Lo spettacolo dei burattini nell’aula del consiglio comunale
La vignetta che non è piaciuta a Mario Cantini.
di Giovanna Galli
Quello di lunedì 19 luglio doveva essere un consiglio comunale lampo con un solo punto all’ordine del giorno: la sostituzione del consigliere della Lega Nord Roberto Maccagnoni dimessosi alcuni giorni prima. Le cause delle dimissioni sono state attribuite a motivi di lavoro ma i più informati riferiscono di incomprensioni con i dirigenti locali del partito.
Al suo posto è subentrato Andrea Barbieri, primo dei non eletti nella lista della Lega.
All’inizio, come al solito, è stato dato spazio alle comunicazioni del sindaco e della presidente del consiglio Francesca Gambarini che ha iniziato chiedendo un minuto di silenzio per ricordare l’anniversario della strage mafiosa di via D’Amelio in cui morirono il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta.
Il sindaco Mario Cantini ha commemorato l’architetto Franco Pattini scomparso di recente e a lui si sono associati Enrico Montanari, Giuseppe Cerri e Vittorio Cavalli.
Il sindaco ha poi informato che la ditta Bormioli Rocco ha sottoscritto l’accordo ed è pertanto finito lo stato di agitazione. Notizia già nota perché riportata dalla stampa locale .
Sempre dal sindaco abbiamo appreso che il Tour de France è partito proprio da Sisteron, la cittadina francese gemellata con Fidenza e a portare i nostri saluti là c’era il consigliere Vittorio Cavalli. Era proprio necessaria questa trasferta diplomatica e quanto è costata alla comunità?
Il sindaco ha infine informato che dall’Azienda dei servizi alla persona si è dimesso Tommaso Antonio Lombardi, «uno che», ha detto con enfasi, «aveva dato l’anima per la Casa protetta».
A questo punto la seduta avrebbe potuto essere tranquillamente chiusa se non fosse che il capogruppo del Pd Enrico Montanari ha chiesto di discutere la manovra economica del governo e la Gambarini ha dato la sua disponibilità a farlo. Il documento era già stato presentato nell’ultimo consiglio comunale ma era stato ritirato in corso d’opera dallo stesso Pd che ufficialmente voleva offrire più spazio alle interrogazioni, ma in realtà voleva vedere come si sarebbero concluse le consultazioni Stato – Regioni.
Prima di procedere alla discussione il regolamento prevede che i consiglieri si esprimano favorevolmente. A questo punto i rappresentanti della maggioranza hanno offerto uno spettacolo degno del teatro dell’assurdo.
Angelo Bernazzoli (capogruppo Pdl) si è detto non disponibile perchè a suo parere il documento era illegittimo in quanto presentato fuori tempo massimo. Poi ha aggiunto: «Eravamo preparati a discuterlo la volta precedente e per oggi non abbiamo avuto il tempo per riguardarlo». Affermazione alquanto discutibile in quanto se erano pronti 15 giorni prima ragionevolmente dovevano esserlo anche in quel momento. Si sono allineati Alessandra Toscani (Lega Nord) e Vittorio Cavalli (Lista Cantini).
Francesca Ambroggi (Pdl) si è lamentata del fatto che i consiglieri non erano nemmeno stati informati in precedenza, mentre Daniele Aiello (Pdl e aderente al gruppo Liberamente Liberale fondato insieme a Carduccio Parizzi) ha annunciato che nel caso si fosse dato l’avvio alla discussione sarebbe uscito dall’aula per protesta.
Enrico Montanari ha sottolineato l’importanza del documento diventato di grande attualità in quanto già approvato dal Senato e prossimo alla presentazione alla Camera.
Giuseppe Cerri (opposizione, indipendente) ha criticato il comportamento della maggioranza: «Dire che non si è preparati quando lo si era per il consiglio precedente è fuorviante, io ero disponibile a parlarne già la volta scorsa».
La Gambarini era visibilmente contrariata in quanto veniva clamorosamente sconfessata dai suoi che non avevano nessuna intenzione di avallare la sua scelta. Che, messa ai voti, è però inaspettatamente passata dimostrando come, a onta delle esternazioni, in questo partito ci si adegui alla volontà del capo e di chi lo rappresenta. Solo Bernazzoli e Aiello sono rimasti coerentemente sulle loro posizioni votando contro.
A questo punto si è assistito ad un certo caos in aula. La Gambarini è uscita in tutta fretta dall’aula e ha radunato i tre capigruppo dei partiti di maggioranza. Li avrà sgridati? Li avrà interrogati? Non ci è dato saperlo perché il colloquio si è svolto in luogo appartato, al riparo da orecchie e occhi indiscreti.
Alla fine della seduta la Gambarini ha minimizzato l’episodio ma sono in molti quelli che hanno pensato ad un gesto di protesta nei confronti di una presidente del consiglio un po’ troppo determinata, soprattutto nel suo ruolo di coordinatrice del Pdl.
La discussione vera e propria non c’è comunque stata. I consiglieri dell’opposizione sono intervenuti, mentre quelli della maggioranza hanno fatto scena muta limitandosi a votare contro alla fine.
Davide Malvisi (Pd), nel suo lungo e circostanziato intervento, ha più volte invitato i colleghi di maggioranza a superare gli steccati di partito e a votare secondo coscienza contro un provvedimento che metterà di certo in ginocchio il comune, la provincia e la regione. Tagli drastici saranno applicati alla scuola, all’assistenza agli anziani, agli enti di ricerca. Le penalizzazioni più forti riguarderanno il pubblico impiego.
Molto interessante anche l’intervento di Giuseppe Cerri che ha ricordato l’intervento di Berlusconi all’assemblea degli artigiani, durante la quale ha accusato la Costituzione di essere un vincolo che non gli consentirebbe di operare innovazioni. «Si continua a parlare di riduzione fiscale», ha aggiunto Cerri, «e oggi scopriamo di essere al quinto posto nell’ Europa dei 27 per la pressione fiscale, ritornata dopo 13 anni a oltre il 43 % del Pil».
Sono poi intervenuti anche i consiglieri del Pd Rita Sartori, Roberto Bacchini e Luigi Toscani che hanno presentato la cosa da diversi punti di vista.
La maggioranza ha ascoltato senza fiatare. Non una dichiarazione, non un commento. La tattica è stata quella di mostrare la più totale indifferenza alle richieste dell’opposizione di superare le divisioni politiche e di votare secondo coscienza.
Il sindaco è parso per tutto il tempo piuttosto indispettito. In più occasioni ha vistosamente aperto il giornale del Pd locale, «Democraticamente», per mostrare al pubblico, evidenziata in giallo, la prima pagina con la vignetta che lo raffigura come burattino azionato dal Luigi Giuseppe Villani.
A differenza di tante altre istituzioni amministrate anche dal centro destra, il comune di Fidenza ha deciso che le scelte operate dal governo e che porteranno tanti problemi nella gestione della sanità e dei servizi sociali vanno bene. Vedremo cosa succederà nel 2011, quando saranno costretti a tassare i cittadini per garantire i servizi.
Alla fine, con questo comportamento, il sindaco Cantini ha dimostrato che la vignetta ha più che mai colto nel segno. Alla faccia di qualunque lista civica, il nostro comune è gestito politicamente e il burattinaio della sua politica è proprio il Pdl, capitanato dal segretario provinciale Luigi Giuseppe Villani e dal coordinatore nazionale Maurizio Lupi.
SOTTO TIRO

CREDENZE POPOLARI
Nei centri commerciali,
i consumatori credono
di risparmiare.
In democrazia, gli elettori credono di contare.
QUELLO CHE NON HA GIULIANO
«Può darsi che Saviano sia banale e scriva male, ma se non piace
a Giuliano Ferrara qualcosa
di buono ce l’avrà». (Lia Celi)
SIRENE E CENTAURE NELLA GIUNTA BERNAZZOLI
«Giunta con metà donne», titola la Gazzetta di Parma, per significare che Bernazzoli vuole riservare il 50 per cento del suo esecutivo alle assessore. Ma detto così sembra che voglia amministratrici metà carne e metà pesce, metà umane e metà giumente. Strafalcione o lapsus?
MONTI LEI
Vista la situazione, è normale che la rabbia Monti. (Mario Mantovani)
ULTIMA CHIAMATA PER I PARTITITemo che i partiti italiani non abbiano capito il senso e lo scopo della formula adottata dal presidente della Repubblica dopo le dimissioni del governo Berlusconi. Mario Monti e i suoi tecnici avrebbero dovuto restaurare la credibilità finanziaria dell'Italia, riformare il mercato del lavoro, creare le condizioni per una economia più libera e competitiva. I partiti avrebbero dovuto assecondare il governo ma dedicarsi contemporaneamente ad altri compiti che non possono essere, in una democrazia, «tecnici». Avrebbero dovuto modificare la legge elettorale, ridurre il numero dei parlamentari, rompere l'incantesimo del bicameralismo perfetto, dare a se stessi uno statuto giuridico corrispondente alle loro responsabilità, dare al Paese un esempio di rigore finanziario riducendo drasticamente il denaro pubblico di cui si sono spensieratamente serviti dopo un referendum che diceva chiaramente quale fosse, a questo proposito, il pensiero del Paese. Ebbene, nulla di ciò che avevamo il diritto di attenderci in materia di riforme istituzionali è stato fatto. È questa una delle ragioni del malumore del Paese, che soffre la crisi e sopporta il peso delle tasse, e del successo di Grillo. Se i partiti vogliono rimediare, il tempo stringe e la porta attraverso la quale dovranno passare per avviare il cantiere delle riforme non resterà aperta più di tre o quattro settimane. Una riforma costituzionale richiede, infatti, una doppia lettura fra Camera e Senato e mancano dieci mesi alla fine della legislatura. Se non ne approfitteranno, il prossimo voto sarà peggio dell'ultimo. (Sergio Romano, Corriere della Sera, 10 maggio 2012)
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Questo era l’articolo che doveva scrivere sul giornale del PD, non quella 4 banalità che avete proposto 4 volte. L’unica parte politica del giornalino è proprio la vignetta, tutto il resto fuffa.
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Ormai manca anche la fantasia ai vignettisti, l’immagine è applicabile, come ben sapete, a troppi personaggi politici o parapolitici, basta cambiare i volti.
Per il resto cronaca apprezzabile anche se di parte, meglio comunque guardare il filmato, le vignette poi vengono da sole.
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Ancora una volta ci risiamo e vengo, neanche tanto tra le righe, accusata di essere di parte. Ne prendo atto ma siccome quando scrivo voglio sforzarmi di essere il più sincero possibile non ti nascondo che un po’ mi infastidisce questa critica che ritengo in parte ingiusta.
Tu poi fai un’affermazione che, questa sì mi sembra di parte perchè mistifica la realtà. Suggerisci che comunque è sempre meglio vedersi il video della diretta. Lì, come ho già detto altre volte non c’è l’esatta percezione di quello che è successo in aula. Si ha solo l’opportunità di sentire l’intervento di colui che parla in quel momento ma non si vede nient’altro. Non si sentono i commenti in aula, le battute dei consiglieri, gli spostamenti, gli sguardi, le segnalazioni che si fanno .. Insomma non si respira quel clima d’aula che fa la differenza. Che il sindaco esibisca il giornalino del Pd lo si vede bene nel primo fotogramma ma l’ha fatto ripetutamente altre volte.
Ci tengo a precisare che non ero tra i sostenitori della vignetta, non tanto per il contenuto ma perchè non amo l’ironia e ancora meno il sarcasmo. Ritengo però che il consiglio abbia in quell’occasione dato l’ennesima prova di essere condizionato pesantemente dal Pdl e che quindi ha dato ragione a chi ha pensato alla vignetta. Dire questo è essere di parte?
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Martedì mattina,ore 10, sono stato ricevuto,su mia richiesta, dal Sindaco Cantini in relazione ad un documento-lettera consegnato ( e protocollato) al Sindaco stesso,ai Consiglieri Comunali (19 lettere) ed all’assessore alla Cultura Gallegari.Di questo documento d’accordo con la redazione discuteremo in autunno (a meno che qualcuno voglia cominciare prima) dopo il caldo e dopo le ferie ,quando la politica riprenderà a pieni giri.Sull’argomento il Sindaco non ha fatto obiezioni e si è dichiarato in sostanza d’accordo.Quando conoscerete l’argomento trattato e la proposta che viena fatta capirete che Il Sindaco ha dimostrato una indipendenza politica dai partiti di cui gli devo dare atto e testimonianza.Vedremo poi l’indipendenza dei Consiglieri Comunali cui ho chiesto una risposta personale visto che nalla vita la responsabilità è sempre personale e ciascuno può rispondere solo di se stesso cosa, che non può avvenire nei partiti liberamente,pena la spaccatura dei partiti o della maggioranza di governo..A Giovanna voglio chiedere,per ora, solo se è a conoscenza del documento da parte del partito, non ovviamente perchè è stato spedito a Nave Corsara. Del resto ripeto discuteremo più avanti.
Grazie
Per quato riguarda la vignetta concordo con Ambrogio.
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Aggiungo un commento all’invito di Davide Malvisi alla Maggioranza a votare secondo coscienza.Quindi Malvisi riconosce che in partitocrazia il voto non è libero ma di gruppo .IL voto di coscienza è il voto che un membro dell’assemblea può rivendicare solo su certi argomenti sugli altri deve rispettare la disciplina di partito,soprattutto se è maggioranza.Ma è democrazia un sistema in cui uno deve votare come gli dicono i capi di partito per cui a decidere è la maggioranza della magioranza che ovviamente a livello d’assemble è sempre una minoranza? Vi ricordate la Callegari che,nella precedente legislatura, fu espulsa dal partito perche aveva votato secondo coscienza? Lasciando stare quella barzelletta (tragica per l’Italia) che è il voto di fiducia non sulla persona ma su fatti della politica,vorrei far notare che con il voto di coscienza applicato sempre,l’assemblea può sempre andare in paralisi ,cioè non riuscire a decidere niente.Ma possiamo definire democrazia un sistema che non è capace di decidere? I casi sono due o non esiste la democrazia o l’assemblea dei partiti non è un’asemblea di democrazia. Vorrei ricordare,inoltre che se si applica sempre il voto di coscienza i partiti spariscono dall’assemblea.Non sarà che Davide Malvisi ha lanciato quella proposta sull’onda della lettera che ho spedito ai Consiglieri comunali? Attendiamo risposte….
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«Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non t’accorgi della trave che è nel tuo?»
Quando è stata rigettata la candidatura di Paolo Antonini chi era il burattinaio??? E quanti burattini c’erano???
Vi rendete conto di che genere di opposizione state facendo???
Sembrate dei bambini arrabbiati e isterici.
Alla gente comune, che ha ancora voglia e fegato di andare a votare (nel senso che con un bel pò di pelo sullo stomaco una croce da qualche parte forse la si può riuscire a mettere), non gliene frega niente delle tre stupidate scritte sul giornalino. E neppure degli sguardi e delle sensazioni che girano in aula. La gente vuole risposte concrete, opere concrete, impegno concreto. Sia dalla maggioranza a ancora di più dalla minoranza. E per favore, basta citazioni in latino nei consigli. Tralasciando la mia opinione personale su quello che reputo un fatto di pure esibizionismo, segnalo che buona parte dei cittadini il latino non lo conosce.
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Eh sì, putroppo troppa gente non conosce il latino, ma non tanto e non solo la lingua, ma tutta il vasto patrimoio di cultura che le sta dietro; sono stati proprio i compagni dell’allora PCI che hannpo voluto bandire lo studio del latino dalla nuova Scuola Media unificata, parchè a l’era la lèngua d’la scòla d’i siùr; gli effetti, da allora, sono chiaramente visibili.
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Non entro nel merito del latino perchè è una questione di cui non mi interesso ma entro subito nella sostanza. Quando ho scritto il mio pezzo sulla seduta del Consiglio comunale ho fatto una cronaca di quello a cui ho assistito in aula come faccio da più di sei anni a questa parte sul sito di Navecorsara. Ho dato la mia lettura come d’altra parte ho sempre fatto. Ho criticato un comportamento come ho sempre fatto anche quando al governo della città c’erano gli altri. Chi mi ha seguito negli anni sa dei miei interventi e delle mie feroci critiche ai vari assessori compresi Antonini e Massari . In tutto questo non c’è mai stato nulla di personale ma solo giudizi sulle scelte. La stessa cosa è avvenuta adesso: una lista eletta come civica, che di fronte ad una manovra fiscale a cui si sta ribellando perfino il governatore della Lombardia Formigoni ho assistito ad una scena che, ribadisco, dal mio punto di vista si è rivelata triste (e non aggiungo altro): la maggioranza non ha fatto alcun intervento e si è limitata a votare contro. Ben di altro stile si è mostrato Giuseppe Cerri, capo di una lista civica. Ha precisato che della manovra era disponibile a parlarne anche nella seduta precedente ma non si è sottratto ad esprimere comunque il suo pensiero. Le altre considerazioni su quello che la gente pensa “delle tre stupidate scritte sul giornalino” o del clima d’aula non rispondo perchè io credo nel dovere dell’informazione e siamo quindi su posizioni diametralmente opposte.
Mi permetta infine un commento sulla sua dichiarazione “La gente vuole risposte concrete, opere concrete, impegno concreto. Sia dalla maggioranza a ancora di più dalla minoranza”. La maggioranza in consiglio,benchè siano solo 177 i voti di differenza tra le due coalizioni, ha il potere assoluto. Mi spiega quali dovrebbero essere “le opere concrete” che la minoranza può fare?
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A Giovanna,quando ti sarà passata l’arrabbiatura,tra l’altro sul blog non ho trovato la critica sulle cose concrete,perchè non provate, maggioranza e opposizione, a rispondere alle mie domande.Credo che questo sia una cosa concreta e non in latino.Grazie
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Signora Galli,
le riporto alcune definizioni di “opera”.
- azione, attività che produce un effetto;
- prodotto di attività, intellettuale, artistica e sim.
Mi sembra che di opere concrete seppur in minoranza se ne possano fare.
Se lo preferisce parliamo pure di “opposizione costruttiva”.
Opposizione con idee e contenuti, che svegli o risvegli le menti, che dia fiducia ai cittadini. Dare soprattutto a noi cittadini la sensazione che il quella benedetta aula si affrontano problemi reali. Non certo quelli che si sono sentiti ultimamente (vedi suonerie dei cellulari, anche se ho ancora la speranza che non sia vero).
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Ho trovato chi ha parlato delle “opere concrete”.E’ Giovanni che io ho scambiato, con gli occhiali che devo cambiare,per Giovanna.Chiarito l’equivoco ,però le domande rimangono in attesa di risposte.Grazie
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