Il finto giallo dei rimborsi elettorali del Movimento Cinque Stelle
Il Gruppo Assembleare del Movimento 5 Stelle desidera rettificare le lacunose informazioni riportate nell’articolo a pagina 7 del quotidiano Il Giornale datato 27 Luglio 2010. Evidentemente Paolo Bracalini ha preferito limitarsi ad un copia/incolla di agenzie di stampa (ovviamente, solo quelle che facevano il proprio gioco) anziché svolgere una vera attività giornalistica. Pazienza, rimediamo noi. La nostra richiesta di ricevere i rimborsi elettorali, inviata presso la Segreteria del Presidente della Camera e datata 5 marzo 2010, era stata fatta preventivamente in attesa delle decisioni dell’Assemblea degli Attivisti. In effetti prima delle elezioni pensavamo di ritirare i rimborsi per poi darli in beneficenza, per evitare che venissero spartiti fra le altre forze politiche. La nostra richiesta era a puro scopo cautelativo essendo stata spedita priva di dati di accreditamento che potessero consentire l’erogazione dei rimborsi. È fondamentale capire come tale richiesta non avrebbe mai e poi mai portato al versamento dei contributi. A meno che un incaricato della Camera non si fosse presentato direttamente negli uffici della Regione con una carriola colma di banconote. Naturalmente, Il Giornale ha preferito soprassedere su quest’informazione essenziale. A differenza di quanto orgogliosamente affermato con orgoglio corporativo, l’intervento della stampa non ha cambiato assolutamente nulla: noi, quei soldi, non li volevamo, non li avremmo comunque ricevuti e non li riceveremo. La Legge 157/3 giugno 1999, che regola l’assegnazione dei rimborsi elettorali, specifica chiaramente che sia necessario farne richiesta “pena di decadenza” (art. 1 comma 2). E così, in seguito alla nostra decisione di rinunciare ai rimborsi, è stato fatto: abbiamo lasciato decadere la richiesta evitandone la corretta compilazione ed invio formale con ricevuta di ritorno. La somma di 193.258,87 € è effettivamente indicata in una delibera che assegna i fondi che, però, non sarebbero mai stati trasferibili per mancanza delle coordinate bancarie come ci ha confermato la Presidenza della Camera. In data 23 Luglio 2010 abbiamo provveduto ad inviare un fax per ribadire la nostra intenzione di rinunciare ai rimborsi elettorali, per quest’anno e per gli anni a venire. A questa rettifica alleghiamo anche i fax con tanto di rapporto di trasmissione, visto che Il Giornale ama mettere nelle proprie pagine l’immagine di documenti. Sconfessiamo così anche l’inutile abstract in cui il virgolettato di Favia dice “faremo rinuncia scritta”. Il verbo al futuro è sbagliato. “Abbiamo fatto rinuncia scritta” sarebbe stato più corretto. La notizia è l’occasione per ribadire la vergogna di una classe politica che accetta la refurtiva elettorale, in barba al referendum popolare che nel 1993 abrogò, con il 90,3%, il finanziamento pubblico ai partiti. Che facciano come noi e, con rispetto della volontà popolare e delle difficoltà economiche del Paese, rimettano quel denaro alla disponibilità dell’Erario Pubblico. Il vero scoop è che noi siamo gli unici a rinunciare a questi soldi. Mentre gli altri partiti con una mano ci additano a cattivo esempio e con l’altra se li intascano. Ma passiamo al capitolo riguardante lo stipendio di Giovanni Favia. Anche qui è chiaro che fosse troppo faticoso alzare la cornetta per informarsi adeguatamente. Il giornalista ha preferito servirsi di notizie di terza mano. Effettivamente è vero che Giovanni Favia disse, prima delle elezioni, che con 1300/1400 avrebbe vissuto benissimo. Quella era, più o meno, la cifra che percepiva da Consigliere Comunale e gli era sufficiente. Non ha però mai detto che avrebbe percepito proprio tale somma, sempre ripetendo che “a decidere sarebbero stati gli elettori e i sostenitori del Movimento”. E così è stato: il suo stipendio e quello del collega Defranceschi, attraverso una sperimentazione politica mai avvenuta prima in queste terre, è stato fissato in 2.500 € da una riunione aperta a tutta la Regione, dove gli attivisti hanno deciso come pagare i loro eletti, convocata per il 17 Giugno 2010. Tante persone hanno potuto esprimere liberamente e pubblicamente il proprio parere.
Vi invitiamo a pubblicare integralmente la presente replica, dandole risalto pari a quello che ha avuto l’articolo di oggi richiamato in prima pagina.
Andrea Defranceschi e Giovanni Favia Gruppo Assembleare Movimento 5 Stelle Emilia-Romagna












Saluto Giovanni Favia e tutti i ragazzi attivi nel movimento.
Qualche post indietro ho negato l’esistenza di una speranza in questo immenso mare di merda.
Per fortuna voi mi contraddite,,, con i fatti.
Se vi sparano alle spalle, significa che vi temono di fronte.
Buon lavoro.
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