Nichi, Papino e don Verzé soci in affari
Silvio Berlusconi omaggia don Verzé in occasione del suo novantesimo compleanno.
Il 28 maggio scorso, a Taranto, si è costituita, in presenza di un notaio, la Fondazione San Raffaele del Mediterraneo, che gestirà il complesso ospedaliero da costruire nel Quartiere Paolo VI della città pugliese.
Presidente? Ovviamente don Luigi Verzé; un don Verzé incurante del paradosso che il suo ennesimo investimento avverrà in una località che porta il nome del papa, Paolo VI, che, nel 1964, lo sospese dal sacerdozio con l’ammonimento «occupati più dei sacramenti che degli affari».
Il costo del nuovo Ospedale Polo Tecnologico è di 120 milioni di euro, interamente versati dalla Regione Puglia!
Ed è qui che, gli piaccia essere tirato in ballo o meno, c’entra Nichi Vendola.
Il Consiglio di Stato, di recente, ha sentenziato che la Fondazione San Raffaele «svolge attività commerciale, il fatto che non persegua utili o che gli utili siano reinvestiti nell’attività non esclude che essa svolge iniziative di carattere economico con modalità tali da consentirle di permanere sul mercato e di concorrere con altre strutture enti e società che operano nel settore sanità».
Parole chiare, inequivocabili; che però non hanno indotto il «compagno» Vendola ad aprire una gara di appalto per la costruzione del nuovo nosocomio tarantino.
Come i lettori più fedeli ed attenti di Nave Corsara già sanno, infatti, alla fine dello scorso anno (2009), Papino il Breve si è aggiudicato, con il 24% delle azioni, la maggioranza della MolMed spa, che ha sede a Milano.
Tra i consiglieri di amministrazione della MolMed spa figura Renato Botti, che è anche vicepresidente della neonata Fondazione San Raffaele: nella MolMed, lo abbiamo già detto, compare il figlio dell’Unto dal Signore, Luigi.
Sorvolando sugli altri (numerosi) intrecci, si arriva tranquillamente alla conclusione che i rapporti fra la Fondazione di don Verzé e la MolMed sono stretti ed evidenti. Almeno quanto quelli fra l’attuale Governo e la criminalità internazionale.
Nel febbraio 2010, don Verzé, nel corso di una riunione a Taranto, dichiara: «Vengo in Puglia per trovare un amico, Vendola. Nichi, fossero come te tutti i politici. Non dovrei parlare di politica, ma ve lo confesso: Silvio Berlusconi è entusiasta di Vendola!» (cosa di cui non dubitavamo affatto).
Non è affatto difficile, a questo punto, comprendere la ragione per cui il governatore della Puglia, il «compagno» Vendola, ha scelto di creare una Fondazione ospedaliera non solo con don Verzé, con Botti, con il figlio dell’Unto e con il resto della (folta) comitiva.













