Le nostre proposte di legge per tagliare i costi della politica regionale

Pubblicato da Redazione il 27 maggio 2010 in Politica, Riceviamo e Pubblichiamo |

Problemi di identità. Sono proprio tutte blu. Ma come farà ogni politico a riconoscere la sua?

di Andrea Defranceschi e Giovanni Favia *

Sono giorni di numeri e proclami altisonanti che serpeggiano in una classe politica smarrita e confusa, che, non essendo in grado di dare risposte coerenti, cerca fino all’ultimo di non dover rinunciare a privilegi accumulati per anni a spese dei cittadini, ma al contempo ha bisogno di gettare fumo negli occhi. È notizia di oggi che l’Assemblea Legislativa vuole eliminare i vitalizi dei consiglieri (della Regione Emilia Romagna, ndr).

Siamo felici e ringraziamo il Presidente Richetti per aver accolto una proposta da noi formulata molte settimane fa. Una volta noti i dettagli, ne esamineremo tempi e modi e valuteremo eventuali emendamenti. Noi restiamo fedeli alle promesse fatte ai nostri elettori e depositiamo oggi tre proposte di legge che mirano a un immediato risparmio dei costi della politica regionale.

Nel complesso portano alla riduzione del 50% degli stipendi di consiglieri, presidenti di giunta, assemblea e commissioni, vicepresidenti di giunta e assessori. Si eliminano le indennità per vicepresidenti dell’assemblea e delle commissioni, segretari, questori e capigruppo. Vengono poi eliminati i rimborsi forfettari, sostituiti, come avviene in tutte le aziende private, da rimborsi spese a piè di lista (cioè con la presentazione delle ricevute), che compensano la reale attività dei nostri politici. Eliminate completamente inoltre le indennità di missione di consiglieri e assessori in Italia e all’estero, che già fruiscono del rimborso totale delle spese e vanno quindi considerate come parte integrante della normale attività lavorativa.

Con queste leggi di riforma la politica può tornare ad essere un servizio e non un mestiere con cui cercare di arricchirsi. Si da una risposta tangibile, forte e coraggiosa al clima di sfiducia e sospetto verso le istituzioni. Siamo consapevoli che il lavoro per tagliare i costi della politica deve essere fatto su più livelli, partendo dalle consulenze delle pubbliche amministrazioni, passando per le auto blu e per la «de-burocratizzazione» della macchina amministrativa, fino ad arrivare alle riforme istituzionali per abolire le province ed accorpare i comuni sotto i 5000 abitanti e non solo. I consiglieri del Movimento 5 Stelle hanno già fatto la loro parte rinunciando a quasi 1 milione di euro di rimborsi elettorali, auto-riducendosi lo stipendio e decidendo di pubblicare online tutte le spese che sosterranno. Tutto senza perdersi in tante chiacchiere.

Ci attendiamo che i partiti tradizionali lavorino nella stessa ottica di trasparenza e in aula votino a favore delle nostre proposte, in caso contrario si assumeranno singolarmente la responsabilità di ciò di fronte a i cittadini, che noi provvederemo tempestivamente rendere nota attraverso il megafono della rete.

* Consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle-Beppegrillo.it

Nota redazionale. Auto blu, record mondiale all’Italia: secondo uno studio di Contribuenti.it il parco delle auto di servizio ha raggiunto le 624.330 unità. In soli sei mesi, in Italia, il parco in dotazione della pubblica amministrazione è cresciuto del 2,7% passando da 607.918 a 624.330 unità. Dopo la legge del 1991 che limitava l’uso delle auto blu a ministri, sottosegretari e ad alcuni direttori generali, si sono sempre proposti tagli, mai effettuati. Nella classifica mondiale l’Italia primeggia con 624.330 auto seguita dagli Usa con 72.000, Francia con 63.000, Regno Unito con 56.000, Germania con 55.000, Turchia con 51.000, Spagna con 42.000, Giappone con 30.000. (Dati 2009)


Sandro Pertini, presidente della Repubblica, andava spesso a piedi.

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3 Commenti

  • avatar fb scrive:

    Io aggiungo che sarebbe necessario, anzi, indispensabile, porre un limite alla cilindrata di queste auto, oltre che al loro numero spropositato; perchè devono essere tutte BMW, AUDI, Mercedes dai 2000 cmc. in su? Che facciamo, signori amministratori, gli “sboròni ” di parata e di vetrina, che arrivano col macchinone per impressionare il popolino dei sudditi? E farle magari viaggiare a gas metano, GPL, o con motore elettrico, tanto per dare il buon esempio ai cittadini benzinati, gasolianti, magari anche con V-Power? Arrivare a destinazione con una Punto, Grande o piccola, è vergognoso?. Fra l’altro, c’è una legge del ’91 che limitava l’utilizzo di queste auto ai soli ministri, sottosegretari e direttori generali di grandi aziende statali; si sono moltiplicati pure questi? Le auto blu nel 2005 erano “solo” 200mila! Ora, tra bolli, assicurazioni, stipendi agli autisti, trasferte, pedaggi autostradali, rifonimenti di carburante, costano quasi 19 miliardi di Euro annui! Dati gli emolumenti sempre favolosi, i signori amministratori se ne vadano in taxi, se disdegnano l plebei mezzi di trasporto cittadin ed extraurbani, così l’autista di auto blu avrà meno da farsi il solletico alle ascelle in attesa di portare a passeggio le varie eccellenze. Queste auto scorrazzano dappertutto a velocità folle, con manovre azzardate da galera; ho trovato sul web una sequenza, filmata sulla tangenziale Nord di Milano, il 20 maggio, dove per km. e km., a velocità sostenuta, l’auto blu occupata da non so quale VIP, sfrecciava a 140 km\h. sulla corsia di emergenza, con rientri a slalom tra auto e TIR, da far rizzare i capelli. Se ci riesco, la mando alla redazione.

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  • avatar fb scrive:

    Non ci riesco; comunque, è su tv.repubblica.it

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  • avatar davide scrive:

    La comunicazione è politica, questo lo intuiscono anche i bambini. Da quando la televisione è stata inventata l’operazione regressione degli adulti (infantilizzazione) è sempre più affinata. Il controllo delle masse viene eseguito con grande efficacia come non mai e gli eserciti dei media sono ottimi ripetitori della volontà del potere.

    L’argomento è: tagliare i costi della politica per dare il buon esempio

    Camere: verso risparmio 10% in tre anni, tagli secondo linee manovra

    Con un minimo di click e di ricerca chiunque può farsi un’idea della dimensione e delle proporzioni circa i numeri dati in pasto ai pesci. Prima bisogna assicurarsi di aver avviato il cervello altrimenti è inutile.

    All’interno della propaganda di potere c’è anche la canzone: tagliare le province, ogni tanto scala le “hit parade” del momento oggi è stabile al secondo posto dopo i tagli alla politica.

    “Dal governo sono arrivate le prime risposte ma ora bisogna colpire i costi della politica perchè se si fà una manovra a metà la gente non capirebbe. Il buongiorno si vede dal mattino”. Così il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni,

    Manovra, tagli ai costi della politica e stop aumenti stipendi nell p.a
    Dalla lotta all’evasione fiscale sono attesi 6-7 miliardi per il prossimo anno. Giro di vite ai Minsteri e alle auto blu, stop immediato agli aumenti degli stipendi dei dipendenti pubblici, dimezzato il contributo alle spese elettorali dei partiti.

    Partiamo dalla fine, dagli interessi che vanno dati alle banche per il prestito monetario: “Abbiamo capito che bisogna tagliare [...] Ma il bilancio bisogna farlo quadrare. E come si fa se le necessità di spesa sono sempre superiori a quel che hai in cassa? Da cui devi togliere ogni anno 70 miliardi di interessi sul debito?” (Milena Gabanelli, 11 aprile 2010 in Report)

    Corriere della Sera (26 maggio 2010): “È di 6,9 miliardi di dollari Usa (5,65 miliardi di euro) – secondo quanto si è appreso – il tesoretto contenuto nella cosiddetta «lista Hbsc di Hervé Falciani» acquisita la scorsa settimana dalla Guardia di Finanza.”

    Cosa ci facciamo col recupero di 5,6 miliardi di euro quando ogni anno dobbiamo pagare 70 miliardi di euro di soli interessi? E vogliamo parlare dei famosi tagli ai costi della politica? I dipendenti eletti dicono che vogliono dare il buon esempio, una favola dell’ipocrisia nell’incantesimo del monetarismo: debito inestinguibile.

    Tremonti, Ministro dell’Economia (25/10/09) : «tanto per dirvi un dato noi ci abbiamo ogni anno da emettere titoli pubblici per 500 miliardi di euro questo vuol dire che devi avere una domanda, una richiesta per cifre di questo tipo.» (L’era del debito, di Stefania Rimini in Report del 29 ottobre 2009). Ecco quanto scambiamo all’anno con la BCE: 500 miliardi.
    fate il confronto:
    http://www.meetup.com/gruppo280/messages/boards/thread/4498281#35862727

    Peppe Carpentieri

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