Quell’infernale meccanismo che ci distruggerà

Pubblicato da Redazione il 16 luglio 2010 in Rassegna stampa, Riceviamo e Pubblichiamo |

La Terra vista dallo spazio, da un comodo cratere lunare, da una luna di Giove, nel suo divenire in questi ultimi cento anni, un fotogramma dopo l’altro, apparirebbe come un insieme di invasati in accelerazione. Un nido di formiche impazzite in corsa in ogni direzione dopo la distruzione del formicaio. Un fatto incomprensibile per un gioviano, ma anche per una qualunque persona dotata di buon senso.

Se un tempo le domande sul nostro destino erano: «Da dove veniamo? Che siamo? Dove andiamo?» (*), ora, nel tempo del Trasporto Obbligatorio di merci e esseri umani, la domanda è diventata unica: «Perché ci muoviamo?».

Il tempo e il denaro impiegato per gli spostamenti sono gli investimenti principali, ma anche i più rischiosi, delle nostre vite. Guidare l’auto è come partire per la guerra con la moglie che agita il fazzoletto sulla porta di casa. Un milione di morti ogni anno nel mondo. 120 mila in Europa. Siamo come un aereo in rotta per casa di Dio con il pilota automatico manovrato da petrolieri, fabbricanti di auto e banchieri. Non si vive più per lavorare, ma per trasportare. Il WTO ha creato un meccanismo infernale con merci che volano, navigano, viaggiano come ossesse intorno al pianeta. Il pomodoro cinese, il cesto messicano, il maiale belga, il gamberetto scozzese saranno i nuovi astronauti quando in futuro useranno immensi aerei cargo nella stratosfera per il loro trasporto.

Ci deve essere un motivo profondo, superiore a quello economico, per questa biblica autodistruzione in movimento, una fornace, un moloch moderno a cui sacrifichiamo la Terra e il nostro tempo. Un problema più da Sigmund Freud che da Adam Smith. Investiamo in strade e non in connettività. Le organizzazioni industriali hanno la stessa struttura dell’Ottocento. Il telelavoro attraverso la Rete è possibile da tempo, ma si rimanda sempre a domani. Internet è lavoro a chilometri zero. Le aziende che decentrano dovrebbero essere incentivate. Il teletrasporto non è più fantascienza, si possono costruire oggetti a distanza, direttamente nel salotto di casa. Internet è il nuovo trasporto, delle idee e non delle merci. Esiste un’alternativa al movimento, si chiama pensiero. www.beppegrillo.it

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4 Commenti

  • avatar davide scrive:

    Io non so usare il computer, posso tranquillamente autodefinirmi un emerito “analfabeta” dello strumento ma, non di meno, ne intuisco l’immane potenzialità.
    Mi domando e dico: con tutta la gente che lo usa quotidianamente, fornita contrariamente a me, delle necessarie cognizioni e competenze è mai possibile che nessuno s’incazzi come una belva nel vedere il “patrimonio” della connettività gettato alle ortiche come un bene insignificante.
    Un tesoro dal valore inestimabile lasciato nelle mani di associazioni per delinquere come la Telecom e altri banditi che, di fatto, lo tengono sepolto come un “talento” al fine di mantenerne il possesso e di evitarne al contempo la crescita.
    Da tempo ormai, potremmo tutti avere accesso alla rete, senza bisogno di tanti cavi né di “estorsioni” senza limiti che si risolvono in miliardi di pubblicità versati alle televisioni e ai giornali a fronte di una connettività da quarto mondo.
    Dove sono le teste pensanti?
    C’è proprio soltanto quel demente di Grillo che,,, continua a delirare…???
    Anche qui a Fidenza il comune pensa a fare strade e rotonde (palazzi e tunnel inutili), quando con la metà degli stessi soldi potrebbe mettere in sicurezza ed efficienza quelle che già ci sono, spostando l’attenzione verso una connettività all’avanguardia che ridurrebbe il traffico interno.
    Qualcuno ha sentito pronunciare una sillaba, sia dalla vecchia che dall’attuale amministrazione, in proposito di WiFi libero e gratuito?

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    • avatar claudio scrive:

      perfettamente daccordo, in più se si pensa che i costi impianto sono stati già tutti largamente ammortizzati, rimarrebbero solo le spese di manutenzione e quelle per il personale addetto.
      Pur aggiungendo, ovviamente, un certo profitto per le aziende, magari allargato poichè il settore è perennemente in movimento, pilotato (ma questo è un altro discorso, e necessitante di continui aggiornamenti, gli abbonamenti restano troppo cari e potrebbero benissimo almeno essere dimezzati.
      C’è poco da aspettarsi da un paese,ad esempio, dove ci sono molto più telefonini che esseri viventi, compreso neonati e animali domestici etc, e le tariffe, e questo è documentato, sono le più care di europa.

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  • avatar EMMECIBI scrive:

    veramente anche la banda wi fi si paga a chi ha la gestione, quindi i costi non si fermano a manutenzione e personale
    inoltre forse sono ammortizzati gli impianti esistenti, tuttavia sono ampiamente insufficienti a garantire la copertura del territorio anche solo di salso tabiano e fidenza, quindi servono nuovi investimenti
    anche gli “armadioni” non possono servire piu’ di tot connessioni, quindi anche qui nuovi investimenti

    insomma, è nem vero che il digital divide in italia è fenomeno maggiore che in altri paesi, ma la soluzione non è così facile come la mettete voi

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  • avatar fb scrive:

    Noi umani siamo i soli a sapere, fin dalla nascita, che la nostra meta ultima è la morte, condizione che, fin da piccini, in modo latente o patente, cerchiamo di regalare al prossimo o di dispensare a noi stessi. Siamo gli unici assassini dei nostri simili, tra tutte le specie animali, che uccidono al di fuori di necessità di alimentazione. Viviamo di pulsioni di aggressione e di distruzione, di etero od autodistruzione. Queste pulsioni si aggravano e si intensificano con l’isolamento e l’insufficienza del territorio, come accade sempre più da un secolo a questa parte, alla ricerca ossessiva di un capro espiatorio, che sia poi un singolo od una comunità od un intiero popolo, vedi Shoah e genocidio degli Armeni; ciò si verifica specie se il gruppo aggressore è retto da un leader autoritario, che costruisce ad hoc ed in continuazione, un “nemico” interno od esterno su cui scaricare ansie ed aggressività conseguenti. In Italia, da qualche anno, siamo amministrati da soggetti portatori di stati deliranti ed allucinatorii acuti, che producono manifestazioni di aggressività di carattere patologico, specie in soggetti senescenti, simili agli stati demenziali o predemenziali di certi anziani.

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