Lo spettacolo più triste di questa estate

Pubblicato da Redazione il 24 giugno 2010 in Cinema, Cultura, Fidenza, Tempo libero |

Solo un ricordo. Il cortile delle Orsoline all’epoca delle proiezioni estive.

Fidenza. Esterno Notte non si farà. Niente cinema all’aperto in luglio e agosto. L’annullamento della rassegna estiva nel cortile delle Orsoline e l’avvicendamento alla guida della città non sono fatti estranei l’uno all’altro. Chi è così ingenuo da credere che si tratti di mera coincidenza? Se la scorsa estate le proiezioni si fecero è solo perché la nuova giunta, appena insediata, non poteva cancellare quanto era già stato approvato dalla precedente amministrazione.

In questi giorni, su blog e fogli locali, si sta parecchio a sottilizzare di chi sia la responsabilità. Questioni di lana caprina per menti oziose. Quando si vuole scatenare una guerra, il pretesto, il casus belli, lo si trova sempre. Una volta sarà l’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando d’Austria a Sarajevo a fare da miccia alla Prima guerra mondiale; un’altra, l’incidente del Golfo del Tonchino a catapultare i marines americani in Vietnam.

Dunque, riteniamo del tutto pretestuoso fare risalire la rottura a una mancata stretta di mano o all’assenza di qualcuno a un incontro pubblico. Poiché, se dovessimo prendere sul serio tali motivazioni, dovremmo concludere con amarezza che si tratta di uno scenario di dispetti e ripicche da asilo infantile.

Avremmo capito se l’amministrazione, in una casereccia versione dello spoiling system, avesse tolto l’incarico della programmazione alla Notte americana per affidarlo a circoli consanguinei.

Avremmo capito se l’assessore alla Cultura o il sindaco avessero dichiarato la mancanza di fondi e avessero mostrato le tasche buche anche a proposito di altre manifestazioni molto più costose e meno redditizie come introiti di pubblico.

Insomma, avremmo capito la franchezza e ci saremmo fatti una ragione di una dimostrata ristrettezza finanziaria, mentre non possiamo perdonare ai signori del palazzo la meschinità e le scuse mal confezionate. Non solo e non tanto perché questo è un comportamento irriguardoso verso gli amministrati, trattati come branco di babbei cui si può contare qualsiasi fola, ma perché, in nome della faziosità politica, al qualcosa è stato preferito il nulla.

Se sindaco e assessore avessero dichiarato che la programmazione era troppo sbilanciata «a sinistra» e che si riteneva opportuno introdurre dei correttivi «di destra» (ammesso che sia lecito distinguere i film in base a un presunto colore politico), avremmo scosso la testa (che vuoi farci, sono politici, non possono capire), ma avremmo vagamente giustificato tale bislacco comportamento zdanoviano.

E invece no, in nome della politica, anzi di una militanza di partito intesa nella sua versione più retriva e restrittiva, si puniscono migliaia di persone che per una decina di serate avrebbero avuto uno stimolo a uscire di casa per divertirsi in maniera intelligente.

A causa di pochi, i soliti pochi animati da smania di potere e vendetta, paghiamo tutti.

Un tempo i nemici del cinema estivo erano le feste di partito. Ora sono i partiti. Sia gli avversi che i falsi amici.

Agli artefici del cinema locale, a questi volontari che non ci guadagnano nulla e lo fanno con il solo intento di condividere un piacere insieme ad altri concittadini (che abbiamo visto essere tanti), non fanno bene neppure certe polemiche su certi blog dove gnomi anonimi sputano insulti e sentenze per puro spirito di parte o ignoranza esibita con fierezza.

Spiace che uno come Angelo Conforti, che ama il cinema e che ha animato tanti cineforum negli anni Sessanta, che dal 1980 si è dato da fare per dare vita al circolo la Notte americana insieme ad altri compagni di ventura, sia trattato come uno zimbello o un presuntuoso dal popolo degli invisibili che lanciano sassi micidiali e nascondono la faccia, oltre che la mano.

Conosciamo Conforti da più di quarat’anni. Gli si possono rimproverare ombrosità e una certa rudezza di carattere però una cosa è lampante e innegabile: non si serve del cinema per raggiungere altri scopi, non vuol far carriera attraverso un ciclo di film, non cerca il plauso accendendo un proiettore, vendendo biglietti alla cassa o affiggendo manifesti. Lo sa come funziona il mondo dell’ambizione e se fosse stato della stessa pasta dei politici che lo avversano o lo blandiscono quando fa loro comodo avrebbe preso una tessera di partito tanti anni fa. Non lo ha fatto. Ha fatto quel che sapeva fare. Cinema.

Chi crede a un Conforti che attraverso una locandina cinematografica persegue chissà quali scopi o è un cretino o abita da pochi mesi a Fidenza. Certo, per chi ragiona solo in termini di tornaconto, politico o personale, è difficile pensare che esistano persone cosiffatte, disinteressate e un po’ ingenue.

Sì, ingenue. Rimproveriamo infatti a Conforti di avere messo a disposizione di Fidenza le sue competenze e passioni cinematogfrafiche senza mai chiedersi perché lo facesse e se ne valeva la pena. Forse sta cominciando a chiederselo.

Ha agito per puro spirito di servizio, quello stesso spirito di servizio di cui si riempiono tanto la bocca i politici, e ora constata che, insieme ai tanti grati, ci sono gli ingrati. E non stiamo parlando degli amministratori, in questo caso, ma del popolo invisibile dei lapidatori incappucciati.

Stiamo parlando di quella strana gente che crede ai politici che si spacciano per Madre Teresa di Calcutta, animati cioè dal cosiddetto spirito di servizio, ma non crede ai pazzi che fanno le cose per il semplice piacere di farlo e condividere con altri questo piacere. Se lo fanno, insinuano questi malpensanti, deve esserci dietro qualcosa. Per esempio, smania di protagonismo. E anche se fosse? A chi fa paura e ombra un gruppo di persone che realizzano la loro «smania di protagonismo» facendo lavori oscuri come mettere giù un ciclo di film e venderne biglietti?

Un’altra accusa rivolta a Conforti è quella di credersi chissà chi, mentre è un signor Nessuno. Benone, abbiamo una conventicola di persone, in primis Conforti, che da trent’anni ci fa andare al cinema senza chiederci il voto, senza chiederci un’offerta, senza strumentalizzare qualche categoria di oppressi, deboli o malati per farsi un nome. È un grande titolo di merito in questa società in cui tanti presunti samaritani sfruttano le loro opere pie per una briciola di notorietà, per il nome sul giornale o per fini meno lodevoli.

Agli occhi dei malevoli, Conforti e i suoi pards sono sia soci di una confraternita che trama chissà che con il favore delle tenebre estive sia degli ambiziosi frustrati che in tutti questi anni sono riusciti solo a traslocare le proiezioni dal cortile della De Amicis alla corte delle Orsoline. Un po’ troppo, in un caso, e troppo poco nell’altro. Sono solo amici del cinema e nostri amici. Diventati, loro malgrado, facile bersaglio dei tiratori scelti del palazzo municipale e dei cecchini appostati nei blog. Vittime sacrificali non molto diverse da quelli che fumavano e strepitavano attorno alla vecchia chiesa di San Michele o dei «leoncavallini» dell’Arci Taun. Carne da macello. Materiale per piccoli trucchi di chi non riesce a voltare pagina in ben altri ambiti. O forse neanche vuole.

I troll invisibili che, più o meno ispirati dai loro numi, attaccano Conforti sui blog o non amano il cinema in quanto tale o non sono mai stati al cinema d’estate a Fidenza o sono di quei poveracci che godono dei naufragi dei progetti e degli entusiasmi altrui.

E per questi ultimi, che sono i più miserevoli, proviamo una pena infinita.

Ci brucia enormemente che questa teppaglia meschina porti benzina al bulldozer di chi ha smantellato il cinema estivo. Per colpa di questa minoranza berciante che non sa distinguere Mutande pazze da L’uomo nell’ombra e che si crede maggioranza plenipotenziaria solo perché ai «suoi» è andata di culo, qualche migliaio di persone dovrà sorbirsi la loro volontà di impotenza. Non hanno nulla da dire né da proiettare in alternativa, ma godono come i ricci ad avere ridotto all’impotenza chi aveva qualcosa da dire e da proiettare. Restando nell’ombra.

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13 Commenti

  • avatar fb scrive:

    Passando in rassegna la triste sequela di insulti, vituperii, smargiassate varie, scherni e sberleffi rivolti ad Angelo Conforti, mi sono veramente rattristato. E’ un collega che conosco solo virtualmente, con cui ho avuto persino accese discussioni, su questioni di didattica e pedagogia nella scuola, ma non è civile e nemmeno di buon gusto dileggiare una persona che, da come leggo, si è sempre interessata disinteressatamente -mi si consenta il gioco di parole- di un argomento che appassiona anche me, da 50 anni perlomeno: il cinema. Conforti, se non erro, è un docente di Lettere, possiede e proviene da una cultura umanistica, oramai in disuso, qui in zona e non solo, vedi l’estinzione prossima ventura del Ginnasio Liceo D’Annunzio. Verso di lui si appuntano le misere frecciate di un popolino roso da invidia e gelosia verso chi appartiene al corpo insegnante, insieme ad un totale disprezzo per la categoria, ormai imperante in campo nazionale, da parecchi decenni. Non posso nemmeno sperare che la rassegna risorga dalle sue ceneri, come l’Araba -o Borgsàna- Fenice; sarebbe pretendere troppo che manifestazioni del genere, impostate ed incentrate sulla cultura no-profit, possano durare più di tanto. Vorrà dire che, come altri fidentini, salsesi ed abitanti del circondario, dovrò spostarmi a Parma, all’Arena Edison, all’Astra, come ho fatto di recente per il film “Il tempo che ci rimane”, per seguire qualche proiezione che non sia del genere di Avatar o delle solite commediole yankees con smorfiette e faccine idiote, gente che mangia frittelle di mele, sciroppo d’acero, salsine di mirtilli e mastica, come dei mangani, malloppi enormi di chewing-gum. A Conforti, nel nome di una comune passione per l’arte cinematografica, tutta la mia modesta, ma sincera solidarietà: l’invidia del cretino per l’uomo brillante trova sempre qualche consolazione nella speranza che costui faccia una brutta fine. Conforti, come scrisse un tempo Virgilio: non equidem invideo; miror magis, del fatto che esistano e persistano tanti sciocchi e insipidi personaggi in questa valle di scemenze, più che di lacrime.

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  • avatar Stefano scrive:

    Non entro nella questione del perchè o del percome dato che non conosco i fatti, ma ..che peccato!
    Aggiungiamo anche questa fra le cose che non si possono piu’ fare a Fidenza…
    Sempre piu’ citta’ dormitorio di supporto all’ Outlet e Shopping Park…che tristezza!

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  • avatar Teresa scrive:

    conforti e i suoi amici andranno al cinema a parma, ma i tanti anziani che frequentavano l’arena estiva dove andranno? fidenza è sempre più povera… questi amministratori continuano l’opera di quelli venuti prima di loro… non sono diversi… la gente gli piace chiusa in casa o fuori a spendere… quelli di prima volevano farli andare all’outlet… questi alle notti bianche… solo il colore dei soldi capiscono

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  • avatar Poliziotto della Digos, con bavero dell'impermeabile sempre alzato, Paolo Sirocchi scrive:

    Bisticciai sul Vascello con Angelo Conforti su una questione riguardante Don Ciotti.
    Avrei potuto volergliene a morte.
    Ma non andò così.
    Andò che gli chiesi lumi sul comportamento di Vesna, una sua allieva, che iniziò la scuola in modo lento ma, improvvisamente, viaggiò veloce e sicura verso il suo avvenire.
    Finì che gli indirizzai una richiesta su alcuni libri di storia, sul modo col quale la trattavano.
    Mi rispose.
    E, quando potevo, aderivo alle sue proiezioni senza chiedere nulla in cambio: mi piacevano.
    Cosa c’è che non va a Fidenza?
    Cosa è cambiato, poniamo, a partire dall’ultimo quinquennio cerriano?
    Sapete una cosa?
    Non prendetevela.
    Ma siete diventati vecchi e noiosi, indesiderati ma onnipresenti.
    Ma non avete nient’altro da fare?
    1.800 personaggi hanno cambiato idea.
    Speriamo in maglio.

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  • avatar Alessandro Stefanini scrive:

    Quelli di prima, però, li facevano andare pure ad Esterno Notte, all’opera al Magnani, al Festival di Lilliput… Questi no.

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    • avatar Sfruntè e malduchè, Paolo Sirocchi scrive:

      Alessandro, ci credi che, avendo tu un’età per la quale “potresti essere mio figlio” come si dice comunemente, ti voglio bene?
      Ed allora non prendertela se ti dico che NON E’ LI’ che sta il problema.
      Lilliput morì prima di Mario Cantini.
      Non fare come la sacerdotessa del Vascello che, non avendo evidentemente nient’altro da fare, vestita da Rosy the Blindy, legge tutto il giorno NC allo scopo di bacchettare.
      Sempre e comunque.
      Il problema è che sia il PD con la L (geniale, Davide, veramente) sia il PD senza la L sono contenitori vuoti in merito alla cultura.
      Lo sono diventati. Non sanno più che proporre e chiudono o lasciano agonizzare.
      Non dire sempre: ma io ero meglio.
      Alessandro, non è più così. Non ci crede più nessuno.
      Ed allora, che fare?
      Come per quella mensa in quel del Nord, speriamo che un imprenditur al tirà fora i sod pr’al cinema ed sira.
      Sapa e badil? No, car armè!

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  • avatar Ravisi scrive:

    fermo là, non barare… lilliput è finito parecchio tempo prima che finisse l’ecumenica giunta di centro-sinistra e pare proprio per contrasti interni alla casa delle sinistre… per esempio venivano a parlare certi sapientoni selvatici provenienti da lande desolate che vivevano alla primitiva e cominciarono a pestare i piedi a certi sponsor del festival che di mestieri fanno i costruttori di case in dosi massicce… ma tu a quell’epoca eri uno sbarbatello, il pd non esisteva e non puoi ricordare… beata e innocente gioventù

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  • avatar luigi scrive:

    La cosa più umiliante è che, a quanto mi si dice, tutto è andato a monte per una cifra che si aggira sui 3mila euro. Vergognatevi, fidentini: si tratta sempre della medesima storia, la vittoria della pancia sulla testa. E non c’è uno, dico uno, che abbia il coraggio di dire, tra lo sfrecciare di mille Cayenne da 100mila e più euro: eccovi qua i soldi, il cinema ve lo faccio fare io.
    Che schifo.

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  • avatar franco scrive:

    Tanto rumore per nulla, oggi l’assessore ha comunicato in una conferenza stampa che il cinema estivo ci sarà.
    Resta da scorpire chi lo farà.

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  • avatar Forsiagciap scrive:

    sì anch’io sono proprio curioso di sapere chi lo farà, secondo me mario fontanelli alias don mario fontanelli… scommettiamo? o lo farà qualche sottomarca di CL? comunque sempre ambiente pretorum

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    • avatar fb scrive:

      E’ probabile che verranno proiettate pellicole della San Paolo Film, come “Stato Città Vaticano”, “Manto azzurro” e “Il porto della speranza”, con sottotitoli in aramaico e latino e commento sonoro, con voce ispirata, nasale e lamentosa di qualche beghina di Radio Maria. In finale, coro di voci bianche di qualche collegio confessionale femminile, gestito da spose di Cristo e diretto da qualche madre superiora di Carmelitane Scalze, data anche la stagione calda in cui si terrebbe la manifestazione, che incrementa la sudorazione dei piedi. Le entrate sarebbero devolute a scopo benefico per la novella e neonata Agenzia per la famiglia.

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    • avatar Rocky scrive:

      atghe mia ciapè. Sembra che la rassegna la faccia una associazione che collabora con il comune di Collecchio. CL non mi pare particolarmente attiva su quel territorio.

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  • avatar Rocky scrive:

    Smentendo tutti l’assessora sembra avere fatto l’accordo con dei comunistacci d’oltretaro. niente Cl e niente don Fontanelli. Se è così la Callegari sorprende e continua a mettere in buca tutti. per la notte americana e il suo presidente sarebbe un vero e proprio suicidio.

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