A Bologna, la scuola dei preti non vuole il figlio di Ciancimino

Pubblicato da Redazione il 7 luglio 2010 in Chiesa, Scuola, Società |

Massimo Ciancimino in una vecchia foto con il padre Vito, ex sindaco di Palermo condannato per i suoi rapporti con la mafia.

Massimo Ciancimino, figlio dell’ex sindaco di Palermo, che da oltre un anno collabora con varie procure è amareggiato: «Il collegio San Luigi ha rifiutato l’iscrizione alla prima elementare di mio figlio a causa del suo cognome».

E anche quando il preside del noto collegio bolognese, padre Giuseppe Montesano, afferma che il rifiuto non è mai stato assoluto, ma che intendeva chiarirsi con la famiglia prima di accettare l’iscrizione, lui non cambia idea: «Bologna non è il San Luigi. Lo iscriverò in un’altra scuola».

Ciancimino vive a Bologna da tempo e ha ricevuto parecchie minacce. A dargli la notizia è stata la moglie: «Mi ha raccontato di una telefonata dalla scuola in cui le dicevano che il preside, visto il nome del bambino, aveva detto di no». Padre Montesano spiega: «Non è certo per il bambino, ma per le conseguenze che potrebbero capitare alla scuola. L’iscrizione avrebbe potuto crearci dei problemi, da un rapimento a un attentato».

Ma dov’è la Chiesa che altrove sfida la mafia? Che cosa significa questa formula gesuitica del rifiuto «non assoluto»? Vuol dire che devono pensarci su un po’, prima di dire di no? Aspettano che i giornalisti ripongano i taccuini e l’attenzione scemi? Che ne è del Cristo che diceva «lasciate che i pargoli vengano a me»?

Avremmo capito di più se fosse successo in Sicilia o in un’altra delle quattro regioni controllate dalla malavita organizzata. Ma a Bologna, santiddio, no.

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3 Commenti

  • avatar fb scrive:

    I Ciancimino non si sono distinti, come attestato da mons. Vergari, quali grandi benefattori di Santa Romana Ecclesia Cattolica ed Apostolica, come invece ha fatto Renatino De Pedis; e non sono nemmeno lontanamente imparentati con il gangster di Chicago in abito talare, mons. Marcinkus.

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  • avatar Maria Scordino scrive:

    In Sicilia e/o in altre regioni del SUD dove i vari” governi” e gli uomini”politici” hanno scelto di” relegare” la mafia non poteva mai succedere un simile rifiuto.Sarebbe stato un buon segno e l’inizio non tanto più remoto della piena sconfitta della mafia e/o della drangheta ecc.Si dovrebbe fare questo in tutte le scuole italiane ,in quanto non lo si deve intendere come rifiuto e /o discriminazione ma come tutela dei propri figli da portatori di morte,degrado,arretratezza ,distruzione ecc. Anzi si dovrebbero togliere i diritti civili a queste persone perchè tali non sono :non si possono neanche paragonare a degli animali perchè si denigrerebbero quest’ultimi che almeno hanno un’”anima”…Le colpe di questo degrado ed escalation dei c.d.mafiosi nella società civile è delle istituzioni ormai “inquinate”irreversibilmente,di lobby e
    consorterie varie di cui è piena l’Italia:la questione meridionale esiste ed esisterà fino a quando non ci sarà una presa di posizione chiara e decisa per estirpare dalla radice questo cancro che avvelena totalmente il SUD e gran parte anche del Nord.Chi ha dimenticato gli anni del terrore dei sequestri- sopratutto al SUD-(alias “piena autorizzazione alla morte civile”)di persone inermi ed indifese gettate nel dimenticatoio quasi fosse normale punire con la morte imprenditori,professionisti,figli /nipoti di magnati ai quali si tagliavano anche le orecchie pur di avere miliardi in cambio ,dando così” lavoro” a persone che tali non erano, non sono e non saranno mai…

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  • avatar fb scrive:

    Le organizzazioni criminali originarie del Sud del nostro Paese non sono arrivate solo nel Nord dell’Italia, ma si sono dilatate a tutto il mondo; non c’è un solo Stato, sul pianeta, in cui i varii ambiti del malaffare non siano gestiti dalle nostre mafie, sempre con i soliti metodi spicci e sbrigativi di imposizione della loro leadership a base di omicidii efferati. Ormai ci dobbiamo rassegnare che noi italiani, nel mondo, siamo più famosi, a torto od a ragione, per gli accostamenti ai mafiosi che per il prosciutto, il parmigiano, il Chianti ed il made in Italy di qualità nell’abbigliamento e nei complementi di esso. E’ più razionale sperare che un giorno i pesci respirino con i polmoni per le strade del mondo e che noi frequentiamo a ritmo di branchie i fondali marini piuttosto che credere che le mafie possano essere mai sconfitte. Soprattutto perchè sono collusi con esse i governanti di questo mondo, che ne sono spesso parte attiva, ed anche del Regno che non è di questo mondo, vedi cardinali e monsignori che giocano a poker interminabili partite con questi poteri occulti, ma solidissimi. Da qualche tempo a questa parte, poi, non si capisce se quello che funziona per, diciamo cos’, “governarci”, è il Parlamento dell’Urbe Eterna o sono invece quelli disseminati in Campania, Calabria e Sicilia, con filiali anche in Puglia, ispiratori e sostenitori occulti della legge sulle intercettazioni.

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