Viavaio. «La mia odissea all’ospedale»

Pubblicato da Redazione il 8 luglio 2010 in Fidenza, Sanità |

Egregio direttore, vorrei informare tutti i suoi lettori dell’esperienza vissuta venerdì 12 febbraio al pronto soccorso dell’ospedale di Vaio. Tutto inizia alle 18 quando accidentalmente mi sono tagliata la mano destra asciugando un piatto. Visto da subito che la ferita era abbastanza profonda decido di recarmi al Pronto Soccorso di Vaio.

Arrivata all’accettazione un’infermiera mi disinfetta subito il taglio, mi assegna il codice verde e mi dice di aspettare che mi chiameranno. Questo alle 19.30. Aspetto ben tre ore, ma per me non è un problema, e finalmente alle 22.30 mi fanno entrare nell’ambulatorio. La dottoressa mi fa le domande del caso e decide che bisogna cucire. Mi fa l’anestesia alla mano e dopo di che inizia a cucire. Fin qui tutto bene, non fosse che viene chiamata al telefono per un urgenza esterna all’ospedale. Al che mi informa che con suo dispiacere deve interrompere con me per uscire dall’ospedale, essendo un medico del 118.

A questo punto io chiedo che deve pur esserci un altro medico che la sostituisce per poter finire di cucire la mia mano visto che mi aveva già dato 4 punti e ne mancavano solo 2. Ma lei dice che non c’è nessun altro che la sostituisce perché hanno ridotto troppo il personale per cui io devo pazientemente aspettare il suo ritorno che potrebbe essere tra mezz’ora, un’ora, due ore. E così io devo stare lì, con la mano mezza cucita e mezza da cucire. Visto che in quelle condizioni non potevo andarmene ho reagito a modo mio.

Esco dall’ambulatorio, mi metto nel corridoio e chiedo al personale che passa se è in grado di cucire la mia mano. Non so se ho fatto pena a qualcuno, ma so che dopo mezz’ora arriva una dottoressa con camice bianco che finalmente riprende in mano il lavoro smesso dalla sua collega. Mi pratica una seconda anestesia, visto che dalla prima era passato troppo tempo, e finalmente finisce. Grazie a Dio finisce: sono le 23.30! (Lettera inviata da Salsomaggiore alla Gazzetta di Parma il 9 marzo 2010, pubblicata il 17 marzo 2010)

Mega World News Facebook Twitter Myspace Friendfeed Technorati del.icio.us Digg Google Yahoo Buzz StumbleUpon Weekend Joy

Tag:,

2 Commenti

  • avatar Doctorenry scrive:

    E’ evidentemente tutta una questione di culo.
    Mia esperienza.
    Arrivo in Pronto Soccorso con mezzo privato verso le 06.00 del 29 novembre u.s. Stavo mica tanto bene. Scompenso cardiaco da fibrillazione atriale con alta risposta ventricolare.
    Tradotto, el my corazon faceva quel cavolo che voleva senza interessarsi a me. Al suo padrone.
    Non ero pero’ in pericolo di vita. Camminavo(male), ero cosciente. Facevo solo un po’ di fatica a respirare.
    Iga :in PS non c’era un’anima di paziente in attesa. Medico di guardia, tre infermiere, cardiologo di guardia, tecnico di radiologia tutti per me.
    Alle 8 me ne stavo gia in medicina d’urgenza a ronfare beato.
    Così è.
    Se vi pare.
    NB:adesso nei PS gira così. Il medico di guardia fa pure il 118. Incredibile.

    Ti piace questo commento? Thumb up 9 Thumb down 1

  • avatar polipoassonnato scrive:

    con problemi al cuore SEI in pericolo e quindi hai la precedenza anche se ci fossero state 100 persone.In ps ci sono sempre 2 medici ,uno parte con l’automedica al bisogno ,l’altro c’è nel caso arrivasse uno come te con bisogno di rianimazione.informarsi costa poco,sparare sulla croce rossa anche meno.

    Ti piace questo commento? Thumb up 1 Thumb down 0

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Copyright © 2009-2012 Nave Corsara All rights reserved.
Desk Mess Mirrored v1.8.1 theme from BuyNowShop.com.