Quando le vite vissute abbondano, la Gazzetta di Parma ha un calo di fantasia
Giuliano Molossi, 56 anni, direttore della Gazzetta di Parma.
Sul blasonato quotidiano ducale di oggi, 8 luglio, leggiamo e fedelmente trascriviamo.
Pagina11: «Mariangela Monica, una vita per il Comune».
Stessa pagina: «Annamaria Alinovi Tanzi, una vita all’insegna della famiglia e del lavoro».
Pagina 15: ««Giuliano Bertolotti, 50 anni vissuti dietro il bancone».
Pagina 17: «Addio a Gaita, una vita con la divisa addosso».
Ma che vita d’inferno deve essere quella dei titolisti. Monotona.
Mara Meo













Questo perchè i direttori vogliono che i posteri dicano di loro “Una vita alla Gazzetta”. Come se fosse un merito da tramandare ai posteri!!!
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Se alla Gazzetta togliessero le ultime pagine, con foto e dediche stracciacore dei morti, venderebbe la metà, soprattutto non l’acquisterebbero più le varie Nives e i tanti Wilmer,che le consultano per prime, e forse uniche,toccandosi, in un rito tra l’apotropaico ed il catartico, del tipo “Par furtòuna ca me ag sum mia nanmò in sìma”. Un’altra buona fetta di lettori sparirebbe se mancassero i soliti articoli del tipi “Solignano piange Gigi”, “Tutta Sorbolo si dispera per la morte di Carletto”, L’intera comunità di Tarsogno in lutto per la perdita di Mariolina”. Tali pagine sono saggi inmitabili di apologìa ed agiografia di tutti i trapassati, sempre ed indistintamente ricordati come gioviali, sempre con il sorriso sulle labbra, lavoratori indefessi, solerti, amorevoli genitori, coniugi e figli, generosi , pieni di abnegazione verso il prossimo, sempre disponibili e pronti a dare ina mano ed anche due. Io a volte, quando li leggo, vengo assalito da tanatofilìa acuta, solo per potere, eventualmente, godere di uno di questi commenti, che distribuiscono, a piene mani, amnistìe, indulti ed indulgenze plenarie, prima ancora del Giudizio finale di Domineddio. “Sol chi non lascia eredità d’affetti\poca gioia ha dell’urna”. “A egregie cose il forte animo accendono le pagine de’ morti, o mia Gazzetta…quindi trarrem gli auspici.” “E tu onore di pianti, o quotidiano, avrai, ove fia santo e lacrimato l’obolo per la Gazza versato, e finchè il foglio se n’escirà con le sciagure umane.”
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