Dall’Asia con furore

Pubblicato da Redazione il 13 luglio 2010 in Ambiente, Sanità |

È tornata a tormentarci. È tornata tra la gratitudine dei disinfestatori e dei produttori di vape, autan e citronelle. E tornata a devastarci gambe e braccia. A renderci meno gioiose le uscite serali. È tornata la zanzara tigre. Ma da dove viene questo insetto che da diversi anni funesta le nostre estati?

Contrariamente a quel che si pensava dapprincipio, non è stato il materiale bellico rimpatriato dal fronte del Pacifico alla fine della seconda guerra mondiale. E neppure quello proveniente dal Vietnam, vent’anni dopo.

L’introduzione della zanzara tigre negli Stati Uniti è dovuta all’importazione di pneumatici dal Giappone. In Europa, la zanzara asiatica è comparsa per la prima volta negli anni Settanta in Albania, trasportata dalle merci provenienti dalla Cina, a quell’epoca uno dei pochi partner commerciali di Tirana.

Qualche anno fa, l’insetto è stato reintrodotto in Europa, nelle serre olandesi, attraverso l’importazione dei tronchetti della felicità, ancora una volta dalla Cina.

In Italia, la zanzara è arrivata con gli pneumatici statunitensi. Il risultato è che l’Aedes albopictus ha colonizzato buona parte del globo: le Americhe, buona parte dell’Europa e tutta l’Asia. Per l’Africa mancano i dati, ma pare che sia presente in Nigeria, Camerun, Guinea Equatoriale e Gabon.

Un paio d’anni fa, l’autorevole rivista scientifica americana Sciente si è chiesta se la diffusione dell’albopictus possa diventare un problema sanitario. Ha concluso che è sì il vettore di alcune malattie come la dengue e la febbre chikungunya, ma difficilmente trasferisce il virus agli esseri umani. A meno che i virus non mutino, per adattarsi e sfruttare meglio il loro vettore. E finora non è successo.


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3 Commenti

  • avatar fb scrive:

    Questo tipo di zanzara è effettivamente inquietante; non solo può trasmettere le malattie elencate, ma anche febbre gialla, febbre del Nilo Occidentale, dirofilariasi ed encefalite di St. Louis, tutte malattie che possono risultare anche mortali. In Emilia- Romagna, specie sulla Riviera romagnola, tra il 2007 ed il 2009, sono stati registrati casi di chikungunya e di febbre gialla del Nilo Occidentale, di cui due mortali. Ho saputo che esiste un parente prossimo della zanzara tigre, chiamato, poveraccio, Aedes cretinus; mi auguro che punga con insistenza, pervicacia e protervia i suoi omologhi bipedi ed umani, qui da noi, quel tanto che possa bastare ad escluderne la totalità o quasi dalle nostre amministrazioni locali e nazionali.

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  • avatar Editore scrive:

    DAL QUOTIDIANO LA REPUBBLICA, REDAZIONE DI PARMA

    Caso di febbre Dengue a Parma
    Disinfestata zona di via Parigi

    Un nuovo caso di febbre Dengue a Parma. Un residente di via Parigi, da poco rientrato della Thailandia, è stato colpito dal virus. L’ospedale ha avvisato il Comune ed è subito partita la disinfestazione nell’area. Sono tre gli interventi effettuati nella zona di via Parigi per evitare ogni rischio di possibile diffusione del virus Dengue.

    Il provvedimento è stato deciso tempestivamente da Comune di Parma e Azienda Usl per contrastare un’ eventuale diffusione del virus, a seguito della positività alla febbre Dengue riscontrata nel residente in via Parigi.
    Attualmente le condizioni sanitarie del concittadino sono buone e non destano alcuna preoccupazione: è ricoverato al Reparto Infettivi dell’ Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma solo per misura precauzionale, dove resterà altri tre o quattro giorni. Ma poiché la febbre Dengue si trasmette all’ uomo solo tramite il vettore costituito da zanzare (tigre e non) che siano entrate in contatto con persone positive al virus, Comune e Ausl hanno attivato la procedura di prevenzione prevista dalle normative nazionali e regionali per contrastarne la possibile diffusione. Nella serata di ieri, oggi e domani, è stata dunque disposta una disinfestazione tramite mezzi dotati di nebulizzatori, che intervengono in strade e giardini della zona, in un raggio di 100 metri dall’ abitazione del parmigiano risultato positivo.
    Allo scopo, si invitano i residenti nella zona ad attenersi alle istruzioni comunicate dagli agenti della Polizia municipale presso le abitazioni, ovvero tenere chiuse porte e finestre per la durata di circa un’ ora dell’ operazione di disinfestazione, che verrà ripetuta anche stasera e domani.
    “Gli interventi che sono in corso di realizzazione – spiega Gianluca Pirondi, direttore del Dipartimento di Sanità pubblica dell’ Ausl – premettono di azzerare la popolazione di zanzare della zona interessata, evitando così in modo efficace e sicuro la diffusione del virus”
    “ Appena ricevuta la notizia – commenta l’ assessore all’ Ambiente Cristina Sassi -, ho attivato immediatamente il Protocollo regionale che prevede la nebulizzazione, nella zona segnalata, di prodotti con principio attivo adulticida. Si tratta, quindi, di un intervento che vede coinvolte più realtà dell’Amministrazione comunale a tutela e beneficio dell’intera collettività”.
    “Il caso di dengue riscontrato – riferisce il delegato del sindaco alla Sanità Fabrizio Pallini – dimostra come l’attivazione del Protocollo d’intervento sia scattato in modo immediato dalla segnalazione, evidenziando l’efficienza del Servizio, ulteriore esempio di come sia importante l’azione sinergica tra Azienda Usl e Comune per la tutela della salute del cittadino. Anche l’aspetto informativo e divulgativo nei confronti della popolazione fa emergere più che mai l’importanza delle problematiche legate alla zanzara tigre e alle patologie a essa correlate. L’attenzione da parte nostra rimane perciò ai massimi livelli”.

    (13 luglio 2010)

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  • avatar fb scrive:

    Leggendo le dichiarazioni affannose della Sassi e dell’ineffabile Pallini, sembra che la loro unica preoccupazione sia quella di palesare e mettere ben in primo piano che loro, da bravi bimbi primi della classe, si sono subito attivati a proteggere i concittadini dalle operazioni di perforazione epidermica della zanzara juventina. Fra l’altro, ho letto, da parecchie parti, che questa zanzara, solitamente, opera entro un raggio di 200-300 metri; che significato assume, allora, operare disinfestazioi solo per un centinaio di metri attorno all’abitazione del malcapitato residente di Via Parigi? Speriamo solo che la nube adulticida non faccia strage di parmigiani della zona, lasciando intatta la popolazione di succhiasangue ronzanti.

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