Assassinano il paesaggio. E Berlusconi è il mandante

Pubblicato da Redazione il 14 luglio 2010 in Ambiente, Brutta Italia |


«La “manovra” del governo che in nome del federalismo mette in ginocchio le Regioni, e senza affrontare i nodi della corruzione e dell’evasione fiscale taglia selvaggiamente sanità, ricerca, scuola sta facendo un’altra vittima: il nostro paesaggio».

Inizia così l’articolo di Salvatore Settis pubblicato lunedì 12 dal quotidiano la Repubblica. Un allarme freddo, quello del direttore della Normale di Pisa, una disamina implacabile dell’ultimo colpo inferto dal governo al nostro Paese colpito in quella che con un po’ di retorica potremmo chiamare la sua anima e la sua aura. Che con linguaggio più concreto si può tranquillamente definire come risorsa economica di tutti. Che sarà sacrificato però per favorire gli interessi di pochi.

Con la nuova legge, imprese di costruzioni, proprietari di stabili e terreni potranno fare quel che vorranno in barba alle soprintendenze, agli enti locali e in spregio allo stesso Codice dei Beni culturali varato nel 2004 proprio da un governo Berlusconi.

I controlli preventivi saranno sostituiti da controlli, peraltro a campione, ex post. Cioè a cose fatte. Quando il guasto sarà irreparabile. Lo Stato abdica ai suoi poteri di regolamentazione e di controllo sui beni collettivi lasciando mano libera ai privati.

A totale discapito dell’articolo 9 della Costituzione, che dice: «La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico artistico della Nazione».

A totale beneficio della Confindustria e dei suoi affiliati e succedanei che fanno della libertà d’impresa la libertà di distruggere a piacimento, in nome e del profitto di pochi.

Due passaggi, che riproduciamo qui di seguito, rappresentano lucidamente e dolorosamente l’avvenire del nostro Paese attraverso lo smantellamento di ogni forma di garanzia e di tutela del patrimonio che abbiamo ereditato e che già non sapevamo amministrare nel migliore dei modi. E che ora, con piena consapevolezza, siamo autorizzati a distruggere. E proprio mentre il capo del governo presta la sua voce a uno spot promozionale sul Belpaese. Oltre al danno, le beffe.  Conoscendo il tipo non dovremmo né indignarci né stupircene. Lasciamo che sia ancora Settis a spiegarsi meglio di noi.

«Il pubblico bene viene calpestato, la tutela messa in sottordine rispetto all’ unico diritto sovrano, quello di fare impresa a qualunque costo, anche inondando il territorio di cemento e di brutture, anche proseguendo lo spietato consumo di suolo già in corso (13 ettari al giorno cementificati nella sola Lombardia). Al di sopra del paesaggio, che è bene comune di tutti, vien posta la fatturazione delle imprese, la cui pretesa autoresponsabilità spodesta tutti i poteri delle pubbliche amministrazioni. I controlli ex post, secondo i dettami di un “nuovo” articolo 41 della Costituzione di Lorsignori (opposta a quella vigente), occasionali e a campione, sarebbero del tutto inutili una volta arrecato il danno». (…)

Del resto, secondo il deputato Pdl Giorgio Stracquadanio, «L’ Aquila era una città che stava morendo indipendentemente dal terremoto, e il terremoto ne ha certificato la morte civile; il Governo avrebbe voluto fare una nuova università, una Harvard italiana, e ci è stato detto che volevamo cementificare». Menzogne come questa risuonano impunemente nell’ aula di Montecitorio; una perversa Costituzione-fantasma, e non quella vera, detta l’ azione di governo. Se non si corre velocemente ai ripari, muore il bene comune, muore l’ etica della Costituzione, muore la legalità, la storia e l’ identità del Paese».

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5 Commenti

  • avatar Ambrogio scrive:

    Ieri sera all’ora dell’aperitivo in via Amendola circolava la voce che i sondaggi davano il PD (l’opposizione) al 15%. Questa sera il PD locale ha organizzato un po’ di fuochi d’artificio e prodotto molta tortafritta. Sia ieri che oggi il popolo dei blogs si è impegnato a chi la dice più bella su Berlusconi.
    Ma quanti alleati ha Berlusconi fuori dalla sua coalizione! Troppi, anche per uno che vuole stravincere.
    E noi che fare? Beh, adesso aspettiamo il prossimo Consiglio Comunale per conoscere se la suoneria del telefonino di Comerci è rimasta l’Inno di Mameli.

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    • avatar giovanna galli scrive:

      Caro Ambrogio, evidentemente frequentiamo luoghi diversi per prendere l’aperitivo. Dove vado io c’è pieno di gente che dice che se tornasse indietro non voterebbe certamente più per Cantini perchè è rimasta molto delusa di questo primo anno. E’ chiaro che ognuno tira l’aqua al suo mulino e vuol far ben apparire la propria parte politica. C’è però una differenza sostanziale tra noi due ed è che io sono pronta a dichiarare la mia partigianeria mentre tu ti poni al di sopra delle parti. Che il Pd non ti piaccia è lecito e comprensibile, che l’interrogazione su Bella ciao e sulla soneria di Comerci sia vergognosa lo condivido ma spiegami qual è la colpa del Pd che fa i fuochi e tanta tortafritta? Dcve sta il problema? Una festa di 15 giorni richiede molta forza e molto impegno e non resta molto tempo per altre cose. Ti garantisco, però, che seppur molto faticoso è anche un momento importante per incontrare gente e parlare dei problemi della nostra città.

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      • avatar ambrogio scrive:

        L’informazione del 15% viene da sinistra altrimenti l’avrei cestinata.
        Leggi i miei interventi su tuoi post o commenti come provocazioni, e preferisco provocare chi stimo e ritengo debba fare di più.
        Ricordati poi che noi, semplici elettori, siamo tutti super partes visto che siamo noi, semplici elettori, a dover giudicare per poi votare ed eventualmente accorgersi di aver sbagliato.
        Ultima annotazione, io non prendo aperitivi.

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  • avatar ambrogio scrive:

    Si riceve e si pubblica:
    MANOVRA ECONOMICA: ESCLUSE DALL’ART.49 LE MATERIE DISCIPLINATE
    DAL CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
    Alessandra Mottola Molfino, presidente Italia Nostra: “ringraziamo i parlamentari che ci hanno aiutato, ma rimane una vittoria a metà. La S.C.I.A. (segnalazione certificata di inizio attività) è comunque un’aggressione al Paese perché lascia indifeso il nostro patrimonio di fronte alle peggiori speculazioni. La S.C.I.A.
    è una minaccia gravissima e incivile”

    Italia Nostra, prendendo atto che è stata accolta la propria richiesta di escludere dal dispositivo dell’art. 49 della “Manovra” (ddl 2228) – S.C.I.A. (segnalazione certificata di inizio attività) – le materie disciplinate dal Codice dei Beni culturali e del paesaggio, ringrazia i parlamentari di tutti gli schieramenti che si sono adoperati per arginare lo smantellamento del sistema della tutela, come garantita dall’art. 9 della Costituzione.
    Italia Nostra ribadisce la propria ferma opposizione all’introduzione dell’istituto della S.C.I.A, che ulteriormente indebolisce la funzione pubblica di governo del territorio e della città e si rivela l’ennesima aggressione al Paese perché lascia indifeso il nostro patrimonio di fronte alle peggiori speculazioni. La S.C.I.A. è una minaccia gravissima e incivile.

    Roma, 14 luglio 2010
    Italia Nostra – Ufficio Stampa Nazionale
    Maria Grazia Vernuccio

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  • avatar Editore scrive:

    Lancia le campagne per le vacanze in Italia, ma ogni anno va in Provenza. E anche la settimana scorsa era lì, con famiglia e animali al seguito. E dopo aver visto il fotografo, cerca di giustificarsi: “Sono in missione…”(28 luglio 2010)

    La ricetta del governo per il turismo in crisi? Il ministro Michela Vittoria Brambilla ne ha una piuttosto originale: andarsene in vacanza in Francia. Maniaca della tintarella in Costa Azzurra, alla faccia degli italiani che solo pochi giorni fa s’erano sorbiti lo spot ufficiale “Magic Italia” con la voce di Silvio Berlusconi che invita a non tradire il Belpaese: «Questa è la nostra Italia! Un Paese unico, fatto di cielo, di sole e di mare, ma anche di storia, di cultura e di arte. È un Paese straordinario che devi ancora scoprire: impiega le tue vacanze per conoscere meglio l’Italia, la tua magica Italia».

    E la ministra del Turismo con i conti in rosso come i suoi capelli, che gli dava pure corda: «Mettersi a disposizione del proprio Paese è un atto di grande amore. Facessero tutti così!». Già, tutti. A partire da lei, che mentre ancora giravano il trailer già progettava la fuga all’estero per la sua villeggiatura.
    Con meta il borgo di Menton, terra di Provenza, a una manciata di chilometri da Montecarlo.

    La scusa ufficiale c’è: una missione a caccia di spiagge dog-friendly, per lei e chi come lei ama i cani. Questo racconta a un giornale amico.

    Strano, però, che anche lo scorso anno, sempre in questo periodo, la bella Michela si trovasse ancora una volta qui a Menton, sempre a spasso per le stesse strade dove ormai è una star. E con tanto di famiglia al seguito. Perché deve tenerci proprio a questa missione di Stato, se alla faccia di Capri, Cortina e Forte dei Marmi, i Brambilla si sono fatti addirittura l’appartamento sulla Promenade du Soleil, il lungomare che da Garavan scorre dritto fino a Cannes passando per Nizza, per studiare le spiagge aperte ai cani.

    Sarà pure un caso se il residence che s’è scelta porta addirittura il suo secondo nome di battesimo: The Victoria Palace. Ma certo non è una coincidenza che nei locali della movida di Menton non si parli d’altro che di lei, la ministra italiana che da quelle parti è più conosciuta di Napoleone.

    Staranno allegri i suoi cani a spasso, quando nei bar, nei ristoranti, in spiaggia, perfino sulle panchine all’ombra delle magnolie dove tirano fiato gli anziani del paesello la sentono nominare a ogni ora: «La tenda è aperta, sono in casa. Lassù, guardi, da là dominano tutto il panorama», fa il signor Pietro, torinese in pensione, che qui ci viene dal 1989. «Ci vengono sempre qui, parlano con tutti. Anch’io conosco Michela. Esce da quella porta. Vede, abitano al quinto piano».

    Intanto un furgone bianco arrivato dritto da villa Brambilla a Calolziocorte, vicino a Lecco, posteggia di fronte all’ingresso della lussuosa palazzina che nel 1996 sostituì le vecchie casupole dei pescatori. Non sembra un furgone in missione, ma piuttosto il trasloco estivo di casa Brambilla visto che in un paio d’ore da là sopra scaricano di tutto: bagagli, biciclette, lampade, sdraio e perfino i climatizzatori. E neppure il collega d’Oltralpe Dominique Perben pare sapere che, nella sua Francia, ci sia un ministro straniero in visita per ragioni di studio. Annunci a parte, insomma, sembrano proprio le vacanze ufficiali del ministro italiano del Turismo, quella che in patria predica di spendere i quattrini lungo la Penisola e poi fugge all’estero quando i soldi in questione sono i suoi.

    Sotto casa ci passeggia un’amica milanese che condivide con lei la passione per i cani. I barboncini Tommy e Matteo, sempre al guinzaglio, sono ormai diventati le mascotte di Menton, eppure nemmeno lei sa nulla di questa missione: «Qui si sta bene, ci sono le spiagge pure per loro. Ma quest’anno glielo dico proprio alla Michela: cosa penserebbero gli italiani, se sapessero che proprio lei passa le vacanze all’estero? ».

    Già. Che direbbe il Cavaliere se sapesse che da queste parti se la contendono come un trofeo e, forse, a guadagnarci in fatto di turisti non è lui, bensì il collega Nicolas Sarkozy? E infatti in pochi minuti gira la voce del suo arrivo. Al punto che, con i bilanci del turismo italiano che si ritrova, madame Brambilla che fa? Si fa scattare un paio di foto e si presenta agli italiani come la ministra-turista per caso che passa da Menton a studiare. Macché. Dire che da quelle parti è habituée è dire poco. Ormai è l’attrazione principale di rue Saint-Michel, la stradina di Menton che fra salite e piazzette ottocentesche serpeggia fino al Bastione arabeggiante su cui sventola, battuto dal libeccio, il tricolore di Francia. (Tommaso Cerno, L’espresso)

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