Sindaco permaloso, consiglio burrascoso
Il sindaco di Fidenza, Mario Cantini.
Seduta del consiglio comunale del 28 luglio 2010. Che al nostro sindaco Mario Cantini non piaccia essere oggetto di critica politica lo sospettavamo da tempo, ma da ieri sera ne abbiamo la certezza.
Il gruppo consiliare del Partito democratico più di un mese fa ha presentato un’interpellanza urgente in cui oltre a stigmatizzare la maleducazione della giunta comunale per aver definito il capogruppo Enrico Montanari «candidato sindaco trombato» chiedono di spiegare il significato dell’affermazione ritenuta calunniosa «ci hanno lasciato in eredità Terre Verdiane e Asp in condizioni pietose e una rete di clientele nella quale la parola d’ordine era: diamo agli amici quello che vogliono per 100 euro al mese o gratis». Espressioni ritenute in netta contraddizione con la dichiarazione rilasciata da Cantini alla Gazzetta di Parma il 25 maggio quando replicando alle critiche di Antonio Belforti affermava: «La città si è divisa in due e lo è ancora come hanno certificato i dati delle regionali. È necessario agire con buon senso ed equilibrio».
Da sinistra, Giovanni Carancini, Stefano Tanzi e Mario Cantini.
Il sindaco che probabilmente aspettava da giorni il momento per togliersi qualche sassolino dalle scarpe ha letto una lunga filippica contro il Pd e contro tutti quelli che hanno espresso in qualunque modo dissenso per il suo operato. Ha riportato pezzi estrapolati da comunicati stampa, da volantini. Ha citato DemocraticaMente, il giornalino del Pd locale, sottolineando la vignetta che lo ritrae burattino manovrato da Luigi Giuseppe Villani sotto lo sguardo severo di due Lupi (Maurizio), il più potente capo regionale del Pdl. Ha elencato tutte le critiche espresse contro la sua giunta. Non ha tralasciato nemmeno i blog e senza citare la fonte ha riportato una frase che compare nel nostro sito nel pezzo intitolato «Tromboni, trombati e una sonora trombetta». Questa: «Chi comanda veramente a Fidenza? E, per dirla con il linguaggio a voi caro, oltre all’aspirante sindaco trombato esiste per caso anche un sindaco trombato nelle sue aspirazioni di essere “padrone” in casa propria? Andateci piano con le parole, ragazzi. Da trombettieri a trombati lo squillo è breve. A volte è di soli 177 voti. Anzi, della metà più uno. E prima di suonare la carica, sempre che ve la possiate permettere, suonatevi la sveglia. Quanto a noi diecimila, usi a legger e a declamar Dante, ci riconosciamo nei diavoli guidati da Barbariccia che «avea del cul fatto trombetta». (Inferno, Canto XXI, verso 139)».
Andando a pescare così lontano e annotandosi l’occasione per una replica, Cantini ha dato l’idea di essere un sindaco rancoroso, desideroso di colpire per far male soprattutto quando con aria di disprezzo ha dichiarato: «Speravo che la sindrome della sconfitta dopo un anno vi fosse passata ma invece mi accorgo che non è così. Allora vorrei ricordarvi che il vostro posto è lì, in minoranza, perché è lì che la gente ha scelto di farvi stare». E per rafforzare il concetto ha citato la frase pronunciata da Debora Serracchiani nell’intervento alla Festa del Pd «dovete togliervi la maschera da sfigati».
Mi scuso se la trascrizione non è precisa alla lettera ma non ho la copia del discorso. Quando un collega l’ha chiesta al sindaco, si è sentito rispondere che per averla c’era bisogno di una richiesta scritta. Non si è mai verificato un episodio analogo negli ultimi sette anni. Alla faccia della trasparenza che all’inizio del mandato era stata promessa a tutti i livelli.
La frase su cui è stato interpellato riguardava i ragazzi dell’Arcitown ai quali la vecchia amministrazione aveva richiesto un affitto di soli 100 euro al mese (ora triplicato) e alla società del Tennis Club.
Cantini ha anche dileggiato il consigliere Pd Davide Malvisi che, per il bene della città, gli ha offerto la collaborazione sua e del suo gruppo per costruire il Psc.
Non sono mancate nemmeno critiche a chi ha chiesto loro di diminuire le spese della politica. «Noi abbiamo dimezzato lo stipendio del presidente della San Donnino Multiservizi che prima prendeva 22 mila euro. Ricordiamo al proposito che il presidente della nostra Regione guadagna 19 mila euro al mese».
Particolarmente efficace è stata la risposta del capogruppo del Pd Enrico Montanari. «Il sindaco ha perso l’occasione per dimostrare di essere il sindaco di tutti. L’offesa personale non fa parte dei rapporti politici. L’offesa coincide con la politica del vostro partito. Io non mi sono mai permesso di prendere in giro il vostro vicesindaco perché aveva perso contro Cerri».
Esponenti dell’opposizione. Da sinistra, Enrico Montanari, Roberto Bacchini, Davide Malvisi, Martina Canella.
Duro anche l’intervento di Davide Malvisi che ha accusato il sindaco di aver confuso i diversi ruoli: l’amministrativo e il politico. Cantini ha fatto un intervento da leader politico e non da sindaco di una città. «Se l’è addirittura presa con i blog». Cioè con gente, a suo modo di vedere, ancora più sfigata della minoranza che almeno siede in consiglio comunali mentre questi qua siedono solo su sedie di loro proprietà, battono testi e guardano schermi pagati con i loro soldi.
A questo punto il consigliere Montanari, visibilmente offeso, ha chiesto cinque minuti di sospensione e il gruppo si è ritirato.
Al rientro, Davide Malvisi ha ribadito la necessità di far abbassare i toni del dibattito politico e ha proposto una pausa di riflessione da entrambe le parti. Non ottenendo una risposta soddisfacente l’intero gruppo Pd ha lasciato l’aula.
L’ex sindaco Giuseppe Cerri è rimasto al suo posto, ma durante il suo intervento ha rimproverato Cantini per il suo comportamento con tocchi di consumata esperienza: «Chi ha responsabilità e dirige il bindello deve mantenere la calma e non scendere nella lotta. So che è difficile ma bisogna farlo per il bene della città».
Parole sagge che non si possono non condividere, anche se mi rendo conto che Cantini è stato in un certo senso costretto a fare lui la parte politica perché non c’è nessuno nel suo schieramento che sarebbe stato in grado di farlo.
Giovanna Galli
I banchi vuoti della minoranza. Bottigliette ancora piene.














Il collega citato da Giovanna Galli è il sottoscritto.
Sono quattro anni che seguo praticamente ogni Consiglio comunale da cronista, prima per Polis Quotidiano, ora per Ilgiornaledifidenza.net. Come ho sempre fatto, anche ieri ho chiesto cortesemente ad un impiegato comunale se poteva prelevare il testo dei due interventi letti dal sindaco in risposta a due interrogazioni del PD per farne delle fotocopie da avere sotto mano nella redazione dell’articolo. Cogliendo entrambi di sorpresa, il sindaco ha risposto a lui e ha fatto segno a me che avrei dovuto fare una richiesta scritta. Quando mi ha visto trasecolare, Cantini mi ha ripetuto con tono di sfida “Dovevi prendere appunti”.
Mi sembrava solo corretto spiegare come sono andate le cose visto che il resoconto di Giovanna ha citato di sfuggita questo episodio e ovviamente mi sono sentito chiamato in causa. Nel mio articolo per IlGiò non ne ho fatto cenno visto che da cronista onesto quale vorrei essere, sarebbe stato di cattivo gusto parlare di me.
Qui intervengo volentieri più da spettatore del Consiglio di ieri che da cronista volontario. Non voglio esprimere giudizi o fare il moralista, ma ritengo che quello di cui ho portato testimonianza diretta sia un episodio che forse al pari di tanti altri dettagli può aiutare a rendersi conto del clima che si respira nelle stanze dei bottoni.
Ringraziandovi per lo spazio che mi avete concesso,
porgo distinti saluti.
Cesare Scalmani
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Sono nervosi, il sindaco e tutta la maggioranza? Sicuramente si, ma ne hanno ben donde: in un anno non sono riusciti che a pasticciare quello che già non era un capolavoro di amministrazione. Nella foga di mostrare quanto siano più bravi ed onesti degli amministratori che li avevano preceduti, orecchiando qualche concetto sulle regole del mercato e, soprattutto, servendosi a modo loro degli stessi tecnici e dirigenti comunali di lungo corso, stanno madestramente guidando una macchina comunale con il motore che già comincia a tossire. Riusciranno a superare una salitina come la Lodesana, cioé a governare dignitosamente Fidenza per i prossimi dodici mesi? Celestino Stella
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non condivido le considerazioni di Celestino, io per la prima volta ho sentito nitidamentei l rombo di un motore che ha smesso di volere attendere la minoranza per condividerne le scelte. L’autista ha fatto capire di essere saldamente alla guida, di non essere condizionato da nessuno, e di sapere dove andare. Mi pare che da oggi chi ostacola l’azione dell’amministrazione, sia da dentro che da fuori, deve vedersela con un sindaco con le palle. Il gioco è terminato, in particolare per il PD e per gli inciuci che cercava di portare avanti. Fossi in quanlche dirigente inizierei a preoccuparmi, se c’era un accordo di non belligeranza questo si è rotto. da ora ne vedremo delle belle. Peggio per chi è in minoranza.
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Rocky, da quando chi fa della prepotenza la sua arma migliore e chi abusa del suo ruolo istituzionale è uno con le palle?
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Gozzo,
prepotenza è respingere gli insulti? no, prepotente è chi insulta pensando di inchiodare il suo interlocutore nel suo ruolo istituzionale. Dunque il PD può insultare il sindaco ed il sindaco dovrebbe essere silente?
il 50% dei fidentini aspettava da un anno che Cantini uscisse dall’equilibrismo e si schierasse apertamente. Da oggi, che ne siate consapevoli o no, Cantini è più forte, molto più forte.
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Molto più forte o molto più irritabile?
Di quali insulti parli? Ah, forse intendi una vignetta satirica su un giornalino di due fogli… un pochino permaloso il Sindaco, per non dire peggio. Il 50% dei fidentini aspettava di assistere alla reazione scomposta e insolente del “primo cittadino” del Borgo e che egli finalmente trasformasse il consiglio comunale in una resa dei conti personale? I fidentini aspettavano di vedere un sindaco autoritario che mostrasse i muscoli davanti ai cattivi ex Comunisti del PD e che sfogasse la sua ira contro gli elettori che lo giudicano davanti ad un PC (non partito comunista). I fidentini non vedevano l’ora di vedere il proprio Sindaco perdere le staffe per un niente e fare figuracce del genere (e non è la prima volta in un anno). Con questi episodi il rischio è che si perda di vista il vero obbiettivo per cui il signor Cantini è stato eletto.
Il 50% dei fidentini voleva questo? Ok se lo dici tu… questo però mi spiega purtroppo tante cose. L’anno prossimo passeremo all’olio di ricino o direttamente ai calci nel culo, come vuole il 50% dei fidentini, l’altro 50% è fatto di pappamolle e di uomini senza palle. Spero che il tuo sondaggio sia errato. Pensavo che i fidentini volessero un sindaco ragionevole e vicino ai problemi della città (non ai suoi, poi che problemi oh) e che magari dimenticasse la sprezzante superbia dell’uomo politico e accettasse le critiche e le sue importanti responsabilità.
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