Marlboro Country: fumate Philip Morris? Ecco chi confeziona le vostre sigarette

Pubblicato da Redazione il 18 luglio 2010 in Economia, Lavoro |

Bambini di kirghizi di dieci anni sfruttati da Philip Morris? Indirettamente sì, afferma l’associazione Human Rights Watch (HRW) in un rapporto pubblicato mercoledì scorso. Lavorando nelle fattorie del Kazakhstan, questi bambini coltivano e raccolgono il tabacco che sarà venduto ai fabbricanti di sigarette. La multinazionale proprietaria delle marche Marlboro e Chesterfield non può essere sollevata dalle sue responsabilità. Se il governo del Kazakhstan da un lato deve proteggere i lavoratori dell’industria del tabacco, dall’altro «Philip Morris ha un ruolo chiave per impedire gli abusi nella sua catena di approvvigionamento», spiega Jane Buchanan, autrice del rapporto per HRW. Nel corso della loro inchiesta, i membri dell’associazione hanno censito 72 bambini di età compresa tra i dieci e i diciassette anni al lavoro nei campi di tabacco.

Gli agricoltori kazakhi forniscono alla multinazionale 1500 tonnellate di tabacco l’anno per produrre una parte delle sigarette vendute in Russia e in altri Paesi dell’Europa orientale. Per far crescere tutte queste piante di tabacco occorre un grande uso di manodopera. Decine di migliaia di braccianti docili e poco cari forniti dal vicino Kirghizstan. Tra di loro, intere famiglie che vivono spesso in condizioni deplorevoli, alloggiate in luoghi insalubri dove sono immagazzinati fertilizzanti e altri prodotti tossici.

La malattia del tabacco verde

Le famiglie sono spesso obbligate a far lavorare i bambini per poter coltivare gli appezzamenti di terreno affidati loro dai proprietari. Un lavoro faticoso e pericoloso. I braccianti lavorano a mani nude assorbendo così grandi quantitativi di nicotina attraverso la pelle. I bambini,m a causa della loro gracile costituzione fisica, sono particolarmente sensibili a questo tipo di intossicazione che provoca stordimenti, vomito, mali di testa e debolezza muscolare. Tutti sintomi della cosiddetta «malattia del tabacco verde» poiché l’umidità delle foglie favorisce l’assorbimento del veleno vegetale. Basta un acquazzone per esporre in poche ore un lavoratore all’equivalente di nicotina contenuto in 36 sigarette, stima HRW.

Totalmente dipendenti dal loro datore di lavoro che li nutre e li alloggia, molti emigrati vivono in una condizione servile. La confisca dei passaporti e l’assenza totale di un contratto scritto  rafforzano ulteriormente la loro dipendenza. Certi proprietari esigono un sovrappiù di lavoro nella piantagione, servizi non remunerati (pulizie di casa, raccolta della legna per il riscaldamento, coltivazione di campi di cipolle o patate) oppure trattengono dalla paga le spese di vitto e alloggio. Un bracciante racconta così agli ispettori di HRW che sua sorella, suo marito e i loro due bambini si soino ritrovati a fine stagione indebitati con il loro datore di lavoro. Il quale li ha costretti a restare un anno in più per rimborsare ciò che gli dovevano.

Le pie intenzioni di Philip Morris

Informata di tutte queste pratiche nell’ottobre 2009,  la società Philip Morris le ha condannate. Ma tutte le promesse allora fatte – favorire l’accesso alle scuole dei figli degli emigrati, stilare un capitolato d’oneri a carico dei fornitori- non sono ancora state onorate, fa notare Jane Buchanan. Il giorno della pubblicazione del rapporto di HRW, Philip Morris ha emesso un comunicato nel quale riprende a sua volta gli impegni che si era assunta lo scorso anno con HRW assicurando che «gli obblighi contrattuali (con i fornitori) erano stati rinforzati». Senza aggiungere come. Mentre altre misure «sono in corso». I lavoratori kirghizi e i loro bambini aspettano.

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1 Commento

  • avatar Rosalba scrive:

    Ma lo stato in tutto questo che fa? perchè non attuano le leggi? .Ovvio che guadagnano, la mia è solo una provocazione, so come vanno ste cose. Mi chiedo però, chi lavora alla philip morris , i figli li ha? . Pensate un pò , i vostri figli mezzi nudi , con le costole uscite di fuori , che lavorano come schiavi per far fumare i popoli. Pensate voi, padroni della philip morris, sui vostri yacht coi vostri camerieri che vi puliscono anche il culo, mentre i bambini di altri (non di certo i vostri bambini viziati) lavorano affinché voi abbiate tutto ciò. Credete in Dio?.

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