cantini aveva inserito tra i punti irrinunciabili del suo programma elettorale? Una promessa che l’ha aiutato a vincere. Perché non l’ha mantenuta? Forse perché pensa di avere il controllo di colui che, senza esagerare, potremmo chiamare «il vero sindaco di Fidenza»? Forse perché qualcuno gli ha suggerito (imposto?) di lasciar perdere? Non avremo mai risposte sincere a queste domande imbarazzanti. Perciò, anche noi, lasciamo perdere. Curiosi di vedere, però, quel che sorgerà sulle macerie di Casa Panini.
Diventerà un giardino?
Foto scattate da Ambrogio Ponzi il 30 marzo di quest’anno.
Illusioni perdute
Alcuni giorni senza passare ed ecco che l’area di Villa Panini cambia aspetto. Dopo i narcisi i tulipani, ora materiale inerte nero per un spessore di più di venti centimetri i circa metà dell’area, asportazione di terreno e livellamento nell’altra metà. Nessuna indicazione circa permessi di cantiere od altro, come di consueto. Sul lato opposto di viale della Vittoria del macchinario, un cumulo di ghiaia e alcuni cavalletti stradali predisposti per una eventuale chiusura dell’accesso al viale. Foglietti spiegano trattarsi provvedimento per asfaltatura stradale prevista prima il 5 e 6 di maggio poi il 10 ed 11 maggio e probabilmente ancora rinviata. Non ho trovato nessun avviso sul sito del comune per la chiusura della via e tantomeno dell’autorizzazione ai lavori effettuati entro l’area privata di Villa Panini. Quest’ultima cosa come la mancata esposizione delle prescritte indicazioni di cantiere sta diventando frequente o forse è solo mia impressione? (Ambrogio Ponzi, 10 maggio 2010)























… e come NON dimenticare chi aveva definito “Forza Italia Nostra” coloro che si erano opposti a tale scempio? Ai lettori di NC ricordarne il partito di appartenenza.
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Partito della rifondazione comunista, puntello della passata amministrazione.
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E’ l’ennesima pagina che testimonia lo scempio della nostra città, scempio che non ha colore politico. Io ricordo molto bene l’altra villa Liberty che è stata demolita per lasciare il posto alla Telecom. Era una costruzione bella, con una ampio giardino e frutteto, con una dependance per il custode e sarebbe stata un’ottima sistemazione per una casa di cura o una miniresidenza per anziani. La miopia di un’amministrazione insensibile ha permeso che si distruggesse tutto.
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