Licenziato in Francia chi oltraggia la bandiera, stiano attenti i leghisti
Due dipendenti della Fnac che avevano osato premiare la foto in cui si vedeva una persona asciugarsi con il tricolore sono stati licenziati.
Antefatto. Il 6 marzo la Fnac di Nizza organizza un concorso per fotoamatori sul tema del «politicamente scorretto». Lo scatto mostra un uomo che si asciuga il sedere con la bandiera francese. La sua pubblicazione nell’edizione nizzarda del quotidiano Metro suscita un’ondata di reazioni a livello locale, dalle associazioni degli ex combattenti ai dirigenti dell’Ump, il partito di Sarkozy, al prefetto del dipartimento delle Alpi-Marittime. Il ministro della Giustizia minaccia azioni penali con inevitabili strascichi penali. Il ministero dell’Interno entra in fibrillazione.
La condanna è unanime: «Nessuno può accettare che la libertà d’espressione sia indirizzata al disprezzo del simbolo del nostro Paese». Ma il procuratore della Repubblica di Nizza non dà seguito giudiziario alla faccenda.
Quanto alla Fnac, prima si scusa pubblicamente e ritira la foto dall’esposizione; poi decide di sacrificare due dipendenti. Il primo a farne le spese è la responsabile comunicazione del negozio di Nizza, incinta da alcuni mesi. Licenziata per «grave colpa» secondo una fonte sindacale, la dipendente è accusata di avere preso atto della scelta della giuria e di avere passato la foto ai giornali. In pratica, di avere fatto il proprio lavoro.
L’altro licenziato è un quadro intermedio, responsabile delle iniziative culturali, cui è stato rimproverato di non avere bloccato la pubblicazione della foto incriminata.
In nessuno dei due casi si è fatta menzione scritta della foto come causa scatenante dei due licenziamenti.
I capri espiatori sono stati sacrificati, l’onore nazionale è salvo.
Resta aperta la questione del vilipendio alla bandiera, sulla quale dovrà pronunciarsi il Consiglio di Stato.
Per saperne di più, consulta Rue89.















A parte l’ipocrisia della Fnac, bisogna ricordare che la Francia inizia a sentirsi una nazione unita ai tempi di Filippo II Augusto, alla fine del 1100, con sette secoli e mezzo di anticipo su di noi e con un centro politico e culturale, che è già allora Parigi, mentre noi siamo stati dispersi tra Venezia, Firenze, Napoli, Milano, Palermo, Roma, per 15 secoli; ed anche ora ci sono italo-sudisti, italo-nordisti e, a parte, i toscani, divisi non solo tra città fieramente rivali tra di loro, ma addirittura in contrade.
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Stiano attenti i leghisti? Mi meraviglia constatare che non siamo ancora pronti a denunziare i leghisti, tutti dal primo all’ultimo, di vilipendio alla bandiera. CIò dimostra che dal Presidente della Repubblica all’ultimo cittadino di questa repubblica non siamo ancora un popolo.
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