Coppie di fatto, don Tarcisio contro il dottor Cenci

Pubblicato da Redazione il 29 giugno 2010 in Chiesa, Salsomaggiore |

Tarcisio Malvisi (Pdl).

di Doctorenry

Avevo un debito da pagare al Consigliere Comunale Luigi Cenci che in  un suo scritto su nave Corsara mi accusava di interessarmi poco alla sua «produzione» consigliare, soffermando la mia attenzione solo sugli aspetti più gossipari di questa e tralasciando invece le cose serie. Come, ad esempio, la mozione da lui presentata all’ultima seduta. Siccome del sottoscritto tutto si potrà dire tranne che non onora i suoi debiti, eccomi pronto a smentire il dottore.
Purtroppo dei contenuti della mozione sull’istituzione del registro delle coppie di fatto presentata nell’ultimo consiglio comunale dal dottor Luigi Cenci (Pd) sono venuto a conoscenza solo grazie alla lettura della Gazzetta di Parma.

Infatti TV Salso non ha ritenuto di trasmettere quella parte del consiglio comunale in cui se ne discureva, perlomeno non ad orari accessibili allo spettatore medio, preferendo riversare in video in sua vece continui spot elettorali, mascherati da conferenza stampa, di sindaco e assessori vari.

Non so quindi con quale maggioranza sia stata approvata né se piaccia ai cittadini salsesi.

So che a me piace, almeno parzialmente.

Ma, ohilui (il Cenci) sicuramente non piace ai parroci salsesi e ad un pezzo da novanta dei consiglieri comunali di area berlusconiana, Tarcisio Malvisi.

La  motivata avversione dei religiosi salsesi è riportata dalla Gazzetta di Parma a pagina 37 dell’edizione di sabato 26 giugno.

E si rifa alle dichiarazioni rilasciate dall’arcivescovo di Bologna il nostro conterraneo monsignor Carlo Caffarra lo scorso autunno in occasione di analoga presa di posizione della giunta regionale dell’Emilia-Romagna da cui il consigliere Cenci ha scopiazzato…ops tratto ispirazione per la propria mozione.

Secondo i pastori d’anime salsesi, l’istituzione di questo registro «avrebbe a lungo andare effetti devastanti sul nostro tessuto sociale», per cui verrebbe da chiedersi” «quale progetto di città e quali problemi abbiano presenti i nostri amministratori».

Spiace che  dopo molti anni di  un silenzio delle gerarchie religiose salsesi (che datava dai tempi in cui a reggere le sorti dell’allora parrocchia di San Vitale era il futuro cardinale allora semplice arciprete don Ersilio Tonini, il vero sindaco di Salso seppur per interposte persone) a fare le spese della rottura di questo silenzio sia stata una mozione del dottor Cenci, personaggio che come tutti noi ben sappiamo, è assolutamente estraneo ad ogni tipo di polemica.

Non bastasse, anche il consigliere Pdl Tarcisio Malvisi, si è scagliato contro la mozione Cenci, ritenendola responsabile del tentativo di imporre ai salsesi un nuovo, diverso e sgradito modello di famiglia. Obiezione rudemente rinviata al mittente dal dottor Cenci che non ha perso occasione per ricordare i poco edificanti esempi di modelli famigliari dispensati agli italiani tutti dal leader nazionale del consigliere Malvisi, al secolo il nostro  presidente del Consiglio.

Che dire allora, oltre a ribadire che la mozione io l’avrei votata con piena convinzione, anche perché è fin dai tempi del liceo che il sottoscritto si batte per una vera laicità dello Stato?

Che fin che la Chiesa Cattolica Romana continuerà ad entrare a gamba tesa contro le libere istituzioni dello Stato appoggiata anche da parti rilevanti delle istituzioni stesse che predicano bene ma razzolano male, l’Italia non sarà mai un Paese davvero normale.

Che fin quando i modernizzatori, invece di procedere con passo lento ma costante sulla strada della laicizzazione dello Stato, continueranno a far richieste assolutamente inaccettabili da quella parte dei cittadini ancora immaturi rispetto ai diritti civili (parlo delle richieste di riconoscere giuridicamente le coppie gay e le adozioni da questi richieste) il cammino  risulterà più lento e più difficoltoso.

Le frasi ad effetto, i toni giustizialisti, le sarcastiche lezioncine impartite da maestri (talora) cattivi a volte ottengono gli effetti contrari.

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1 Commento

  • avatar EMMECIBI scrive:

    Concordo con il doc, non mi sconvolge piu’ di tanto che parroci, vescovi e cardinali si inalberino per la questione, del resto fa parte del loro lavoro
    quello che mi sta sui maroni è che questo poi influenza le decisioni di chi ci governa, a partire la governo locale su sino a quello nazionale.

    Dopo la storica breccia avrebbero dovuto trasferire il vaticano in Groenlandia!

    Detto questo ne butto li un’altra: sono favorevole al riconoscimento delle coppie di fatto esclusivamente se composte da omosessuali. Tutti gli altri (quindi gli etero) hanno già il modo di vedersi riconosciuti i diritti che invece, ora come ora, non sono riconosciuti agli omosessuali.
    Vuoi essere tutelato in caso di morte del coniuge? oppure in caso di separazione? vuoi gli assegni famigliari? perfetto, ti sposi in comune, ti prendi le tue belle responsabilità ed avrai tutte le tue tutele.
    Io non credo che se gli omosessuali potessero sposarsi con rito civile chiederebbero il riconoscimento delle coppie di fatto.

    E adesso scatenatevi!

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