Attenti a quel faggio
Gentile Navecorsara,
vi invio queste due foto per documentare il pericolo causato da un grande faggio (almeno credo che questa sia la specie) che rischia di cadere sull’edificio adibito a piscina termale di fianco allo stabilimento Zoia di Salsomaggiore.
Come si può vedere dalla prima foto, il tronco del faggio si sta autodistruggendo e ha formato un cumulo di legno sbriciolato ai piedi dell’albero; nell’altra foto si nota la vicinanza del faggio all’edificio-piscina (di cui peraltro è visibile una voragine nel terreno intorno alle fondamenta), e come la parte più pesante della chioma unitamente al lato del tronco sbriciolato siano rivolti verso la piscina, a rischio quindi che venga colpita qualora l’albero crollasse. Invito quindi il comune a sistemare la cosa prima che avvenga il disastro.
Saluti da un salsese















Quel faggio, che era spesso punto di riferimento, per i miei coetanei, 50 anni fa, di incontri, più o meno clandestini e rischiosi, con bimbe salsesi, sorvegliate a vista da genitori rancorosi, vendicativi e occhiuti, è l’immagine botanica ed arborea del disfacimento di una cittadina, piena di vita, di laboriosità, di verde e di fiori, di frescura e verzura, serena, tranquilla e rasserenante, che un tempo si chiamava Salsomaggiore, mentre ora sembra l’immagine in regresso distruttivo della famosa Casa Usher.
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