Berreste l’acqua «dal vascòn» di Fidenza dopo che uno ci ha fatto il bagno? In democrazia, capita
L’India viene spesso definita «la più grande democrazia del mondo». Grande in che senso, scusate? Per il semplice fatto che quel subcontinente conta oltre un miliardo di abitanti? Allora si dovrebbe dire «la più popolosa». Democrazia, poi, in un Paese dove le caste contano ancora moltissimo. Mah. E quando vediamo foto come questa, scattata a Bombay (ribattezzata Mumbai perché anche gli indiani ci tengono a cambiare i nomi per non cambiare le cose), dove un ragazzo fa il bagno nella cisterna di acqua potabile di uno slum, ci cadono le braccia. E non veniteci a parlare della grandezza, né alla democrazia, di quella nazione. Crediamo solo alla sua imbarazzante popolosità.














Fra l’altro, conosco un tipetto, tipico meneghino imprenditore, de quei che “ghe pensi mì, sun chi mì, adès mèti a post tucc mì, te fu vedè tucc quel che me sun crumpà” e così via, munito di Hummer, con famiglia in Range Rover, con soldoni che gli colano da orecchie e naso, fuoriescono dalle tasche e dalle scarpe, che mi ha raccontato che là il neocolonialismo non è certo terminato nel ’47; lui laggiù ha un’azienda agricola grande come una nostra provincia, dove lavorano come schiavi poveracci pagati un dollaro al giorno; e lui è uno che paga bene, gli altri padroni dalle belle braghe bianche, specie i locali, corrispondono al massimo 50 cts al dì. E non dimentichiamoci che ogni tanto capita di sentire, ancora di recente, in India, in qualche sperduto villaggio, di mogli gettate nella pira dove brucia il corpo del marito defunto, e di povere consorti o fidanzate con il volto bruciato dal vetriolo, per carpirne l’eredità e passare a nuove nozze.
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In una Nazione dove esistono ancora le Caste parlare di Democrazia mi pare un pò avventato.
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