Per la Chiesa di Roma la donna sacerdote è peggio del prete pedofilo
Benedetto XVI passa all’azione contro i preti pedofili.
di Walter Peruzzi
Il 15 luglio è stato reso pubblico il nuovo documento della Congregazione della dottrina della fede approvato da Benedetto XVI il 21 maggio scorso.
Si tratta di una riscrittura del documento Delicta graviora del 2001, che sottraeva di fatto i preti pedofili al giudizio delle leggi civili. Questa «notiziona» salutata dai media come «svolta» nella lotta alla pedofilia è servita a far quasi ignorare la vera novità del documento, cioè l’inserimento fra i «delitti gravissimi» contro la fede, che comportano la scomunica automatica, della consacrazione sacerdotale di una donna…
Il Vaticano sempre contro le donne
«Perché infilare in questo testo (art. 5)», si chiede in un comunicato il coordinatore nazionale di Noi siamo Chiesa, «la scomunica latae sententiae a chi procede alla “sacra ordinazione di una donna” (e naturalmente per la donna che la riceve)? Mi sembra una posizione difensiva ed anche arrogante. Sembra scritta solo per essere revocata tra qualche anno»
Se tale posizione sarà revocata fra qualche anno non lo so e che sia arrogante è indubbio. Non mi pare però frutto di una coincidenza o di un caso che la Chiesa, mentre è costretta dall’indignazione generale a mostrare il pugno duro contro i preti maschi, aggravi le pene contro le donne che pretenderebbero di «elevarsi» alla loro altezza mettendole di fatto sullo stesso piano di un prete pedofilo!
La cosa ha piuttosto il suono di un duro avvertimento a non toccare il potere maschile anche se oggi piuttosto vacillante. Ricordatevi, sembra voler dire Benedetto XVI, che benché indegnissimo pedofilo, il prete “è per sempre” (come i diamanti della pubblicità), mentre la donna dal sacerdozio è per sempre esclusa, a conferma di quanto detto nel 1995 proprio dalla Congregazione della dottrina della fede, allora presieduta da Ratzinger. La dichiarazione, approvata da Giovanni Paolo II e che si autodefiniva «infallibile» (lo ricordino i cattolici riformatori un po’ distratti), diceva: «Dubbio: Se la dottrina, secondo la quale la chiesa non ha la facoltà di conferire l’ordinazione sacerdotale alle donne, proposta nella lettera apostolica Ordinatio sacerdotalis come da tenersi in modo definitivo, sia da considerarsi appartenente al deposito della fede.
«Risposta: Affermativa. Questa dottrina esige un assenso definitivo poiché, fondata nella parola di Dio scritta e costantemente conservata e applicata nella tradizione della chiesa fin dall’inizio, è stata proposta infallibilmente dal magistero ordinario e universale». [miei i corsivi].
Divieto di accesso al sacerdozio femminile.
E la lotta alla pedofilia?
Forse per questo stesso motivo, cioè per un invincibile rispetto verso uno della propria «casta», anche lo sbandierato «giro di vite» e la proclamata «svolta» nella lotta senza tregua alla pedofilia non sono poi tali, non tanto per quanto riguarda le pene «interne» canoniche ma per quanto riguarda il punto sempre in passato dolente, ossia la denuncia alle autorità civili.
Pare dubitarne anche Noi siamo Chiesa che, nel documento sopra citato, osserva: «Ma la grave debolezza strutturale del testo è data ancora una volta dal problema del rapporto con la giurisdizione civile. Incredibili dictu nulla si dice nel nuovo documento, nonostante i mesi caldissimi su questa tematica. C’è solo una dichiarazione del padre Lombardi – a mio giudizio molto sulla difensiva – che giustifica questa assenza perché si tratta di norme canoniche in sé complete e distinte da quelle degli Stati. Ma è appunto questa separatezza la causa principale dell’ormai ben conosciuto sistema di privilegio per il clero e di abbandono della tutela delle vittime! Lombardi poi si rifà alla Guida alla comprensione delle procedure di base della CDF riguardo alle accuse di abusi sessuali. Questo testo invita a rivolgersi alla giustizia civile ma, come abbiamo già osservato ampiamente a suo tempo, è uno scritto senza data, senza firma, comparso in lingua inglese in modo improvvido e improvviso il 10 aprile sul sito Internet del Vaticano; esso è stato scritto affrettatamente nei giorni precedenti ma attribuito, in modo indifendibile, a una data precedente (2003). Che autorità puoi mai avere questa Guida? Perché la CDF e il Papa non hanno formalizzato quanto timidamente hanno, a volte, detto, o fatto capire, in questi mesi?
Quindi il nostro sconcerto permane, anche perché ci aspettavamo una presa di posizione inequivocabile. In Curia si aspetta solo che la bufera passi, per continuare poi quasi come prima?
«Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi», diceva Tancredi ne Il Gattopardo. Anche sotto la «svolta» e il «giro di vite» di questi giorni potrebbe esserci questa filosofia non nuova, e molto gradita alle classi dirigenti italiane e alla Chiesa di Roma.













sono sempre piu’ convinto che si dovrebbe trasferire il vaticano in groenlandia!
il sacerdozio femminile è “cosa” del vaticano e della chiesa cattolica, ovviamente liberissimi tutti di essere contrari e di criticare la scelta della chiesa, non altrettanto liberi IMHO di pretendere che la chiesa cambi idea. così è, come “così è” il voto di castità per i sacerdoti, come così è la ss trinità e “tutto questo genere di cose” (cit.). quello che mi piacerebbe è che facesse altrettanto la chiesa cattolica per le cose che riguardano lo stato italiano.
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…Il Nome della Rosa…
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Io, Achab, direi piuttosto: Il Nome della Cosa. Cioè di quella cosina là che ossessiona e tormenta tutto il mondo laico e non, da milioni di anni, in modo bi-partisan; da non leggere bai-partisan, come fanno 9 su 10 cosiddetti -ed autodefinitisi tali- giornalisti dei varii TG, che pronunciano all’inglese qualsiasi parola nuova che gli capiti a tiro d’occhi. E’ il modo più vile cui si riduce una donna, quasi colpevolizzandola per il fatto di possedere organi di riproduzione, interni ed esterni, ed altri, atti al nutrimento del neonato. Secondo la dottrina cattolica vaticana, pare quasi che Iddio Creatore, al momento di pensare ed assemblare il fisico umano, ci abbia sadicamente fornito di certi ammenicoli, proibendone poi subito un libero utilizzo, se non per necessità cataboliche impellenti ed improrogabili, e poi nel matrimonio ed anche in quel caso solo se si è ben sicuri che ad essi segua la procreazione della prole.Il rifiuto assoluto ed il disprezzo, latente e malcelato, per la figura femminile, che si salva solo nella persona della Madonna, quale vergine e madre, ma non compagna di vita, e soprattutto di letto, di nessun uomo, vige nel mondo cattolico da secoli ed ha radici profonde e salde, specie nelle alte sfere gerarchiche clericali. Un prete ed un cattolico fervido e fervente non riusciranno mai, inquadrati da martellante opera di propaganda seminarile e di pulpito, a vedere in una donna altro di più che non una femmina, peccatrice e fonte di peccato. Quello della fornicazione è l’unica trasgressione da condannare severamente, nell’elenco del Decalogo, sono tutti e solo atti impuri. Tali non sono invece tutte le altre forme delittuose; puoi ammazzare e rubare in tutti i modi che vuoi, peccare secondo modalità multiformi a tua scelta, ti verrà impartita una bella assoluzione a mo’ di spugnetta Panno Magico; ma fare sesso, da solo od in compagnia, omo, bisex od etero non importa, ah, quello mai! Quello che operano i preti pedofili, poi, sono solo lezioni di vita, da inculcare nei giovani, anzi, giovanissimi, in modo profondo e penetrante, indelebile ed indimenticabile.
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“Io, Achab, direi piuttosto: Il Nome della Cosa”
…Beh!…caro FB…le frasi finali del film…si riferiscono proprio a quella bella signora…di cui non si seppe mai il nome…
“la figura femminile, che si salva solo nella persona della Madonna, quale vergine”
..La verginità della Madonna è stata sancita, come ben saprai, nel Concilio di Nicea..
..Non è una novità che la “Struttura Gerarchica” della Santa Chiesa Apostolica Romana abbia sempre annusato “odor di zolfo” nel corpo femmineo.
….Quante “vaccate”, genocidi, stragi, massacri sono stati fatti in ” Nome di Dio”?.In nome di Dio si sono azzerate intere culture, intere nazioni sono state rase al suolo, intere razze sterminate…..
Mah?
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scusate posso pubblicizzare un blog di satira ecclesiastico politico? si chiama Pontisex.org è la parodia di Pontifex.roma
Grazie
http://pontisex.blogspot.com/
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A me mi piace molto quella cosa lì che bisogna copulare solo per procreare. Altrimenti commetti peccato (atti impuri). Quindi tre figli, tre copule. Se sei un sacerdote invece niente. Non sapendo se Gomorra è stato beatificato, ritengo che suo cugino frequenti la chiesa (così spesso ci raccontan le cronache).
Certamente con scarsi rischi di proliferare. Quindi con un peccato più contenuto.
Insomma, senza ipocrisie se vi è un fisiologicamente innaturale contenimento delle pulsioni e se la cecità non è dilagante negli ambienti ecclesiastici, allora lo sfogo naturale avviene in altro modo. Non posso pensare che altrimenti i seminaristi ventenni non abbiano segnali evidenti dai loro ormoni. Ma non sarebbe più meglio e rasserenante per i sacerdoti avere anch’essi una moglie seguendo le leggi della natura di tutti i mammiferi ?
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