In un certo senso, Lunardi è come Marchionne: uno che ti apre gli occhi e ti inizia alla vita
«Ho fatto favori, embe’, che c’è di male?». Non mi stupisco che Pietro Lunardi si stupisca del nostro stupore perbenista. Dove sta lo scandalo?
L’ex ministro è come Sergio Marchionne, gli piace dire vino al vino e pane al pane. E poche balle.
L’amministratore delegato della Fiat ha accusato gli operai di avere fatto sciopero il giorno che giocava l’Italia.
Lunardi, con la sua aria da stralunato, accusa a modo suo gli italiani tutti di non aver capito come funziona la politica e di reagire alle presunte rivelazioni sullo scambio di favori tra lui e il cardinale Crescenzio Sepe come certe toghe rosse o come quegli studentelli ingenui che, imbottiti di ideologie, idee e ideali (per lui non fa differenza, sono tutte cose che non rendono), faticano a crescere, a smaliziarsi, a comprendere come si fa a stare al mondo.
Beata innocenza, ci rimprovera il parmigiano già a capo del dicastero dei lavori pubblici e anche di quelli privati purché altolocati, possibile che non abbiate ancora capito di che materia è fatta la politica italiana?
Ci verrebbe da dire che è fatta di escrementi mescolati al cemento e affumicati con l’incenso. Di qua e di là dal Tevere ci sta una ruberia (da cantare come Di qua di là del Piave ci sta un’osteria).
Mara Meo














Certo che se noi del PDL speravamo che Lunardi facesse un pò di pulizia in quello che è ormai un partito proprietà privata del Satrapo di Noceto,la Grande Carpa nata a Buenos Aires erano speranza davvero mal riposte..
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