Lettera aperta al sindaco Mario Cantini
Ti facevamo meno berlusconiano, caro sindaco. Non pensavamo che le reazioni stizzite del capo del Pdl, sempre meno capo del governo, facessero scuola pure in periferia, dove le preoccupazioni per lo stato di salute della città dovrebbero prevalere su tutto il resto. Soprattutto se si rappresenta una lista civica.
Abbandonarsi a quelle reazioni scomposte che l’ometto di Arcore ci ha reso familiari, oltre a non essere indice di buon gusto, dalle nostre parti è segno di debolezza. Governi grazie alla metà più uno di 177, non dimenticarlo. Sei il sindaco di tutti, non di una sola parte. Non godi della sua stragrande maggioranza. Hai vent’anni meno di lui e un avvenire politico davanti a te, non puoi giocartelo ragionando alla «o la va o la spacca».
Non pensavamo che il diritto di cronaca, che comprende anche quello di critica e di satira, e che sta tutto sotto il capello della libertà d’espressione, potesse far saltare i nervi e uscire dai gangheri chi ha alle spalle una così lunga esperienza politica e amministrativa. Sia in ambito politico sia ospedaliero.
Mai avremmo immaginato che il nostro richiamo a un linguaggio più consono a una giunta che ci governa tutti, vincitori e vinti, potesse incastrarsi nella tua memoria come un corpo fastidioso da espellere con l’invettiva cui ti sei abbandonato nel consiglio comunale di mercoledì 28 luglio.
Impermalirsi, covare vendette tremende vendette e forse anche rappresaglie, così come disfarsi degli amici che ti hanno messo dove ora sei, non porta da nessuna parte. Se non al vicolo cieco dell’isolamento, della cortigianeria e delle amicizie interessate. E non aggiungiamo altro perché ci pare che tu non sia ancora abbastanza sereno per reagire pacatamente.














Di amicizie interessate il sindaco presumo se ne intenda.
Che dire? La solita arroganza già vista in altre occasioni; ricordo il consiglio Comunale dove il sindaco rispose a Malvisi sul TAUN o per sentito dire in altre circostanze con atteggiamenti provocatori e subdoli. Non accettare la critica e soprattutto la satira è segno di insicurezza, di arroganza e di inadeguatezza nel ruolo che si ricompre. Bravo sindaco, chi va con lo zoppo impara a zoppicare!
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Mi sembra di assistere ad un deja-vu:l’incapacita’ degli ex compagni di accettare serenamente il responso delle urne.Per rimanere in zona lo stesso acadde a Salso quando a prevalere alle urne,sia pure per pochi ma democratici voti,fu la coalizione di centro destra guidata da Franchi.
Querce,margherite e cespuglietti vari la presero molto a male:non potendo negare l’evidenza del voto,iniziarono a delegittimare la figura del sindaco,approfittando non solo della scarsa omogeneita’ della coalizione vincente ma soffiando sul fuoco di un procedimento giudiziario cui il sindaco era sottoposto, ma nelle vesti professionali e non pubbliche, e dal quale vemme assolto.
Non essendo questo sufficiente,dai oggi e ridai domani,trovarono alla fine un Troian Horse che fece saltare il giocattolo.
Ora a pochi anni e pochi kilometri di distanza ci riprovano con il sindaco Cantini,accusato di abbandonarsi a reazioni scomposte etc etc etc.
La prossima tappa,quale sara’?Troveremo pure Cantini in qualche lista segreta collegata alla P3?Anche lui nella cricca?
Insomma lo stalinismo non muore neppure a 57 anni dalla morte di Stalin.In Italia,di cui Fidenza e Salso fanno ancora parte,non si e’ in grado di attendere la fine del mandato elettorale per giudicare un amministratore!
Il buffo e’ che gli attacchi partono da coloro che il potere lo hanno gestito per 64 anni ,e non sempre bene,come dimostrato dagli interventi urbanistici degli ultimi 15 anni che sono sotto gli occhi di tutti.
Sarebbe ora di darci un taglio,senno’ temo che il Berlusca celo dovremo tenere per altri 50 anni.
Commento molto dibattuto. Tu cosa ne pensi?
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sempre più convinto di quello che ti scrissi tempo addietro Doctor…non sono io che ci sono o ci faccio…..fatti un esame di coscienza che è meglio va.
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