Il contributo di Italia Nostra al futuro di Fidenza, a cominciare dal Psc

Pubblicato da Redazione il 27 luglio 2010 in Fidenza, Speculazione edilizia, Urbanistica, Verde pubblico, Viabilità |

Le torri realizzate da Unieco sul piazzale della stazione di Fidenza.

Principi e metodo

Sollecitato dalle prossime scadenze in materia urbanistica, il presidio di Fidenza di Italia Nostra si è riunito per valutare il percorso e il dibattito che porteranno alla stesura dei nuovi strumenti di programmazione urbanistica e alla definizione del Piano di sviluppo comunale (Psc).

Il Psc non è un esercizio di calligrafia urbanistica ma la progettazione della città in cui vivremo e che lasceremo in eredità ai nostri figli e ai figli dei figli. Perciò sono da definirsi con estrema cura i principi e i criteri alla base di questa cruciale svolta.

Oltre alla preservazione dell’identità storico-urbanistica e alla valorizzazione della città, Italia Nostra intende battersi per l’inviolabilità ambientale ed estetica del paesaggio comunale. Da questi due capisaldi della propria azione discende tutto il resto.

Quanto al metodo, riteniamo che le scelte dell’amministrazione debbano essere improntate il più possibile alla partecipazione, cioè condivise dai cittadini.

Dopo i surrogati di partecipazione cui abbiamo assistito negli ultimi anni, è più che mai necessario un segnale di rottura con il passato. Ossia che le decisioni inerenti il Psc non siano prese nel chiuso degli uffici o in modo tale da dare adito a dubbi e sospetti su una possibile intrusione degli affari privati nella politica, la quale deve invece tutelare gli interessi di tutti.

La partecipazione, sia chiaro, non si persegue allargando la rosa dei partiti attorno al tavolo delle consultazioni e presentando scelte irrevocabili ad assemblee pubbliche senza potere, ma sollecitando a collaborare, già nella fase progettuale, tutte le rappresentanze della società civile.

Il primo requisito della collaborazione tra amministratori e amministrati è la trasparenza e comprensibilità linguistica.  Non si possono esaminare documenti e non può esservi dialogo se il linguaggio dei tecnici e degli addetti ai lavori domina e occulta la lingua comune. Tutto quanto attiene alle scelte del Psc va detto e scritto in una lingua italiana accessibile a tutti e con il ricorso a strumenti e tecniche quali la grafica, la fotografia, simulazioni al computer, plastici e rendering in grado di divulgare il futuro assetto urbanistico di Fidenza.

Auspichiamo che tale preoccupazione possa essere fatta propria dagli stessi organi d’informazione con la traduzione dei tecnicismi in un linguaggio comprensibile.

Obiettivi prioritari

La condizione preliminare di ogni scelta è il censimento di tutto il patrimonio edilizio esistente o in corso di realizzazione, o comunque già approvato in base agli strumenti urbanistici precedenti, sia residenziale, sia produttivo. Solo sulla base di questo «inventario» si potrà stabilire se esista una reale necessità, e in quali termini, di classificare nuove aree. Fermo restando, come previsto dall’articolo 2 della legge regionale 20 del 2000, che il  consumo di nuovo territorio è giustificato solo se non vi siano soluzioni alternative come il cambio d’uso di aree già edificate e la loro riorganizzazione.

Riassumendo, tra gli obiettivi ritenuti prioritari, Italia Nostra indica i seguenti.

1. Definizione della percentuale di suolo edificabile o riutilizzabile nelle aree già edificate.

2. Introduzione, sulla falsariga di altri Paesi come Germania e Olanda, del principio del riequilibrio ecologico preventivo. In altre parole, ogni suolo edificato deve essere compensato a priori da interventi ecologici su aree fornite dagli stessi soggetti attuatori.

3. Realizzazione e organizzazione di aree produttive ecologicamente attrezzate.

4.  Incoraggiamento dell’innovazione tecnologica nell’edilizia, oltre che nei settori industriali e di servizio a essa collegati.

5. Incentivazione dell’edilizia nelle aree industriali dismesse.

6. Salvaguardia dell’integrità dei terreni agricoli e delle colture su di essi praticate, sia in prossimità dell’abitato che in tutto il territorio comunale.

7. Difesa e sviluppo del verde urbano e periurbano, tutela e ripristino degli ecosistemi, promozione della biodiversità, sia per il valore in sé, sia per rendere meno traumatico e più armonioso il passaggio tra la città propriamente detta e la campagna.

8. Stimolazione della pluralità creativa con il sostegno ai giovani progettisti attraverso la prassi e l’incentivo dei concorsi.

Le idee e le proposte di Italia Nostra non si esauriscono nei punti sopra elencati, i quali costituiscono solo un esempio del contributo concreto che l’associazione mette a disposizione di Fidenza e del suo futuro.

Italia Nostra si impegna fin da ora a fare la propria parte nei modi e nei tempi previsti dalle leggi, dai regolamenti comunali e dalla buona volontà della società politica.

Italia Nostra
Presidio di Fidenza

Un’altra operazione Unieco: l’outlet Fidenza Village.

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4 Commenti

  • avatar Joseph scrive:

    Forse è il caso che partiate prima, per non arrivare tardi come è capitato con l’intervento della Stazione . E’ avvenuto al completamento della struttura: tredicesimo e quattordicesimo piano. SIC!!!
    A giorni, sarà discusso in Consiglio il fotovoltaico a “terra” quindi PERFETTAMENTE IN TEMA. Cosa pensate in merito??? Chi in Consiglio porta avanti il Vostro pensiero???
    Entro giovedì prossimo ! Grazie

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  • avatar Ivano Sartori scrive:

    Nessuno «porta avanti il nostro pensiero in consiglio comunale». Nessuno che ci rappresenti nel parlamentino civico e nessuno mai dovrà esservi. La politica è una cosa, la difesa, protezione, tutela e valorizzazione del patrimonio storico, artistico e monumentale del nostro territorio è tutt’altra. Se può accadere che gli interessi di certa politica e di Italia Nostra coincidano è solo perché la prima cerca di sfruttare la seconda a proprio beneficio, ma senza il consenso e la complicità di quest’ultima. Lo sfruttamento unilaterale non è mai da escludersi, ma vigileremo per impedire tresche e malintesi.
    Se gli interessi rappresentati da Italia Nostra dovessero abbisognare di un cavallo di Troia nell’aula consiliare o addirittura in giunta, questi interessi sarebbero già sconfitti in partenza. Per noi, stare con una parte oppure con un esponente di una parte o dell’altra significherebbe dover pagare pedaggio. I favori politici prima o poi si pagano.
    I politici fanno politica o per ideologia o per interessi personali o per i due scopi insieme, mentre non esistono un’ideologia di Italia Nostra o business dei suoi soci. In altre parole, la nostra ragione di esistere è dettata solo dalla gratuità dell’azione. Non possiamo essere comprati né venduti. Non abbiamo intenzione di chiudere occhi, tapparci la bocca, guardare altrove mentre viene approvata una variante rovinosa o viene tirato su un edificio inutile e oltraggioso per l’immagine della città. Non barattiamo un vincolo con una pacca sulle spalle. Gli scambi di favori, in uso nel mondo della politica, non possono coinvolgerci. Se no, tanto sarebbe valso che ci fossimo iscritti a uno dei partiti e partitini che usano il bene pubblico per dare l’assalto ai seggioloni del potere e restarci costi quel che costi. Ma queste sono solo parole. Lasciamo che siano i fatti a parlare e i cittadini a giudicarci. Nei prossimi mesi, nei prossimi anni. Sì, stavolta cercheremo di muoverci prima del disastro. Attorno al tavolo del Psc vogliamo esserci anche noi e non certo per cooptazione o benevola concessione del sindaco o di qualche suo delegato. Sarà Italia Nostra, in piena autonomia, a decidere chi.
    Ivano Sartori
    Iscritto a Italia Nostra

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  • avatar carlo fetonti scrive:

    Ad integrazione di quanto scritto da Ivano Sartori voglio spiegare perchè anch’io ho deciso d’inscrivermi ad Italia Nostra.E’ indispensabile per la stesura del P.S.C (piano strutturale comunale) una istituzione che a prescindere da interessi di di bottega, di partiti e di necessità cogenti (obbligate) di finanziamento delle amministrazioni, guardi alla salvaguardia di Fidenza e del suo territorio.Fidenza è una città ricca anche se la ricchezza è distribuita non in modo “Costituzionale” basta leggere i rapporti della Guardia di Finanza ed le anche recentissime dichiarazioni, anche se tardive, del Ministro del Tesoro.Abbiamo consumato il territorio della Pianura Padana oltre ogni limite della ragione e della sopportazione,Quindi Fidenza non ha bisogno di svendere ne i suoi giojelli ne il suo territorio chè è un bene per definizione finito nel senso anche che non c’è n’è più.Vogliamo amministrazioni che non vedano nella partecipazione un obbligo formale da adempiere magari con qualche fastidio o diffidenza,poichè la pluralità delle proposte mette in difficoltà la decisionalità,ma lo strumento che permetta assieme(un concetto che va oltre i partiti) di fermare il processo in atto.E tanto per dare un’indicazione faccio riferimento ad un Sindaco ,Domenico Finiguerra, che ha fatto di Cassinetta di Lugagnano (MI) ,il suo comune, attraverso la partecipazione “Il paese che ha scelto di non crescere più”.Italia Nostra quindi come strumento che vuole partecipare e promuovere la partecipazione, pertanto tengo a precisare che io ho detto il mio pensiero,ma sia chiaro che l’Associazione è aperta a tutte le idee che devono confrontarsi liberamente. Cosa che non può avvenire,tanto per far notare una differenza,al momento attuale in una assemblea dei partiti. Quindi invito quei pochi,per ora, rimasti nella calura estiva ad iscriversi e ad aderire per vincere questa sfida.Più ci siamo e meglio è, per eserci e fare il possibile.Credo che sia chiaro che non basta solo criticare o lamentarsi a posteriori.Come ultimo, rilievo che io non sono certamente un esperto d’urbanistica o di piani regolatori percui la prima funzione di Italia Nostra, lo ricordava giustamente I.S. nel comunicato, deve essere quello di tradurre i tecnicismi spesso inutili della materia in termini comprensivi per tutti.Sappiamo per esperienza che la prima forma di controllo del potere sta nella parola ecco perchè il potere parla troppo spesso difficile.

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  • avatar Siegfried scrive:

    M Tedeschi il fautore degli scempi!
    Se mi fosse concesso un ” ecoterrorist*”
    censuratemi ma tanto è tutto in bella mostra da vedere|
    Nota per l’Editore grazie perchè mi sopporti!
    La censura per me è un’ancora di salvezza!

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