C’è ancora un giudice a Salsomaggiore

Pubblicato da Redazione il 29 maggio 2010 in Salsomaggiore |

Mariella Cantarelli, funzionaria dell’Ufficio Turismo del comune di Salsomaggiore.

di Doctorenry *

In nome del popolo italiano… Non proprio così, ma quasi, inizia un’ordinanza di archiviazione emessa dal giudice delle indagini preliminari (Gip) del Tribunale di Parma, dottoressa Paola Artusi, in relazione ad un procedimento penale a carico di Barral Lupo e Villani Giuseppe per il reato di cui all’articolo 595 del codice penale (reato di diffamazione) di cui pure il Pubblico ministero (Pm) aveva chiesto l’archiviazione.

Il procedimento penale in epigrafe era stato originato da una querela, presentata nei confronti dei suddetti uomini politici, dalla dirigente del settore Turismo e sviluppo economico del comune di Salsomaggiore, Mariella Cantarelli, la quale lamentava di essere stata offesa nell’onore e nel decoro da dichiarazioni rilasciate appunto da Barral e Villani, esponenti del Pdl che, sulle vicende salsesi, esternano sempre in copia.

Ma procediamo con ordine, poiché la vicenda trae origine da accadimenti relativi all’agosto 2006.

In quell’epoca presso l’Istituto Baistrocchi, storico «sanatorio» salsese convertitosi negli ultimi anni al benessere e al wellness, sulla cresta dell’onda in quanto unica struttura termale salsese in controtendenza, cioè con cospicui aumenti di clientela, incassi e giornate lavorative per i dipendenti, vennero effettuate due ispezioni successive a breve distanza di tempo da parte dei carabinieri dei Nas.

Gli accessi si conclusero con un verbale che suggeriva al sindaco di Salsomaggiore di procedere alla chiusura del Baistrocchi per una presunta irregolarità di alcuni collaboratori.

In parole povere, i Nas contestavano la presenza, nel reparto benessere dell’istituto, di personale in possesso di «zero titoli» per effettuare massaggi curativo-riabilitativi, che in effetti risultò poi non praticassero, ma abilitati invece secondo l’ente (e pure secondo il Tar, come vedremo) a effettuare trattamenti di tipo rilassante ed estetico.

E il sindaco, sciaguratamente, rispose. Adeguandosi alle richieste del Nas e facendo così chiudere il reparto  con conseguenti ripercussioni di ordine economico oltre che di immagine ai danni dell’ex sanatorio.

Gli amministratori di questo istituto, prontamente ricorsero al Tar che accordò  dapprima la sospensiva del provvedimento di chiusura e  poi condannò addirittura, in sede di sentenza, l’amministrazione comunale al risarcimento del danno economico ingiustamente patito dal Baistrocchi.

La pronuncia del Tar dell Emilia-Romagna qualificava il  comportamento dell’amministrazione salsese, in relazione al provvedimento di chiusura del Baistrocchi, quantomeno come «colposo, sia non tenendo nel dovuto conto o addirittura ignorando la vigente normativa di rango nazionale o regionale in materia, sia non dando  applicazione alle disposizioni contenute in un proprio regolamento, sia infine non procedendo pur in presenza di due ispezioni dei carabinieri Nas dal contenuto in parte contraddittorio ad esperire una propria istruttoria al fine di chiarire detti punti (cfr. sentenza 353/2008 del 15.07.2008)».

In pratica, una tiratina d’orecchi ai Nas e un cazziatone al comune.

A seguito di questa sentenza, il sindaco, lungi dall’opporre il nudo petto alle fucilate dei giudici amministrativi ammettendo la propria responsabilità almeno oggettiva quale capo dell’amministrazione, mise immediatamente in atto le procedure che gli hanno consentito di rimanere politicamente a galla per non sappiamo quanti anni, forse trenta o più.

Scaricò cioè la colpa dell’accaduto sui suoi subordinati (cfr. intervista rilasciata all’Informazione il 19 luglio 2008) dichiarando che «il provvedimento è stato emesso in seguito alle verifiche e alle valutazioni degli organi tecnici e giuridici del Comune».

Un comportamento in sedicesimo simile a quello del generale Cadorna, che tentò di imputare la tragica sconfitta di Caporetto alla viltà dei suoi soldati, lungi dall’assumersi le responsabilità che gli competevano se non altro per il grado.

Lupo Barral, dirigente dell’Istituto Baistrocchi e polemista di razza del Pdl.

Piatto ricco mi ci ficco, deve allora aver pensato il consigliere comunale del Pdl Lupo Barral, all’epoca dei fatti non ancora cooptato alla direzione generale e amministrativa dell’ex Ipab Baistrocchi.

Costui, infatti, nel consiglio comunale del 6 agosto 2008 presentò un’interpellanza, fondata sul pronunciamento del Tar di cui ho detto sopra, nella quale attribuiva alla dirigente dell’Ufficio Sviluppo economico e turismo l’istruzione della pratica che aveva determinato la chiusura dell’istituto, non senza aver ricordato l’appartenenza della Cantarelli allo stesso partito del sindaco e i suoi trascorsi come presidente del consiglio comunale.

In più, il Barral chiedeva anche che il risarcimento economico, disposto dal Tar a favore del Baistrocchi, non gravasse sulle casse comunali, cioè sulle tasche dei cittadini, bensì fosse posto a carico dei responsabili dell’accaduto.

E la Cantarelli a questo punto querelò sentendosi offesa nell’onore e nel decoro, e forse  pure nel portafoglio paventando un esborso monetario per risarcire il danno provocato dalla sospensione dei trattamenti di benessere.

In un processo per diffamazione però, come tutti sappiamo, ci sono vincitori e vinti. In questo caso la parte dello sconfitto è toccata alla dirigente Cantarelli, con la motivazione che i due indagati «rivestono il ruolo politico di consigliere comunale il Barral e consigliere regionale il Villani», che «l’intervento del Barral, poi riportato dalla stampa era avvenuto in sede istituzionale (seduta del Consiglio comunale) e con modalità legittime (interpellanza)», che «gli indagati appaiono aver agito nel legittimo esercizio del diritto di critica politica… lamentando le possibili ripercussioni economiche su cittadini a seguito della condanna del comune al risarcimento del danno».

Recita sempre la sentenza di archiviazione che «le espressioni utilizzate, pur essendo certamente polemiche e critiche appaiono rivolte all’operato dell’Amministrazione Comunale che ha emesso l’ordinanza impugnata davanti al Tar» che «l’aver attribuito all’opponente (Cantarelli, ndr)… l’istruzione della relativa pratica a quanto pare in forza di un’intervista rilasciata dal Sindaco all’Informazione in data 19.07.2008…» che «l’aver ricordato i suoi trascorsi politici quale esponente dello stesso partito  del Sindaco e presidente del consiglio comunale… omissis … non paiono costituire un’ingiustificata offesa dell’onore e del decoro della querelante il cui comportamento viene contestato in relazione ad un fatto specifico sulla base di dichiarazioni emesse dallo stesso sindaco e sulla base di una pronuncia del Tar…». Per cui, «visti gli articoli… omissis… il Gip dispone l’archiviazione del procedimento e ordina la restituzione degli atti al Pm».

Breve riassunto e morale della vicenda

Un organo di polizia (Nas), nel corso della sua attività istituzionale, compie un’ispezione. Ravvisando gli estremi di un comportamento illegale, propone a chi di dovere (il sindaco in questo caso come massima autorità sanitaria cittadina) la chiusura di una struttura ove si opererebbe illegalmente.

Correttamente il primo cittadino delega la dirigente del servizio Turismo ed attività economiche, sotto la cui giurisdizione evidentemente cade l’attività paratermale del Baistrocchi a verificare e a valutare se effettivamente i Nas avessero torto o ragione nel prospettarne la chiusura.

Oberato da mille impegni oltre alla carica di primo cittadino (presidente dell’Associazione delle vie francigene europee, presidente dell’Unione Terre Verdiane, membro del direttivo dell’Ancot, impegnato a viaggiare nel mondo intero per vivacizzare la sofferente immagine di Salsomaggiore etc etc etc), giustamente fidandosi della dirigente di settore cui oltretutto era legato da antichi vincoli di comunanza partitica, Tedeschi omette di controllare. Avendo evidentemente omesso di controllare pure la dirigente Cantarelli, come si legge nella sentenza del Tar sopra riportata, il comune di Salso viene sanzionato. Il consigliere Barral, nel frattempo assurto alle massime cariche baistrocchiane, eccepisce che facendosi carico il comune di Salsomaggiore della cifra da versare al Baistrocchi, si realizzerebbe un’ingiustizia a carico dei cittadini, costretti a pagare per una leggerezza compiuta da altri, oltretutto ben remunerati.

Essendo notoriamente il Barral focoso ed irruente pur se  rimasto in fondo un attempato goliardo, si sbizzarrisce in uno dei suoi attacchi ad personam che lo hanno reso famoso non solo al pubblico che segue le teletrasmissioni delle sedute del consiglio comunale tramite Tv Salso, ma pure presso i Pm, i Gip e gli avvocati che si occupano di querele per diffamazione.

Beccandosene  una pure da un dirigente comunale, dopo quelle incassate da parte del sindaco e dell’ex amministratore delegato e direttore generale di Terme di Salso.

Fortunatamente per lui, anche se ci stiamo avvicinando alla velocità della luce grazie anche ai comportamenti dei politici nazionali cui Barral fa riferimento, l’Italia non è ancora una repubblica delle banane, dove chi omette di controllare e verificare, chi non conosce le normative del settore di cui si occupa, chi non conosce i regolamenti che è chiamato ad applicare, insomma chi scalda una ben remunerata poltrona senza averne le capacità, può ancora trovare sulla propria strada un’autorità terza e superiore che lo rimetta in carreggiata, così è stato in questa vicenda, sia per la sentenza del Tar Emilia Romagna, sia per l’archiviazione della querela contro Barral & C.

Rimane un’ultima considerazione da fare: ci stavamo gradatamente assuefacendo alla via giudiziaria alla politica, con querele da trattarsi in tribunale invece che argomentazioni da far valere  nei luoghi costituzionalmente deputati.

D’ora in poi, temo che dovremo abituarci pure alle querele di chi omette di compiere il proprio dovere per imperizia, imprudenza o negligenza.

* Un particolare ringraziamento vada al collaboratore che  mi ha fornito tutte le notizie necessarie al completamento del pezzo e che, a scanso di equivoci, preferisce non comparire.

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21 Commenti

  • avatar Franco 64 scrive:

    Meno male … che c’è

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  • avatar Paolo scrive:

    Tra i molteplici impegni del primo cittadino ci sarebbe anche quello di essersi tenuto l’assessorato al turismo ( che comunque non lo vede molto impegnato) ma forse è meglio così…..

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  • avatar Siegfried scrive:

    C’è una cosa che mi preoccupa, loro litigano si querelano ( sul sito del Comune più di 100.000 Euro in spese legali, per cause perse) e i salsesi pagano.
    Liberissimi di litigare e accapigliarsi ma che lo facciano con i loro soldi e non con quelli dei cittadini.

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  • avatar Salsese incazzato scrive:

    parole sante, anche perchè non era in gioco l’onore della città e dei suoi abitanti ma solo la faccia degli interessati … che non ne escono comunque bene

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  • avatar Attenti al gorilla scrive:

    Fantastica la storiella del leone prepotente che si mette la coda tra le gambe non appena uno si ribella, ma chi è il leone e chi è il gorilla? Io una mia idea ce l’ho

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  • avatar Roberto T. scrive:

    Vuoi dire che noi qui di salso facciamo ridere tutti? va bene anche così, basta che si parli di quel che succede. non importa il mezzo, conta il traguardo e l’arrivo è in vista: primavera 2011

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  • avatar Plauto (non Pluto) scrive:

    Vi siete messi a raccontare le barzellette come Silvio giovannibramieri Berlusconi?
    Chi è quello lì che le racconta doctorebnry? mo’ pensa ti…

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  • avatar Doctorenry scrive:

    P.S.:
    Nel ricorso al Consiglio di Stato
    il comune sostiene che non devono pagare il risarcimento stabilito dal TAR Emilia-Romagna in quanto il Baistrocchi è
    ENTE MORALE (???????) QUINDI NON PUO’ AVERE SUBITO DANNO (mancato guadagno – lucro cessante).
    Della serie:Milani e Barral gli stipendi ed i fornitori li pagano con l’aria?

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  • avatar Rocky scrive:

    il barzallettiere non il cognato del ingegnere capo del comune di Salso?
    a me pare proprio tale Cantoni da Medesano.

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  • avatar marco del freo scrive:

    Supponiamo per un attimo che chi non pensa il Parco Pubblico di Contignaco debba essere venduto abbia ragione. Supponiamo per un attimo che chi non pensa si debbano costruire “borghi” in un Parco Pubblico abbia ragione.
    Supponiamo pure che abbiano torto.
    Quanto costerà in avvocati una simile avventura al Comune di Salsomaggiore? Supponiamo anche che per tabulas (bello, eh? me l’ha insegnato un avvocato) si possa evincere una responsabilità personale in talune decisioni prese senza voler tener conto delle suddette tabulas pubbliche…
    Quanto costano gli avvocati che non siano pro bono?

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  • avatar CHINA65 scrive:

    Io voglio difendere l’ineccepibile reputazione del funzionario in questione. E’ scorretto pensare che nella chiusura del reparto al Baistrocchi abbia compiuto un atto politico o una sua vendetta personale per altre vicende. Mi sembra impossibile mettere in dubbio la professionalità e la competenza perchè ha sempre dimostrato la sua dedizione disinteressata al proprio dovere. Dovreste vergognarvi ad insinuare o a solo pensare che sia mossa da qualcosa di diverso che agli interessi comuni. I soliti maligni e i soliti “bene informati” la smettano di far ombra alla reputazione della gente perbene. Se qualcuno sà qualcosa e se lo ha denunciato e se ci sono indagini in corso e se saranno provati abusi allora sarò il primo a dire di essermi sbagliato.

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    • avatar doctorenry scrive:

      Ehi amico,
      nel mio pezzo io non ho insinuato un bel niente,ne’ messo in dubbio alcunche’!Ho semplicemente esposto dei fatti cosi’ come sono accaduti nella loro successione temporale.fatti documentati e documentabili.
      A meno quindi che il tuo post non sia ironico,ma non vedo faccine,delle due l’una:la prima gallina che canta ,sia pure per interposta persona,ha fatto l’uovo oppure excusatio non petita=accusatio manifesta…
      Scelgano i lettori cliccando sui pollici.

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      • avatar fb scrive:

        Doc, non star sempre a guardare, in modo pignolo e cavilloso, in bocca alla gente; è deformazione professionale! Devo mettere la faccina anch’io? Oggi a TV-PR ho finalmente rivisto Alessandro; mi sono emozionato, lo ricordo sempre con piacere, uno di questi giorni lo vado a trovare. Mi è parso un po’ triste, però…

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  • La pronuncia del Tar dell Emilia-Romagna qualificava il comportamento dell’amministrazione salsese, in relazione al provvedimento di chiusura del Baistrocchi, quantomeno come «colposo, sia non tenendo nel dovuto conto o addirittura ignorando la vigente normativa di rango nazionale o regionale in materia, sia non dando applicazione alle disposizioni contenute in un proprio regolamento, sia infine non procedendo pur in presenza di due ispezioni dei carabinieri Nas dal contenuto in parte contraddittorio ad esperire una propria istruttoria al fine di chiarire detti punti (cfr. sentenza 353/2008 del 15.07.2008
    egregio signor CHINA 65
    mi può dare una intepretazione letterale di quanto sopra, riportato nel pezzo di DOCTORENRY
    cordiali saluti

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  • avatar CHINA65 scrive:

    Io non sono tuo amico, caro doctor, non uso faccine e se vuoi trovare dell’ironia vedila pure. Non spiego quel che scrivo e ognuno lo legge come crede.
    Per via dei pollici a me prenderne tanti rossi delle volte mi fà piacere.

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  • avatar Arciprete scrive:

    abolite i pollici, intimidiscono quelli che vogliono esprimersi, ma hanno paura di non ricevere consensi… anche gli anonimi sono vanitosi… io lo sono… abbasso i pollici sia versi che a favore… stavolta però fatemi spere se ho torto o ragione… con i pollici, va bene, ma scrivendo va ancora meglio… non basta la parola, dobbiamo gesticolare per forza? vuol dire che il linguaggio sta regredendo, santi numi

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    • avatar fb scrive:

      Non hanno abolito il dito medio levato, in marmo di Carrara, di Cattelan, a Milano, proprio davanti alla sede della Borsa, almeno qui conserviamo il pollice, ditone che ci contraddistingue dal resto delle scimmie antropomorfe.

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  • avatar Sospettoso48 scrive:

    ma chi è l’alessandro di cui parla fb?

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    • avatar fb scrive:

      Alessandro il figliolone di Doctorenry, che è stato, solo per un anno, mio alunno alle Medie, ma che io ricordo sempre con ammirazione ed affetto, perchè era educatissimo e dotato di una curiosità culturale inusitata in un ragazzini di 12 anni. Se non sbaglio, è Presidente della Pubblica Assistenza di Fidenza.

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